sabato 18 maggio 2019

Le Salse di Nirano - #Fotografia #Viaggi #Natura

Glauco Silvestri
Nirano è un piccolo borgo del modenese - a pochi minuti da Fiorano, per intenderci - e completamente immerso nella natura. Questo luogo è famoso per la sua riserva naturale, e per le "salse", che non sono intingoli a base di aceto balsamico, bensì dei fenomeni naturali davvero incredibili.
Nirano è uno dei centri più importanti per quanto riguarda questi fenomeni geologici, forse il più grande in Europa, e... Ma cosa sono queste Salse di Nirano?

Nel Bosco

Sono dei fenomeni vulcanici argillosi che si generano spontaneamente a causa di una fuoriuscita di gas idrocarburi dal sottosuolo. La particolarità di questi 'vulcani' nasce dal fatto che tra i depositi di idrocarburi e gli strati argillosi del terreno sono presenti delle sacche d'acqua salata (n.d.r. da qui il termine Salsa) di origine antichissima, che venendo spinta in superficie dai gas, bagna l'argilla trasformandola in fango, e fuoriesce dal sottosuolo sotto forma di piccoli (mica tanto) coni argillosi da cui poi erutta come avverrebbe in un vulcano normale.

Tra i fiori

La riserva naturale di Nirano offre quindi l'occasione, camminando all'aria aperta, di ammirare questi strani fenomeni. L'area è ben strutturata, e i camminamenti sono circoscritti perché il terreno non sempre sicuro. Ci sono zone in cui l'acqua emerge formando laghetti salati, zone in cui si formano i vulcani argillosi, e tutto ciò è spesso coperto da piante alte e molto fitte, tipiche di questo tipo di clima e terreno, che rendono davvero difficile capire cosa si calpesta e dove si stia veramente andando.

Vulcano

Colata argillosa

L'esperienza è davvero indescrivibile, perché questi vulcani si riservano uno spazio tutto loro. La vegetazione tradizionale viene completamente coperta di argilla, e attorno ad essi sorge una sorta di anello di piante del tutto differenti da quanto ci si aspetterebbe, piante capaci di sopravvivere in terreni argillosi con un alto tasso di salinità. Piante davvero strane, sembrano quasi secche, ostili, e ben si adattano a questi incredibili fenomeni naturali.

Farfalla

La cosa più affascinante è proprio l'osservare i vulcani. Alcuni sono ormai spenti, il che può avvenire sia per l'esaurimento della sacca di gas, sia per l'esaurimento della 'cisterna d'acqua salata'. Altri invece sembrano inerti, ma se li si guarda con attenzione, si può notare che lentamente, dalla loro bocca, fuoriesce un fango più liquido, che lento, a volte lentissimo, altre volte invece più spedito, cola sul fianco del cono.

Bolle
E poi, magari, proprio di fianco a un cespuglio, ecco che compare una piccola pozzanghera che, ogni tanto libera qualche bolla di gas, e sotto sotto, sta spingendo fuori l'argilla, e lo si nota dal fatto che l'acqua non è limpida, bensì torbida, densa, fangosa.


L'area è ovviamente aperta al pubblico, e oltre ai vulcani argillosi, offre percorsi affascinanti che permettono di camminare nella natura, tra i calanchi, e gustare un ambiente incontaminato in tutta tranquillità. Sono presenti anche alcune strutture di accoglienza, un centro informazioni, diversi centri didattici, che possono diventare un diversivo, una fonte di informazioni per adulti e piccini. E per finire, ovviamente, sono possibili anche visite guidate.

Maggiori informazioni le potete trovare qui, qui e qui. Le mie foto sono invece disponibili qui, su Flickr.



