lunedì 18 marzo 2019

La metamorfosi di Lena (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
È caldo. I grilli si lamentano incessantemente, si nascondono tra i filamenti d'erba del giardino, cercano refrigerio tra deboli refoli di vento incapaci di smuovere anche il petalo più leggero. Lena e Red sono nascosti dietro alla vecchia rimessa. Nessuno ci va mai, alla vecchia rimessa. È una vecchia costruzione a due piani. All’interno sono contenuti solo rottami di vecchie imbarcazioni, alcune sono appese a corde ormai mangiate dalla muffa, altre sono accatastate al suolo, rotte, abbandonate. Il lago è inaccessibile sin dalla primavera appena conclusa. Nessuno osa neppure sostare sulla piccola spiaggia antistante il molo, magari per prendere il Sole, o per godersi il panorama. Nessuno si avvicina più all'acqua. In piena estate può essere pericoloso. Chi potrebbe mai dimenticare cosa accadde al piccolo Chat, solo due anni prima? 
Eppure Lena e Red fanno finta di non sapere. Hanno bisogno di un posto tutto loro per sfogare la passione che li prende, per consumare il loro amore. 
Sono sdraiati a pochi passi dal pontile. Sentono l’acqua agitarsi svogliatamente attorno ai pali di legno consunto che lo sorreggono. Nessuno sa che loro si trovano alla vecchia rimessa. Non devono saperlo. Verrebbe loro proibito di andarci, specialmente a lei, che è prossima alla metamorfosi, e che non dovrebbe neppure stare troppo vicina Red, per il bene di quest'ultimo, s'intende. 
Ma chi può resistere al richiamo dell'amore? È rischioso, ma il gioco vale la candela. Red ne è consapevole e il fatto non lo spaventa. C’è la sua vita in discussione. Ma c’è anche il suo amore per la ragazza. E la bilancia è sicuramente piegata in direzione di Lena. Per lei farebbe tutto, anche morire dilaniato tra le fauci del mostro. 
Già! Il mostro. Ma quale mostro? Qualcuno l’aveva mai visto, il mostro? Chat era scomparso. Le sue grida avevano agghiacciato tutti quanti, quel giorno, tanti anni prima, in città. E pensare che la città dista una decina di chilometri dal lago. La loro fattoria, invece, è a pochi passi. Una corsa nei campi e già si intravede l’azzurro pallore delle acque. Potrebbe essere loro, il lago. Nessuno l’ha mai rivendicato. Non ha neppure un nome. Il sindaco preferisce far finta di non sapere della sua esistenza. È uno specchio d’acqua abbandonato. Lena e Red lo considerano un po’ loro; è loro, ma anche di Chat, che ci è morto dentro, forse. 
Il mostro è una fantasia di coloro che ancora credono a certe leggende. Anche la metamorfosi fa parte di queste leggende. È forse l’unica a cui tutti ancora credono. Le altre, per lo più, sono diventate favole da raccontare la sera, dopo una bottiglia di buon vino, per ravvivare le nottate noiose in osteria. 
Red e Lena sono sdraiati su una cerata color khaki. Lei è sopra di lui. Indossa solo degli short striminziti. La pelle chiara brilla alla luce del Sole. I capelli lunghi, annodati in una treccia che le cade sulla spalla destra, sono scuri come la pece. Sorride attraverso quelle piccole labbra a forma di cuore. Gli occhi stretti, aperti appena per proteggersi dal riverbero che il lago proietta contro la parete della rimessa, guardano Red. Lui è nudo, completamente nudo. I suoi abiti sono adagiati contro la parete. Ha il fisico tozzo, tipico degli uomini che vivono nella valle. Muscoli forti e infaticabili si gonfiano sulle sue braccia di giovane guarda-boschi. Una pancia leggermente pronunciata dimostra quali sono i suoi vizi, ma chi potrebbe mai resistere alle delizie della cucina locale? Red ha gli occhi chiari come le acque del lago. Sono fissi sulla sua donna. Anche lui sorride, ma è un sorriso frammentato, perché lei sta giocando col suo corpo, e lui non può fare finta di nulla, non può nascondere i messaggi che giungono dai centri del piacere. La sua passione si erge tra le gambe di lei. Piccole dita affusolate alimentano il fuoco sulla vetta, con movimenti esperti e stuzzicanti. Lei gioca. Si lecca le labbra. Sorride. Lascia che Red tenti di sfiorarle i seni. Ha bisogno di tempo per raggiungere l'apice, per cui dedica ogni attenzione all'oggetto dei suoi desideri. Lei non ha fretta, nessuno lì verrà a cercare prima che faccia sera. Ci sono solo loro, il loro amore, e le acque del lago. 
Il ragazzo attira Lena verso di sé prendendola per le spalle. Lei oppone resistenza, ma solo per qualche istante, poi si lascia tirare vicino alle labbra di Red. Accenna un bacio, poi si ritira di scatto. Lui si solleva. Il gridolino divertito di Lena lo eccita. La stringe. La bacia. Le mani esplorano lentamente ogni centimetro di pelle della sua compagna. 





