martedì 31 dicembre 2019

Non c’è ambiente di lavoro che sia privo di meschinità

Glauco Silvestri
Non c’è ambiente di lavoro che sia privo di meschinità e quello della ricerca non ne è certo immune.



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lunedì 30 dicembre 2019

Due parole sui miei #ebook #Amazon #Kindle

Glauco Silvestri
Milioni di italiani non hanno mai letto un mio ebook. Esci dall'anonimato. 
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domenica 29 dicembre 2019

Corda Tesa e... #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Continuo con la carrellata cinematografica di fine anno. Clint Eastwood è ancora al centro di questa compilation, lo ammetto, perché ho intenzione di chiudere il 'progetto' in fretta, e il cofanetto dei 40 anni di carriera dell'attore è davvero imponente da affrontare... Senza contare che, a parte qualche titolo su cui vorrei concentrarmi più avanti, è praticamente rimasto solo lui.

Nel titolo ho citato Corda Tesa, per cui partiamo proprio con questo film, un thriller poliziesco che svicola dal personaggio di Harry Callaghan, e ci proietta a New Orleans. il Detective Block è un ottimo poliziotto, ma a casa non è altrettanto bravo. Divorziato, ormai vive per le due figlie, che adora e coccola il più possibile. Ma il suo incarico è uno di quelli difficili da risolvere. Un assassino seriale si accanisce sulle donne, le uccide strangolandole, e la polizia le trova sempre legate, in un modo o nell'altro. Block brancola nel buio, l'assassino è abile e le tracce sono davvero effimere e poco utili all'indagine. Ma il detective non molla, esplora i peggiori ambienti della città, segue ogni dettaglio come un segugio, ma la situazione non migliora. Quando cominciano a morire donne che Block conosce, o con cui il detective ha avuto a che fare per l'indagine, è lui stesso a essere sospettato, e se non fosse per la sua assistente, con la quale Block sta intessendo un rapporto ben più che professionale, l'illuminazione arriva all'improvviso. Il colpevole è un ex poliziotto, un uomo che conosce il modus operandi della polizia, e che - soprattutto - conosce Block... Bello, un po' datato come stile di regia, ma ancora molto efficace come thriller.

Secondo titolo di oggi è La Recluta. Film dal taglio classico, poliziesco, dove al centro dell'attenzione è il rapporto tra un veterano della polizia, il detective Nick Pulovki, uomo granitico convinto di non aver bisogno di aiuto sul lavoro, e il novellino David Ackerman, appena uscito dall'accademia, uno sbarbato tutto regolamento, esuberanza, e inesperienza. Sullo sfondo c'è una pericolosa banda di criminali che domina il mercato delle auto rubate. Di sorprese non ce ne sono in questo poliziesco vecchio stampo. E' il classico film anni novanta, apprezzabile da guardare davanti alla televisione, ma simile a molti altri, sia per trama, sia per regia. Certo, il giovane Charlie Sheen comincia a farsi notare, e il talento non è acqua...

Per finire... Fatemi togliere un sassolino dalla scarpa. E' lì, nella mia collezione solo per completezza della saga, ma ammetto di non essere riuscito neppure a vederlo per intero. Parlo di Shrek e vissero felici e contenti. Prodotto nel 2010 per spremere definitivamente un filone che già arrancava al suo terzo capitolo, la pellicola poggia le fondamenta su una idea che tenta di ribaltare completamente la situazione. 
Shrek vive felice e contento, con Fiona, i suoi figli, eccetera eccetera. L'elfo Tremotino, che in tempi remoti aveva tentato di soffiare il regno ai genitori di Fiona, ovviamente vive in disgrazia e ai margini del regno... Ma, per caso, assiste a una lite tra Shrek e Fiona, e approfitta del fatto che l'orco si allontana dal palazzo per tentare il suo inganno. Lo scambio è semplice, la cancellazione di un giorno di vita dell'orco, in cambio di un giorno vissuto alla vecchia maniera per l'orco. Stretto il patto, Shrek viene proiettato in un mondo dove finalmente può fare l'orco, spaventare tutti, godere della sua forza, essere selvaggio... Ma c'è qualcosa che non va. Il mondo in cui vive è in piena decadenza. E' ovviamente dominato da Tremotino. Il patto era ovviamente un inganno. L'elfo ha cancellato il giorno di nascita di Shrek, per cui, al termine delle 24 ore in cui lui torna a fare l'orco alla vecchia maniera, la sua esistenza finisce del tutto. Ha solamente poche ore per trovare una soluzione, e l'unica soluzione è la scappatoia offerta dall'elfo stesso, ovvero il solito bacio di vero amore. Bene! Basta cercare Fiona nel castello del drago, no? Ma in questo mondo Shrek non esiste realmente, e Fiona non è innamorata di lui. Per di più... Al castello del drago non c'è nessuno. Fiona è fuggita da sola sfruttando la sua capacità di diventare orco durante la notte. E ora organizza la ribellione degli Orchi per sconfiggere il dispotico Tremotino.
Come andrà a finire?
Lo ammetto, l'idea è carina, per quanto prevedibile e circoscritta alla solita lezione che l'orco non vuole proprio imparare. Ma si ride, e a molti basta questo. Certo che la narrazione è troppo complessa. La serie ha perso la semplicità del primo film, che era perfetto da ogni punto di vista, pieno di citazioni esilaranti, pieno di sorprese... Era una vera novità. Qui si rimescola il già rimescolato. La zuppa è troppo diluita, siamo davvero sicuri che ci sia spazio anche per un quinto capitolo della saga? Sembrava che dovesse arrivare per davvero. Era previsto per quest'anno, ci si è altalenati rumors che parlano di un sequel o un reboot... Ma siamo già a settembre e l'unica cosa che si trova in rete è il Teaser Trailer che vi propongo qui di seguito.







