sabato 31 agosto 2019

La nube Purpurea - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
E' un po' di tempo che non pubblico recensioni di libri, e vi chiedo scusa per questo. Il fatto è... Che vedo la luce in fondo al tunnel, ho quasi finito l'elenco dei film che volevo recensire, e - come potrete immaginare - la vista del traguardo mi ha fatto dimenticare le altre tematiche a cui questo blog dovrebbe essere dedicato.

Tornando a bomba, oggi vi parlo de La Nube Purpurea. Il libro ha molti anni sulle spalle, è stato scritto nel 1901, e forse è uno dei primissimi tentativi di una narrativa apocalittica, forse addirittura il primo in assoluto.

Nel libro abbiamo un narratore (anonimo) il quale afferma di aver ricevuto quattro manoscritti da una medium. Questa afferma di essere in contatto con persone del passato, ma anche dal futuro. E' dal futuro che lei trascrive i quattro manoscritti, testi 'dettati' da un personaggio che sta scrivendo il proprio diario e... Be', di questi manoscritti, il terzo è quello più leggibile, e così il nostro narratore ha deciso di renderlo pubblico, e di raccontarcelo, visto che narra una vicenda terribile, e straordinaria.

Tutto ha inizio con una missione esplorativa del polo nord. Adam Jeffson è uno dei membri dell'equipaggio, occupa sia l'incarico di medico, sia di ufficiale scientifico, e ovviamente brama di poter arrivare al Polo Nord per primo, missione fino a ora mai riuscita da nessuno, e che darebbe a chi vi riesce fama e ricchezza. E Adam Jeffson, dopo terribili avventure, riesce veramente a raggiungere il Polo Nord... E ciò lo salva da un fenomeno apocalittico che investe tutto il pianeta. Lo scoprirà solo al ritorno verso la nave, quando troverà tutto l'equipaggio morto, e durante la navigazione verso l'Inghilterra, incrocerà navi fantasma i cui equipaggi, anch'essi, risulteranno morti. E il suolo inglese non si presenta meglio. Cadaveri ovunque, nessuna anima viva. Sembra proprio che Adam sia rimasto l'ultimo uomo sulla Terra. Ma cosa è accaduto? I giornali trovati da Adam riferiscono di una nube purpurea, scatenata da una terribile eruzione, che avanza da est a ovest, e miete vittime al suo passaggio, e non lascia nessun superstite tra le specie animali che vivono sulla superficie terrestre. Solo i pesci, e gli anfibi, e qualche insetto, paiono essere immuni da questa nube venefica.
Adam comincia così ad esplorare tutto il suolo inglese, in cerca di superstiti, magari rifugiatisi in una grotta, o in una miniera, ma non trova nessuno. Nel frattempo la solitudine lo conduce a uno stato di onnipotenza. Nella follia comincia a bruciare città intere, a raggiungere l'Europa, Parigi, a navigare fino all'est asiatico, dove i sogni che lo tormentano durante la notte, gli suggeriscono sia vivo ancora qualcuno. Nel frattempo gli anni passano, e l'uomo comincia a credere che la sua sopravvivenza non sia stata un caso, bensì un volere divino. Pur non credendo nelle antiche religioni, egli si convince della presenza di due entità, sente le loro voci, e sente che il loro volere si proietta sulle sue azioni. Una è 'Bianca', e pare agire con benevolenza, l'altra è 'Nera', e ovviamente ha scopi diametralmente opposti. E' la voce Nera che lo spinge a cercare superstiti per ucciderli, ma è la voce Bianca che tenta di frenarlo.
Adam decide di ignorare le voci, di elevarsi a Dio, a costruire un tempio per sé stesso, a vivere da Re, nell'attesa che - con la sua morte - la razza umana sia estinta per sempre. 
Eppure, in una delle sue peregrinazioni, trova una ragazza in un bosco. E' completamente nuda, e pare non conoscere nulla di ciò che lo circonda, come se non avesse mai avuto una istruzione, come se fosse caduta dal cielo, donata da un Dio... No, non è così! Ovviamente. La ragazza mostra ad Adam da dove viene, una grotta, dove all'interno è nascosto il corpo di una donna. Ed è evidente che la bimba sia nata da questa donna, ma che per qualche motivo, la madre è morta prima di poter insegnare qualcosa alla figlia, ed eccola lì... Lui è Adam, e lei potrebbe essere... Eva!

Se vado avanti ancora un po' vi racconto proprio tutto, ma state tranquilli, mi son fermato in tempo, perché dalla scoperta di Eva all'epilogo accadono ancora molte cose. Il romanzo è affascinante, e nonostante sia stato scritto più di un secolo fa, si legge ancora davvero molto bene (n.d.r. Ok, l'edizione Urania è una traduzione tutta nuova, questo aiuta!). Shiel riesce a raccontare un futuro prossimo senza cadere in errori grossolani inventando oggetti che ai nostri occhi potrebbero apparire surreali. Ha scelto di state attaccato a quanto già conosceva, per cui i suoi spostamenti avvengono in nave, in automobile (n.d.r. All'epoca erano appena state inventate) e in treno. Immagina una fonte di energia basata sull'aria liquida (n.d.r. Che potremmo accostare ai motori ad idrogeno, voi che dite), una fonte ancora 'rara' e che viene usata solo su alcune imbarcazioni, quelle di ultimissima generazione. Mentre le altre vanno a petrolio, o elettriche, e anche qui l'autore ha avuto una grande lungimiranza nel descrivere quei mezzi. Le onde radio sono ancora tutte da scoprire, per cui le comunicazioni avvengono solo via cavo, ma questo non penalizza di sicuro la narrazione, tutt'altro, la rende ancora più affascinante. E il volo umano non è neppure citato. Scelta saggia. Nel 1901 mi sa che si volasse solamente in mongolfiera. 

Insomma... Davvero un gran bel romanzo. Non cede troppo a voli pindarici, a morali scontate, a finali strappalacrime, e... Si legge che è un piacere. Ve lo consiglio.