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domenica 17 marzo 2019

La Quinta Onda - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto da una serie di romanzi, La Quinta Onda è l'ennesimo film di fantascienza che strizza l'occhio al settore Young Adult, con i suoi pregi e difetti, e che promette una lunga serie di seguiti in base a quanti libri saranno scritti e a quanti spettatori accorreranno in sala per vederlo.

La vicenda è semplice. Un bel giorno compare una astronave in cielo. Per qualche tempo sa lì senza fare nulla, tanto che la gente si abitua alla sua presenza e continua la sua vita normale, poi - all'improvviso - ecco che avviene l'attacco.
La Prima Onda: E' una vera e propria onda elettromagnetica che spegne tutta la tecnologia terrestre.
La Seconda Onda: E' un innalzamento dei mari, con tanto di disastri eccetera eccetera.
La Terza Onda: E' un terremoto. Altri disastri eccetera eccetera.
La Quarta Onda: E' una epidemia di aviaria molto aggressiva... E qui la razza umana viene realmente decimata.
E la quinta onda? In attesa che questa arrivi, Cassie, Sammy e loro padre vanno in un campo profughi per tentare di tirare avanti. Mentre vivono in questo centro si presentano dei militari che affermano di voler salvare tutti quanti. C'è un momento di distensione, ma ovviamente i mezzi non bastano, per cui - mentre i bambini vengono caricati sugli autobus per portarli al sicuro - gli adulti vengono radunato per aggiornarli su quanto sta accadendo. Cassie e Sammy salgono sull'autobus, il padre va alla riunione. Solo che Sammy ha dimenticato il suo orsacchiotto, per cui Cassie scende per andarlo a prendere, ma quando torna l'autobus è partito, e gli adulti sono stati sterminati dai militari.
Lei si trova da sola, ed è determinata a raggiungere la base militare dove è stato condotto il fratellino, per salvarlo da chissà cosa stiano tramando i militari.
Ovviamente il suo viaggio non sarà facile. Droni alieni pattugliano la superficie del pianeta, e uomini armati asserviti agli alieni sparano su tutto ciò che si muove. Ma la vera minaccia si nasconde dove Cassie non può neppure immaginare...

Oddio, basta essere un po' scafati per intuire dove va a parare la pellicola. Tra l'altro - guardandola - ho avuto spesso una sorta di déjà vu riguardo alcune scene viste nel film. Per di più i personaggi hanno davvero scarso appeal, sono i soliti bellocci, magari ombrosi, con una storia strappalacrime alle spalle, eccetera eccetera. Ed è altrettanto evidente che il romanticismo prevale su tutto il resto, e mi verrebbe voglia di svelare qualche dettaglio in più della trama, ma sappiate che non lo farò per rispetto a chi vuole tentare la sorte guardando il film.

Sappiate che c'è un finale apertissimo... E che i titoli di coda lasciano basiti perché fanno calare il sipario nel bel mezzo della storia.

Bah!



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sabato 16 marzo 2019

Questa è la Stanza - #Fumetto #Recensione

Glauco Silvestri
Ho scoperto Gipi solo di recente. Conoscevo l'autore di fama, ma non avevo mai letto nulla prima d'ora, e Questa è la Stanza è stato il primo suo fumetto che ho letto... Ma che recensisco solo ora per motivi che sicuramente vi annoierebbero. 