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venerdì 27 dicembre 2019

Impariamo a volare... Coi #Droni

Glauco Silvestri
Come ben sapete, quest'anno mi son lasciato catturare da una nuova passione. E' oramai un anno che volo con un drone. Ne ho più di uno (n.d.r. Questo, questo e questo), lo ammetto, e questo è anche un po' colpa dei regolamenti italiani che, come al solito, fanno un po' come pare a loro, approfittando di ogni interstizio possibile prima che entri in vigore il nuovo regolamento europeo, che farà 'pace libera tutti', e finalmente offrirà regole uguali su tutto il suolo della Comunità Europea, eccetera, eccetera, eccetera...

Volare con un drone è semplice. Se avete giocato con una Playstation, e guidato una macchinina radiocomandata, metà della fatica l'avete già incamerata nelle vostre esperienze personali. 

Ma Volare non è giocare. Il drone, per quanto sia leggero, è un oggetto pericoloso. In caso di guasto può cadere in testa a una persona. Se si sbaglia a comandarlo può cadere in testa a una persona e... A proposito... Sarebbe vietato volare sopra persone non informate, ma vabbé! Facciamo finta che siano informate. E poi bisogna stare attenti a ciò che si ha attorno, e a ciò che ci vola attorno. Già! Un drone deve dare la precedenza a tutti: siano essi Aerei, elicotteri, droni di soccorso, droni militari, droni a uso professionale... C'è del traffico, tanto traffico, in aria... E voi volate con un oggettino piccolo piccolo...

Per cui è meglio approfondire qualche concetto, prima di decollare... E, visto che di corsi, su questo blog, ne ho già pubblicati parecchi, in questa occasione ho pensato di sfruttare il mio canale Youtube, dove probabilmente mi sarà più facile raggiungere chi, come me, ha un drone e vuole approfondire l'argomento.

E voi che mi leggete su queste pagine? Non sia mai che questo blog sia lasciato indietro... Per cui eccovi qui sotto la prima puntata di questo corso. Buona visione e, se siete interessati a seguire il mio canale, basta un account Google per iscriversi ad esso (n.d.r. Non dimenticate di cliccare la campanellina per rimanere aggiornati sulle mie nuove pubblicazioni).





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Borgo La Scola

Glauco Silvestri
Durante le feste natalizie si ha molto tempo libero da dedicare alle escursioni - clima permettendo - e così, come da tradizione, io e la mia compagna abbiamo subito approfittato del bel tempo per andare sui colli bolognesi a visitare un borghetto medievale davvero affascinante, dove - in questi giorni - è allestito un presepe davvero molto carino, sparso tra i suoi vicoli, e i suoi anfratti.


Il Borgo La Scola è a soli 15 Chilometri da Grizzana Morandi, un'altra località di cui vi ho parlato in passato, in occasione della mia visita alla Rocchetta Mattei.




E' un borgo di origini Medievali, sorto come roccaforte militare tra il 1300 e il 1500, a protezione delle terre limitrofe, e soprattutto, dell'eremo di Montovolo, in un periodo dove i Longobardi erano soliti fare delle scorrerie in territorio Emiliano.



Il borgo è caratterizzato da diverse case torri, che ne tradiscono le origini militari, ma che oggi sono incorporate a strutture abitative più ampie. Lo si percorre a piedi in poco tempo, ma è bello intrattenersi nei suoi vicoli, ad ammirarne i dettagli, o più semplicemente, per goderne la tranquillità.


E poi c'è lui... Immenso e florido come se fosse nato ieri. Un cipresso con oltre sette secoli di vita, e sotto il quale, ovviamente, è stata allestita la capanna con il bambin Gesù, Maria, Giuseppe, la mucca e l'asinello.

Cipresso che è ancor più ammirabile dal video che segue, ottenuto grazie al mio nuovo DJI Mavic Mini, che mi sta dando davvero tante soddisfazioni.


Come sempre, nel caso il video vi fosse piaciuto, vi suggerisco di iscrivervi al mio canale yyoutube (n.d.r. E' sufficiente un account Gmail), e di cliccare sulla campanella per rimanere aggiornati sulle mie nuove pubblicazioni.






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giovedì 26 dicembre 2019

La marcia dei pinguini - #Documentario #Recensione

Glauco Silvestri
Quando vidi per la prima volta La marcia dei Pinguini rimasi... Rimasi a bocca aperta. Devo ammettere che questi uccelli mi hanno sempre incuriosito. Sono davvero particolari, e ho sempre invidiato un mio collega che ha avuto la possibilità di vederli dal vivo in uno dei suoi folli viaggi.

