martedì 31 luglio 2018

I momenti Peggiori

Glauco Silvestri
I momenti peggiori nella nostra vita vengono preannunciati da piccoli indizi.

L'uomo di Marte (eNewton Narrativa) (Italian Edition) (Weir, Andy)


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domenica 29 luglio 2018

The Man in the High Castle - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
Ogni tanto torno di Philip K. Dick. E' incredibile quanto sia sterminata la sua produzione di racconti fantastici. Del resto la maggior parte di pellicole di fantascienza di qualità è proprio tratta dai suoi racconti... Era davvero un autore geniale (n.d.r. Anche se ancora non ho compreso la Trilogia di Valis). 
The Man in the High Castle è tornato in auge grazie alla serie televisiva che è apparsa di recente, e di cui vi ho parlato anche su questo blog. E' un racconto che non avevo ancora letto, per cui... Me lo sono pappato quasi tutto d'un fiato, e giustamente, in lingua originale.

Siamo negli Stati Uniti. Sono passati quindici anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L'asse Roma-Tokyo-Berlino ha vinto la guerra e gli Stati Uniti sono ormai un ricordo, visto che il paese è stato spezzato a metà, e ora si trova da un lato sotto il controllo Tedesco, dall'altro sotto il controllo Giapponese.
Il mondo è molto diverso da quello che abbiamo noi, l'epurazione razziale ha raggiunto apici inimmaginabili, ma allo stesso tempo lo spazio intorno alla Terra è stato colonizzato, e per spostarsi da un continente a un altro bastano pochi minuti, grazie ai nuovi mezzi con propulsione a razzo. E - ovviamente - la bomba atomica è in mano ai Nazisti!
Questo è il contesto. 
La vicenda ruota attorno a un libro, o meglio... Attorno a due libri. Il più importante è ovviamente The Grasshopper Lies Heavy. Si tratta di un libro di fantascienza scritto da Hawthorne Abendsen in cui si immagina un mondo differente dove l'Asse viene sconfitto. Si dice che l'autore di questo romanzo viva in un posto fortificato, in montagna, per paura delle rappresaglie estremiste. Ovviamente questo libro è vietato sul territorio tedesco, e l'autore è ricercato, ma sul lato 'giapponese' degli Stati Uniti il romanzo è in vendita perché viene considerata pura fiction, un ultimo scampolo di quella che era la cultura americana, ormai cancellata quasi totalmente dagli invasori, e ridotta a cimelio storico da collezionare.
Il secondo libro importante è I Ching. Libro che viene consultato da tutti sul lato nipponico degli Stati Uniti, e che guida le scelte delle persone suggerendo loro cosa fare quando ci si trova di fronte a un bivio. Ovviamente quest'ultimo libro è considerato pura superstizione da parte della cultura tedesca.
I personaggi in gioco sono tanti. Abbiamo un bravo artista di origini ebraiche che si nasconde in territorio giapponese e si guadagna da vivere falsificando vecchi oggetti di manifattura americana. Abbiamo un venditore di antichità. Abbiamo una bellissima donna - un tempo sposata con l'artista di qui sopra - che vive in un angolo perduto degli Stati Uniti dove ancora l'influenza delle due superpotenze è minima. Abbiamo un agente delle SS che si spaccia per un camionista e il cui obbiettivo è eliminare Hawthorne Abendsen. Abbiamo un alto dirigente politico giapponese che ama collezionare oggetti di manifattura americana. Ora mescolate i dadi e scoprirete cosa dicono I Ching al riguardo di questa storia... Scoprirete che la Germania si trova per la prima volta di fronte a una crisi di potere. Il loro leader è morto, e ora sono in lotta due fazioni, una più moderata, l'altra che invece vorrebbe chiudere il cerchio e dominare militarmente anche sul 'debole' Giappone. E tutto ciò è avvolto da una nube di dubbi causati da The Grasshopper Lies Heavy: E' possibile l'esistenza di un mondo dove i nazisti siano sconfitti?
Bellissimo racconto, molto più sottile, affascinante, riflessivo e audace dell'omonima serie televisiva. 
Qui si percepisce la fantascienza come dovrebbe essere. La psicologia dei personaggi è complessa. La ricostruzione storica è affascinante. Il finale è aperto a più interpretazioni e non costringe il lettore verso una conclusione logica e scontata. Di romanzi ucronici di questo livello ne ricordo pochi, forse Fatherland

Ve lo consiglio davvero col cuore. Leggetelo.



