mercoledì 28 febbraio 2018

The Store - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Ciò che mi ha spinto ad acquistare The Store è la pura curiosità. Lo scoprirete leggendo la trama di questo romanzo - ovviamente - e capirete che l'argomento è un tema piuttosto caldo in questi giorni dove lo shopping online diventa sempre più imperante nella nostra società.

Ovviamente le premesse di questo romanzo partono da un assurdo, ovvero una economia dominata interamente da un unico negozio online. La realtà è un po' differente, e seppure esistano alcuni brand che hanno una notorietà a livello globale molto più evidente, comunque non sono uno solo, e comunque non sono i soli a vendere online.

Dimenticata questa premessa necessaria, The Store è un negozio online che ormai domina il mercato globale, per lo meno è ciò che accade nel romanzo. Jacob e Megan Brandeis sono scrittori, giornalisti d'inchiesta, e quando si vendono rifiutare il loro ultimo manoscritto, si trovano costretti a fare una scelta drastica: o dichiarare bancarotta, o cambiare lavoro. Scelgono la seconda opzione, e visto che The Store è - per certi versi - la causa dei loro problemi, è proprio a The Store che si rivolgono per ottenere un nuovo posto di lavoro... E ovviamente vengono assunti.
Non essendoci posti disponibili adeguati al curriculum della coppia, The Store offre loro un impiego temporaneo in un centro smistamento merci nel Nebraska. Si trasferiscono a New Burg, città costruita interamente da The Store, per i dipendenti di The Store, dove trovano una villetta ad attenderli, ovviamente in comodato d'uso gratuito, offerta da The Store. Al loro arrivo il comitato d'accoglienza li disorienta. Sono newyorkesi, e non sono abituati a trovarsi davanti a casa tutto il vicinato pronto ad aiutarli col trasloco. Sembra una esperienza idilliaca, un qualcosa di dimenticato, dove tutto pare al posto giusto e... E le cose non sono proprio come sembrano. Ci vuole poco perché vengano scoperte le telecamere nascoste in tutta la casa, per capire che The Store ha tracciato i loro profili così da far trovare loro nel frigo tutto il cibo che preferiscono, e... Be' questo è solo l'inizio, e non vi svelerò altro, se non che Jacob e Megan hanno un piano nascosto, una specie di 'vendetta' trasversale... Vogliono scrivere un libro inchiesta su The Store.

Si tratta di un libro scritto in modo piuttosto fluido, diretto, veloce. Si legge rapidamente, tutto accade con un ritmo non serrato, ma comunque senza pause. I personaggi sembrano costruiti con lo scalpello, ognuno con caratteristiche ben delineate, coerenti, inquadrati, e mutano solo quando ci mette lo zampino The Store. Tutto è costruito in una escalation che porta a un dubbio amletico: Come andrà a finire? Già, tutti ci chiediamo questa cosa quando leggiamo un qualunque libro ma, qui è diverso, perché l'escalation sembra non finire mai, e solo nelle ultimissime pagine avviene il colpo di scena. Un colpo di scena che non mi ha convinto, perché chiude troppo in fretta la faccenda, facendo crollare improvvisamente un costrutto che per pagine e pagine aveva incollato il lettore al libro... E' una sorta di tradimento. Bum! Lieto fine e tutti vissero felici e contenti.

No, non è il tipo di narrativa che mi piace, voi lo sapete, ed è un peccato perché questo romanzo aveva delle potenzialità che a mio parere sono rimaste inespresse.






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martedì 27 febbraio 2018

Lo preoccupava il fatto che la sua immaginazione...

Glauco Silvestri
Un’unghia di luna. La Baia degli Arcobaleni. Il Mare della Tranquillità. Richard non aveva mai davvero capito la questione dello spazio. Lo preoccupava il fatto che la sua immaginazione non fosse abbastanza potente da andare oltre l’atmosfera terrestre.

La casa rossa (Supercoralli) (Italian Edition) (Haddon, Mark)


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domenica 25 febbraio 2018

La Passione di Cristo - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Credo sia il più bel film diretto da Gibson. La passione di Cristo è davvero un film completo, originale, crudo, e davvero ben interpretato.

La trama è nota, vero? Non c'è bisogno di descriverla, sono le ultime 12 ore di vita di Gesù. E' invece doveroso concentrarsi sulla capacità del regista di regalare una narrazione cupa, intensa, che inchioda lo sguardo allo schermo anche quando non ci sono colpi di scena, dialoghi (n.d.r. Tutto il film è in aramaico per rendere tutto più realistico. E' inutile cercare il doppiaggio, al massimo potete attivare i sottotitoli), o effetti speciali fantasmagorici. Il realismo domina sovrano. Eppure si salta sulla sedia durante la flagellazione, ci si commuove durante il cammino lungo la via crucis, e... E' una esperienza davvero emozionante.

Un vero gioiello... 

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La Colazione

Glauco Silvestri
Continuo a lavorare sull'iPad per riprendere la mano e tornare a disegnare come un tempo. Il mio secondo disegno è un piccolo omaggio alle tante colazioni fatte al bar... Un cornetto, un caffè, una bottiglia d'acqua... Anche in questo caso si tratta di un work in progress.

Qui sotto potete osservare parte del processo creativo, se mi concedete il termine.