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venerdì 30 agosto 2019

Il Padrino Parte II - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
In questo secondo capitolo della saga de Il Padrino, ci ritroviamo a ricapitolare la nascita di due imperi della mafia americana. Vito Andolini, ragazzo dalla salute malferma, arriva negli Stati Uniti nel 1901 dopo che la sua famiglia è stata sterminata da Don Ciccio. Per errore degli ufficiali del porto assume il nome di Vito Corleone, e questo nome lo porterà a fondare un vero impero attorno alla sua famiglia. Vive e cresce a Little Italy, apprende l'arte del protezionismo, i metodi della camorra, e alla fine crea un proprio giro di prostituzione e gioco d'azzardo. 
Divenuto potente, Vito torna a Corleone per vendicare la propria famiglia, e lascia in mano al figlio Michael il suo impero americano. E' il 1958, e le maglie dei Corleone sono talmente vaste che è davvero complesso tenerle strette sotto la sua guida, ora che  Vito è lontano. C'è chi complotta alle sue spalle, e c'è chi lo fa apertamente. Nel frattempo la politica cubana muta, il potere passa da Batista a Castro, e gli affari dei Corleone si indeboliscono, indebolendo così anche la leadership di Michael. Il sangue scorre a fiumi nel tentativo di salvare l'impero e...

Il crimine paga? E' una bella domanda. La storia della famiglia Corleone è interessante. Affascina l'affetto che stringe ogni persona della cerchia corleonese, per lo meno fino a che a capo della struttura c'è qualcuno che si fa rispettare, ma poi ognuno comincia a volere la propria fetta, a voler essere indipendente, a non voler più prendere ordini... E le mura si sgretolano, e chi è sul trono deve dimostrare la propria forza, anche lottando contro il proprio stesso sangue. E' una faida famigliare che impressiona per la violenza, per la crudezza, per la spietatezza. 
Il film è un vero gioiello, primo sequel nella storia del cinema capace di conquistare un Oscar, e fa molto di più... Riceve undici candidature e sei statuette le porta a casa meritatamente. Mica male, no? In molti lo credono persino migliore della prima pellicola. La regia di Coppola è sublime, e gli interpreti sono uno meglio dell'altro.

Tra le curiosità, io sinceramente non ci avevo fatto caso ma lo leggo ora su Wikipedia, c'è una scena in cui Vito Corleone si ferma davanti a una bancarella della frutta e nota un poster di Jake LaMotta. La cosa curiosa è che lo stesso De Niro, attore che impersona Don Vito Corleone in questo film, interpreterà LaMotta in Toro Scatenato (n.d.r. Film di cui abbiamo già parlato), sei anni più tardi.




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giovedì 29 agosto 2019

The Silent Man - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Torniamo nuovamente sul caso Watergate. Il cinema americano ha dedicato molti film a questo tema, e The Silent Man è forse il più recente tra tutti. Film interessante perché ci racconta questa vicenda attraverso quanto accadde negli uffici dell'FBI, tra ingerenze da parte del governo, del neo eletto Presidente Nixon, le vendette interne dovute al cambio di politica dell'agenzia - che per ripulire i propri panni sporchi ha dovuto mettere da parte agenti senza scrupolo che avevano operato senza fare troppe domande - e ovviamente, le pressioni da parte degli organi di stampa e della stessa CIA.
Una pentola a pressione prossima all'esplosione, per certi versi, che viene tenuta sotto controllo dalle sole sapienti mani di Mark Felt, braccio destro di Hoover fino alla sua morte, e ora unico paladino dell'indipendenza dell'agenzia nei confronti della politica (n.d.r. Storicamente l'FBI è un organo che risponde solo al Congresso Americano, ed è indipendente dal governo, compreso il Presidente).
Mark Felt dichiarerà, in una intervista a Vanity Fair del 2005, di essere stato il mitico Gola Profonda, colui che passò informazioni chiave alla stampa quando l'FBI era tenuta sotto il giogo stringente della politica di Nixon. Felt si batté per difendere il Bureau, e per mantenerne l'integrità, mettendo a rischio la propria carriera, la propria libertà, e la propria reputazione. E tutto ciò mentre combatteva una guerra del tutto personale, con la figlia scappata in una Comune, e la madre inconsolabile per la perdita.
Alla fine tutto andrà come la storia ci ha già raccontato, per cui non ci sono misteri da mantenere per garantire una buona visione della pellicola. Bravissimi Liam Neeson nei panni di Felt, e altrettanto brava Diane Lane nel ruolo della moglie. Non a caso prenderanno un Oscar per la loro interpretazione. La regia è di quelle invisibili, capaci di narrare una vicenda seguendone il ritmo e senza sollecitare lo spettatore. Il dramma, il conflitto interno del Bureau, il rapporto tra Felt e i suoi collaboratori, il doppio gioco, tutto ci viene raccontato con calma e tranquillità. Niente colpi di scena, niente cambi repentini nel ritmo narrativo, tutto fila liscio come l'olio, e nell'insieme la vicenda funziona davvero bene.



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mercoledì 28 agosto 2019

Accedere a Distanza (Lesson 12) - #Domoticz #Domotica #Corso #Homebridge

Glauco Silvestri
Questa è l'ultima lezione del corso dedicato a Domoticz. In queste settimane abbiamo realizzato una piccola centrale domotica autosufficiente, e anche un piccolo antifurto casalingo che - per esigenze non spinte - può funzionare in modo davvero egregio.
Rimane solo un piccolo dettaglio da affrontare, ovvero l'accesso da remoto, quando non siamo a casa.
Si tratta di un argomento che - in realtà - abbiamo già parzialmente risolto grazie a Homebridge, e forse la maggior parte delle persone sarà già sufficientemente soddisfatta da non sentire l'esigenza di un secondo metodo di connessione remota.
Grazie a Homebridge abbiamo tutti i dispositivi a portata di mano, nell'applicazione Home di Apple, e possiamo vederne lo stato ed eventualmente modificarlo senza grossi problemi, sia manualmente, sia chiedendo a Siri, anche quando siamo fuori casa. 


Però Domoticz offre un servizio gratuito per poter accedere alla nostra centrale attraverso il browser di un qualunque dispositivo, semplicemente collegandosi a questo sito, e inserendo username e password.

Il vantaggio di questo sistema è legato al fatto che l'accesso offerto è davvero completo, e a schermo potremo visualizzare le stesse cose che vediamo solitamente a casa nostra quando ci connettiamo con il computer di casa. Le potenzialità sono enormi perché, volendo, potremmo fare delle modifiche al sistema anche quando non siamo a casa (n.d.r. Anche se poi diventa difficile verificare se tutto funziona correttamente). Ma rimanendo al semplice utilizzo per controllare i vari dispositivi da remoto, questo sistema ci permette di farlo nel caso in cui, in casa nostra, non sia presente una Apple TV, un HomePod (n.d.r. Non ancora disponibile sul mercato italiano), o un iPad acceso, che possano fare da Bridge tra la nostra centrale domotica e il nostro iPhone.