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sabato 28 luglio 2018

Lago Trasimeno

Glauco Silvestri
Da Arezzo al Lago Trasimeno son solo quaranta minuti abbondanti di auto. Per noi il lago è stata una tentazione irrinunciabile, e così, dopo aver salutato la città toscana, abbiamo varcato la soglia umbra per godere di un giorno di vacanza molto diverso da quello appena trascorso.
Il nostro 'approdo' è stato Tuoro sul Trasimeno (qui), paese che è proprio a due passi dalla costa del lago. Noi però - lo ammetto - Tuoro non l'abbiamo proprio visto.

Spiaggia

No, non è il mare

Ci siamo recati direttamente sulla costa, dove ci ha accolti una piccola e accogliente zona balneare, con tanto parcheggio libero, qualche bancarella, una spiaggia attrezzata, un bel ristorante, un ufficio turistico, un bel parco, un porticciolo e... Il punto di attracco per il battello che conduce direttamente all'Isola Maggiore.

Verso l'isola

Siamo saliti sul primo battello, e via... All'avventura sulle acque a noi sconosciute!

Eremo

Già! Una vera e propria avventura nel verde, perché l'isola è abitata, e attrezzata, ma ha anche tanto verde da offrire. Dovete sapere, infatti, che su quest'isola ha soggiornato San Francesco. In cima ad essa è persino presente un piccolo convento, una chiesetta, un cimitero, tanti percorsi tra gli ulivi, e molti segnali di una vita rustica e priva di privilegi. 

Equilibrio

Croce

Albero e Pietra

C'è anche un percorso che circumnaviga l'isola. E' l'occasione di vedere la natura da vicino, ma anche di scoprire piccoli angoli piacevoli dove sostare per prendere il sole, fare il bagno in acqua, giocare con le farfalle, le libellule e anche... ballare!

Alberi sommersi

Dance with us

Nel Sentiero

When Harry meet Sally?

Libellula

E peccato che, per motivi a noi ignoti, il percorso fosse interrotto proprio nel punto in cui è stata eretta una statua dedicata al santo.

San Francesco

Siamo dovuti tornare indietro, e fare il giro dall'altro lato, con una ulteriore sorpresa. Dovete sapere che sull'Isola Maggiore è presente un castello, il Castello Guglielmi. Dalle foto direi che è meraviglioso, ma l'intera struttura, con parco annesso, è stata chiusa al pubblico perché il castello è stato messo in vendita. 
Nel caso siate interessati, qui trovate i dettagli dell'asta pubblica.
La Torre

Anche il paese a cui si attracca con il battello è davvero un luogo accogliente e pieno di fascino. E' una piccola località discreta, con qualche ristorante ben amalgamato all'ambiente, tante costruzioni affascinanti che ricordano luoghi persi in un tempo passato, e molti dettagli sfiziosi, e artistici, che si trasformano in decorazioni capaci di dare colore all'ambiente.

Consumato dal sole...

Panorama

Il Carretto

La mia narrazione fotografica non poteva mancare di qualche scatto floreale, ma se c'è una cosa che mi ha stupito di questa breve visita, è la quantità incredibile di rondini, di passerotti, di uccelli in genere, al punto tale che, a volte, semplicemente addentrandosi in un sentiero, si poteva scatenare un fuggi fuggi generale capace di affascinare anche l'occhio più distratto.

Giallo evanescente

Caos

Ci sarebbe ancora tanto da raccontare su questa escursione, ma a un certo punto bisogna tornare sulla terra ferma, magari rigenerare le membra distesi su un bel prato, godere della bella giornata, e cenare con un bel piatto di pesce.
Per questo motivo vi invito a cliccare qui, dove potrete accedere al mio album dedicato al lago, e vedere molte altre foto che in questo mio piccolo reportage non hanno trovato spazio.
Buona visione.