Nel caso foste curiosi di vedere i miei vecchi lavori, cliccate qui, su Flickr, troverete la collezione completa.


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sabato 24 febbraio 2018

Brazil - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Vi rendete conto che fino a pochi giorni fa non avevo mai visto Brazil
E dire che sono un appassionato di questo genere di pellicole. Un film distopico, utopico e folle, visionario, che - visto a tanti anni di distanza dalla sua prima uscita - per certi versi potrebbe aver azzeccato la direzione in cui sta andando il nostro mondo.

Sam è un addetto agli archivi di una megalopoli, la capitale di un paese non ben identificato. E' figlio di una donna benestante, è intelligente, ma non ha ambizioni, gli piace stare dove sta, in un posto tranquillo, e fare il suo lavoro tutti giorni uguale, da abitudinario, senza rischiare di... Nel mondo ipotetico di questo film impera la burocrazia, e il controllo assoluto del governo. Ogni tanto accadono degli attentati, qualche attivista, qualche terrorista, che tenta di cambiare una realtà immutabile. In tutto ciò Sam sembra vivere in una piccola isola felice, se non fosse per il suo sogno ricorrente, dove rincorre una principessa, la ama, e la vuole salvare da una prigionia ingiusta. Nella vita reale Sam è solo, e non sembra cercare compagnia. Poi... Un piccolo errore burocratico cambia la sua vita. Un mandato d'arresto per Henry Tuttle viene erroneamente intestato a Henry Buttle. E così viene arrestato un normale operaio al posto di un terrorista. Questo operaio, soffrendo di cuore, muore durante l'interrogatorio, e sempre per un errore amministrativo, l'assegno di risarcimento per l'accaduto non riesce a raggiungere automaticamente la famiglia Buttle. Per ciò Sam si prende carico di consegnare a mano l'assegno, e quando raggiunge l'appartamento de Buttle, vede per la prima volta 'lei', che vive al piano di sopra, ed è identica alla donna dei suoi sogni.
Da quel momento Sam si ossessiona per la ragazza. Cerca di scoprire il più possibile su di lei, e per avere maggiori informazioni, si fa promuovere (grazie alla madre) al Dipartimento Informazioni. Le sue ricerche ossessive gli permetteranno di rivedere la ragazza - Jill - ma ciò lo metterà nei guai.

Film geniale. Ottima la regia. Interpretazioni da Oscar. Fotografia e sceneggiatura inquietanti. Finale che lascia sorpresi. Tutto ciò che è realtà nella società in cui viviamo qui è portato all'estremo. Dalla chirurgia estetica invasiva, ai servizi di polizia sempre più spietati, ai controlli ossessivi, alla burocrazia, fino a governi sempre più assolutisti che mascherano le loro attività con parole ormai prive di valore oggettivo.

Non sente per niente gli anni che porta sulle spalle. Davvero un ottimo film.



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venerdì 23 febbraio 2018

Contro Natura - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Torno a parlare di cibo, nel dettaglio di agricoltura, di coltivazione Bio, di coltivazione convenzionale, e dei temuti OGM. Contro Natura è una pubblicazione interessante da questo punto di vista, perché pur non essendo schierata, ci offre una visione 'de facto' di quanto accade oggigiorno, e non una visione 'politica' come invece spesso accade.

Tutto ha inizio dalla attuale corsa verso i cibi 'naturali'. Ci viene colloquialmente spiegato che ciò che riteniamo naturale, in realtà, naturale proprio proprio non lo è, visto che sin dagli albori della agricoltura, l'uomo ha sempre fatto una selezione delle piante in modo tale da avere raccolti migliori, e prodotti di migliore qualità. E se all'inizio tutto accadeva casualmente, le tecniche agricole si sono affinate di secolo in secolo, fino ai giorni nostri. Una delle storie più curiose è quella della carota, che noi tutti vediamo arancione e crediamo che esso sia il suo colore naturale. Ebbene, la carota originale era viola, e solo di 'recente' essa è diventata arancione (n.d.r. Vado a spanne, se non ricordo male, attorno al 1500 circa)... Mutazione che alcuni dicono abbia avuto origine in Olanda per omaggiare Guglielmo d'Orange e la sua dinastia.
Si affronta ovviamente il problema delle intolleranze al glutine, alla falsa informazione che ruota attorno a questa malattia che è di origine genetica, e che non dipende dai cambiamenti nel trattamento agricolo dei prodotti contenente glutine. E passare dal glutine al grano e al frumento il passo è breve, così come introdurre l'argomento OGM.
Da qui diventa un improvviso luna park su ciò che è veramente un OGM, e ciò che invece è OGM dal punto di vista legislativo... Così come viene definito veramente un prodotto biologico, e come lo viene definito dal punto di vista legislativo. Argomento molto interessante che consiglio a tutti, anche perché non si ferma al frumento e alle graminacee, ma tocca il Mais, il Riso, le Mele, la Soia... Tutti i principali prodotti agricoli del nostro pianeta.

Lo stile narrativo è colloquiale, semplice, spesso comprensibile anche a chi di agricoltura sa poco o niente. L'idea è quella di fare una inchiesta a tutto tondo per capire cosa succede veramente, e non per mettere paletti pro o contro a un determinato sistema agricolo. E' una lettura di carattere scientifico, con molti riferimenti a una approfondita bibliografia.
Un testo che ho abbinato volentieri alla lettura de Il Dilemma dell'Onnivoro, citato spesso in questo volume e che consiglio di leggere prima di passare a Contro Natura. Quest'ultimo, difatti, ha un occhio di riguardo per il nostro paese e... Be', l'insieme dei due volumi permette una visione più consapevole di quanto accade attorno a noi.