Ma bando alle ciance! Come facciamo ad attivare questo sistema?

Prima di tutto dobbiamo registrarci sul sito. Basta cliccare sul link register. Per registrarsi è sufficiente inserire la propria mail e il proprio nome. Cliccando su next verrà inviata una mail di conferma. All'interno della mail c'è un link da cliccare, che porta a una pagina del sito in cui potremo impostare la nostra password.
Nota: Nella mail è presente anche uno user ID, questo codice è da conservare gelosamente. Ci servirà tra poco!
Fatto ciò siamo pronti per il passo successivo (n.d.r. Per ora lasciate stare l'autenticazione a due fattori, si può fare in un qualunque momento e, da quanto ho letto sui forum, non funziona ancora così bene da poterne usufruire in scioltezza).


Ora torniamo in Domoticz col solito accesso da browser. Andiamo su Configurazione, clicchiamo su Sistema.


Cerchiamo MyDomoticz settings e inseriamo l'ID che avevamo trovato nella mail di conferma, e la nostra password. Clicchiamo su Enabled e poi confermiamo il tutto cliccando su Applica.

A questo punto Domoticz tenta di connettersi al server di MyDomoticz. Se tutto avviene correttamente, in breve tempo vediamo comparire la voce MyDomoticz Instance ID. Questa voce non è modificabile, ed è univoca per ogni installazione di Domoticz, per cui sarà la vostra chiave di sicurezza dagli accessi indesiderati.

Quando tutto ciò è a posto, possiamo tornare sul sito MyDomoticz, inserire mail e password, premere su login e... Se tutto è stato fatto a dovere, dovremo vedere una pagina fatta come la seguente.


Se l'omino è verde, cliccandoci sopra accederemo alla nostra centralina domotica. Altrimenti c'è un problema di comunicazione, che può dipendere da varie cause, a partire problemi di connessione internet nel luogo in cui vi trovate, o problemi di connessione internet a casa vostra.
Cliccando invece su My Domoticz, la scritta in alto nella finestrella, si accede a un menù che permette la modifica delle credenziali, ed eventualmente l'autorizzazione ad accedere a un altro utente (n.d.r. Si dovrà inserire la sua mail, se non ricordo male).

Maggiori informazioni le trovate qui.

Note Finali: Può accadere che dopo aver inserito mail e password, MyDomoticz si rifiuti di farvi accedere e vi mostri un messaggio di errore relativo ai dati che avete inserito. E' possibile che sia vero, ma nel caso foste sicuri che i dati inseriti siano corretti, vi consiglio di provare a ricaricare la pagina... A volte è solo un problema di cache del browser da aggiornare.

Bug Noti: Ho provato a modificare e a creare nuovi script da remoto e... Non funziona. Per quanto il salvataggio avvisi che tutto è avvenuto con successo, uscendo e rientrando dalla pagina le modifiche sono scomparse. Essendo un servizio in fase di sviluppo, è possibile che alcune cose non funzionino perfettamente. Abbiate pazienza.



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martedì 27 agosto 2019

Dio ha uno scopo per ogni cosa

Glauco Silvestri
Dio ha uno scopo per ogni cosa. Vivo e morente, l’ambasciatore non fa del bene a nessuno in nessun modo. Morto, almeno potrebbe diventare un ottimo fertilizzante.»

Gli Dei di Mosca (Vaporteppa) (Italian Edition) (Swanwick, Michael)




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lunedì 26 agosto 2019

Quando i gattoni leggono #ebook

Glauco Silvestri
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domenica 25 agosto 2019

Dove Osano le Aquile - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi vi parlo di un grande classico. Avete presente quel periodo del cinema americano dove un film ogni due era dedicato al secondo conflitto mondiale? Ebbene, in quel periodo furono realizzati dei veri pezzi da novanta, e Dove Osano le Aquile è uno di quei film difficili da dimenticare, e da non amare.

La parola d'ordine è: avventura. Il film ci racconta di una missione di salvataggio. Il generale Carnaby è stato catturato dalle SS dopo l'abbattimento dell'aereo che lo stava trasportando in Inghilterra. Ora è prigioniero nel castello di Adler, quartier generale delle truppe scelte naziste, e le Forze Armate Alleate temono che questi possa rivelare informazioni importanti ai nemici. Bombardare il castello è pressoché impossibile, per cui l'unica soluzione è quella di creare una piccola squadra di uomini capaci, di infiltrarsi in territorio nazista, di entrare nel castello e salvare il generale.
Vengono scelti sette uomini. Ma la missione comincia davvero male, perché non appena la squadra viene paracadutata in territorio tedesco, l'operatore radio del gruppo viene ucciso. Per cui sono completamente isolati, e...

Un bel film di guerra, di spionaggio, con parecchi colpi di scena, momenti epici, e tutti gli ingredienti che ci si aspetta di trovare in una pellicola del genere. E' un film d'altri tempi, con altri tempi narrativi, e altri metodi narrativi... Per cui non aspettatevi un film attuale, tutto esplosioni, effetti speciali e nessun respiro dal primo all'ultimo minuto. Qui è più complicato... E' un film per palati fini.
La regia è molto tradizionale, anche se per l'epoca era innovativa. Bravi tutti nell'interpretazione dei loro personaggi, ma si percepisce la teatralità, e Burton dimostra maggiore padronanza rispetto a un Eastwood ancora giovane e proveniente dai Western. E' cinema d'altri tempi. Ci sono parecchie imprecisioni, come la scena dell'elicottero, visto che è un elicottero americano, e visto che all'epoca - pur esistendo dei prototipi - la Luftwaffe non fu in grado di metterli sul campo se non a guerra ormai persa. E' comunque un film capace di affascinare ancora oggi, e se non l'avete mai visto, è possibile che vi possa catturare dal primo all'ultimo minuto.

Buona visione. 



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sabato 24 agosto 2019

Vajont - #Documentario #Recensione

Glauco Silvestri
E' il 9 Ottobre 1963. E' notte. Una cresta della montagna cade nell'invaso. L'acqua non abbatte la diga. La diga regge. L'acqua viene sospinta in alto dalla caduta della roccia, scavalca la diga, fuoriesce, si incanala nella vallata, rimbalza come una palla da biliardo, acquista energia, e travolge tutto. 1917 vittime.