Si tratta di un fumetto che cavalca alcune passioni giovanili dell'autore, e che raccoglie alcune sue esperienze, mescolandole in una trama originale, agrodolce, un po' nostalgica, ma molto rock.
Già! Rock! Perché in questo fumetto si parla di quattro ragazzi molto diversi tra loro, con un'unica passione in comune, la musica, e la remota speranza di riuscire ad avere un ingaggio per il loro gruppo. Ma hanno pochi soldi, e non hanno neppure un posto tutto loro per poter suonare... Per lo meno fino a che il padre di uno dei quattro non offre loro 'la stanza'. E' un regalo temporaneo, ovvero hanno a disposizione la stanza finché non combinano qualche casino. La Stanza è in realtà una vecchia stalla piena di rifiuti, topi, e chissà cos'altro. I quattro ragazzi la ripuliscono, la sistemano, ci portano gli strumenti e... Ecco la Stanza. E' la loro prima occasione per suonare, per riuscire a registrare la loro musica e... chissà, puntare lo sguardo verso i loro sogni, le loro speranze, e un futuro molto rock.
Però... Però salta l'amplificatore. E senza amplificatore non si può suonare. E questo disastro accade proprio quando un talent scout pare disposto ad ascoltare qualche loro brano. Come fare? Non ci sono i soldi per riparare l'oggetto, figurarsi per comprarne uno nuovo. Però, vicino al cimitero, in una cantina vicino alla cappella, ci sono un sacco di strumenti nuovi di zecca. Perché non provare a...

E il resto non ve lo racconto. I disegni sono molto semplici, stilizzati, quasi realizzati a penna. Il colore è semplice, ma ben si adatta allo stile dell'autore. Tutto appare abbozzato, ma a uno sguardo più attento, si nota lo studio dei caratteri, le loro espressioni, le loro movenze, e persino i paesaggi cominciano ad acquistare profondità.
E' un fumetto privo di suoni, in cui si parla di musica senza che questa sia rappresentata. Eppure la si percepisce nella gestualità dei personaggi, nella passione che viene espressa dal racconto, e alla fine eccola lì, come nella realtà, c'è ma non si vede, esiste ma è intangibile.

Questa è la stanza è un fumetto interessante, accattivante, e mi è piaciuto molto. Sarà che parla di ragazzi che imparano a suonare, sarà che è impregnato di passioni giovanili, sarà che è un po' nostalgico, visto che anche l'autore si rispecchia nei suoi personaggi... E' per tutti questi motivi, in pratica, che ve ne consiglio la lettura.



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venerdì 15 marzo 2019

Mission Impossible Fallout - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Una missione fallita! Ethan e la sua squadra sono di nuovo nei guai, ed è una corsa contro il tempo per poter sistemare la faccenda. In Fallout tutto sembra sempre andare storto. C'è qualcuno che trama alle spalle dell'agenzia, e c'è qualcuno che vuole davvero sconvolgere l'ordine mondiale... 
Ma c'è sempre qualcuno che vuole sconvolgere l'ordine mondiale nei film di Mission Impossible, vero? 
A ogni modo, Ethan avrebbe dovuto recuperare dei nuclei di Plutonio durante uno scambio tra organizzazioni clandestine. Di mezzo ci sono gli Apostoli, un gruppo apparso all'improvviso dopo l'arresto di Solomon Lane (n.d.r. Vedi Rogue Nation). Il recupero fallisce, e la CIA decide di inserire un supervisore all'interno della IMF per essere sicuri che ciò non accada di nuovo. In pratica la IMF diventa ad amministrazione controllata, e rischia di chiudere baracca e burattini se la faccenda non si sistema. E' quindi il momento di non andare troppo per il sottile. E' per questo che Ethan decide di contattare la Vedova Bianca, una nota mercante di armi senza scrupoli. Qui partono i giochi, i doppi giochi, e anche i doppi giochi carpiati con giravolta a sinistra. Tutti ingannano tutti, e il nome di John Lark - il capo degli Apostoli - viene affibbiato a molti volti noti, tra cui lo stesso Ethan, che da sempre attira i sospetti dei superiori nonostante sia forse l'agente più fedele della storia dei servizi segreti. Insomma... E' caccia a Lark, ed è caccia alle cariche di plutonio, di cui una è recuperata, ma le altre due...

Tante domande in questo Mission Impossible. Tanta azione. Tanto intrigo. Tanti ingredienti. Lo spettatore viene confuso, convinto di qualcosa, e imbrogliato tanto quanto i personaggi della pellicola. Incredibile, se non davvero impossibile, è Tom Cruise, che ha qualche anno più di me e ancora salta da un tetto all'altro come fosse una cavalletta (n.d.r. Anche se in una scena si rompe qualche ossicino... e nella versione finale del film lo si vede, ma lui non molla mai!). La regia è davvero ben fatta, e questo Fallout alterna bene intrigo e azione. Quasi un ritorno al passato (n.d.r. Del resto ricompaiono alcuni volti che agli inizi avevano reso grande questa saga) tanto che probabilmente potrei avvicinarlo, se non affiancarlo, al primo film della saga, per qualità di intrattenimento.

Mi è piaciuto davvero!




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