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giovedì 22 febbraio 2018

Nirvana - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Continuo a scavare nel passato della mia collezione di film e scovo Nirvana. Fantascienza all'italiana, regia di un giovane Salvatores, e un'idea interessante, davvero molto interessante.

E' il 2005 (ovviamente, per l'epoca in cui fu fatto il film, era un 'futuro prossimo'), mancano tre giorni a Natale. Jimi è un creatore di videogiochi, lavora per la Okosama Starr, la quale sta promuovendo a tutto spiano la sua nuova creatura: un videogame chiamato Nirvana. Il problema è che dopo essere stato lasciato dalla sua compagna - Lisa - Jimi è un po' più trascurato del solito, e un virus informatico finisce per infettare il videogame a cui sta lavorando, e a causa di ciò, per un motivo tutt'altro che facile da comprendere, il personaggio principale del videogame - Solo - acquisisce una coscienza, comprende di vivere in un mondo virtuale e finito, e chiede al suo creatore di liberarlo... Jimi accetta, anche se sa che quanto sta per fare lo metterà nei guai con la Okosama Starr.

Un bel mix tra Tron, Johnny Mnemonic, Matrix, Il tredicesimo piano... C'è profumo di Philip K. Dick in questa trama, ma solo come fonte di ispirazione, perché poi il contesto è differente e si sviluppa in modo piuttosto originale. Senza contare che alcuni dei film che ho citato sono più recenti di Nirvana (anche se di un paio d'anni appena). La regia, la ricostruzione scenica, e anche la CGI sono all'altezza della situazione. Abatantuono è perfetto nel ruolo di Solo; abbastanza valido è anche Christopher Lambert nei panni di Jimi; e divertente è l'interpretazione di Bisio nei panni di Corvo Rosso.
Il film funziona e diverte. E' una commedia, per certi versi, ma è anche un film di fantascienza puro, con tutti i crismi richiesti dal genere, e che funziona piuttosto bene.

Nonostante l'età, regge ancora bene il passo. Lo consiglio.



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mercoledì 21 febbraio 2018

Festival dell'Oriente 2018

Glauco Silvestri
Come ogni anno, una visita al Festival dell'Oriente non può mancare, e visto che per due settimane è ospitato nella mia città, come potrei evitare di andarci? 

Come al solito il Festival è un bazar che ti investe di profumi, di cultura, e di cibi molto differenti da quelli di casa nostra. Gli stand sono ricchi di gioielli, abiti, ed esposizioni di prodotti artigianali provenienti da luoghi molto lontani dal nostro bel paese.

Rings

Sui palchi presenti alla manifestazione si esibiscono sia ballerini, sia scuole di arti marziali, sia musicisti, artisti della magia, dei giochi di prestigio, e persino esperti di arti filosofiche orientali. E' una esperienza da vivere appieno, magari una giornata intera, mangiando, girovagando tra le bancarelle, facendosi un massaggio tailandese, e guardando gli spettacoli.

Love Game

Quest'anno però mi sono concentrato sulle Arti marziali, visto che la mia morosa è appassionata di Taichi, ecco alcuni maestri in quest'arte che si esibiscono in alcune figure davvero eleganti.

Taichi Art

Maestro Taichi

Ed essendo stato bambino, come non rimanere affascinati di fronte a dei veri Ninja e maestri nell'arte del Ninjutsu?

Ninja e disciepolo

Ninja

E non posso dimenticare il Karate, con una nutrita schiera di giovani leve presenti al festival.

Ready to Fight

Ma questi sono solo piccoli scampoli di una kermesse davvero vasta ed affascinante. Se vi sono piaciute le foto presenti in questo mio breve resoconto, vi consiglio di fare un salto qui, sul mio album dedicato al Festival Dell'Oriente. Troverete le foto di quest'anno, e non solo quelle, visto che ormai è diventata una mia meta obbligata già da diverso tempo.



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martedì 20 febbraio 2018

Il tempo ci scorreva in mezzo

Glauco Silvestri
I posti rimanevano e il tempo ci scorreva in mezzo come vento nell’erba.

La casa rossa (Supercoralli) (Italian Edition) (Haddon, Mark)


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domenica 18 febbraio 2018

Omaggio al Falcon Heavy

Glauco Silvestri
E' trascorso parecchio tempo dall'ultima volta che ho realizzato un disegno in Finger Painting su iPad. In effetti avevo persino venduto il mio vecchio iPad, e fino a pochi giorni fa ne ero sprovvisto... Diciamo che da qualche settimana mi si era riaccesa la vena artistica e, colta un'occasione al balzo, son tornato al lavoro.

Il mio primo disegno di questa 'seconda stagione', giusto per scaldare un po' le dita e riprendere dimestichezza con il software di disegno che uso, ho voluto omaggiare il lancio di collaudo del Falcon Heavy, di SpaceX

Il disegno non è ancora giunto alla sua forma definitiva, per quanto ci sia vicino, ma visto che è tanto che non mostro nulla dei miei lavori, eccovi un breve video del work in progress.



