giovedì 18 luglio 2019

The Day After Tomorrow - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Sicuramente The Day After Tomorrow non è un capolavoro. E' un film a cui sono legato più che altro perché quando i miei pensieri si rivolgono a esso, be' non posso che sorridere.
Lo andai a vedere... Oddio, parecchio tempo fa. Ricordo che fuori faceva caldo, molto caldo, un caldo torrido, ed eravamo tutti vestiti ai minimi termini, ma in sala il climatizzatore era al massimo. Non eravamo in molti a guardare quel film, quel giorno, ma tutti quanti patimmo un freddo inimmaginabile... Il che si abbinava benissimo con il film che stavamo guardando. 
Sì! Lo devo ammettere. Quella fu la prima volta che ebbi l'opportunità di vivere una esperienza fisica mentre guardavo un film. Sullo schermo tutti morivano per una glaciazione improvvisa, e io mi stavo surgelando mentre guardavo la pellicola in sala con gli altri spettatori.

Ma di cosa parla questo film? Il tema è piuttosto attuale. Riscaldamento globale, inquinamento, poco rispetto dell'ambiente, tutte cause che - unite a fenomeni straordinari - scatenano una improvvisa glaciazione. Cicloni, bufere, tempeste, L'intero emisfero nord del pianeta diviene preda di una glaciazione, e l'unico ad aver previsto tutto è il climatologo Jack Hall... ovviamente inascoltato fino a che non è troppo tardi. A ogni modo, mentre gli States organizzano un esodo verso i paesi caldi limitrofi (n.d.r. Il Messico sarà generosissimo nell'accogliere i compagni meno sfortunati... E qui la politica americana attuale dovrebbe riflettere sull'alzare muri e mettere dazi), Jack si trova costretto a tornare a New York, dove il figlio Sam, e alcuni suoi amici, sono rimasti intrappolati. E' una missione quasi impossibile per il climatologo, ma non può esimersi dal fare un tentativo. Nel frattempo Sam cerca di sopravvivere come può. Si rifugia nella biblioteca pubblica della città, e per tenersi caldo, ha la brillante idea di bruciare i libr... Sì! I libri contabili dell'agenzia delle entrate.

La cosa bella di questo film è l'ironia. Gli effetti speciali sono eccezionali, ma cadono nei soliti cliché che portano lo spettatore a ridere, e non a spaventarsi. Già, perché se in E venne il giorno i superstiti correvano in un prato per sfuggire al vento che arrivava... Qui abbiamo i superstiti che corrono per sfuggire al gelo assassino che arriva. Un po' paradossale, vero?
Del resto è difficile descrivere con immagini l'arrivo di una glaciazione fulminante capace di uccidere tutti tranne i protagonisti della vicenda. Bisogna dare il beneficio del dubbio a chi ha realizzato il film, altrimenti non ci sarebbe stato il film.
E come ho detto, alla fine, il film è divertente, e intrattiene a go-go, per cui non me la sento proprio di bocciarlo. Certo! Ora che me lo sono riguardato a casa non ho potuto provare le sensazioni di quella prima volta... Ma lo sapete come dice il proverbio, vero?
La prima volta non si scorda mai!



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mercoledì 17 luglio 2019

USB Persistente (Lesson 06) - #Domotica #Domoticz #Homebridge #Corso

Glauco Silvestri
Nella scorsa lezione abbiamo installato il nostro dongle zWave sul Raspberry e caricato tutti i sensori nella Dashboard di Domoticz. Per farlo abbiamo prima impostato la chiavetta come hardware sul nostro dispositivo, poi abbiamo staccato la chiavetta e abbinato i sensori uno a uno, quindi reinserito la chiavetta sul nostro Raspberry.

Durante la procedura vi avevo avvisati di un piccolo problema dovuto a come funziona Linux. In pratica, ogni volta che un dispositivo viene inserito nelle porte usb del Raspberry, l'indirizzo seriale delle porte stesse cambia, per cui Domoticz non riesce più a trovare il nostro dongle sull'indirizzo che gli avevamo indicato.
Ebbene, non è vero che ciò accade ogni volta, specie se al nostro Raspberry è connesso solo un device usb, e specie se il nostro Raspberry non viene spento e riacceso mentre il dongle non è inserito. Però può accadere, e vi assicuro che è una cosa che può dare fastidio.

