mercoledì 22 maggio 2019

#Dji #Tello - What Else? Impariamo a programmarlo

Glauco Silvestri
Son tre settimane che parlo del Tello e ho ancora da raccontare qualcosa. Non è stupefacente? 

Oggi vi voglio svelare un segreto di pulcinella. Il Dji Tello è anche un buon strumento di didattica. Non solo ci fa divertire volando, scatta buone foto e dei filmati niente male... Il Dji Tello è un drone programmabile. 

Era già capitato qualche tempo fa quando vi parlavo del mio R2D2, vi ricordate? All'epoca vi parlai dell'applicazione Sphero EDU, e di un linguaggio di programmazione ideato dal MIT chiamato Scratch. Con l'applicazione si poteva programmare il drone attraverso blocchi che si concatenavano tra loro (n.d.r. Proprio come avviene con Scratch), tramite puro codice, o anche tracciando con le dita dei percorsi da far seguire al vostro piccolo drone.

Il Tello offre una situazione analoga, e la espande persino a linguaggi più moderni come il Python.
Sullo store del vostro smartphone potete trovare l'applicazione DroneBlocks, questa permette di programmare il drone attraverso blocchi che si concatenano tra loro come fossero tessere di un puzzle. Idem avviene con Scratch.
Come nel caso già visto, attraverso questi sistemi è possibile far decollare il drone, fargli fare qualche evoluzione, e farlo atterrare direttamente dal computer. E' sufficiente - come accadeva anche per R2D2 - che il computer sia connesso al wifi del drone.

Ma tramite Python si può fare anche di più. Si possono sfruttare le capacità di questo linguaggio, quando lo si conosce bene, e delle SDK fornite da DJI, per portare l'esperienza a un livello ancora più elevato.
Ho trovato persino del codice già pronto, su github, che dona al Tello un rudimentale riconoscimento delle gesture. Il drone, con questo programma, riconosce il palmo della mano, e di conseguenza, lo segue muovendosi come noi muoviamo il palmo. Mica male, no?

Ma c'è di più! Da qualche tempo la DJI ha messo in commercio un Tello in versione educational. Si chiama Tello EDU, Sulla carta il drone pare essere identico al normale Tello, a parte il colore e il prezzo (n.d.r. Quasi il doppio), ma sotto il cofano ci deve essere qualcosa di più.
A parte alcune card sagomate che il Tello EDU sa riconoscere e che, di conseguenza possono fungere da riferimento in volo durante la programmazione, il Tello EDU offre la possibilità di volare in sciame, e di essere controllato tramite computer, creando vere e proprie coreografie come avviene nel video qui sotto.


Incredibile, vero? E non ho capito come ha fatto, o se il video è un fake, ma ho trovato uno che dovrebbe esser riuscito a creare una coreografia con dei Tello normali, anche se dal video appare evidente che il volo è meno preciso.


Chissà! A ogni modo, il Dji Tello è davvero un drone dalle mille sorprese.


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martedì 21 maggio 2019

Contano solo le piccole cose...

Glauco Silvestri
I am an old man and I have learnt my lesson. Only small things matter.