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venerdì 27 luglio 2018

Flesh and Bone - #Recensione #SerieTV

Glauco Silvestri
Flesh And Bone è una miniserie tutta da scoprire. Il personaggio principale è Claire, una giovane ballerina che lascia la propria città natale per inseguire il proprio sogno. Lei vuole diventare ballerina. Lei spera di entrare nell'American Ballet Company di New York... E ci riesce, perché al provino le viene riconosciuto un talento innato, per quanto ancora immaturo, ma di sicuro un talento che la porterà a primeggiare.

L'ambiente all'interno del corpo di ballo non è però dei migliori. La competizione è tale che non è possibile instaurare vere amicizie. Le gelosie sono all'ordine del giorno, e ognuno si guarda le spalle, sempre, nella paura che qualcun altro prenda il suo posto. Anche la pressione del direttore artistico - Paul Grayson - non è uno scherzo da sopportare.
Ma a tutto ciò si aggiunge un fratello appena tornato dalle armi. Amato e odiato, il rapporto tra Claire e il fratello è tutt'altro che semplice, e capace di destabilizzare la ragazza, al punto da portarla verso strade tutt'altro che positive.
Il mix è esplosivo, contornato da coreografie favolose (n.d.r. Già la sigla di questa serie è un capolavoro di fotografia, musica, e ballo). I personaggi hanno uno spessore unico, davvero eccezionale, e nulla è lasciato al caso. La figura più interessante è quella di Romeo, un senzatetto che si erge a paladino protettore di Claire...

E' davvero una gran bella serie... Ve la consiglio.

Qui di seguito potete assistere alla sigla di apertura della serie televisiva... Davvero bella, mi ripeto, ma è davvero bella!




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giovedì 26 luglio 2018

Dio Esiste e vive a Bruxelles - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Quando vidi per la prima volta Dio Esiste e vive a Bruxelles rimasi spiazzato. Avete presente quando tutte la convenzioni vengono buttate all'aria? Ecco, questa è la situazione.
In pratica Dio è un personaggio meschino. Vive con la sua famiglia in una sorta di appartamento, con moglie e figlia, entrambe vessate dal caratteraccio di Dio. Quest'ultimo passa tutto il suo tempo al computer, dal quale governa il mondo, decide il bello e il cattivo tempo sulla vita degli uomini. Ma è ovvio che una situazione del genere non può durare a lungo, e se la moglie ormai ha accettato passivamente il brutto carattere di Dio, la figlia adolescente non ce la fa proprio. E' per questo motivo che decide di seguire le orme del fratello maggiore Gesù, scappato di casa già da parecchio tempo, e di cui nessuno sa più nulla - quasi.
In pratica, la ragazza decide di fuggire, l'abbiamo detto, ma prima di farlo fa un brutto scherzo al padre. Entra nella stanza del computer e lo programma per rivelare a tutti gli uomini la data della loro morte, poi manda in crash la macchina così che Dio non possa sistemare le cose non appena lei è partita.
Bingo!
Tutti i comuni mortali ora sanno quando moriranno, e possono gestire la loro vita senza più timori, più serenamente, e forse, più follemente. Ovvio però che Dio non può lasciare le cose come stanno, e se il computer è ko, ecco che decide di uscire di casa per cercare la figlia e costringerla a sistemare la faccenda... Che ammettiamolo, per quanto esilarante, è piuttosto grave.

Divertente! Sì, lo è. Specie dal momento in cui i comuni mortali scoprono la data della loro morte con un sms. E le scene buffe si sprecano... Dal tipo che sta attraversando la strada, si distrae per leggere l'sms, e viene investito (n.d.r. Come previsto da quanto scritto sull'sms, ovviamente!), a quello che sa di morire a 90 anni per cui fa le cose più folli, e si getta da altezze sempre più alte senza protezioni, e senza mai morire, a... Ma mica vi posso svelare tutto, no?


Ottima la regia, che per certi versi ricorda lontanamente il Mondo di Amilie, per altri Trainspotting, per altri ancora la classica commedia "alla francese". La fotografia è interessante, e anche gli effetti speciali sono di tutto rispetto. Gli attori sono perfettamente nella parte, anche se probabilmente la giovane - Pili Groyne - calca un po' troppo sul lato adolescenziale e ribelle del suo personaggio (Ea, la figlia di Dio), e in certi momenti rischia di cadere in qualche cliché involontario.
Nel complesso è un film davvero piacevole, divertente, con un finale inaspettato e... Magari accadesse davvero!