In questo documentario li seguiamo in tutte le loro abitudini, e se chiudo gli occhi, mi appare subito la scena di quando difendono le covate dalla tempesta, tutti riuniti in cerchio, dandosi il cambio con quelli più esterni, tenendo sempre le uova tra i piedi. O anche quando marciano da un punto all'altro del loro incredibile habitat, tutti in fila, ordinati, come tanti piccoli lord in vacanza scolastica. Animali fedeli al proprio partner, e mentre il maschio bada all'uovo, la femmina si allontana per raggiungere l'oceano e cercare cibo per poi nutrire il nascituro. Una vita dura, durissima, estenuante... Ma anche affascinante.

Loro sono buffi, goffi, divertenti, ma nuotano da Dio, sono incredibili in acqua. Eppure sono uccelli, uccelli che non volano. Una contraddizione? Uno scherzo della natura? No, assolutamente. Sono creature davvero diverse da tutto ciò che conosciamo. Il documentario li osserva da vicino, ce li racconta, non è mai noioso. L'ambiente circostante è attrattivo tanto quanto la vita di queste creature. 

Visto che oggi è il 26 di dicembre, che fuori fa freddo, che ci sono ancora molti dolci da finire dai pranzi e dalle cene dei giorni scorsi, perché non adagiarsi pigramente sul divano a vedere questo bel documentario? Se si ama la natura, questo documentario non può che incantare. Ve lo consiglio.
Altrimenti... Be', c'è Happy Feet. Ma è un'altra cosa.




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mercoledì 25 dicembre 2019

Buon Natale a Tutti

Glauco Silvestri
E' arrivato in fretta, il Natale, quest'anno. Ammetto che dalla fine delle ferie estive a oggi il tempo è volato, e anche se c'è stato qualche momento davvero piacevole, non è stato un periodo sereno al 100%. 

Pensieri di vario tipo, frustrazioni di vario tipo, preoccupazioni di vario tipo.

Ovviamente questa non è la sede giusta per sfogare ciò che mi tormenta, e oggi non è neppure il giorno giusto. Del resto non dovete neppure immaginarmi abbattuto o chissà cos'altro. Sono cose della vita. Ho 47 anni sulle spalle, e sono spalle grosse, per cui son pronto - in un modo o nell'altro - ad affrontare quanto accade, non dimenticando di sorridere, fare ironia, superare il buio, sperperare un po' di danaro per le mie passioni, eccetera eccetera eccetera.

Quindi, godiamoci questi giorni di festa, e soprattutto, godeteveli voi, miei cari lettori, che il Natale viene una sola volta all'anno, ma viene tutti gli anni, e di solito porta tanti bei regali.

E qui la chiudo, che ancora devo aprire i miei regali. Voi cosa avete ricevuto di bello?

!!! Buon NATALE !!!




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martedì 24 dicembre 2019

Morendo si rammaricò

Glauco Silvestri
Morendo, si rammaricò che non avrebbe mai saputo quel che sarebbe successo dopo.


Gli Dei di Mosca (Vaporteppa) (Italian Edition) (Swanwick, Michael)



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lunedì 23 dicembre 2019

Due parole su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Un incantesimo pende su un cavaliere senza macchia. Guerriero Immortale.
Disponibile in ebook.

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domenica 22 dicembre 2019

Il Bivio - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Il fumetto e la musica hanno spesso incrociato le loro strade. Non è raro che grandi illustratori dei Comics abbiano realizzato le copertine degli album di grandi band del Rock, ma non è altrettanto raro che le biografie di grandi artisti della musica abbiano trovato il loro strumento di narrazione ideale attraverso le tavole dei fumettisti.
Ne Il Bivio viene proposto qualcosa di ancora differente. Il mondo artistico attorno a cui ruota è quello spagnolo, e il progetto è quello di abbinare un album musicale a un'opera a fumetti. Se il progetto iniziale doveva descrivere la storia della musica moderna spagnola, attraverso le ispirazioni, passando per le contaminazioni, e terminando con la sua evoluzione naturale, il tutto affiancato da storie che percorressero gli stessi temi, una forte indecisione da parte dell'autore del fumetto ha fatto sì che la parte grafica seguisse un percorso molto differente, e del tutto originale.

Autori di questo connubio sono Paco Roca, fumettista spagnolo, e José Manuel Casañ, leader fondatore, nonché frontman, dei Seguridad Social. E forse l'unico peccato è che album e fumetto non siano venduti assieme (n.d.r. Per lo meno nella edizione in mio possesso).
Paco Roca, per questo lavoro, decide dopo quattro anni di tormento - serviti tra l'altro allo sviluppo della parte musicale di questo progetto - di produrre un lavoro che non è un vero e proprio fumetto, bensì una sorta di documentario sulla storia della musica, e del fumetto, in Spagna. Un percorso tracciato dai due autori, un dialogo fitto in sala di registrazione, al tavolo di un ristorante, nell'isolamento dello studio del fumettista, in cui viene raccontato come funziona il mondo delle graphic novel, il mondo della musica, e più intimamente, come funziona il processo creativo di artisti che hanno lottato per raggiungere il successo, sono stati fagocitati dal mercato, e si son trovati a lottare con un sistema che da un lato ti lusinga, e dall'altro di consuma.