Io vi parlo di una Orazione Civile, una sorta di racconto, svolto da Marco Paolini in diverse piazze d'Italia, ripreso dalle telecamere, trasmesso in televisione più e più volte, e poi divenuto memoria storica, quasi un documentario fedele, di quanto accadde. Il tutto è narrato con un ritmo sapiente, con silenzi pieni di contenuti, con momenti di ilarità, giusto per svaporare il dramma quando la tensione arriva troppo in alto, e momenti di incredibile sconforto. Una narrazione che ripercorre i fatti dal momento della costruzione, al grande successo dell'inaugurazione, fino alla notte del disastro, e alla mattina successiva. Due ore che servono a costruire la conoscenza, e i venti minuti finali che portano al dramma, alle lacrime, al disastro annunciato.

Da vedere assolutamente.





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venerdì 23 agosto 2019

Tarzan - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
La convivenza ha sicuramente arricchito la collezione di DVD che già possedevo (n.d.r. Sì, DVD, non BlueRay. Dopo i DVD son passato direttamente al digitale puro, senza supporti fisici, visto poi che i contenuti extra non me li son mai guardati per carenza di tempo libero!). Se alcuni titoli sono doppi, altri invece sono delle new-entry a tutto tondo, e ovviamente, visto che mi son ripromesso di recensire tutti i titoli in mio possesso, così da avere una scusa per rivederli tutti, almeno una volta (n.d.r. Non so voi, ma senza questa imposizione, la sera, finivo sempre per guardare i soliti dieci o quindici titoli, i preferiti tra i preferiti, ignorando tutti gli altri), eccomi a parlare di... Tarzan!

Su Tarzan sono stati fatti tanti film, e tanti cartoni animati, e tante serie televisive. Il Tarzan di cui vi voglio parlare è una produzione Disney del 1999.

La storia è quella di un piccolo bambino rimasto solo in un bosco e allevato dalle scimmie. Una volta adulto, questo sopravvissuto, è una sorta di re dell giungla, ma la sua esistenza non rimane ignorata. Un gruppo di cacciatori, guidati da Clayton, giungono sull'isola dove si trova Tarzan. Tra essi sono presenti il Professor Porter e la figlia Jane, che riescono a stabilire un contatto con Tarzan, il quale, piano piano, tradisce le sue vecchie compagne per vestire gli abiti degli uomini e tornare a Londra assieme ai cacciatori.
Il problema è che, una volta arrivati nella capitale inglese, il capo spedizione - Clayton - vorrebbe tenere Tarzan come trofeo della sua battuta di caccia, per cui, al momento di salpare le ancore, si scatena uno scontro tra il popolo delle scimmie e la squadra di Clayton. 

Il finale non è una sorpresa. Clayton viene sconfitto. Tarzan ci ripensa e decide di rimanere sull'isola. Jane, innamoratasi di Tarzan, decide di rimanere pure lei. E vissero tutti felici e contenti.

Questa pellicola fa parte del periodo 'rinascimentale' della Disney, ovvero il decennio compreso tra il 1989 e il 1999, in cui il colosso dell'animazione ha avviato una rivoluzione interna per rinnovare sia lo stile narrativo, sia i disegni, sia le tecnologie (n.d.r. Siamo ancora in un'epoca pre-Pixar, per intenderci). Tarzan fu una delle pellicole di maggior successo, e la sua peculiarità è che - a parte nella scena iniziale - i personaggi non cantano mai. La colonna sonora è totalmente interpretata da Phil Collins, il quale viene 'costretto' a cantare in inglese, in italiano, in francese, in tedesco e in spagnolo. Tutto ciò a causa dei timori della Disney, che non voleva rovinare il film a causa di doppiaggi fatti male, visto che i brani cantati erano strettamente legati alle vicende e ai pensieri dei personaggi.

Merita di essere guardato, anche se ammetto che non ho mai amato il periodo della 'rinascita' Disney, specie per lo stile grafico dei disegni. Questo Tarzan è però una pietra miliare nell'evoluzione Disney, e oltre alla storia che racconta, ha anche un valore storico per l'azienda che l'ha prodotto, e per coloro che amano i film di animazione.



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giovedì 22 agosto 2019

Mephisto - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Mephisto è saltato fuori dal nulla... Sapevo di avercelo, ma credevo si fosse perso nel trasloco, o nel passaggio da vhs a dvd che feci l'ormai lontano 'secolo scorso'.

E' una pellicola potente, ha ricevuto due Oscar, quattro premi Donatello, due premi Nastro d'argento, due premi a Cannes... Istvân Szabó diede davvero il meglio di sé in questo film.

La storia è ispirata a questo libro, e ci porta in epoca nazista. E' la storia di un attore tanto ambizioso, ricco di talento e ingegno, quanto antipatico a tutti - Hendrik Höfgen - che pur essendo anti-nazista, decide di salire sul carro dei vincitori per mantenere viva la propria fama e gloria. Ciò lo trasforma, lentamente, in uno degli artisti favoriti di Göring, in uno dei principali artisti tedeschi, e infine in una vera creatura del regime che inizialmente avversava. Egli comincia a denunciare i propri colleghi, a dichiarare in pubblico l'ammirazione per Hitler, e passo dopo passo, la vita dell'attore muta al punto da ricordare il personaggio che più lo rese famoso sul palcoscenico, ovvero Mefistofele, nel Faust di Goethe.

E' un film magnifico, senza tempo, cupo e diabolico, in cui il voltafaccia, il cambio di ruoli, la metamorfosi avviene in modo talmente sublime e tormentato da coinvolgere direttamente, e assorbire, gli spettatori. L'interpretazione di Brandauer è tale da incantare anche i più scettici, e la regia è davvero perfetta.

Questo film è un Must, e se non l'avete mai visto, dovete assolutamente recuperarlo.





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mercoledì 21 agosto 2019

Un allarme fatto in casa (Lesson 11) - #Domotica #Domoticz #Homebridge #Corso

Glauco Silvestri
Grazie a Domoticz, il nostro piccolo Raspberry è in grado di fare tante cose: può accendere e spegnere le luci di casa e del nostro giardino; può aprire e chiudere le tapparelle, o le tende da sole sulla terrazza; può occuparsi dell'irrigazione del giardino; può regolare i nostri termosifoni, e se abbiamo il giusto climatizzatore, può persino regolare il suo funzionamento; e può occuparsi anche della nostra sicurezza, con sensori di fumo, e sensori di allagamento.