Ve lo consiglio.




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mercoledì 25 luglio 2018

Toxic - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Tom Boksic è un sicario della mafia balcanica. Vive a New York. Ha 66 omicidi sulle spalle, tutti realizzati per conto della mafia. Tom Boksic è croato, emigrato negli Stati Uniti al termine della guerra nei Balcani. E' fidanzato con Munita, una peruviana giunta negli States proprio l'undici settembre,. Tom Boksic è un croato giudizioso, dopo ogni lavoro, manda in patria i suoi guadagni per mantenere sua mamma e sua sorella. E' un tipo pieno di sé, e se proprio proprio c'è qualcosa che non sopporta, è la mafia italiana, che ritiene sopravvalutata, e ne invidia la fama internazionale. Il suo soprannome è Toxic, una sorta di acronimo ottenuto dalla composizione del suo nome e del suo cognome.
Il sessantasettesimo omicidio di Toxic, però, non fila liscio. 
Sfortunatamente la sua vittima è un pezzo grosso dell'FBI, e ciò mette in pericolo tutta la sua organizzazione. E' per questo che viene subito spedito via dagli Stati Uniti con un passaporto... oddio, non ricordo... Russo? A ogni modo, giunto in aeroporto, Tom si trova immerso in un mare di agenti FBI, e preso dal panico, si rende conto che le sue credenziali non potranno mai reggere a un controllo accurato. Perciò si rifugia nella toilette, e lì incontra un telepredicatore che somiglia tantissimo a lui. Basta un attimo... Il telepredicatore è morto, lui veste i panni del telepredicatore, e in men che non si dica si ritrova imbarcato su un volo per Rejakiavik.

Le premesse non sono male, vero? E devo dire che la prima parte del libro è divertente. Tom Boksic è un personaggio fuori dalle righe. La narrazione in prima persona lo rende subito simpatico al lettore, e le sue difficoltà con la lingua islandese rendono tutto più buffo grazie alle storpiature che da ai nomi delle persone con cui ha a che fare. Però la trama non regge sulla lunga distanza. La lettura diventa scontata. Lui che si innamora di una ragazza locale, che viene scoperto dalle autorità, protetto da chi lo ha accolto inizialmente con la promessa di smettere di fare l'assassino di mestiere, e il gran finale con gli uomini della mafia croata che arrivano per farlo fuori definitivamente. Non è certo un libro complicato, e neppure un testo che stupisce. Anzi, dopo un po' diventa quasi ripetitivo, e forse il brodo viene allungato un po' troppo. Lui è perfettamente caratterizzato. Gli altri personaggi lo sono molto meno, e per lo più sono stereotipati.
Il finale stona, non sorprende, ma chiude la narrazione in modo un po' brusco e non adatto al tipo di narrazione affrontata dalla prima pagina fino a quell'ultima riga.

E' semplice, ironico, una lettura estiva, niente di più. 


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martedì 24 luglio 2018

Bisognerebbe Venerarlo

Glauco Silvestri
Il nastro adesivo funziona dappertutto. Il nastro adesivo è magico e bisognerebbe venerarlo.

L'uomo di Marte (eNewton Narrativa) (Italian Edition) (Weir, Andy)


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domenica 22 luglio 2018

Arezzo

Glauco Silvestri
Luglio sta finendo, e probabilmente tutti quanti cominciamo a guardare speranzosi verso Agosto, verso le ferie, verso il relax, il distacco dalla vita lavorativa, l'agognata vacanza... Nel frattempo - magari - facciamo qualche gita fuori porta, o una scappata al mare, ed è con questo mood che, qualche giorno fa, io e la mia morosa abbiamo abbandonato la città per esplorare la nostra bellissima penisola.

Arezzo è stata la nostra prima meta. Una città a cui io sono legato profondamente perché ci ho vissuto parte della mia giovinezza, dove ho ricordi indelebili, dove... Dove c'è davvero tanto da vedere, e da vivere.

Potrei partire dall'anfiteatro romano, visitabile gratuitamente (n.d.r. Basta chiedere al museo archeologico che vi aprano il cancello), e al piccolo parco che lo circonda.

Quel che resta dei romani...