Fumetto affascinante, pacato, ma che in effetti non racconta una storia. Non è quindi una graphic novel vera e propria; è più un percorso, una confessione intima della vita privata di due personaggi coinvolti negli ingranaggi del successo. E' anche la storia di un legame, una amicizia, che va oltre ai due personaggi, alle due persone, ma che riflette in effetti il connubio tra disegno e musica.

E' interessante, affascinante, anche se ha un ritmo non proprio brioso e tendente al nostalgico. Però è ricco di informazioni, e di riflessioni, e di piccoli voli onirici in cui la vita dei grandi big della musica, viene rappresentata come una sorta di incubi tormentati del disegnatore. E' invece il cantante il volto sereno e proiettato al futuro, colui che ha apprezzato il suo passato, ma non disdegna il suo presente, e guarda solo avanti a sé e a ciò che vuole realizzare.

Forse non è il fumetto che mi sarei aspettato quando l'ho sfogliato in fumetteria ma... E' una lettura interessante, e ve la consiglio!


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sabato 21 dicembre 2019

Recuperiamo alcuni film di questa stagione... #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Visto che la fine dell'anno è vicina, quali film vogliamo ricordare di questo lungo 2019? Alcuni di essi li ho già recensiti, per cui non tornerò a parlarne su queste pagine, ma ce ne sono altri che invece meritano di essere menzionati, ma che non ho citato.

Per chi ama l'azione e i supereroi, non si può evitare di parlare di Avengers Endgame. Finalmente abbiamo chiuso la prima fase del Marvel Universe. Ok, in realtà manca ancora Spiderman Far from Home (n.d.r. Che è già uscito, ma che non ho visto) e il film su Vedova Nera (n.d.r. Che dovrebbe uscire all'inizio dell'anno prossimo), e anche il terzo capitolo sui Guardiani della Galassia, se mai si farà... Però questo Endgame vuole chiudere tutte le porte rimaste aperte, soprattutto dopo che Thanos ha schioccato quel dito e ha dimezzato l'intera popolazione dell'universo, non della sola Terra. E' ovvio che gli Avengers si vogliono vendicare, sono i vendicatori, no? Ma Thor si è abbacchiato parecchio, ha messo su peso, ha perso la voglia di lottare. E anche tutti gli altri sono ormai depressi e abbandonati a sé stessi. Poi ci si chiede che fine ha fatto Tony Stark... E' davvero morto nello spazio profondo? Thanos è stato ucciso. Le gemme dell'universo sono state distrutte. Il guanto non esiste più. Non ci sono più speranze. Se non andare indietro nel tempo, anticipare le mosse di Thanos, sconfiggerlo prima che raggiunga il pieno potere, etc etc etc... E ci riescono. In fondo è la fine dei giochi, no? Ma qualcuno, lungo la strada, perirà, e sarà una perdita davvero incredibile, inimmaginabile. Effetti speciali incredibili, bella regia, trama complessa ma che giunge al punto, buone interpretazioni, un vero e proprio happy end - quasi!

Aladdin è MERAVIGLIOSO. Un musical incredibile, che segue la trama del vecchio cartoon disney, ed è interpretato meravigliosamente da un Will Smith che sembra nato per fare il genio nella lampada. Mi ha incantato davvero, e avrei voluto rivederlo più e più volte mentre ero al cinema. Ora che ce l'ho a casa... Non mancherà occasione. La trama la sapete, no? Un ladruncolo che viene convinto a recuperare la lampada da una grotta inaccessibile per conto di un pessimo elemento, e però poi se la tiene, e grazie al genio, ai tre desideri, conquista il cuore della figlia del gran vizir. Romantico, divertente, tanta musica... Ci sono tutti gli ingredienti di un film Disney di successo.
Ve lo consiglio!

Il Traditore ci porta nel nostro bel paese. E' la storia di Buscetta, il primo pentito nella storia della mafia. Un uomo d'onore, sì, ma un uomo che non si è mai riconosciuto in ciò che la mafia era diventata, che mai avrebbe ucciso donne e bambini, che aveva una sua linea di condotta, e che per questo motivo, ha deciso di voltare le spalle all'organizzazione per tagliare i ponti col passato. E' un periodo strano per la mafia. Il mercato della droga inebria tutti quanti, e tutti i Boss vogliono guadagnare sempre di più, senza scrupoli, senza più onore. Buscetta - il Boss dei due Mondi - vede morire impotente due suoi figli, e il fratello. E' questo che lo convince a parlare con Giovanni Falcone. E il resto diventa storia... Grande film, drammatico, riflessivo, impegnato, e affascinante. Interpretato alla perfezione da un Favino che diventa sempre più bravo e convincente. La regia è tradizionale ma efficace. La storia raccontata è l'epicentro di tutto quanto, e va visto... Perché racconta un punto di svolta storico per il nostro paese.