Tutto ciò dipende dai dispositivi in nostro possesso, ovviamente, e se per caso abbiamo già in casa dei sensori di movimento, che magari usiamo per accendere e spegnere le luci quando passiamo da un ambiente all'altro, allora potremmo avere persino l'ambizione di costruire un semplice antifurto casalingo senza troppe spese.

Ma cosa dobbiamo fare per creare questo antifurto?

Accediamo a Domoticz attraverso il nostro browser. Andiamo su Configurazione, Impostazioni, Sistema, e cerchiamo la sezione dedicata al Security Panel.


Qui dobbiamo inserire la Password numerica che useremo come codice di accesso, e il ritardo (n.d.r. In secondi) prima che il sistema si armi dopo che il codice è stato inserito nell'apposito tastierino.

Tastierino? Sì! Domoticz ha un proprio tastierino per l'attivazione e disattivazione dell'allarme.


Questo tastierino è raggiungibile facilmente, una volta che è stato attivato. Esso permette di attivare l'allarme in due modalità:
  • Armed Away: Quando tutti i componenti della famiglia sono fuori casa;
  • Armed Home: Quando qualcuno è in casa, ma comunque si vuole garantire che non avvengano intrusioni (si attivano solo i sensori sulle porte, ma non quelli di movimento all'interno di casa).

Ovviamente, dal tastierino è possibile anche disattivare l'allarme.

Per fare in modo che il tastierino sia accessibile dobbiamo andare su Configurazione, clicchiamo su Più Opzioni, e selezioniamo Security Panel.
Usiamolo per la prima volta, giusto per prova, armando e disarmando il sistema con la password inserita poco fa in configurazione, e 'magicamente' comparirà tra i nostri switch un nuovo dispositivo.


Da questo momento il pannello sarà sempre visibile, e fornirà lo stato in cui si trova il sistema d'allarme. Ovviamente, cliccando su di esso sarà possibile raggiungere il Pannello per cambiare lo stato dell'allarme inserendo l'apposita password. Il pannello sarà accessibile anche via browser all'indirizzo:
http://<indirizzo ip domoticz>/panel:8080
Se andiamo a inserire in Planimetria questo Security Panel, avremo la possibilità di attivare e disattivare il nostro sistema direttamente con Apple Home e Siri.

Però non abbiamo ancora finito, perché all'attivazione dell'allarme deve risultare anche l'attivazione di qualche funzione specifica che faccia sì che venga inviata una notifica in caso di intrusione (n.d.r. O dell'accensione di una sirena in caso ne avessimo una installata).

Dobbiamo realizzare uno script apposito. Qualcosa di semplice del tipo: Se l'allarme è inserito e il sensore vede un movimento, allora invia una notifica.
Usiamo Blockly per ottenere lo script. Rechiamoci in Configurazione, Più Opzioni, Eventi e creiamo un nuovo script come quello qui sotto indicato.


A questo punto il nostro antifurto è pronto. Visto che possiamo attivare e disattivare il sistema di sicurezza tramite il cellulare, la sicurezza di casa sarà abbastanza pratica proprio come se avessimo un dispositivo commerciale.

Ma potremmo volere di più... Avete per caso una telecamera wifi in casa? Anche un baby monitor potrebbe andare bene, è sufficiente conoscerne l'indirizzo ip per dotare il nostro sistema d'allarme di una telecamera così che nella mail sia allegata una foto, e che si possa controllare in tempo reale cosa accade nella nostra casa.

Andiamo in Configurazione, Più Opzioni, Videocamera per far sì che la nostra telecamera sia inclusa in Domoticz.

Si apre un semplice pannello in cui dobbiamo inserire poche informazioni.


  • Nome: Scegliamo un nome per la nostra telecamera;
  • IP Address: E' l'indirizzo ip della nostra telecamera;
  • Porta: Lasciamo tutto così come sta (n.d.r. 80 va benissimo);
  • Username e Password: Sono necessarie solamente se l'accesso alla telecamera è protetto. Nel qual caso mettere quelle che già usate con l'app originale della telecamera.
  • ImageURL: Lasciate image.jpg.
Premiamo su Test, e dopo qualche secondo nel riquadro dovrebbe apparire una immagine in diretta proveniente dalla nostra telecamera.
Fatto ciò basta salvare tutto quanto e la nostra telecamera sarà inclusa nel sistema, ma non ancora visibile sulla Dashboard di Domoticz.
Il fatto che non sia visibile non significa che non funzioni. Se abbiamo settato nelle impostazioni Email che venga inviata una foto a ogni notifica per mail, la foto sarà spedita in allegato assieme alla mail.
Ma se vogliamo 'vedere' la telecamera tra i dispositivi, allora dobbiamo creare un Dummy Switch.


Andiamo in Configurazione, Hardware. Creiamo un nuovo Hardware 'Telecamera', scegliamo Dummy come Tipo, e aggiungiamolo a quelli che già sono elencati nel nostro sistema.
Ora passiamo a Configurazione, Dispositivi. Dovrebbe essere apparso un nuovo Switch chiamato Telecamera. Attiviamolo premendo sulla freccina verde, come al solito.
A questo punto, tra gli switch, sarà apparso il dispositivo Telecamera. Questo è un semplice interruttore che, in realtà, non fa proprio nulla. Per questo motivo dobbiamo editarlo premendo Edit.


Nel menù possiamo impostare una icona adatta, impostare dei ritardi in accensione e spegnimento, e chiamare degli script in caso che esso sia attivato o disattivato. 
Noi scegliamo giusto l'icona della Telecamera e salviamo.
Poi andiamo nelle Notifiche e impostiamone una che invii una mail ogni volta che lo switch passa a On.


Una volta sistemati questi dettagli, per ottenere uno snapshot via mail da parte della telecamera sarà sufficiente accendere e spegnere questo pulsante.
Se poi inseriremo il pulsante nella nostra planimetria, ecco che esso comparirà su Apple Home e potrà essere attivato anche da remoto.

Ma non è finita qui, perché se rimaniamo su Apple Home, e cliccheremo su 'Aggiungi Dispositivo', e selezioneremo l'opzione di inserire il codice manualmente, ecco che vedremo comparire la nostra telecamera.
Il codice da inserire a mano è lo stesso che abbiamo usato per Homebridge. Una volta fatto tutto ciò, oltre ad avere il pulsante Dummy Telecamera, avremo un live view di ciò che è inquadrato dalla stessa.

Bello, vero? E possiamo avere il live view anche sulla Dashboard di Domoticz, ma per ottenerlo dobbiamo cambiare il Tema standard di Domoticz, e installare Aurora.