Il Busto

L'anfiteatro è un buon punto di partenza per perdersi tra le splendide viuzze che con coinvolgono i luoghi centrali della città.

Il Lampione

Tra gli ulivi

In cerca di Fresco

Si scopre velocemente che Arezzo è una città fatta di salite e discese, e che in 'cima' c'è tanto da vedere e da scoprire, come la Fortezza Medicea, un punto privilegiato da cui ammirare il panorama e le terre circostanti, e dove poter vedere anche qualche esposizione di arte moderna, come quella di Gustavo Aceves, Lapidarium, le cui opere ci ricordano che in battaglia non ci sono solo i vincitori.

Bronzo

Oltre la porta

E sarà anche uno scherzo del destino se, affacciandosi dalle mura della fortezza, lo sguardo cade automaticamente sul cimitero cittadino, voi non credete?

Cimitero

Ed è un piacere vedere una miriade di farfalle che girano attorno a te, come se la fortezza fosse un luogo fatato, magico, capace di poteri inimmaginabili.

Tra polline e fiori...

Bellezza Pura!

Ma prima o poi bisogna abbandonare la fortezza per continuare l'esplorazione, e ad attirare l'attenzione è sin da subito la forma a matita del campanile del Duomo, che in questa occasione era impegnato nella celebrazione di un matrimonio.

Pink Lady

Mister

Fiocchi verso l'altare

Per cui proseguiamo, sempre al di fuori dai percorsi canonici, per cui NO, non abbiamo visitato la casa del Petrarca, e NO, non abbiamo visitato neppure la residenza del Vasari. Abbiamo fatto una capatina a Piazza San Domenico, per vedere la chiesa delle Santissime Flora e Lucilla, e lungo la strada abbiamo immortalato angoli davvero curiosi...

Ancient Door

Volti Affissi

Altare

Poi qualcosa ci ha attratti, un suono di tamburi lontano che... Non ci sarà mica una manifestazione in Piazza Grande? Corriamo, che altrimenti ce la perdiamo!

Piazza Grande

Piazza Grande

E potete immaginare la sorpresa quando in piazza non abbiamo trovato nulla... Ma è bastato seguire il suono dei tamburi per trovare la sfilata in costume.

In Sfilata

Ritmi di Guerra

Passo Marziale

Smile

Lentamente comincia a scendere la sera. La calura estiva si placa un pochino, le vie si popolano di giovani che si incontrano nei locali, di turisti che si godono un aperitivo tutto toscano, e di noi, che ci uniamo a tutti gli altri, per godere di questa bella città fino all'ora di cena, e oltre.

Per vedere altre foto di Arezzo, cliccate qui, e magicamente sarete proiettati su Flickr, al mio album dedicato alla città.



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sabato 21 luglio 2018

Ella & John, The Leisure Seeker - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Mi son commosso... Mi son davvero commosso tanto nel guardare Ella & John. Ammetto che non avevo idea di cosa stavo per andare a vedere, quando l'altra sera ho avviato la riproduzione di questo film. Non l'avevo visto al cinema. Sapevo solo che era un Road Movie, che la regia era di Virzì, e che i protagonisti erano Sutherland e la Mirren.

Ella e John sono sposati, sono anziani, e cominciano a contare i giorni che gli rimangono davanti. Forse è l'ultima occasione per andare a fare un viaggio, una vacanza. Partono senza preavviso, consci che i figli non l'avrebbero mai permesso. Prendono il vecchio camper e si mettono in strada. Potete immaginare che accade quando i figli trovano la casa deserta e il garage vuoto... Eppure, alla fine, i figli sono indulgenti, e nonostante le preoccupazioni, visto che Ella ogni tanto chiama, li lasciano fare.
Ciò che non ci viene rivelato è che Ella ha un tumore in stadio terminale. Lo si scopre piano piano, durante la narrazione. Sappiamo invece che John ha qualche problema di memoria... Qualche problema serio di memoria, e se all'inizio la cosa fa ridere, piano piano si comincia ad assaporare la disperazione di John per la sua condizione. Il viaggio è meraviglioso, verso la Florida, verso la casa di Hemingway, luogo che John avrebbe sempre voluto visitare, ma che non ha mai potuto. Ebbene... Il viaggio è lungo, carico di emozioni, di dolcezza, di scene divertenti, di momenti toccanti, e... beh, lo sapete, è un road movie dei più classici.
Quello che non ci si può immaginare è l'epilogo, che qui non rivelo, eppure gli indizi ci sono tutti, eh? Ma si pensa altro, no, non proprio che possa finire in questo modo.