Infine torniamo a rilassarci... Quasi. La musica di Elton John è efficace in questo, ma la sua storia non lo è altrettanto. Giovane prodigio, cresciuto infelicemente in una famiglia troppo presa dai suoi problemi, Reginald Dwight trova appoggio solo nella nonna, che lo spinge a iscriversi alla Royal Accademy of Music. E' qui che scopre il rock, il blues, e fonda la sua prima band. Ed è grazie a questa band che viene scoperto... E poi arriva il successo, la droga, l'alcool, il tradimento, le amicizie opportuniste, il matrimonio, la scoperta della sua omosessualità, poco accettata da una Inghilterra ancora bigotta, fino ad arrivare al tracollo... Fino a oggi, dopo la riabilitazione, ormai lontano dalle scene, e sereno, a vivere una vita felice col suo compagno e due figli. Tutto questo è Rocketman! E merita tantissimo di essere visto. Ben interpretato, con una regia eccezionale, da vero e proprio musical, e una colonna sonora memorabile.





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venerdì 20 dicembre 2019

Il Natale arriva a grandi passi? Rispolveriamo Harry Callaghan! - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ero indeciso se recensire un film alla volta, o parlare dell'intera saga in un unico post. Ci ho messo un po' per decidere, lo ammetto, ma eccomi qui a parlare di cinque film in un solo articolo. Film che sono iconici per il solo fatto che il protagonista, Dirty Harry Callaghan, non ha rivali nella storia del cinema, tanto che una sua iconica frase (n.d.r. Indovinate quale...) si trova al 6 posto nella Classifica AFI... Mica male, no?

Lui è un classe 1930. Nato a San Francisco, con un passato da Marine - forse ha persino combattuto nella guerra di Corea - e la nomea tra i suoi colleghi di essere una carogna allo stato puro. Sposato, vedovo (n.d.r. La moglie è morta in un incidente stradale causato da un rapinatore in fuga), l'iconico ispettore ha la fama di solitario senza pietà... E nei film lo dimostra senza remore, ve l'assicuro, tanto che forse l'unico personaggio che potrebbe fargli ombra è Il giustiziere della notte, interpretato ovviamente da Charles Bronson. Il volto di Harry Callaghan è quello di Clint Eastwood, ma questo lo sappiamo tutti quanti, per cui direi di farla breve e andare direttamente a parlare delle pellicole, che ne dite?

Tutto ha inizio con Ispettore Callaghan, il caso scorpio è tuo. Siamo a San Francisco. Un killer si apposta sui tetti della città e si diverte a sparare ai passanti e ricatta la città di continuare nel suo gioco macabro se non riceverà un bel mazzo di bigliettoni in cambio. Incaricato del caso è l'ispettore Callaghan. Il killer viene battezzato Scorpio, e l'ispettore riesce a catturarlo senza neppure troppi sforzi. Ma il paradosso arriva qui: Davanti al giudice, l'assassino viene scarcerato per mancanza di prove. Fantastico, no? Solo che Scorpio non sa di che pasta è fatto il poliziotto che ha alle calcagna... Callaghan decide infatti di fare giustizia da sé, e sono guai seri per il killer. Quanti anni ha questa pellicola? Se vi dico che è del 1971 ci credete? Certo, lo si vede nella regia, nelle inquadrature, e forse anche nel ritmo... Ma la trama c'è, i personaggi ci sono, e anche la tensione non molla mai. Ancora oggi è un gran bel film e forse il più bello della saga.

Il secondo film va a scavare nel torbido. Harry Callaghan è odiato per i suoi metodi, ma alla fine porta sempre a casa il risultato. Ne Una 44 Magnum per l'Ispettore Callaghan, il detective indaga sulla morte di un sindacalista e scopre che non è il solo ad agire al di fuori dalla legge. Solo che in questo caso i colpevoli, invece che tentare di aggirare i difetti del sistema per portare a casa il risultato, questi uccidono pari pari i colpevoli sfuggiti alle maglie del sistema, uno a uno, e senza pietà, e senza neppure verificare che le vittime siano realmente i colpevoli dei reati di cui le si accusa. E così abbiamo una guerra tra giustizieri...  E' il 1973, e diciamo che l'unico difetto di questa pellicola è che da poliziesco si tramuta in film d'azione. E forse i film d'azione di allora faticano a reggere il confronto con quelli attuali. Ma comunque ci troviamo di fronte a un seguito di tutto rispetto!

Cielo di piombo Ispettore Callaghan è il terzo capitolo di questa saga. E' probabilmente il film più 'divertente' della collezione. L'Ispettore è relegato dietro a una scrivania perché troppo violento, e troppo propenso all'uso delle armi da fuoco. Ma non ci resta a lungo. Quando la città viene sconvolta da una banda di ex reduci della guerra in Vietnam, la polizia si trova costretta a rimetterlo sul campo. Solo che al suo fianco - per una nuova politica sulle pari opportunità - viene messa la giovane poliziotta Kate Moore, fresca di accademia, e - come dice l'ispettore - una vera palla al piede. E' il rapporto tra Callaghan e la Moore a regalare verve al film, i botta e risposta tra uomo e donna - se consideriamo che il film ha visto la luce nel 1978 - sono davvero delle perle da non trascurare. Tornando al film, Nonostante un primo impatto non proprio amichevole, il rapporto tra i due diventa sempre più affiatato, e non vi dirò come va a finire, perché non c'è nulla di scontato, ve l'assicuro. 