Aurora, oltre a cambiare l'aspetto grafico di Domoticz, offre per l'appunto questo piccolo dettaglio aggiuntivo. Il Dummy Switch che abbiamo creato mostrerà in tempo reale il live view della telecamera. Con il tema standard, per avere il live view è necessario fare doppio click sullo switch stesso.

Per installare Aurora dobbiamo tornare a connetterci in ssh con il Raspberry, e digitare quanto segue:
cd domoticz/www/styles
git clone https://github.com/flatsiedatsie/domoticz-aurora-theme.git aurora
sudo /etc/init.d/domoticz.sh restart
Queste tre stringhe installano il nuovo Tema e riavviano Domoticz. A questo punto dobbiamo entrare in Domoticz dal nostro browser, andare in Configurazione, Sistema, scegliere come tema Aurora (n.d.r. E' la voce subito sotto a quella della lingua), e salvare le impostazioni.


Dopo un po' di riflessione, Domoticz si presenta col nuovo look, e se andiamo nella Dashboard, potremo assistere al live view che vi avevo promesso.


Ecco... Ora immagino che chi non ha una telecamera, e voglia mettere su un piccolo antifurto, gli sia venuta voglia di comprarne una. Ebbene... C'è modo di spendere davvero poco per raggiungere il risultato!

Possiamo optare per il modulo telecamera del Raspberry. Costa davvero poco, e se abbinato a questo box, potremmo ottenere davvero una piccola centrale dall'aspetto gradevole e funzionale.

Per far sì che il modulo telecamera del Raspberry funzioni è necessario tornare alla nostra finestra terminale, collegarci via ssh, e digitare quanto segue:
sudo raspi-config, enable camera 
Questo comando non fa altro che abilitare la telecamera attraverso un comando testuale. Volendo possiamo arrivare allo stesso risultato passando per il menù di configurazione che già abbiamo visto in passato, semplicemente digitando:

sudo raspi-config
E attivare la telecamera dalle Advanced Option.


Fatto ciò, nel menù Camera di Domoticz, inseriamo i seguenti parametri.
  • IP Address: Mettiamo l'indirizzo ip del Raspberry.
  • Port: 8080
  • Username: Lo lasciamo vuoto;
  • password: Lo lasciamo vuoto;
  • ImageURL: raspberry.cgi
Tutto il resto va fatto come se avessimo una telecamera ip.

Con questo dovrei aver detto tutto. Nella prossima lezione affronteremo la possibilità di accedere a Domoticz da remoto, e non con Apple Home.




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martedì 20 agosto 2019

Tutto questo casino per delle semplici donne?

Glauco Silvestri
«Dunque tutto questo casino per delle semplici donne?» disse il padre di Arkady, divertito.  «Sono molto più pericolose di quanto immaginiate.»  «Sono sopravvissuto a due mogli, so esattamente quanto possano essere pericolose le donne.»


Gli Dei di Mosca (Vaporteppa) (Italian Edition) (Swanwick, Michael)



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lunedì 19 agosto 2019

Anche i #gattini leggono i miei #ebook

Glauco Silvestri
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domenica 18 agosto 2019

Glass - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ed eccoci finalmente a parlare dell'epilogo. Ho amato Unbreakable. Ho apprezzato Split. E ora la degna conclusione... Tanto che - per una volta - Shyamalan è riuscito a condurmi a un buon finale senza indurmi alla delusione. Cosa che forse non è mai accaduta prima, neppure con il Sesto Senso, ovviamente escludendo i tre film di questa trilogia.

Il film comincia con un David Dunn invecchiato, e forse stanco di fare il vigilante. Suo figlio è cresciuto, e ora i due vivono assieme, gestiscono un negozio di antifurti, e nel tempo libero fanno i giustizieri mascherati. O meglio, David pattuglia le strade, il figlio lo segue a distanza da casa, ascoltando la radio della polizia e fornendo al padre informazioni utili alla sua attività.
Ovviamente danno la caccia a La Bestia, la personalità sovrumana di Kevin Wendell Crumb, altrimenti noto come l'Orda, per via delle innumerevoli personalità che albergano nella sua povera psiche.
Quando finalmente il Vigilante e la Bestia si incontrano è una trappola. Entrambi vengono arrestati e condotti in una clinica psichiatrica molto speciale, visto che un intero reparto della clinica è dedicato a persone che si credono super eroi. La psicologa, la dottoressa Staple, sta lavorando già sulla mente di Elijah Price... Vi ricordate di lui, vero? E ora ha nel suo reparto anche il Vigilante e l'Orda. 
Come potrete ben immaginare, quei tre, messi a stretto contatto, non sono una buona cosa, e...

Non posso proseguire, ovviamente. Ma aspettatevi un colpo di scena. Aspettatevi l'inaspettato. Perché se questo film chiude una trilogia davvero ben congegnata, allo stesso tempo potrebbe aprire le porte a qualcosa di ancora più grande. Tornando però al film, non posso che lodarlo. Ha il ritmo giusto, lento e riflessivo all'inizio, più incalzante quando le carte cominciano a rivelarsi. I personaggi sono perfetti, e i loro interpreti hanno fatto un grandissimo lavoro nella costruzione delle loro figure, in special modo, come già avevo sottolineato in una precedente recensione, James McAvoy è un qualcosa di sconvolgente.
Molto buona la fotografia, così come la regia, anche se - forse - il cast pare un po' scevro di comparse e personaggi di secondo piano. E se proprio devo avanzare una critica, c'è l'elemento determinante della pellicola - perdonatemi ma devo rimanere sul vago - che appare come un fulmine a ciel sereno, o quasi, e senza troppe spiegazioni prende le redini della situazione, e si rivela senza mezzi termini, anche se con 'i giusti modi'.
Diciamo che, in Glass, questo elemento determinante deve agire, e deve rivelarsi, così come in effetti ci viene mostrato. Ma non sarebbe male un approfondimento... Magari in un quarto film. Non sarebbe davvero male. Del resto il montaggio iniziale del film era di tre ore e mezzo (210 minuti), ma poi il regista lo ha tagliato fino ai 128 minuti della versione finale. Così com'è è perfetto ma, devo ammettere che sarei curioso di vedere la versione estesa del film.

Bello, bello, bello. E non sono per niente d'accordo con chi lo criticò aspramente alla sua uscita nei cinema. Ve lo consiglio.




