martedì 15 giugno 2021

Più Tre

Glauco Silvestri
Sono affezionato a Gradozzi, uno scrittore di talento col tocco delicato ed estremamente emotivo. I suoi lavori, immagino, siano tutti ispirati alle proprie esperienze di vita... Probabile che siano romanzati, ma allo stesso tempo, è anche probabile che in quelle pagine ci sia tanto di lui.
Più Tre è il suo terzo lavoro, per quanto quel tre nel titolo non voglia davvero indicare 'il suo terzo  lavoro'.

La storia è quella di Marcello, ed è ambientata ai giorni nostri, per cui, lockdown, limiti alla libertà, il tutto mescolato abilmente alle difficoltà interiori di un uomo che non si vede realizzato a pieno, e che sia travolto da dubbi in continuazione, soprattutto, riguardo alle scelte fatte, e alla sua mancanza di stima verso sé stesso.
Quotidianità, turbamenti, e un esercizio imposto dallo psicologo. Scrivere una sorta di diario, di libro dei ricordi, senza ordine, ma con l'imperativo di dare un voto, -3 per i ricordi negativi, +3 per le esperienze positive. E il libro comincia così... Raccontando periodi, esperienze, emozioni... Il tema trainante è il ciclismo, passione che da sempre traina la vita di Marcello, passione ereditata dal padre, a sua volta ereditata dal nonno. E così, tra un'esperienza negativa e una positiva, riviviamo le grandi competizioni della storia, fino a Pantani, al Pirata, all'eroe dei nostri tempi.

Leggendo il romanzo si viene trascinati in ansie, problemi, pensieri che forte tutti abbiamo affrontato. Marcello, il personaggio, li percepisce in modo più profondo, aggressivo, e tentenna dall'uscire dalla trappola. Quante volte avremmo voluto lasciarci trascinare giù per avere un attimo di respiro? Il problema è quell'attimo di respiro è in realtà una resa, e si finisce per perdere la voglia di vivere. Ce la farà Marcello a superare questo terribile momento?
Non posso rivelarvelo, ma di sicuro la lettura di questo romanzo breve non vi deluderà, se amate le emozioni, e il ciclismo.




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lunedì 14 giugno 2021

Saludecio

Glauco Silvestri
Era tanto tempo che volevo visitare Saludecio. Borgo medievale che sorge su una collina nell'entroterra riminese. Posto incantevole, con la particolarità di avere le vie del paese affrescate, sono 49 affreschi, tutti dedicati alle grandi scoperte del 1800, una iniziativa nata - se non ricordo male - nel 1984.



























Come Dozza, che su questo blog ho riportato diverse volte, il borgo è piccolino. Sono praticamente tre strade strette strette, tutte affascinanti, decorate da fiori, con giardinetti improvvisati tra mura a secco, e due porte medievali agli estremi, con tanto di torri merlate.


















































Sarò riuscito a vedere tutti e quarantanove murales? Contiamoli assieme! Abbiamo i cappelli Borsalino, il Dado da Brodo, i Sismografi, la Locomotiva, la Crocerossa, l'Italia... Credo che sì, son tutti e 49!




Il mio consiglio è anche di andare a visitare il Museo di Santo Amato Ronconi, il cui corpo è conservato, ancora in buono stato, all'interno della chiesa che ospita il museo. Ovviamente... Non ho fotografato il santo. Ma qualche immagine della chiesa ce l'ho.





Rimane, infine, una bella passeggiata con gli alberi che avvolgono il vialetto, detto viale degli amori, che gira sul fianco delle mura del paese e... Davvero affascinante.


Il post di oggi è davvero ricco di immagini, ma non posso dimenticare di proporvi anche il video, che potete vedere facendo click qui sopra. Tutte le foto sono state scattate con la piccola TZ90, mentre il video è stato girato con il Fimi Palm 2 e il DJI Mavic Mini.






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