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lunedì 20 maggio 2019

Nomade Pastoralis (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Il vento soffiava graffiante sul volto del giovane viandante. Il suo mezzo arrancava tra le dune del deserto turco. Sabbia arida lo colpiva rabbiosamente, soffocando ogni poro inutilmente coperto da un semplice foulard di seta, dono di un ricchissimo mercante delle tribù orientali. 
Occhi di ghiaccio scrutavano l'orizzonte. La via conduceva dove egli si ostinava a voler andare, ma gli elementi gli erano contrari. Eppure il contratto era stato stipulato, e lui doveva solamente raggiungere le tende variopinte del ricco emiro, così che lo scambio potesse concludere il patto d'onore. 
Il motore Ford ruggiva nonostante le ruote non facessero presa sulle dune. Avanzare era difficile. La distanza però non era molta; ed ecco infatti spuntare tra le dune le bandiere dell'accampamento. 
Ancora poca fatica, tra il caldo e il clima avverso. Presto il titolo di Qashqai, di nomade dei deserti, gli sarebbe stato concesso assieme a un nuovo mezzo con cui navigare quei mari aridi. 
Giunse all'accampamento che il Sole cominciava a calare oltre gli ori dell'orizzonte. 
La temperatura scemava rapidamente. 
 Il giovane si avvolse negl'abiti inadatti, e discese dal mezzo che per anni lo aveva condotto in ogni sua peregrinazione. Lo vide adagiarsi, come suo solito, su dune sabbiose, stanco e ormai privo di vigore, a causa del lungo peregrinare e dell'età ormai venerabile. 
Oltrepassò la tenda madre. Grande e luminosa quanto un palazzo reale. Fu accolto con i migliori intenti. Inchini, petali di rose, sorrisi e dolci ballerine che lo accarezzavano lascive. Seguì il percorso che gli fu consigliato e giunse dall'emiro. 
 Un inchino reciproco, un semplice gesto a indicare sontuosi cuscini, quindi si accomodarono attorno a una allegra fiammella, a riposar le membra su superfici morbide quanto la pelle di una giovane vergine. 
Si scambiarono i documenti, si strinsero nuovamente la mano, quindi si baciarono tre volte per suggellare il patto. 
Il giovane cedette le chiavi della vetusta Ford all'emiro. 
Questi ringraziò, quindi gli accennò di un piccolo contrattempo. Sarebbe rimasto appiedato per due tramonti per via di un servo che era fuggito nottetempo, senza terminare i propri compiti, e lasciando incompiuto la nuova vettura, il mezzo con cui lui avrebbe dovuto allontanarsi. 
Il giovane temette la truffa. Fu rassicurato, coccolato, quasi venerato. Venne comunque e docilmente messo alla porta. 
Due tramonti assicurava l'emiro; due tramonti e il patto sarà suggellato. 
Il giovane raccolse i propri bagagli dal vecchio mezzo, ormai ceduto al mercante turco, e si decise a lasciare l'accampamento. Dentro di sé avvampava di rabbia e sconforto. Chiese aiuto agli Dèi, che lo assistettero solamente in parte, facendogli incontrare un viandante di ritorno dai mercati, che lo riconducesse alla sua dimora. 
Così accadde, ma non bastò a calmare l'anima inquieta, non gli elargì la pace interiore che lui sperava tanto di recuperare, durante l'attesa. 





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domenica 19 maggio 2019

Goldrake, il Grande Mazinga e...

Glauco Silvestri
Chi mi segue da molto - ma molto - tempo, sa che mi è rimasta una certa fissa per i robot creati da Go Nagai. Non è un caso che abbia scritto alcune Fan-Novel su questi robot (n.d.r. questa, questa, e anche questa), e di recente sono nuovamente caduto in tentazione... Forse a qualcuno di voi ho spiegato cos'è la Voglia Secca, forse no, a ogni modo ecco che lo stimolo si è presentato nuovamente. Amazon, ovviamente, mi ha indotto in tentazione con prezzi davvero appetibili, e sono bastati pochi click per ottenere soddisfazione.

Ora, in casa, ho due modellini in acciaio brunito. Il primo che ho acquistato è ovviamente lui, l'inarrivabile, il mio mito personale, Grandizer, altrimenti noto nel nostro italico stivale come Goldrake



Si tratta di un modello superaccessoriato, snodabile, capace di assumere qualunque posizione, e perfettamente realizzato in scala. Non è grandissimo. E' alto circa 17 cm, ma è perfetto in ogni dettaglio. Lo potete vedere anche dalle foto che vedete in questo post.



L'altro modello è invece il Grande Mazinga. Anche questo in acciaio brunito, con moltissimi accessori, e realizzato in scala. E' alto un po' meno di Goldrake, ed è più 'mingherlino', proprio come deve essere.


I due robot, assieme, fanno davvero un bel figurone. Manca solo il Mazinga Z ma, il suo prezzo non vuole proprio calare, e io attendo pazientemente che ciò accada. Nel frattempo vi presento un altro modellino, anch'esso un mito intramontabile, e su cui ho pure scritto una Fan Novel. Ovviamente parlo di Jeeg.


Quest'ultimo modello è un po' più plasticoso degli altri due, a causa della sua struttura, che è parecchio flessibile così che possa assumere tutte le posizioni che il robot assumeva nel cartone animato. Anche Jeeg è in scala, ed è il più piccolino tra tutti, come è giusto che sia.

Qui di seguito vi lascio altre foto, fatte con una lente macro e un flash filtrato per ottenere effetti un po' particolari. Che ne dite?




E come gran finale... Eccoli tutti e tre assieme!




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