Per questo motivo, oggi, vi spiegherò come rendere persistente l'indirizzo seriale della porta usb in cui inseriamo il nostro dongle. Una volta eseguita questa procedura, dovremo solamente ricordarci di infilare il dongle sempre nella stessa porta usb.

Siete pronti a lavorare?

Connettiamoci al Raspberry via ssh, come nostro solito. Inseriamo userid e password. Assicuriamoci che il dongle sia inserito in una porta usb del nostro Raspberry (n.d.r. Per semplicità, inseriamo solo il dongle così da evitare confusione tra il dispositivo che ci interessa e gli altri, tipo la tastiera e il mouse), e digitiamo il seguente comando:
sudo lsusb -v | grep 'idVendor\|idProduct\|iProduct\|iSerial'
Prendiamo un foglietto e segnamo le seguenti informazioni:
idVendor

idProduct
iSerial 
Se iSerial è uguale a zero possiamo anche ignorarlo.

Ora digitiamo il seguente comando:
dmesg
Sullo schermo apparirà l'elenco dei dispositivi connessi alle porte usb. Per ognuno di essi saranno indicati i campi sopracitati. Cerchiamo la nostra chiavetta (n.d.r. I dati che seguono sono relativi al dongle Aeotec che è in mio possesso, ma non sarà molto diverso per il vostro dispositivo, specie se - come vi avevo suggerito - avete connesso al Raspberry solo il dongle):
idVendor      0x10c4 Cygnal Integrated Products, Inc. 
idProduct    0xea60 CP210x UART Bridge / myAVR mySmartUSB light
Segnamo i numeri che seguono allo 0x, sia per iVendor, sia per iProduct. Ovviamente i numeri indicati in questo post sono solo un esempio e non è detto che siano uguali a quelli che compaiono sul vostro schermo, per cui fate attenzione a copiare correttamente i valori che leggete a schermo.

Ora prepariamo il set di regole che diranno a Linux di non modificare l'indirizzo seriale della porta usb della nostra chiavetta. Digitiamo:
sudo nano /etc/udev/rules.d/99-usb-serial.rules
Si apre il solito editor di testo. Andiamo ad aggiungere quanto segue in coda al file che abbiamo aperto. Ovviamente dovremo mettere gli indirizzi che ci eravamo segnati rispettivamente alla voce idVendor e idProduct.
SUBSYSTEM=="tty", ATTRS{idVendor}=="10c4", TTRS{idProduct}=="ea60", SYMLINK+="ttyUSB-ZStick-5G"
L'indirizzo seriale della nostra usb sarà quello indicato in neretto alla voce SYMLINK.

Ora salviamo tutto quanto premendo contemporaneamente CTRL e O, premendo Enter, e usciamo con CTRL e X.

Riavviamo il sistema:
sudo shutdown -r now
Entriamo nella pagina di Domoticz col nostro browser, andiamo nella configurazione dell'hardware, e identifichiamo la nostra chiavetta usb. Il pulsante Configurazione dovrebbe essere rosso. Ciò significa che non trova il dongle nella porta usb. Clicchiamo su di esso e andiamo a sistemare la faccenda.


Alla voce Porta Seriale, se scorriamo la lista, dovrebbe essere apparso un nuovo indirizzo - ttyUSB-ZStick-5G - ovvero quello indicato nel file di regole che avevamo scritto poco prima. 
Selezioniamolo e premiamo il tasto Aggiorna. Diamo il tempo a Domoticz di riordinare le idee, e il tastino Configurazione dovrebbe tornare verde, e tutti i nostri sensori dovrebbero tornare online. 

Da questo momento in poi non avremo più problemi di indirizzi di porta seriale sul nostro dongle, ma dobbiamo ricordarci di inserirlo sempre nello stesso slot usb in cui si trovava al momento in cui abbiamo reso persistente la porta USB.





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martedì 16 luglio 2019

Della fantascienza

Glauco Silvestri
Ma, agli esordi, della fantascienza mi lasciavano insoddisfatto i due temi principali: lo spazio esterno e il lontano futuro. Così, tanto a fini emblematici quanto a fini teorici o programmatici, battezzai il nuovo terreno che desideravo esplorare spazio interno, intendendo per tale quel territorio psicologico (manifesto, per esempio, nella pittura surrealista) nel quale s’incontrano, fondendosi, il mondo interiore dello spirito e il mondo esteriore della realtà.

Crash (Italian Edition) (Ballard, James Graham)



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lunedì 15 luglio 2019

E se al museo trovassi un #ebook?

Glauco Silvestri
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