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sabato 17 febbraio 2018

Harry ti presento Sally - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Torno a parlare di Harry ti Presento Sally perché l'altra sera, riordinando i files sul mio Mac, mi sono imbattuto nella sceneggiatura del film. Ricordo di aver scaricato in un periodo in cui volevo cominciare a studiare le tecniche di scrittura per le scenografie. Era un periodo in cui aiutavo una amica a preparare uno spettacolo teatrale basato su un suo racconto e... be', cercai in rete, e per caso mi imbattei proprio in Harry ti Presento Sally.

Non potevo evitare di prendere quel file... Penso che questa commedia sia una delle più brillanti che io abbia mai visto, e ancora oggi - quando la guardo - mi diverto come la prima volta. Ovviamente il successo di questo film è dovuto moltissimo ai suoi interpreti, a una raggiante Meg Ryan, e a un Billy Christal al top delle sue capacità, ma anche tutto il contorno è disegnato con una delicatezza, una magia, che davvero è molto difficile trovare delle sbavature.

Siamo nel lontano 1977. Harry e Sally si conoscono grazie a una amica comune. Loro non hanno molto in comune ma entrambi vogliono trasferirsi a New York. Sono giovani, squattrinati, per cui decidono di fare il viaggio assieme, in auto, dividendo tutte le spese. Sono 18 ore di viaggio, e tra i due - nonostante le notevoli differenze - nasce una certa simpatia. C'è una certa attrazione tra loro ma Sally non vuole fare un torto all'amica - fidanzata con Harry - per cui non accade nulla in quel frangente. Arrivati a New York, Harry e Sally si salutano pensando che probabilmente non si sarebbero più incontrati... E invece...

Sono convinto che non sia necessario andare oltre a questo punto nel descrivervi la trama. Il tema ricorrente è ovviamente l'amicizia tra uomo e donna. Secondo voi è possibile? Il dilemma rende Harry e Sally molto vicini tra loro. Le loro vite si intrecciano di continuo, e ci scoppia anche una relazione, poi una crisi, poi una relazione, poi una crisi... Harry e Sally sono davvero due personaggi costruiti alla perfezione.

Ve lo consiglio assolutamente.



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venerdì 16 febbraio 2018

Steve Jobs - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Forse arrivo fuori tempo massimo, ma finalmente ho letto anche io la biografia autorizzata di Steve Jobs. Un testo interessante che - devo ammettere - non ha svelato molto di più di quanto già si sapeva sul fondatore di Apple, sull'evoluzione dell'azienda, sul rapporto complicato Apple-Microsoft, sugli scontri accaniti tra Apple e Google, sul carattere spigoloso (n.d.r. Eufemisticamente parlando) di Jobs, sul rapporto complesso con il suo più caro amico Wozniak, sui suoi sogni, le sue idee... 

Diciamo che ciò che cerco da una biografia non è la parte lavorativa di un uomo, che si rivela nei prodotti lanciati nel mondo, dalle gesta che diventano di dominio pubblico, eccetera eccetera. Ciò che cerco in una biografia è l'animo umano, l'interiorità, il rapporto con i suoi cari, la sua vita privata.
So perfettamente com'è nata Apple, cos'era Lisa, cosa fu il primo Macintosh. Conosco perfettamente il flop di Next, i successi di Pixar, e le vicende che hanno condotto al rientro in Apple. Son tutte cose di dominio pubblico, così come è noto che Apple non abbia inventato nulla, ma abbia saputo dare armonia a tecnologie che erano state prese sotto gamba. Jobs era un Ford moderno, è indiscutibile ma... Che dire della sua vita privata, del suo background, della sua famiglia, di ciò che ha 'formato' il Jobs che tutti hanno conosciuto?

Si citano i genitori, sia quelli naturali, sia quelli adottivi. La sua giovinezza scorre molto velocemente, così come molto velocemente viene raccontata la sua evoluzione culturale. Il focus della pubblicazione diventa tecnica quasi sin da subito, e da lì in avanti si racconta la storia di Apple per filo e per segno. Si parla poco anche di Next... Che forse è la parte che meno conosco della sua vita.

Libro interessante, sì, ma non rivelatore, e neppure troppo emozionante. Non scava troppo nella vita dell'uomo, ed è forse un po' troppo adulatorio. Si sofferma molto sui successi, e sorvola velocemente sopra ai fallimenti. Pazienza!



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giovedì 15 febbraio 2018

SCART (Business wo/men) - #Mostra #Recensione

Glauco Silvestri

Una bella iniziativa, quella del gruppo HERA, che vuole coinvolgere artisti e persone comuni all'arte del riuso. SCART è una iniziativa che il gruppo promuove in varie città, con esposizioni differenti, in cui artisti da tutto il paese si impegnano a creare una rappresentazione tematica utilizzando solamente materiale di scarto.

A Bologna, in questi giorni, è possibile entrare gratuitamente per godere di Business Wo/men, una struttura realizzata in una delle meravigliose stanze del Palazzo Pepoli Campogrande (A pochi passi dal Museo della Città di Bologna), ove si possono ammirare delle rappresentazioni di uomini e donne d'affari, ognuna di esse realizzata in modo differente, e con materiali differenti.


