venerdì 7 settembre 2018

Immagini dalle Vacanze (parte 1): La Crociera sul Danubio

Glauco Silvestri
Quest'anno è complicato raccontare le mie vacanze attraverso il mezzo fotografico. La Crociera sul Danubio, partendo da Vienna e arrivando fino a Sofia (n.d.r. Che non è sul Danubio, ma è lì che abbiamo soggiornato negli ultimi tre giorni della nostra vacanza) è sicuramente una esperienza notevole da molti punti di vista: si toccano molte nazioni (n.d.r. Austria, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Bulgaria); si naviga lungo il confine dell'antico Impero Romano, per cui si incontrano culture davvero affascinanti e complesse; si naviga lungo un percorso naturale davvero vasto e mutevole, oltre 1400 km di navigazione, e cambia davvero tutto sulle rive del fiume, mano a mano che si arriva alla foce. E' davvero complicato affrontare questo viaggio con voi, attraverso le fotografie, e attraverso ciò che ho vissuto.
Per cui... Da che punto cominciamo?
Io partirei dal fiume, il Danubio, che poi è colui che ci ha accompagnati durante tutto il viaggio, e che ci ha regalato tante belle emozioni. 

Vienna - Vista dal Ponte della Nave

Il primo incontro con questo fiume meraviglioso è avvenuto nella bella Vienna. La Motonave Verdi ci attendeva placidamente sul molo. Da lì potevamo ammirare i tetti neogotici della St. Francis of Assisi Church, ma io vi voglio regalare il meraviglioso skyline viennese, quello moderno, con grattacieli, torri, e tante tante luci, che potevo ammirare dal ponte della nave.

Già! La notte. Parte della navigazione è avvenuta di notte. E i nostri primi passi sono stati placidi in acque larghe e avvolgenti, ma per nulla blu come invece racconta il famoso valzer viennese per eccellenza. Arrivare a Bratislava è stato un attimo, e neppure ce ne siamo accorti. L'Austria è sparita in una notte di sonno, e di cocktail di benvenuto, e di preparativi per le visite della mattina successiva (n.d.r. C'è stato qualche problemino a bordo, ma tralasciamo che non è importante, sono cose che possono capitare).

MN Verdi

Vista sul Danubio

E Bratislava di prima mattina ci è apparsa un po' sonnacchiosa, con una leggera nebbiolina che saliva dalle acque, per offuscare la vista dell'ufo, una strana struttura costruita ai capi di un ponte.
Siamo rimasti poco in città. Anche il Danubio soffre della siccità, e le sue acque sono basse, tanto da minacciare la navigazione di natanti grandi quanto la nostra Verdi. E il nostro viaggio è iniziato come una corsa contro il tempo, 10 cm di pescaggio in meno ogni giorno, col rischio di essere bloccati dalla capitaneria di porto. Partenza anticipata di due ore - quindi - e a Budapest è andata peggio, visto che abbiamo perso una intera giornata delle due previste.

Entrando a Budapest

La Cittadella

Motonave Verdi

Un solo giorno per vivere una delle città più affascinanti che abbia mai visitato. Non sufficienti, probabilmente, ma abbastanza per godere di uno spettacolo serale in teatro, e per fare un giro notturno per ammirare le luci della città, salendo fino alla Cittadella, punto panoramico dove...

Budapest by Night

E via, si riparte in fretta, che il Danubio non perdona e già le navi più grandi sono state fermate. Noi abbiamo poco margine, ma chi ci guida sa il fatto suo, e solo in una occasione abbiamo provato l'emozione di grattare con lo scafo sul fondo. Ma niente paura... La giornata di navigazione è andata a meraviglia, e le acque placide del fiume ci hanno regalato immagini mozzafiato, una flora vivace, e spiagge riaffiorate a causa della scarsità d'acqua, tutto per la gioia degli uccelli acquatici (n.d.r. E non solo...), che abbiamo potuto ammirare sia placidamente rilassati sulle rive, sia in volo.

Very Long Ship

In cerca di Refrigerio 

In Volo 

Sunbath 

A pesca 

In Volo

E in navigazione si possono gustare anche scampoli di civiltà: Campanili, ponti... E con la luce giusta - miracolosamente - il Danubio è diventato blu davanti al nostro obiettivo.

Danubio Blu

E' tempo di soste. Ci fermiamo brevemente a Mohacs, per poi andare a visitare la bella cittadina di Pécs.

Benvenuti a Mohacs

Rimaniamo a terra solo una mezza giornata, come da programma, per poi ripartire verso Novi Sad, e di seguito, Belgrado. Cambia il panorama in questo tratto ungherese di fiume. E le spiagge cominciano a mostrare imbarcazioni ormai arenate. Sono, sembrano, rottami... Ma chi può dirlo?

Chiatte Arenate

Look

Help me to climb

Chiesa sul Fiume

Qui le coste appaiono più sfruttate e civilizzate dall'uomo. Ora si vedono Chiese Ortodosse, villette con pontile che dà direttamente sul Danubio, e anche piccoli centri turistici. E il territorio viene sfruttato maggiormente, perché oltre a quanto già accennato, si incontrano anche cave e altri impianti industriali (n.d.r. Tutto questo, però, non l'ho fotografato).
Ma noi concentriamoci sul viaggio, che siamo arrivati a Novi Sad. E' mattina presto, c'è un filo di nebbia sull'acqua, e i pescatori sono già a caccia di pesce sulle loro piccole imbarcazioni.

