mercoledì 25 novembre 2020

La Panchina Gigante su Monte Pedrazzo

Glauco Silvestri
Arrivo forse con un mese di ritardo nel raccontarvi fotograficamente il percorso ad anello di Prignano Sul Secchia e la Panchina Gigante che compare a metà di questo percorso, proprio sulla cima del Monte Pedrazzo.


Avevamo letto di questa panchina sul giornale, e al primo spot libero da lockdown, una domenica, abbiamo deciso di andare a vederla. Fare escursioni in questo periodo non è proprio comodo. Tra mascherina, distanziamento, locali chiusi... Specie se non si è vicini a casa, diventa una vera 'impresa'. A ogni modo, zaino in spalla carico di tutto il necessario, compresi il mio Parrot Anafi e la fedele TZ-90, nonché l'intero kit per Sansone, siamo saltati in auto e siamo partiti.





L'anello di cui vi parlo non è molto lungo. Sono circa 5 chilometri, per cui lo si potrebbe percorrere comodamente in un'oretta. Ma quando si arriva in cima, a metà del percorso, si finisce per perdere un sacco di tempo per scattare foto allo splendido panorama, e ovviamente alla panchina.
Poi... Aggiungiamo il foliage autunnale, e anche la seconda metà del percorso diventa interessante.




Essendo partiti un po' tardi, durante il nostro cammino abbiamo avuto la fortuna di cogliere la golden hour, ovvero il tramonto, ma allo stesso tempo, di dover chiudere il percorso un po' di corsa per il veloce calare della luce mentre ci trovavamo nella boscaglia (n.d.r. Torcia frontale? Ovviamente dimenticata a casa).





Per questo le foto che vi mostro sono relative al solo primo tratto del cammino... Al rientro avevamo un po' di fretta, e volevamo arrivare all'auto con ancora un briciolo di luce ambientale.


Ciò non toglie che io non abbia documentato il cammino con il solito, fedele, Fimi Palm. Buona visione.





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martedì 24 novembre 2020

Che cosa ci faceva con lei?

Glauco Silvestri
Che cosa ci faceva con lei? Come faceva ad amarla? Eppure l’amava. O, almeno, lei lo faceva sentire triste, sfinito, deconcentrato. Forse c’era un altro modo di descrivere quella combinazione di sentimenti unica e sterile, ma per il momento doveva accontentarsi della parola «amore».


Funny Girl - Edizione Italiana (Guanda Narrativa) (Italian Edition) (Hornby, Nick)




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lunedì 23 novembre 2020

Sogno di Capitano (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
L'oscurità avvolse gli occhi che si erano aperti di scatto. Era stato svegliato da un grido proveniente dall'appartamento sopra il suo. Non poteva vedere attorno a sé ma poteva comunque tendere l'orecchio e apprezzare il tonfo ovattato e martellante che scendeva attraverso le pareti della stanza. Un ritmo preciso, frenetico, accompagnato da gemiti e sospiri. Una sorta di melodia ancestrale che, a intervalli regolari, si sovrapponeva a dei grugniti animaleschi. Rimase qualche istante ad ascoltare e immaginare cosa stava accadendo al piano di sopra. 
Non riusciva a pensare a Nicoletta in quel modo. Lei faceva la maestra delle elementari, una giovane ragazza premurosa e sempre attenta alle esigenze dei bambini. No, non riusciva proprio a immaginarsela nell'intimità con un altro uomo. 
Si mise a sedere, ora riusciva a vedere il debole display fluorescente della sveglia. Mancava giusto una mezz'ora di sonno e non aveva la minima voglia di starsene nel letto a rigirarsi tra le lenzuola, specie con quello che stava accadendo al piano di sopra. Si sollevò, e lentamente, uscì dalla stanza. La luce del pianerottolo investì i suoi occhi ancora intorpiditi. Un lamento, e poi l'oscurità del bagno. 
Aprì il rubinetto dell'acqua fredda. 
Dopo un attimo di esitazione immerse la testa sotto il getto d'acqua gelata. Sicuramente il miglior modo di svegliarsi, o di farsi venire un infarto. 
Una decina di minuti più tardi era in cucina, radio accesa su RTL, latte sul fuoco e biscotti pronti, sul bancone, di fianco a una grande tazza con il castello di Dracula disegnato sopra, comprata in Transilvania l'estate precedente. 
Aveva sollevato la tapparella e ora la casa era illuminata da un debole Sole coperto dalla foschia mattutina. Nella stanza da letto non si udivano più le gesta di Nicoletta. Forse il rumore della tapparella li aveva intimiditi oppure, forse, si stavano crogiolando l'uno sull'altra per riprendersi dall'estenuante amplesso. 
Su RTL, la Benatti rideva di un SMS che era arrivato in studio. Un ragazzo raccontava di essere stato beccato a letto con la sua ragazza dai genitori. Era quello l'argomento della mattina, le peggiori figuracce che erano capitate agli ascoltatori. Lui, nel frattempo, aveva già finito di mangiare ed era tornato in bagno a osservare il suo volto allo specchio. Trent'anni passati, viso giovanile ma con lo sguardo stanco. Barba leggermente accennata, carnagione chiara, capelli corti. Sorrise, fece una linguaccia, si prese in giro, e poi, decise di tenere quel filo di barba da uomo vissuto. Si lavò velocemente e tornò nella stanza da letto. Prese i jeans che la sera precedente aveva appoggiato su una sedia e se li infilò. Aprì l'armadio alla ricerca di un maglione a collo alto. Non aveva voglia di camicie o magliette. Voleva sentirsi libero, sotto i vestiti, come se fosse stato lui ad avere una notte di sesso sfrenato. 
Rifece il letto. Per radio c'era il notiziario. Le solite notizie, politica inconcludente, incidenti stradali, stragi e guerra. Lo sport, ovvero solo il calcio, e poi il meteo. Nebbia su tutta l'Italia con brevi schiarite nel mezzogiorno. Poi l'oroscopo. Spense la radio, infilò gli anfibi, il giaccone e una sciarpa pesante che adoperava sin da bambino. Raccolse le chiavi di casa, quelle della macchina e i guanti di pelle nera. Era pronto per uscire, anche se non ne aveva voglia. 
Si guardò allo specchio posto nel corridoio, si fece coraggio, uscì e chiuse la porta dietro di sé. 

*

L'auto stava percorrendo il solito tragitto. Ormai lo conosceva a memoria, lo faceva da quand'era in suo possesso, ogni giorno, cinque giorni alla settimana, cinquantadue settimane all'anno. Per questo motivo poteva staccare la concentrazione e tentare di prendere coscienza. Facevano tutti così, i suoi compagni di viaggio. Quelli chiusi nel loro universo di latta, in fila indiana, chi davanti e chi dietro alla sua auto. Donne, uomini, gruppetti di persone, tutti in fila, ognuno a pensare, a prepararsi per la giornata di lavoro. 
Nell'altra corsia c'era il solito rappresentante vestito di grigio, una mano al volante, l'altra impegnata a manovrare un piccolo rasoio elettrico. 





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venerdì 20 novembre 2020

PARROT ANAFI FLIGHT: I Calanchi d'Africa

Glauco Silvestri
Il video di oggi vi propone un volo interessante sui Calanchi di Monteveglio. Vi ricordate? Li avevamo visti da vicino poche settimane fa in una escursione lungo il Rio Ramato.
In questa occasione ho voluto sorvolarli con il mio Parrot Anafi, per avere un punto di vista differente, e poter ammirare dall'alto questo paesaggio incredibile.





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