Troveremo un uomo in giacca e cravatta realizzato con le confezioni di piselli surgelati, una donna composta da pezzettini di vecchie spugne, un alro uomo fatto con cartoni da imballaggio, e ancora truccioli di legno, e ritagli di pelle, blister per medicinali, vecchie cinture di sicurezza delle auto, gommapiuma dei rivestimenti di sedili e poltrone, vetro...


Sono 15 sculture interamente realizzate con pezzi di scarto. Opere curate da Angela Nocentini con l'aiuto di studenti di Belle Arti della facoltà di Bologna e di Firenze. Tutto ciò è stato realizzato in occasione di Arte Fiera e, per certi versi, è una nuova fiamma di quanto già avvenuto l'anno scorso, con una mostra itinerante che toccò Ravenna, Imola, Modena, e Udine.

Il progetto SCART è realizzato in grande stile, e non si limita a semplici esposizioni di opere d'arte. C'è dietro una struttura più ampia, complessa, ed emozionante, in cui il riciclo può condurre non solo a forme d'arte da guardare, ma anche a prodotti che possono essere usati anche nella quotidianità, dando così una seconda vita a materiali che altrimenti andrebbero in discarica (n.d.r. Qui trovate tutte le informazioni).


Tornando alla mostra, nella grande sala espositiva del palazzo non sono presenti solamente le quindici sculture rappresentanti uomini e donne d'affari. Sono presenti dei bellissimi lupi realizzati con vecchi giornali, realizzati dalle abili mani di Roberto Salvetti, e un pinocchio gigante, alto 5 metri, realizzato da Edoardo Malagigi con migliaia di pinocchietti di legno.


La mostra sarà visitabile fino al 18 febbraio, per cui non c'è molto tempo a disposizione per poterla raggiungere. L'ingresso all'esposizione è gratuito, e il biglietto offre l'opportunità di accedere alla Pinacoteca di Bologna (entrambe le sedi) a prezzo scontato... E vi assicuro che una visita approfondita alla Pinacoteca vale davvero la pena.

Maggiori info: qui e qui.




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mercoledì 14 febbraio 2018

Amistad - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Amistad è una pellicola che ha tutto dentro di sé. E' un grande film, una grande storia, un dramma che simboleggia un momento cupo della storia dell'umanità, e che profuma di spirito di rivalsa, di energia, di significato.

Tutto ha inizio nel 1839, quando al largo di Cuba, in una notte di tempesta, il vascello spagnolo "La Amistad" si ritrova nel bel mezzo di una rivolta. Gli schiavi a bordo riescono a liberarsi dalle catene, dai loro oppressori, e prendere il controllo del veliero per fare rotta verso l'Africa. Non essendo bravi navigatori, gli schiavi devono fidarsi di due componenti dell'equipaggio a cui risparmiano la vita. Fiducia mal riposta, visto che il vascello non farà mai rotta verso il continente nero, ma continuerà a solcare i mari americani sperando di 'venire intercettato'.
Ciò avviene dopo due mesi di navigazione. Gli schiavi vengono incarcerati e processati per assassinio, e mentre il processo comincia in sordina, gli abolizionisti Theodore Joadson e Lewis Tappan trovano modo di dare una difesa a questi disgraziati. Sarà il giovane avvocato Baldwin, che si troverà costretto non solo a lottare per la causa di questi uomini, ma anche a combattere la politica americana, il suo presidente - schiavista convinto - e a portare il conflitto tra schiavisti e abolizionisti di fronte all'opinione pubblica.

Ho poco da aggiungere su questa meravigliosa opera di Spielberg. La vicenda è nobile e profonda. La narrazione ha un ritmo incalzante, un tam tam che fa riflettere per la sua insistenza e profondità. Hopkins e Freeman sono i soliti interpreti perfetti. 

Amistad è un grande film, punto!


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martedì 13 febbraio 2018

Negli ultimi tempi aveva pensato molto alla morte

Glauco Silvestri
«Diecimila chilometri quadrati di petrolio si stanno lentamente spostando dalla piattaforma Deepwater Horizon… A Mogadiscio una bomba uccide trenta persone… Trovate cinquanta tonnellate di rifiuti nello stomaco di una balena…» Negli ultimi tempi aveva pensato molto alla morte.

La casa rossa (Supercoralli) (Italian Edition) (Haddon, Mark)



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domenica 11 febbraio 2018

Kingsman, il cerchio d'oro - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il secondo capitolo della saga dei Kingsman, ovvero Il Cerchio d'oro, non può certo sperare di mantenere alto l'hype giocando le medesime carte del primo capitolo, e difatti non ci riesce. Non riesce neppure ad agganciare lo spettatore cominciando in modo spettacolare, con un inseguimento, una scazzottata all'interno di un'auto, qualche battuta sagace che non spiega nulla di quanto sta succedendo... Eppure ci prova. Il tasso di umorismo rimane discreto, e direi che funziona perché i personaggi riescono a mantenere una freddezza surreale per le situazioni in cui si trovano. L'insieme dei due fattori strappa qualche sorriso, e non si può negare che i Kingsman sappiano catturare quel quid di simpatia per cui il film lo si guarda volentieri. Ma tutto ciò è sufficiente?