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venerdì 17 maggio 2019

Karate Kid - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Dopo aver visto Cobra Kai, serie di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, non potevo che aver nostalgia di Karate Kid. E' per questo motivo che sono andato a rispolverare il vecchio film dalla mia collezione, e visto che fino a oggi non ne avevo mai parlato su questo blog, eccomi qui a dire due parole sulla pellicola.
Karate Kid è un film degli anni ottanta, e si vede. 
E' un film dedicato ai teenager, e si vede. 
E' però un film interessante perché è una di quelle pellicole che - come si dice - hanno l'intenzione di offrire un percorso di formazione.
Danny e sua madre si trasferiscono in una piccola cittadina dal New Jersey. Per Danny è un bel trauma. Ha abbandonato tutti i suoi amici, e nella nuova città sembra che la separazione poveri/ricchi sia molto sentita. A ogni modo, sin dal primo giorno, fa amicizia con alcuni ragazzi che, già da subito, lo invitano a una festa sulla spiaggia. Ottimo, no? Se poi pensiamo che sulla spiaggia Danny fa amicizia con una bella ragazza, Ali, cosa si potrebbe desiderare di più? Peccato che Ali abbia appena troncato una relazione con un altro ragazzo, Johnny Lawrence, cintura nera di Karate, con il carattere piuttosto vendicativo. E ovviamente, vedendo Danny e Ali che flirtano, Danny viene subito preso in strino dal campione di Karate.
Scoppia la prima rissa, e Danny le busca, ma riesce anche a difendersi, perché un briciolo di karate l'aveva imparato nel New Jersey.
La storia però non finisce qui. Il gruppo di di Lawrence, tutto appartenente alla scuola Cobra Kai, comincia a perseguitare Danny, il quale è disperato perché non riesce a terminare una giornata senza procurarsi qualche livido. E' il tutto fare del comprensorio dove vive che gli viene in soccorso, Kesuke Miyagi, il quale lo aiuta ad affinare le sue tecniche di karate, e lo porta a sfidare il Cobra Kai intero sul loro stesso terreno, ovvero il torneo di All Valley.

Dài la Cera, togli la Cera. Un tormentone con cui tutti quanti siamo cresciuti. Eppure le parole del maestro Miyagi ci sono venute incontro a tutti quanti noi che, negl'anni ottanta, eravamo adolescenti. Con gli ormoni a mille, ancora incapaci di comprendere il mondo per quello che è, le parole del maestro, su come conquistare l'equilibrio, ci hanno sicuramente fatto riflettere. Il film regge bene lo scorrere del tempo, e per quanto si noti che ha origini remote, si guarda volentieri ancora oggi, e non annoia mai... Ma forse il mio giudizio è annebbiato dalla nostalgia, voi cosa dite?

Guardatelo!



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giovedì 16 maggio 2019

I Vasi di Ariosto - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Entri in libreria, giusto per curiosare, e a volte capita di essere avvicinati da un autore esordiente che è lì presente per promuovere la sua pubblicazione. In passato è capitato anche a me di farlo... A Bologna, a Milano, a Roma... Si parla di una vita ormai passata, un ricordo che mischia sempre più spesso la nostalgia con il rammarico, ma mai col rimorso, perché certe scelte sono state indotte da determinate situazioni che...

Torniamo alla libreria. Entriamo e c'è lei, Lorena, che subito si avvicina a me e alla mia compagna per proporci il suo libro. Ha un approccio gentile, quasi timido, si vede che non vuole disturbare il nostro vagare tra i libri. Facciamo due chiacchiere, e alla fine - vi confesso - in questi casi do sempre una occasione agli autori che incontro. Ci propone la sua ultima fatica, I Vasi di Ariosto, un giallo, un thriller, un romanzo della detective Stella Spada. Non è il primo romanzo della saga, ma lei ci assicura che il libro si può leggere anche senza conoscere i precedenti capitoli della storia di questo detective. 
E così, alla fine, compriamo il romanzo, con dedica dell'autore, ovviamente!