Coraggio... Fatti ammazzare! Basta questa battuta per rendere iconico l'intero film. E se pensiamo che è il quarto episodio di una serie che appare intramontabile, forse iconico - questo film - lo è veramente. Callaghan viene spostato a San Paolo per investigare su diversi omicidi, a un caso di mafia, e... be' è complicato. Sappiate che in questa occasione il carnefice è a sua volta vittima, e Callaghan si trova costretto ad affrontare due facce della stessa medaglia allo stesso tempo, ovvero la vittima di uno stupro che uccide i suoi stupratori, e i colpevoli della morte della sorella. Una storiaccia, in pratica, e il finale è pressoché perfetto. Il film è diretto e prodotto dallo stesso Eastwood. Memorabile!

Ultimo capitolo della saga, arrivato con qualche anno di ritardo dagli altri (n.d.r. 1988), è Scommessa con la morte. La trama è più vicina al Thriller che al poliziesco. La regia è più moderna rispetto ai suoi predecessori, ma manca qualcosa, la trama è un po' forzata, e si vede. Tutto nasce da un 'gioco' ideato da un regista di film horror. Si tratta di un Bingo Mortale, una lista di nomi da uccidere, un gruppo di persone (n.d.r. Il regista e la sua troupe) che scommettono su questi nomi. Più nomi azzecchi, meglio è. Ovviamente Harry Callaghan è nella lista, per cui deve difendersi dal killer, allo stesso tempo scoprire chi ha organizzato questo gioco macabro, e chi esegue materialmente gli omicidi. Bah! L'intrattenimento è assicurato, e Eastwood veste bene i panni del suo personaggio più iconico, ma sembra più un tentativo maldestro di rivitalizzare una saga ormai passata - il quarto film è del 1983 - che un vero film dedicato alla 'carogna'.

Eccoci quindi alla fine di questa lunga rassegna. Buona visione e... a domani.




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giovedì 19 dicembre 2019

Cesenatico e... il primo Presepe di quest'anno

Glauco Silvestri
Natale è ormai alle porte. Come da tradizione, io e la mia compagna cominciamo a girovagare per la regione in cerca di Presepi, aria di festa, relax, ambienti differenti da quelli a cui siamo abituati.

Cesenatico è uno dei luoghi che abbiamo cominciato ad apprezzare, specie d'inverno, quando il mare è selvatico, la spiaggia è libera da bagnanti, l'aria è frizzante (n.d.r. Ovvero gelida), le bancarelle di dolcetti sono molto invitanti, e il portocanale è magico, con il suo presepe galleggiante.


Rispetto all'anno scorso, però, quest'anno abbiamo trovato il sole ad aspettarci, per cui le foto non sono avvolte da nebbia e umidità, bensì... Una giornata stupenda!


La passeggiata sulla spiaggia è stata piacevole, quasi godereccia, tanto il sole scaldava. E' stato piacevole osservare la gente con i propri cani, che camminava e giocava. E' stato intrigante cercare scorci particolari tra le conchiglie portate a riva dal mare. E' sempre una fonte di ispirazione il bagnasciuga.



Le persone che si incontrano sono una fonte inesauribile di soggetti da immortalare. Tra chi cerca cozze e crostacei nella sabbia morbida, chi raccoglie conchiglie per le sue collezioni, o per creare oggetti di manodopera artigianale, o... Anche solo per ammazzare il tempo. 


Ho persino fatto un bel volo con il nuovo Mavic Mini, ma non ho ancora avuto il tempo di preparare un footage da caricare su Youtube, per cui ve lo proporrò più avanti, durante le vacanze di Natale (n.d.r. Iscrivetevi al mio canale Youtube, così potrete avere aggiornamenti in tempo reale sulle mie pubblicazioni).





Il portocanale ha sempre il suo fascino. Le bancarelle, i babbi natale in bicicletta, il profumo dei dolci, i negozietti con vetrine decorate a festa, le barche... Non mancano neppure i maghi, i saltimbanchi, gli artisti di strada... C'è davvero tanto da assaporare e vivere in questi giorni di festa.







Mi spiace solo non potervi più proporre una carrellata fotografica di qualità, sul mio account Flickr, perché a breve chiuderà i battenti. La crisi si fa sentire, e i servizi superflui vanno rimossi, c'è poco da fare. Ma qui, sul blog, le immagini posso comunque caricarle, compresse e ridotte di dimensioni, ma comunque - spero - piacevoli da vedere. Una breve selezione, magari, rispetto a quanto siete abituati, ma sempre meglio che niente.


Se siete in zona, il mio consiglio è di fare un giretto a Cesenatico. Merita tanto, anche a Natale.



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mercoledì 18 dicembre 2019

DJI Mavic Mini: Gli Accessori - #MavicMini #DJI

Glauco Silvestri
Torno a parlare di droni, e del Mavic Mini, perché ovviamente anche il piccolo drone necessita di un piccolo corredo da portare sempre con sé.

In questo caso siamo fortunati. Volendo possiamo comprare la versione Fly More Combo del drone, e con essa avere tutto d'un botto sia il drone, sia tre batterie (n.d.r. Con carica batterie esterno), una borsa che porta quasi tutto, un kit di eliche extra, qualche cavetto in più, i paraeliche per volare in ambienti interni, e la spesa è di soli 100 euro in più rispetto alla versione base.

Io ho preferito acquistare la versione base, in parte perché non ero sicuro che questo Mini avrebbe potuto soddisfarmi (n.d.r. In questo periodo Amazon permette il reso fino al 31 Gennaio 2020), in parte perché la borsa in dotazione al kit più completo non mi piaceva granché!