E' davvero un gran bel film. Non ho molto da aggiungere. La regia è classica per il genere. La fotografia è meravigliosa. Sutherland e la Mirren sono perfetti, ma lo sono tutti in questa pellicola.

Dovete vederlo!



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venerdì 20 luglio 2018

The Greatest Showman - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ogni tanto mi lascio affascinare dai musical - probabilmente ve l'ho già detto - e ci sono pellicole che sanno davvero incantare per le coreografie, le storie, e la musica. The Greatest Showman è una di queste.

Come per tutti i musical, la vicenda si svolge attraverso dei momenti topici ben precisi. Un avvio con dei sogni da realizzare, la celebrazione del successo, il dramma della caduta, e il gran finale con la rinascita. Più o meno tutte le grandi storie musicate vengono celebrate seguendo questi momenti topici, e The Greatest Showman non manca all'appuntamento. Però... 

Però la vicenda è ispirata a qualcosa di accaduto realmente.

P.T. Barnum è figlio di un sarto che lavora per l'alta società. Il suo sogno, però, è quello di diventare un illusionista. Barnum è follemente innamorato della bella Charity, figlia della famiglia Hallet, dei nobili altolocati che spesso si servono della bravura del padre, ma che non apprezzano il legame che la figlia sta intessendo con un ragazzo povero. Per questo lei viene spedita in un collegio femminile... E il ragazzo, dopo la morte improvvisa del padre, finisce sulla strada e in completa povertà.
I due ragazzini, in un qualche modo, rimangono comunque in contatto, e non appena adulti decidono di fuggire assieme a New York, dove possono sposarsi liberamente, e costruire la propria vita insieme. Sfortunatamente per Barnum la vita non sembra riservare gioie. Trova lavoro in una importante ditta di navigazione, mette su casa, comincia ad avere qualche risparmio e a sognare con Charity la nascita di un figlio... Ma all'improvviso il luogo dove lavora viene investito da una tremenda tragedia, e tutti i dipendenti vengono licenziati.
Di nuovo sulla strada, Barnum decide di rimettersi in gioco nel mondo dello spettacolo. Dopo aver acquistato un vecchio museo quasi fallito, cerca di radunare i freaks, le persone più strane in città, e creare una sorta di teatro dell'assurdo, uno spettacolo di 'mostri' che possa allietare grandi e piccini.
Il progetto ha successo, ma ovviamente è contrastato dai ben pensanti. Barnum incassa parecchio denaro, finalmente può dare a Charity ciò che vuole, ma ancora sogna di avere il successo assoluto, di essere apprezzato da tutti, anche dai ben pensanti, e così si lancia in una nuova avventura, proponendo a una cantante lirica italiana di fare uno show nel suo... Circo!

Già! Questo musical ci racconta com'è nato il Circo. Chiamato così per la pista circolare dove i Freaks si mostravano alle persone, e dove venivano messi in opera gli spettacoli dei vari artisti. Musica, personaggi stravaganti, clown divertenti, acrobati... Sappiamo tutti cos'è il circo ma, in quanti ne conoscevano le origini?

Film divertente, emozionante, pieno di ritmo e curioso. La pellicola ci mostra doti canore inaspettate da parte di Hugh Jackman, e abilità che mai avrei affibbiato al bel volto hollywoodiano di Zac Efron. Il cast è davvero interessante, le musiche e la storia catturano lo spettatore, e non è un caso che il film sia riuscito a guadagnarsi il Golden Globe per la miglior canzone originale (n.d.r. This is Me).

Un gran bel musical. Se vi piace il genere, non perdetelo! 