I Kingsman cominciano col botto in questo film, ovvero si fanno fregare dal cattivo di turno, che poi è un aspirante Kingsman che è stato rifiutato. Quest'ultimo riesce a sottrarre informazioni segretissime e, in pochi minuti di pellicola ecco che saltano in aria le abitazioni di tutti gli agenti, il quartier generale, ogni sede dell'agenzia. E così i pochi superstiti - in effetti solo due - si ritrovano con un pugno di cenere e una bottiglia di scotch americano per le mani... Scotch? Già! E da qui ricomincia l'avventura, perché il gemellaggio con una agenzia analoga, ma americana, e camuffata dalla Statesman, nota ditta produttrice di Scotch, casca a fagiolo per raddrizzare la situazione.
Dietro a tutto ciò è presente il traffico di droga, e il sogno della organizzazione che ha fatto fuori i Kingsman è quello di rendere le droghe legali. Ma come fare? Semplice... Inserire un virus mortale in ogni droga, e offrire l'antidoto in cambio di una legge che legalizzi ogni tipo di droga.
I Kingsman superstiti e gli agenti della Statesman faranno di tutto per ottenere l'antidoto senza cedere al ricatto mondiale, ma ovviamente ci saranno dei colpi di scena, dei tradimenti, e la ricomparsa di un personaggio creduto morto.

No, come ho anticipato, questo secondo capitolo della saga non è per nulla efficace quanto il primo. Si è persa la freschezza dell'esordio, e i personaggi sono oramai marionette schiave di una trama che oscilla tra la spy story alla Flemming, e l'action movie in stile Avengers. Ciò che si perde maggiormente è la profondità di campo, la vita privata degli agenti, il legame personale... Tutto ruota invece sulla missione, e solo Merlino riesce ad avere uno spessore interessante come personaggio. E' un peccato perché le basi per costruire qualcosa di diverso e interessante c'era, e invece si è scelta la strada comoda dell'action movie con qualche battutina di humor inglese sparsa qua e là.



Volendo, se avete un abbonamento Amazon Prime, potreste anche guardarvelo in streaming, partendo con un click qui.

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sabato 10 febbraio 2018

Alex l'Ariete - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco un vero capolavoro... Un action movie all'italiana diretto niente meno che da Damiano Damiani, con due interpreti d'eccezione che neppure hanno bisogno di presentazioni: Un Alberto Tomba all'apice della sua carriera, e una giovanissima Michelle Hunziker.

Il film è Alex l'Ariete.

La trama ricorda molto da vicino quella di un altro cult movie d'azione, ovvero Cobra, con un giovane Stallone e una prorompente Brigitte Nielsen. Certo... un Cobra all'italiana visto che - involontariamente - la pellicola è diventato un cult movie trash amato da tutti per via della sua comicità inaspettata e una qualità del girato del tutto dubbia. Ma tornando alla trama, per dirvela in breve, abbiamo Alex, carabiniere del GIS, che si trova a fare la guardia del corpo di una ragazza, Antavleva (n.d.r. Che in dialetto nostrano significa 'non ti volevo'), per permetterle di arrivare viva a un processo per omicidio. 

Più di così non saprei cosa dire. Forse è addirittura peggio di Coliandro, ma forse è per questo che il suo successo, come quello di Coliandro, è inaspettato ma meritatissimo.

Buona visione.


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venerdì 9 febbraio 2018

The Game - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Adoro The Game. Peccato che sia una di quelle pellicole che, una volta viste per la prima volta, si perde la sorpresa e le visioni successive diventano 'belle a metà'. E' il problema di film come American Beauty o Il Sesto Senso. Però questi film rimangono capolavori nonostante questo piccolo difetto e... be', è per questo che vi parlo di The Game (n.d.r. E forse non è neppure la prima volta che ve ne parlo!).

Chi è Nicholas Van Orton? Uno stra-ricco di San Francisco, solitario, dedito al denaro, divorziato, quasi incapace di avere rapporti sociali e... Ossessionato dal suicidio del padre, a cui ha assistito da piccolo, e che non ha mai dimenticato. Nicholas Van Orton sta per compiere la stessa età del padre quando decise di buttarsi dal tetto della propria villa, durante il compleanno del piccolo Nicholas. E' un giorno strano, che l'uomo vorrebbe esorcizzare senza fare feste, vivendo come tutti quanti gli altri giorni della sua vita... Ma accade qualcosa. Il fratello Conrad gli regala una tessera di un centro ricreativo, e lui, pur mal volentieri, decide di iscriversi. Dopo una serie di test, sia psicologici, sia fisici, la sua iscrizione viene respinta e Van Orton archivia la cosa come una seccatura di poco conto. Ma da quel momento cominciano ad accadergli cose strane, viene coinvolto in una sorta di complotto, e l'escalation di colpi di scena peggiora mano a mano che il tempo passa... Fino a ritrovarsi, vivo, inchiodato dentro una bara in attesa di essere seppellito in un cimitero messicano.
Non vi svelerò il finale, ovviamente, ma il film è coinvolgente, ricco di tensione, recitato a meraviglia, e con ambientazioni incredibili. La storia è davvero intensa e appassiona, diverte, inchioda allo schermo.

Ve lo consiglio assolutamente.