La promessa di Lorena si avvera. Il romanzo si legge bene anche senza conoscere quanto avvenuto nei precedenti libri. Certo... Ci sono riferimenti al passato, e ammetto che questi riferimenti fanno nascere un po' di curiosità nei confronti dei libri precedenti, ma si può proseguire con la lettura senza avere la sensazione che ci manchi qualcosa di fondamentale.
Lei, Stella, sta uscendo da una brutta influenza. E' un po' che non lavora, sia a causa della malattia, sia a causa di certi eventi accaduti a Comacchio che - per certi versi - l'hanno scossa al punto di tentare un cambio di registro.
E' però ovvio che non si può vivere di sola aria, e le rate dell'affitto non pagate spingono il detective a esaminare alcune richieste di lavoro. Tra le tante c'è quella di un certo Andrea Ariosto, che vive poco fuori dalle mura cittadine (n.d.r. Bologna), e che ha un problema con la propria terrazza. Lui è un maniaco dell'ordine, e ogni notte i suoi vasi da fiore vengono leggermente spostati. Vuole scoprire chi è il colpevole, ed è disposto a pagare profumatamente un detective per scoprirlo.
Stella decide che questo è il caso che fa per lei. Semplice, poco impegnativo, ben remunerato... Una bella boccata d'aria fresca per il suo conto in banca. Solo che appena si reca nella villetta dove vive Ariosto, scopre che proprio lì, pochi giorni prima, è avvenuto un crimine efferato davvero difficile da digerire. Quattro morti, tre adulti, un bambino piccolo. Tutti uccisi in modo davvero crudele. La polizia indaga, ma brancola nel buio, e Stella è ovviamente più attratta da quanto accaduto al quarto piano della villetta piuttosto che dai vasi del Sig. Ariosto.
E alla fine i suoi desideri si 'realizzano' perché dopo il primo colloquio con il suo nuovo cliente, la detective si scontra e si incontra con le forze dell'ordine, e in un certo qual modo, le viene chiesto - diciamo pure imposto - di collaborare con le autorità per risolvere il caso di omicidio.
Le indagini di Stella, non quelle sui vasi bensì quelle sulla famiglia uccisa al piano di sopra, conducono al mondo della droga. E piano piano ecco che i primi sospettati si fanno avanti. Nel frattempo il caso sui vasi mossi non riesce a imboccare la strada maestra in quanto gli altri condomini sembrano non voler collaborare più di tanto.
Tutto - come è prevedibile - andrà a convergere verso a fatti sempre più macabri ma... Non sarò io a svelare i risvolti più torbidi dell'indagine della detective. Dovrete acquistare il libro.
La scrittura è davvero fresca, fluida, capace di trascinare il lettore di pagina in pagina senza che se ne accorga. 
Non è un thriller di quelli che ti mandano il cuore in palpitazione. No, tutt'altro. Il romanzo ha quasi un risvolto da commedia, forse a causa di alcuni personaggi secondari che appoggiano la detective, forse anche per il comportamento un po' particolare che questa ha con sé stessa, e col mondo che la circonda. Ho apprezzato il pizzico di misticità che circonda Stella Spada. Lei parla con un fantasma, una ragazza che appare e scompare non sempre nei momenti più appropriati. Anche il processo investigativo è molto all'acqua di rose, e la soluzione del mistero avviene quasi per caso, a sorpresa, ma di sicuro - mi ripeto - non vi svelerò chi muoveva i vasi di Ariosto.

Di questo romanzo mi piace anche la location, ovviamente la mia città, ma nel dettaglio è il luogo in cui si trova lo studio di Stella Spada, in Via dell'Inferno, probabilmente non molto distante dagli uffici del mio detective Mauro Bianchi... Anche lui un detective con uno strano passato, e con un rapporto piuttosto particolare sia con il paranormale, sia con le forze dell'ordine. Chissà se, nelle loro vicissitudini, Stella Spada e Mauro Bianchi si siano mai incontrati. Chissà...

Tornando a I Vasi di Ariosto: Ne vale la pena? Certo! Perché no! Magari non è uno di quei thriller che non riesci a leggere di notte per paura che accada qualcosa, ma è sicuramente un romanzo che sa intrattenere, che diverte e incuriosisce.



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mercoledì 15 maggio 2019

Accessori indispensabili, o quasi, per il #Drone #Dji #Tello

Glauco Silvestri
In questo terzo articolo ho pensato di radunare tutti gli accessori che non dovremmo farci mancare nel caso volessimo volare con il Tello.

Davvero indispensabili, lo abbiamo visto la scorsa settimana, sono il Wifi Extender e il PowerBank.