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giovedì 19 luglio 2018

Progetto Marte - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Se cito Wernher von Braun tutti quanti voi penserete alle V2, e alle V1, e di conseguenza alla conquista dello spazio, alla missione Apollo, e all'epica conquista del suolo lunare, giusto? 
Pochi di voi saranno a conoscenza del fatto che sul finire della missione Apollo, Von Braun propose al Congresso americano un progetto ancora più interessante, ovvero la conquista di Marte. Quando lo scienziato si presentò al Congresso aveva già il progetto pronto, tutti i calcoli fatti, ogni dettaglio pensato, studiato, e verificato. E aveva anche preventivato il costo di questa missione, ed era sicurissimo che questa missione fosse fattibile con le tecnologie dell'epoca.
Ci pensate? L'uomo su Marte!
Solo che quelli erano anni difficili. Nixon era al governo, e c'era il Vietnam, un brutta gatta da pelare, come si suol dire... E il progetto di Von Braun costava - secondo i preventivi - tanto quanto un anno di guerra in Vietnam.
Gli Stati Uniti non potevano permetterselo, e... Be', sappiamo tutti com'è andata.
Le carte di Von Braun vennero pubblicate - se non ricordo male - su una rivista scientifica tedesca, ma lo scienziato volle che tutti sapessero quale occasione era andata perduta, così si mise in testa di scrivere un romanzo di fantascienza basato sui suoi progetti.

Ecco! Tutto ciò è Progetto Marte.

C'è da fare una premessa importante. Siamo negli anni sessanta. E negl'anni sessanta si pensava ancora che Marte potesse essere abitato da forme di vita intelligente. La narrazione di questo romanzo, di conseguenza, ci porterà a conoscere i marziani, una razza intelligente, pacifica, estremamente evoluta, ma costretta a vivere nel sottosuolo del suo pianeta perché diventato inabitabile.

Superato questo scoglio, il romanzo ci racconta di come il progetto sia approvato dal Congresso, non dopo un difficile dibattito, non dopo una pesante valutazione dei costi. Ma il mondo immaginato da Braun e un mondo che esce dalla terza guerra mondiale. Sono i primi anni ottanta, e il pianeta ha finalmente un governo unico, e le diatribe tra gli stati sono ormai diventate 'roba vecchia'. La Terra immaginata da Braun è tutt'altro che un pianeta bucolico e pacifico. Deve ancora riprendersi dal conflitto, e comincia a temere possibili aggressioni esterne. Per questo l'idea di andare su Marte si aggrappa nella mente delle alte sfere. Se Marte è abitato, e se i suoi abitanti sono più avanti tecnologicamente dei Terrestri, potrebbero pensare di attaccare la Terra per 'prendere' le risorse che gli servono a sopravvivere. Bisogna andare laggiù e capire qual è la situazione!
La prima parte del romanzo si concentra quindi sullo sforzo tecnologico necessario a costruire la flotta di astronavi che andrà su Marte. Bisogna pensare al viaggio, all'atterraggio sul pianeta rosso, alle risorse necessarie per sopravvivere fino a che le condizioni astronomiche non tornino favorevoli al rientro. La missione durerà parecchio. Oltre tre mesi per arrivare là, oltre 400 giorni di permanenza sul pianeta rosso, e poi altri tre mesi per tornare. Quante cose potrebbero andare storte?
La seconda parte è legata ovviamente al viaggio. Prima e seconda parte sono molto tecniche, dettagliate, ma comunque possiedono un ritmo narrativo interessante. E' ovvio che la lettura del romanzo commuova per la sua errata previsione delle tecnologie disponibili negli anni ottanta. I computer non esistono, l'elettronica neppure, c'è una sviluppatissima tecnologia elettromeccanica... Però è interessante notare come Von Braun abbia pensato a una navetta capace di rientrare nell'atmosfera come un'aereo, tipo lo Shuttle, e immaginare una stazione orbitante capace di ospitare permanentemente un equipaggio, di fare ricerche scientifiche, e di fare da base d'appoggio durante la costruzione dei mezzi che andranno su Marte, tipo la ISS. Qui il professore va oltre, e immagina anche sistemi per la gravità artificiale...
La terza parte è quella più debole, e ci porta a conoscere i marziani, che per nulla stupiti dell'arrivo dei terrestri, li accolgono festanti e con tutti gli onori. Questa parte del libro è forse la parte più debole dal punto narrativo, per quanto l'autore si impegni a creare una popolazione sviluppata e con una grande cultura, ci presenta degli umanoidi che hanno perso la voglia di vivere, e che si accontentino di sopravvivere, mantenendo in piedi un mondo che è solo l'ombra del loro passato.