Veradinska Bridge

Novi Sad è piccolina, e il centro storico è visitabile in una mezza giornata. Una bella cittadina, moderna, affascinante, ben tenuta. Ne parlerò in un'altra occasione. Per ora ci concentriamo sul bel Danubio, che Belgrado ci attende.

Mucche sul Danubio 

Flying 

Chiatta

Relitto 

Pescatore

Il fiume cambia, lo potete vedere con i vostri occhi. La vegetazione è calata in altezza, e spesso si trovano allevamenti di animali. Anche le imbarcazioni aumentano, tanto che molte di esse si avvicinano a noi per curiosità, per salutare, e per scambiare qualche parola con chi si affaccia sul ponte panoramico, magari usando un inglese stentato, o semplici gesti amichevoli.
Ormai siamo in città, e per l'occasione abbandoniamo temporaneamente il Danubio per entrare nella Sava, e attraccare in pieno centro cittadino.

Turisti... 

Aproaching Belgrado

Belgrado è davvero una città strana, ne parlerò più avanti. Ci sono i segni della guerra, e la gente altalena costantemente tra l'accoglienza e il risentimento per ciò che la città ha dovuto subire. Palazzi moderni, palazzi devastati ancora da ristrutturare, aree in cui le costruzioni sono abbattute, e persino terreni venduti agli arabi che sognano di costruire una piccola Dubai sulle rive del fiume.
E sul fiume, dopo una giornata di sosta, siamo ritornati tirando un po' il fiato. Da qui il fondale torna poco rischioso. Il Danubio comincia a stringersi, e presto incontreremo le famigerate Porte di Ferro.

La Verdi

Facciamo giusto una sosta a Doljni Milanovac, per andare a visitare il sito archeologico di Lepenski Vir. E poi ci rimettiamo subito in viaggio. Certo che su questo paesino ce ne sarebbe da dire, perché è recente, davvero recente. In principio si trovava su un'isoletta nel bel mezzo del Danubio, poi - a causa delle continue inondazioni - fu spostato sulla costa. E con la creazione della diga (n.d.r. Le porte di Ferro), venne spostato nuovamente, più in alto, perché il livello dell'acqua si sarebbe alzato al punto da sommergerlo completamente.

Nello Stretto

Eccoci! Il Danubio si stringe per davvero. Lo si vede dalla foto qui sopra. E' un momento davvero interessante perché osservando entrambe le rive è possibile ammirare delle cose davvero uniche.

Grotte dei Pirati

A partire da una grotta in cui si rifugiavano i pirati fluviali.

L'uovo

Un monumento dedicato alla vita, a forma di uovo.

Torre di Controllo del Traffico

Una vecchia stazione per il controllo del traffico fluviale.

La chiesa sull'argine

Una chiesetta ortodossa.

Decebalo

Il volto scolpito di Decebalo, re dei Daci, che riuscì a ottenere una sorta di tregua con i romani, all'epoca di Domiziano, e placare le continue guerre per il possesso della Pannonia.

La Tabula Traiana

La Tabula Traiana, realizzata dall'imperatore Traiano sulla via che conduceva le armate romane verso i confini con la Dacia. Altri resti della strada romana - oggi - sono sommerse dalle acque del Danubio a causa della diga. In passato era anche presente un ponte davvero maestoso che univa il territorio romano alla Dacia, e ovviamente consentiva alle truppe di raggiungere gli accampamenti i campi di battaglia. Un'opera maestosa per l'epoca, lunga oltre mille metri, con un Castrum su entrambi i lati per consentire l'accesso solo a chi autorizzato. Peccato sia stato abbattuto da Aureliano quando Roma rinunciò definitivamente alla Dacia (n.d.r. Qui trovate maggiori info).

Verso la chiusa

E infine eccole, laggiù, le porte di ferro. Una diga maestosa, con due chiuse, capace di portare una nave oltre un dislivello di oltre trenta metri.

La Chiusa 

Si Scende 

Ancora 17m e si è liberi 

Navigando Fuori dalle Chiuse

E mentre scendiamo lentamente... Alzando lo sguardo, agli occhi ci appare un segno del passato, del periodo in cui tutte queste terre erano riunite sotto la Jugoslavia, ovvero l'emblema di Tito inciso sulle montagne circostanti, ora un po' coperto da erbacce, ma ancora impressionante.

In memoria di Tito

Superate le chiuse, ecco sopraggiungere il porto di Vidin. E' il nostro capolinea. Una cittadina un tempo fiorente che ora ha visto dimezzare la sua popolazione. Su Vidin c'è molto da raccontare, ma in una prossima occasione, perché qui sbarchiamo, e salutiamo il Danubio un'ultima volta.
Ma prima di chiudere questo post, devo assolutamente ricordare le notti sul Danubio, in silenzio, con zero luci artificiali attorno a noi, e un cielo stellato come non lo avevo mai visto prima. La Via Lattea mi è apparsa come una sorta di miraggio, mai l'avevo vista così, forse solo in fotografia, e così la costellazione del Cigno, che a stento ho riconosciuto per via della quantità di stelle che brillavano in cielo. Uno spettacolo magnifico, che però non ho potuto immortalare, sia perché non avevo con me gli strumenti adeguati, sia perché mi trovavo su una barca in movimento. Ma il ricordo, quello, non me lo può togliere nessuno, e voi che mi leggete... be', voi dovete fidarvi della mia parola.

Per guardare tutte le foto scattate sul Danubio, seguendo ovviamente il filo logico di questo primo post dedicato alla mia crociera, potete cliccare qui, e accederete al mio album Flickr dedicato.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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