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giovedì 8 febbraio 2018

Cars 3 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Con Cars 3 si chiude il cerchio. Se Saetta era diventato un campione grazie all'aiuto di Hudson Hornet, ora tocca a lui vedersi superare dagli arrembanti e più performanti giovani corridori. Ovviamente Saetta non riesce ad accettare che sta invecchiando, per cui le prova tutte per rimanere in cima alle classifiche, ma nulla, nulla, nulla... E quando la sua squadra corse vende tutto a una nuova e più tecnologica società, per Saetta è la fine. Capisce che ormai lui serve solamente a fare 'immagine' e che a nulla possono servire gli insegnamenti di Cruz Ramirez - la trainer della scuderia - soprattutto quando il velocissimo Jackson Storm sembra davvero avere una marcia in più.
In pratica Saetta vive la medesima esperienza che fu quella di Hudson, e teme di fare la stessa fine, vivacchiando serenamente nella piccola Radiator Spring, ma...

Finale tirato un po' per i capelli, lo ammetto, ma per lo meno questo terzo episodio di Cars ritrova la via maestra dopo la terribile sbandata di Cars 2. Non è un capolavoro, eh, a malapena lo si può accettare. 

Mi spiace dirlo ma Cars 2 e Cars 3, come del resto anche Planes, sembrano più prodotti Disney per la TV via cavo.



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mercoledì 7 febbraio 2018

Love Story - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Love Story è un film per chi ama piangere davanti alla televisione. E' una storia d'amore con la 'A' maiuscola; è un dramma di quelli senza via di scampo, dove se qualcosa può andare male, ciò accade, e poco importa se il finale è più o meno circa quasi lieto.

Oliver è ricchissimo, giovane, figlio di un finanziare americano. Il ragazzo frequenta l'università, e in biblioteca incontra Jenny, bellissima, figlia di un pasticcere, e tutt'altro che ricca. I due si innamorano, e nonostante l'opposizione del padre di Oliver, si sposano. Visti i contrasti con i genitori di lui, la coppia non può certo usufruire dei beni di famiglia, e così, per sopravvivere, mentre Oliver continua gli studi, è Jenny a lavorare per provvedere ai bisogni familiari. La vita dei due ragazzi è comunque destinata a migliorare. Oliver si laurea e comincia a lavorare. La coppia comincia a godere di un certo benessere, ma c'è qualcosa che non va: non riescono ad avere figli. E' durante degli esami di fertilità che a Jenny viene diagnosticata una incurabile insufficienza sanguigna. Lei si ammala, ed è sempre più grave, al punto che Oliver finisce per umiliarsi e chiedere un prestito al padre ma...

No, non vivranno tutti felici e contenti. A malapena si avrà un riavvicinamento tra Oliver e il suo ostinato padre. Ma tutto ciò avrà un costo enorme. Il film è potente, per quanto abbia una certa età sulle spalle, ancora oggi è in grado di toccare i cuori più gelidi. Ovviamente i ritmi non sono quelli incalzanti delle pellicole odierne, ma è tutt'ora un film di quelli che bisogna vedere almeno una volta nella vita.



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martedì 6 febbraio 2018

Però la gente mangia i vitelli

Glauco Silvestri
«Però la gente mangia i vitelli». La cosa più intelligente che avesse detto in tutto un anno.

La casa rossa (Supercoralli) (Italian Edition) (Haddon, Mark)


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domenica 4 febbraio 2018

Men in Black 3 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ci credete? L'altra sera, quando ho messo su Men in Black 3 non mi ricordavo per nulla di averlo mai visto. Poi, scena dopo scena, ecco che la memoria si è risvegliata ma... Ecco, non è proprio un film che attecchisce, un film memorabile, però è la giusta chiusura del cerchio. Sì, alla fine MIB 3 si doveva fare.

Tutto inizia con la fuga di un criminale dalla prigione Lunare. Boris è malvagio oltre ogni misura, senza scrupoli, e ha tanta, ma tanta, ma tanta voglia di vendicare il braccio perduto durante uno scontro con K. K è ormai vecchiottello e pieno di rimorsi, anche se non parla molto, e J non sa come fare per rimettere in sesto il suo compagno. Il funerale di Z non può certo migliorare le cose, così come anche la fuga di Boris, che trama alle spalle dei MIB per pareggiare i conti una volta per tutte.
Solo che Boris decide di estirpare il male alla radice, ovvero di tornare indietro nel tempo e uccidere K prima che gli amputi un braccio e lo arresti.
J si accorge di tutto ciò quando K scompare dal piano temporale in cui vive. Solo lui si ricorda di K, gli altri invece ne ricordano il decesso nel lontano 1969, il medesimo giorno in cui l'uomo andò sulla Luna. Ci vuole poco affinché le cose non diventino chiare, e così anche J torna indietro nel tempo per rimettere a posto tutto quanto e riavere il suo compagno. Solo che le cose non saranno così semplici... J dovrà collaborare con il giovane K alla cattura di Boris, e ovviamente niente va per il verso giusto.

[Spoiler]Il finale del film è toccante e finisce per ricollegarsi alla prima pellicola, quando J viene arruolato nei MIB su indicazione e insistenza di K[Spoiler]. La pellicola è divertente, non gode di momenti topici, ma tutto rimane sempre su un ottimo livello. La storia ha un qualcosa di déjà vu - tutte le storie che parlano di viaggi nel tempo cadono nei paradossi temporali né più, né meno - ma scorre bene senza intoppi. La regia di Spielberg è sempre ottima, così come ottimi sono gli interpreti di J, K vecchio e K giovane.