Nel complesso è comunque una lettura affascinante. Soffre dell'età, e fa soffrire perché mette in evidenza che già negl'anni sessanta, con un piccolo sforzo economico, si sarebbe riusciti ad andare su Marte. Forse un passo così importante avrebbe fruttato tecnologicamente molto più dell'intero scontro avvenuto nel Vietnam, e probabilmente non avrebbe causato la morte di innocenti, di soldati, e... per cosa? Forse oggi avremmo un avamposto sulla Luna, miniere sul pianeta rosso, maggiori risorse e minore odio razziale... Ma questa è fantascienza. La realtà è ben diversa...

Ve lo consiglio.


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mercoledì 18 luglio 2018

Festa dei Gnomi

Glauco Silvestri
La settimana scorsa, su suggerimento della mia morosa, ho avuto l'occasione di visitare la piccola Bagno di Romagna per assistere alla Festa degli Gnomi. Il piccolo paesino è ricco di terme (n.d.r. Ma lo sapete che gli equipaggi della ISS vanno a Bagno di Romagna per riprendersi dalla loro permanenza nello spazio? Per lo meno all'ingresso delle Terme c'è un cartello che così dice...), di alberghi, ed è parecchio vivace, al punto da organizzare questa simpatica festa... Già! 
Perché è noto che a Bagno di Romagna c'è un bosco abitato dagli gnomi!
Così mi sono armato di Canon M3 e siamo partiti alla volta di questo simpatico paesino.

La Piazza

La festa ha galvanizzato tutto il centro storico di questa località, le due vie principali, la piazza, e ovviamente i bambini erano tantissimi. Le attrazioni erano tante, ovviamente, dai giochi antichi, alle passeggiate con gli asinelli, fino agli artisti di strada.

Bambini e Asinelli

L'artista al lavoro

Flauto

Ovviamente non mancavano gli Gnomi, che sono accorsi numerosissimi a questa meravigliosa festa.

Gnomi Giocattolo

C'era anche il nonno di Heidi... Ehm, no! Era un simpatico signore con un carretto pieno di animali da cortile, uno più docile dell'altro, che ovviamente ha fatto la gioia dei bambini.

Il Contadino e i suoi Animali

Oche

Il Coniglio e la Paperotta

Musica, giochi, tanto divertimento... Ma perché non andare in mezzo al bosco a vedere dove vivono gli Gnomi? E così io e la mia morosa siamo andati... E ovviamente abbiamo dovuto superare un attento controllo da parte del guardiano all'ingresso del bosco!

Lo Gnomo Seduto

Il bosco sembrava uno dei tanti che ho visitato nella mia vita, ma aguzzando la vista, ecco che subito ho notato qualcosa di differente, molto nascosto tra le fronde, ma...

Una casetta tra rocce e alberi

La Vedetta

Lo gnomo si arrampica

La Segheria

Siamo persino riusciti ad avvicinarci a un vecchio e piccolo mulino ad acqua, e da una finestra una simpatica piccola gnoma ci ha salutati sorridendo.

La gnometta alla finestra

E infine siamo riusciti a raggiungere una piccola radura, con un vero e proprio villaggio, con tanto di cinema, terme, una ricca biblioteca, e tra gli alberi, la fata del bosco che si dondolava placidamente su una piccola altalena.

Casa Fungo

La fata del bosco

Un'avventura davvero incredibile, e una bella passeggiata nel bosco ma... Quelli lassù in cielo cosa sono? Lo sapete che il viaggio di nozze, gli gnomi, lo fanno aggrappati a un'oca che li porta in volo dove loro desiderano?

Flying away

Col calare della sera gli gnomi rientrano tutti a casa, la piazza piano piano si svuota, e il vociare dei bambini è sostituito dal frinire delle rondini, e dalle cicale, che mai smettono di lamentarsi del caldo. E' giunto il momento di tornare a casa, ed è triste abbandonare un luogo fatato come Bagno di Romagna, ma il ricordo di questa bella giornata rimane, e le foto sono tutte qui, su Flickr, e sono ben più dei pochi scatti qui mostrati per raccontare la mia avventura. 

Buona visione.


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