Assieme a questi due strumenti, molto utili per aumentare la portata del nostro drone, e per migliorare la qualità del segnale, aggiungerei qualche pacchetto batteria al nostro kit. 
Il drone ha una autonomia di circa 13/15 minuti se usato in condizioni ideali, e magari senza le protezioni delle eliche (n.d.r. Ricordiamoci però che i nostri motori sono vulnerabili), per cui l'acquisto di un paio di batterie aggiuntivo ci regalerebbe una bella mezz'ora di volo.

Avere più batterie implica però un piccolo problema. Il Tello, per quanto abbia le batterie estraibili, prevede che esse siano caricate attraverso il connettore USB del drone stesso. Se può andare bene con una sola batteria, quando se ne hanno più di una - volendo continuare a volare - bisogna procurarsi un caricabatterie, magari alimentabile con porta USB, così che possa essere collegato al PowerBank già in nostro possesso.

Altro accessorio importante è il telecomando. Il Tello può volare benissimo con il solo uso dello smartphone ma il telecomando permette di pilotare con maggiore sensibilità il nostro drone. Del resto è sicuramente più congeniale premere tasti e muovere levette dell'agire su uno schermo touch da cui non si ha alcun ritorno fisico di quanto stiamo facendo. E poi... Be', lo vedremo tra poco, per certe funzioni il telecomando è fondamentale.

Il telecomando per il Tello è prodotto da GameSir, che in catalogo propone il T1, il T1d e il T1s. 
Quello 'ufficiale' è il T1d, funziona via bluetooth, e con l'iPhone va che è una meraviglia.
Il T1 e il T1s sono due alternative 'non ufficiali' che possono funzionare anche con altri dispositivi, e che con il Tello, su smartphone Android (n.d.r. Se ho capito bene), sono in grado di funzionare via cavo, connettendo telecomando e smartphone assieme. Questa opzione - ho letto in giro - è preferibile per evitare interferenze tra bluetooth e wifi (n.d.r. Le frequenze sono molto vicine) specie quando non si usa il wifi extender.
Il mio consiglio è di informarsi attentamente prima di fare l'acquisto...

Che altro serve? Perché già ci dobbiamo portare dietro parecchia roba nel caso si voglia volare con il Tello. Io direi che serve una valigetta. Quella che vi propongo è già predisposta per contenere sia il drone, sia il telecomando (n.d.r. In realtà lo spazio previsto è strettino e bisogna scavare un po' nel neoprene per allargare gli spazi), sia le batterie di scorta, e ha un pratico scomparto dove poter mettere tutto il resto. E' compatta, robusta, ed ha anche una pratica tracolla.

Adesso basta, vero? Sì. In effetti sì. Con questo abbiamo proprio preso in considerazione tutto quanto. Forse...

Vi avevo detto che il Tello permette di volare in FPV, ovvero in First Person View. E' una esperienza interessante, sembra di essere a bordo del drone e di guardare fuori... Sembra di volare, anche se alcuni - dopo averla fatta - soffrono per qualche istante di disorientamento.
Per poter volare in questa modalità l'applicazione del drone splitta in due l'immagine sullo schermo, così che mettendo lo smartphone in un apposito Occhiale per Realtà Virtuale - e indossando l'occhiale - è possibile vedere ciò che è inquadrato dalla telecamera del drone proprio come se fossero i nostri occhi a guardare.
E' in questo caso che il telecomando diventa indispensabile, altrimenti, con lo smartphone nell'occhiale, come lo pilotiamo il drone?

Qui di seguito vi propongo un video che ho girato appositamente per mostrarvi come funziona il volo in FPV.


E con questo è proprio tutto...

Quasi!

Se avete voglia di giocare, di sentirvi sciocchi, ecco l'accessorio must have a cui non potrete rinunciare. E' una clip 'lego' da agganciare al piccolo drone. Ciò vi permette di attaccare al dorso del drone una minifigure, qualche pezzetto di lego, dopo tutto sta alla vostra fantasia.


A questo punto ho davvero concluso con gli accessori per il Tello. La prossima volta vi parlerò di una caratteristica speciale del drone... Ma non vi anticipo nulla.



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