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sabato 17 agosto 2019

Senna - #Documentario #Recensione

Glauco Silvestri
E' parecchio tempo che non seguo più la Formula 1, diciamo dal periodo post Schumacher, col passaggio delle competizioni alle tv a pagamento, e la confusione tra dirette in chiaro, e dirette solo su pagamento, le differite, eccetera eccetera. La Formula 1 mi è venuta a noia, e oggi la passione per i motori mi spinge a guardare solo gli highlights delle gare, e poco altro.
Però, diciamo da Lauda a Schumacher, ho passato parecchio tempo davanti alla televisione a guardare le corse, anche quando ero in vacanza. Non me ne perdevo una... Ed è evidente che il documentario su Senna, quando uscì nell'ormai lontano 2010, fu un must da avere in casa.

Avere in casa è la parola giusta! Perché, alla fine, su Senna sapevo già tanto, e difatti quel dvd non l'ho mai guardato. Per lo meno fino a qualche settimana fa, quando ricorreva l'anniversario della sua morte, e su alcuni canali televisivi è riapparso questo bel docufilm. Bello davvero, lo ammetto. Con interviste, i momenti clou della sua carriera, gli 'scontri' con Prost, i suoi dubbi sulla Williams, fino a quel tragico giorno... C'è tanto, davvero tanto, persino i suoi inizi, quando correva con i Cart, e il suo nemico-amico era Barrichello.
E c'è la sua vita privata, l'amore per il suo paese, e il suo impegno per renderlo migliore, aiutando i poveri, sia direttamente, sia attraverso la fondazione che ancora oggi fa tanto sul suolo brasiliano.
Gli aneddoti sono innumerevoli, così come le interviste a chi, Senna, l'ha conosciuto da vicino. Amici, colleghi, team manager, tutti.

Devo dire che, a guardarlo, a ricordare le corse viste da ragazzo, mi sono commosso davvero tanto. Oltre che un grande campione, era un grande uomo. Se non l'avete mai visto, ve lo consiglio di cuore.



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venerdì 16 agosto 2019

Ralph Spacca Internet - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Attendevo con trepidazione la possibilità di vedere Ralph Spacca Internet, lo ammetto, anche se forse temevo un 'effetto sequel' che poteva in un qualche modo rovinare l'affetto per il personaggio principale, e per il primo film della serie.

Fortunatamente il film Disney soddisfa le attese, e tutto ciò pur cadendo in una sorta di cliché dove sono i guai provocati da Ralph a dare abbrivio all'intera vicenda. Infatti, per accontentare l'amica Vanellope, Ralph riesce a modificare Sugar Rush in modo che appaia una nuova pista dove l'amica possa divertirsi. Il problema è che lo fa durante il giorno, quando la sala giochi è aperta, e così, mentre Vanellope si diverte nella nuova pista, muovendosi in autonomia rispetto ai comandi del giocatore, finisce che il cabinet di Sugar Rush si rompe.
Visto che i pezzi di ricambio sono pressoché introvabili, il gioco viene spento, e Penelope, assieme agli altri personaggi del gioco, finiscono per essere disoccupati.
Nel tentativo di risolvere il problema, visto che da poco la sala giochi è connessa a internet, Ralph e Vanellope decidono di avventurarsi in questo nuovo mondo, e trovare i pezzi di ricambio su ebay. Ovviamente li trovano... E riescono persino ad acquistarli, ma... i soldi? Per validare l'acquisto i due devono inventarsi qualcosa, e... Ma vi devo raccontare proprio tutto?

Bella la ricostruzione di internet, davvero fantasiosa ed efficace. Simpatica la ricostruzione dei personaggi all'interno della rete, soprattutto quella delle principesse Disney, con l'intrusa 'dell'altra compagnia' che ovviamente è la Pixar.
Nel film è stata inserita anche una sorta di morale, qualcosa di comprensibile anche per i più piccini, ma sempre valida, e... Magari bisognerebbe tutti quanti farne tesoro. I disegni, la regia, tutto è curato nei minimi dettagli, e c'è anche qualche scena dopo i titoli di coda, che probabilmente vi strapperà un extra di risate, ma niente imboccate per un eventuale terzo capitolo della saga, a meno che Ralph non si trasformi in Rick Astley (n.d.r. Ops! Mi è scappato un piccolo spoiler!).




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giovedì 15 agosto 2019

Ferragosto? Non solo questo...

Glauco Silvestri
Caspita! Siamo già a Ferragosto? Devo ammettere che non me ne sono neppure accorto dello scorrere del tempo. Sembra fosse soltanto ieri che la pioggia veniva giù come fosse novembre, e invece... Oddio, fino alla fine di Maggio ci ha dato dentro parecchio, quest'anno!

Ma bando alle ciance, oggi è giorno di festa. Siamo TUTTI in vacanza, vero? Chi al mare, chi in montagna, chi all'estero, chi nel nostro bel paese... E forse c'è persino qualcuno che oggi lavora per far stare bene noi che siamo in ozio più totale, vi voglio bene, e vedrete che anche voi potrete godervi il meritato riposo non appena noi saremo tornati a sgobbare. E forse è anche per questo motivo che persino oggi, su questo blog, appare un post tutto nuovo. Un post che di argomenti ne avrebbe tanti, ma che difatti non vi vuole annoiar... O forse sì?

Sarete felici di sapere che sono a buon punto con il mio proposito di recensire tutti i film della mia collezione. Impresa epica che, per certi versi, non credevo potesse vedere la luce in fondo al tunnel, visto che di film belli da vedere e collezionare ne nascono ogni giorno, ogni mese, ogni anno... Ma per dircela bene in faccia, ultimamente - al cinema - di film da collezionare ne sono usciti ben pochi. 
Sarà che la mia vita è cambiata, che non riesco più ad andare al cinema come un tempo, ma è anche vero che quando consulto le nuove uscite trovo sempre meno spesso qualcosa che mi stuzzica veramente il palato. Anche il tempo da dedicare alla TV è scemato in modo inimmaginabile. Un po' è colpa delle televisioni generaliste, che ormai interrompono la pubblicità con i film piuttosto che il contrario, che ormai propongono film in 'prima serata' che iniziano quando un tempo ci sarebbe stato l'intervallo tra primo e secondo tempo (n.d.r. Ragazzi, la gente lavora, si sveglia presto la mattina, non potete pretendere che si stia incollati a uno schermo fino all'una di notte!). Così, sempre più spesso, la televisione viene accesa solo all'ora di cena, per una mezz'ora, tre quarti d'ora, che poi è il tempo di vedere una puntata di una serie televisiva. Amazon mi è stata di grande aiuto in questo, perché avendo già l'abbonamento Prime, all'improvviso, grazie a Prime Video, ho avuto la possibilità di vedere tanti programmi senza pubblicità, quando voglio io, con i tempi che mi sono congeniali.