Ho infatti preso quest'altra borsa, che ha una retina per portare i documenti (n.d.r. Con il nuovo regolamento europeo, bisognerà avere con sé il manuale del drone e il foglio dell'assicurazione), un pannellino su cui mettere le micro SD, i cavetti, le eliche di scorta, e un bello spazio per il drone, il controller, ed eventuali batterie extra. Costa 29.90 euro... Ma ce ne sono anche da meno, sempre col porta documenti.

Poi mi son preso anche una batteria extra, giusto per avere un po' più di autonomia di volo (n.d.r. Del resto ne avevo una in più anche per l'Anafi, e ben tre per il piccolo Tello). E anche un kit originale di eliche... Visto che con gli altri droni mi è capitato di doverle sostituire. Sono 45 euro per la batteria, e 12 per le eliche. 57 euro di tutto.

Visto che con un po' di fondoschiena sono riuscito ad avere il Mavic Mini a 389 euro, il totale comprensivo di tutto è stato di 476 euro... Meno del kit Fly More Combo.

Mica male, no?



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martedì 17 dicembre 2019

Non esistono macchine che non possono essere smontate

Glauco Silvestri
Non esistono macchine che non possono essere smontate o teorie che non devono essere contestate: la scienza ha il dovere di accogliere il dubbio e analizzarlo per – a seconda dei casi – fortificare le sue convinzioni o cercare altre soluzioni.

Nove vite come i gatti (Hack Margherita)




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lunedì 16 dicembre 2019

Due parole su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Novelle fatte a Mano: Tutti i miei #racconti in una collana di 5 antologie.
Una per ogni genere narrativo.
Disponibile in ebook.

Maggiori info: qui.




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domenica 15 dicembre 2019

Tre Eastwood di razza - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Visto che il traguardo è imminente, per lo meno per quanto riguarda la collezione storica di film che mi ero riproposto di recensire qui sul blog, proseguo con la formula dei tre film a 'puntata'. Oggi mi dedico completamente a Clint Eastwood. Tre Pellicole che arrivano da un 'cofanetto' gigante uscito qualche anno fa in occasione dei quarant'anni di carriera dell'attore/regista.

Debito di Sangue è ispirato all'omonimo romanzo di Michael Connelly. La storia toccante dell'agente FBI Terry McCaleb, che ritiratosi dall'attività in seguito a un trapianto di cuore, si ritrova nuovamente sul campo per investigare - privatamente - sulla morte misteriosa della donatrice del suo cuore. A spingere il detective è la sorella della donatrice, che scoperto chi fosse il ricevente degli organi, decide di contattarlo. L'indagine avviene con l'aiuto del 'vicino di casa' di McCaleb, e visto che il mondo è piccolo, ecco che la piccola indagine personale riporta l'ex agente FBI sulle tracce di un serial killer a cui aveva dato per lungo tempo la caccia, ma che mai era riuscito a catturare.

Pink Cadillac non è forse un film perfetto, ma è un film che sa intrattenere. Eastwood veste i panni di Tommy Novak, un cacciatore di taglie un po' particolare - visto che va in giro con una Cadillac Rosa - il quale decide di aiutare Lou a recuperare il figlio, rapito dal padre invischiato con una band neo-nazista con cui la donna non vuole avere nulla a che fare. E' un blockbuster fatto con poche risorse, divertente, ma niente di speciale. Però con un bel cestello di pop corn lo si guarda molto volentieri.

Con I Guerrieri cambiamo completamente tema, e torniamo parecchio indietro nel tempo. E' un film di guerra, ambientato durante la seconda guerra mondiale, ed è dei primi anni settanta. Pensate che in questa pellicola recita persino un giovane Telly Savalas... Ma non pensate che sia il 'solito' film di guerra. Lo sbarco in Normandia è appena avvenuto, il soldato americano Kelly riesce a carpire da un ufficiale tedesco una informazione allettante. In una banca di un piccolo paese vicino a dove si trovano sono nascosti 14000 lingotti d'oro pronti a essere trasferiti in Germania. Kelly, assieme alla sua squadra di scansafatiche - e scansapericoli - decide di sfruttare i pochi giorni di licenza loro concessi dopo lo sbarco per realizzare una vera e propria caccia all'oro. Avrete già capito che il film si altalena tra la commedia, l'avventura, e il classico war movie. C'è da divertirsi, anche se ovviamente è un film degli anni settanta, e non potete aspettarvi i ritmi delle pellicole più recenti. Ma ci sono alcune curiosità che potrebbero spingervi verso questo film: Come assistente alla regia c'è un giovanissimo John Landis (n.d.r. Animal House e Blues Brothers vi dicono qualcosa?); La colonna sonora è stata composta dal medesimo autore di Mission Impossible; Infine, uno dei brani di questa colonna sonora - udite udite - è stata usata da Tarantino per Bastardi Senza Gloria. Mica male, no?