No, non è come il primo MIB, e forse neppure come il secondo, ma si guarda volentieri, e come ho detto, è perfetto per chiudere la trilogia in modo coerente.


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sabato 3 febbraio 2018

Men in Black 2 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
E' raro che il secondo capitolo di una saga mantenga il livello della pellicola originale, e anche Men in Black 2 soffre un pochino di questa 'sindrome' nonostante - alla fine dei conti - sia poi venuto fuori abbastanza bene dal confronto.

L'esordio del film ci mostra un J incapace di stabilire un contatto duraturo con un nuovo partner. E' oramai il migliore tra i MIB, e le nuove leve scelte da K non riescono proprio a reggere il confronto. Ma il mondo va avanti, e così le minacce che ogni giorno insidiano la sopravvivenza del nostro bel pianeta. In questo caso a minacciare la Terra è un alieno - Seerlena - in cerca della Luce di Zarta, una pietra aliena capace di dare a chi la possiede l'intero dominio sul pianeta Zarta. Il problema è che ufficialmente la Luce di Zarta non si trova sulla Terra, ufficiosamente invece lo è, e che solamente K sa dove si trovi. Così mentre Seerlena mette a ferro e fuoco la sede dei MIB, J deve andare a cercare K, recuperare la sua memoria, recuperare la Luce di Zarta e...

E' vero, lo riconosco... J e K sono una coppia fenomenale e non avrebbe mai potuto esistere un film sui MIB senza di loro. E il film è ben costruito, è divertente, e ha dei momenti davvero perfetti. Non c'è più la sorpresa che regalò la prima pellicola, ma è una cosa più che normale.

Bello al punto giusto. Lo si guarda davvero volentieri.

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venerdì 2 febbraio 2018

Il Toro - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il Toro è un film poco conosciuto... O per lo meno, nella mia cerchia di conoscenze sono in pochi ad averlo visto.

E' un film intenso, e delicato allo stesso tempo, ed è anche un film dove la drammaticità si trasforma in qualcosa di più conviviale e sereno, forse per via del rapporto di amicizia tra Franco e Loris, e forse anche per il loro amore verso il mestiere che hanno fatto per una vita, e per gli animali... A ogni modo, detta così, vi mancano le informazioni fondamentali per comprendere meglio la pellicola, e direi che bisognerebbe partire dalla trama.

Parlavamo di Franco e Loris. Il primo dei due viene licenziato improvvisamente, dopo anni e anni di lavoro in un allevamento di bovini pregiati. Non riuscendo ad ottenere la liquidazione, Franco decide di risarcirsi rubando Corinto, un toro da riproduzione di grande valore, e di portarlo in Ungheria per venderlo al responsabile di una grossa cooperativa di cui conosce il proprietario. Per il furto, Franco si fa aiutare dall'amico Loris, che avendo anche lui un allevamento di vitelli dovrebbe conoscere tutta la trafila burocratica ed evitare eventuali problemi nella vendita.
Solo che il viaggio non va proprio liscio. Al confine i due amici si scontrano con un ufficiale di frontiera che vorrebbe donare la carne del toro ai profughi di guerra bloccati alla frontiera. E una volta superato questo ostacolo, ecco che ne arrivano altri, e poi altri... E di difficoltà in difficoltà, l'amicizia tra i due uomini, e il legame col toro, diventano sempre più forti fino a...

Be', posso solo dirvi che è una storia a lieto fine, con risvolti drammatici, profondi, ma anche qualche sprizzo di commedia. Ottimo Abatantuono nel ruolo di Franco, e altrettanto bravo Citran nel ruolo di Loris. Si tratta di un road movie all'italiana, molto intenso e piacevole da guardare. Ve lo consiglio.




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giovedì 1 febbraio 2018

Mater Dolorosa - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Sono passati nove anni dall'uscita di Mater Morbi, e un seguito a questo numero di altissimo livello era richiesto a gran voce anche dall'anima irrequieta del suo creatore, ovvero Roberto Recchioni, oggi curatore dell'intera serie di Dylan Dog. Nove anni da Mater Morbi, Trent'anni esatti di Dylan Dog. E la BAO Publishing ci mette del suo con un volume davvero strabiliante, con tavole di altissimo livello, con dietro le quinte esclusivi, con i commenti degli autori, e persino la possibilità di scaricare la sceneggiatura completa del fumetto.
E' quindi evidente che Mater Dolorosa non poteva che piacermi dal primo sguardo, e la sua vicenda non può che entusiasmarmi.

E la storia? Dylan è un bambino. E' a bordo di un veliero, con sua mamma e suo padre. Dylan è malato, e forse non si salverà dal terribile virus che lo minaccia. Il padre è impegnato a cercare di ottenere una cura, nel frattempo la madre fa di tutto per aiutare il piccolo, compreso iniettare nel suo stesso corpo il virus che lo ha infettato, per lottare personalmente con Mater Dolorosa, sul suo veliero fatto di sofferenza e dolore, nella speranza di strappare il piccolo dalle sue grinfie.
Nel frattempo il padre trova la cura, due pozioni, una provoca la morte e la fine della malattia, l'altro riporta in vita sani e salvi. E sempre nel frattempo, l'equipaggio del veliero decide di ammutinarsi... 




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