Ed eccomi quindi al topic di questa giornata. Fuori c'è il sole? Mentre scrivo non posso neppure immaginarlo, ma se c'è bel tempo, credo di essere ormai fuori tempo massimo, e la lunghezza di questo post si sta facendo tale che a breve - se non l'avete già fatto - interromperete la lettura per dedicarvi alla vostra giornata di festa.

Dicevo? Il topic di oggi! Parliamo di serie televisive. Non di nuove serie televisive, ma di quelle che ho già recensito in passato, e di cui ho visto le stagioni successive. Prometto che sarò telegrafico!

American Gods si è incartato! Mi spiace dirlo perché le prime due serie auspicavano una terza stagione col botto. Ma se andate a leggere i retroscena, hanno avuto diversi problemi, ed è saltata fuori una stagione che inizia strepitosamente, e poi cade nella narrazione di robe del tutto marginali e davvero loffie da seguire. Peccato perché fotografia ed effetti speciali sono sempre al top. Avrebbero dovuto rimanere fedeli al romanzo di Gaiman.

The Preacher prosegue bene. La seconda seconda serie ha il medesimo brio della prima. La terza va un po' a confondere le idee, ma il percorso è ben tracciato e il fumetto di Garth Ennis viene ben rappresentato sullo schermo.

The Man in the High Castle dove vuole andare? Forse avrebbe dovuto seguire fedelmente il romanzo di Philip K. Dick. E invece ha scelto una deriva pericolosa, tanto che - se la seconda serie ancora è magnetica - la terza qualche dubbio lo pone seriamente.

Mr Robot? Che noia la seconda stagione. Per ciò sto tentennando, e la terza... be' l'ho abbandonata dopo un paio di puntate. Peccato perché la prima stagione è stata davvero qualcosa di nuovo.

Goliath non ha più nulla da raccontare. La seconda stagione sembra il remake fatto male della prima.

Mozart in the Jungle è meraviglioso. La quarta stagione ha concluso la serie, ma avrei voluto che non finisse mai. Bello! Bello! Bello!

Hap & Leonard cambia faccia e si rinnova di continuo. Più crudo, e cruento nella seconda stagione. Più tenebroso, e drammatico nella terza. Il livello è sempre altissimo. Davvero una grande serie, ma non è per cuori deboli, nonostante - spesso - le scene più toste vengono affrontate con un filo di ironia. Lansdale è una garanzia!

I Medici la abbiamo abbandonata! Tanto ci era piaciuta la prima serie, che la seconda serie non poteva che deludere col botto. Il salto temporale è troppo ampio, i personaggi rimasti sono irriconoscibili, e la narrazione è diventata quasi da soap opera. 

Start Up è un crescendo interessante, ma molto di quanto visto nella prima stagione si ripete e viene esasperato nella seconda. Non so se possa mantenere il ritmo così a lungo. Io credo di essere già quasi al limite...

Cloak & Dagger mi ha conquistato. Bravi quelli della Marvel. La prima stagione mi aveva lasciato qualche dubbio, ma la seconda serie è intrigante, tosta, densa di tensione. La Marvel sa lavorare davvero bene!

Cobra Kai l'ho lasciato per ultimo perché... Wow! La seconda stagione è da colpo di scena. E colpo di scena su colpo di scena, finisce col botto. Youtube ha fatto ul lavoro egregio.

Basta così! Non vi voglio annoiare oltre, anche se ci sono altre serie di cui dovrei parlarvi. Avevo promesso di essere sintetico nelle recensioni e penso di esserlo stato. Però son stato parecchio logorroico nel contorno... Per cui vi lascio a questo splendido ferragosto. Buon divertimento.


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mercoledì 14 agosto 2019

Il Meteo di Casa nostra (Lesson 10) - #Domotica #Domoticz #Corso #Hombridge

Glauco Silvestri
Torniamo a parlare di sensori. Ad alcuni di noi potrebbe diventare utile fare in modo che Domoticz sia a conoscenza delle condizioni meteo quotidiane presenti sulla nostra abitazione. L'informazione può diventare interessante se, per fare uno tra mille esempi, abbiamo un sistema di irrigazione controllato da Domoticz.

L'opzione è prevista in Domoticz, e può essere attivata facilmente attraverso il menù Hardware in Configurazione.

Prima di tutto, però, dobbiamo creare un account sul sito DarkSky. E' un servizio gratuito, non vi preoccupate. L'unico limite è il numero di accessi quotidiano, che non può superare le 1000 richieste di informazioni meteo. Sono più che sufficienti per noi, non trovate?
Ebbene. Creiamo l'account e ci segnamo l'API Key che viene fornita con la registrazione.

A questo punto andiamo sulla finestra Hardware di Domoticz e creiamo un nuovo Hardware.


Inseriamo un nome al nostro nuovo Hardware (n.d.r. Ad esempio Meteo). Scegliamo come Tipo DarkSky. Inseriamo la chiave API ricevuta dal sito, e ovviamente le coordinate GPS della nostra abitazione (n.d.r. Le stesse inserite nella Configurazione di Domoticz).
Clicchiamo su Abilita per abilitare l'Hardware, e impostiamo il Polling ogni 4 ore. Poi clicchiamo su Aggiungi.

Se passiamo ai Dispositivi, nella lista vedremo comparire sette nuovi device da aggiungere alla nostra Dashboard.
  • Temperatura
  • Humidità
  • Velocità del Vento
  • Direzione del Vento
  • Precipitazioni
  • Pressione Atmosferica
  • Previsioni del Tempo
Attiviamoli tutti quanti cliccando sulla freccia verde. Oramai siamo avvezzi a questa procedura, giusto? 
Poi andiamo in Planimetria (n.d.r. Configurazione - Più Opzioni - Piani - Planimetria), creiamo una nuova stanza chiamata 'Giardino', e aggiungiamoci i dispositivi appena inseriti.

Confermiamo tutto e torniamo sulla Dashboard di Domoticz. Ora siamo in grado di creare degli script ad hoc che attivino il nostro irrigatore a seconda dei parametri meteo fornite da questo servizio meteorologico. Un esempio realizzato con Blockly è il seguente, dove alcune luci vengono accese al tramonto per poi essere spente alle 23.





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