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sabato 14 dicembre 2019

Bumblebee e altri film - #Film #Recensione

Glauco Silvestri

Oggi vi propongo una carrellata di pellicole da vedere. Sono film che ho visto in estate e che - per un motivo o per l'altro - non avevo ancora avuto modo di parlarne qui sul blog. Per cui... Eccomi qui a fare un unico post con tanti titoli da presentarvi:


Bumblebee: Visto attraverso la piattaforma Amazon Prime Video, è sicuramente una pellicola da famiglia, piacevole da vedere, ma con tanti deja-vu che... Mi ha divertito. Mi ha ricordato tanto Il Gigante di Ferro. Però è un minestrone riscaldato. Ormai i film sui Transformers non stupiscono più, e visto che il loro punto di forza erano gli effetti speciali, temo che rimanga un must have solo per chi ha davvero amato la saga degli autobot.

The Vanishing, Il mistero del faro: Bel film! Cupo, drammatico, con colpi di scena interessanti. L'idea è piuttosto semplice. Tre uomini a gestire per sei mesi un faro posto su un'isola isolata. Viene una forte tempesta e la mattina successiva trovano una barca tra gli scogli, un uomo mezzo morto, e una cassa piena d'oro. E' qualcosa di incredibile, ma con l'oro arrivano i guai. Pochi giorni dopo ecco giungere una seconda barca. Gli uomini a bordo stanno cercando il naufrago... be', stanno cercando l'oro che il naufrago aveva trafugato. I tre uomini del faro raccontano la storia per intero, ma omettono di essersi tenuti l'oro. Raccontano di aver chiamato la costa e di aver consegnato il cadavere e la cassa. Peccato che il loro bluff venga scoperto in fretta e... Davvero ben recitato, con una fotografia intrigante, senza difetti.

Alita: Ho visto sia il film in live action, sia il vecchio OAV che avevo travasato da un vhs comprato negli anni novanta. 
Del vecchio OAV vi ho già parlato su questo stesso blog, ormai qualche anno fa, ma del nuovo film non avevo ancora scritto nulla. 
La pellicola segue con reverenza il vecchio OAV. Forse non può piacere ai puristi della serie manga, è evidente, ma è sicuramente un bell'omaggio al vecchio cartone animato. Del resto la regia è eccellente - come sempre - e il regista ha affermato di essersi ispirato all'OAV piuttosto che alla serie a fumetti, quindi c'è poco da recriminare. Ottimi effetti speciali, buone le interpretazioni, 
Mi è piaciuto tanto.

Captive State: E' stata la sorpresa dell'anno. Pioveva, ero a casa per altri motivi, per cui il pomeriggio sono andato al cinema a vedere questo film di fantascienza di cui non avevo mai sentito parlare. Siamo in un futuro prossimo. Il mondo è stato conquistato dagli alieni, e i terrestri lavorano- quasi come schiavi - per loro, pur non conoscendone gli scopi ultimi. Ovviamente c'è la resistenza, che però è combattuta brutalmente dalle forze armate aliene. Il film ci racconta la storia di due fratelli, orfani, uno entrato nella resistenza, l'altro invece integrato nel nuovo 'mondo'. Ovviamente ciò non potrà durare, visto che i due fratelli torneranno in contatto, e... Ma vi devo raccontare tutto? 
Il film non è certo dominato dagli effetti speciali, anche se questi ci sono, e sono davvero ben fatti. Bensì dalla vicenda personale dei due fratelli. E' un bel thriller, un bel film di spionaggio, è fantascienza d'altri tempi, per certi versi, e sa coinvolgere lo spettatore. No, non è perfetto, ma era tanto tempo che non vedevo sci-fi di questo tipo. Mi è piaciuto.

Con questo è tutto. Buona visione e... A domani.



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venerdì 13 dicembre 2019

Good Omens - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi parliamo di Good Omens, serie televisiva prodotta da Amazon su ispirazione del noto romanzo di Neil Gaiman. Una serie particolare, piuttosto ironica, ben recitata, surreale, dove tutto va storto purché tutto finisca bene.

L'idea nasce dall'amicizia di un angelo (Azraphel) e di un diavolo (Crowley). I due si conoscono sin dai tempi dell'Eden. Entrambi tifano per l'uomo, per cui, quando il diavolo induce l'uomo a mordere la mela, l'angelo fa sì che l'uomo non abbandoni l'Eden disarmato.
Passano i secoli, e durante questi secoli, l'angelo e il diavolo continuano a compiere il proprio dovere mantenendo l'amicizia, e mantenendo il giusto equilibrio in modo che sia il male, sia il bene, non influenzino troppo la vita dei mortali. E si arriva ai giorni nostri. E' giunto il momento che l'anticristo scenda sulla terra, e che cominci l'Armageddon. In paradiso si stanno preparando per la battaglia. All'inferno si stanno preparando per la battaglia. Le scritture affermano che l'uomo e la Terra periranno nello scontro, ma poco importa. Ognuna delle due fazioni vuole vincere. Gli unici che vorrebbero salvare l'uomo dal conflitto finale sono proprio Azraphel e Crowley. Questi, decidono di seguire la crescita dell'anticristo per far sì che non cresca malvagio. Hanno undici anni di tempo, perché è proprio all'undicesimo compleanno del ragazzo che tutto avrà inizio. Ma con una buona educazione, magari... Eppure i due amici commettono un grave errore. All'ospedale c'è stato uno scambio, e l'anticristo non è stato affidato a un noto politico di destra estrema, bensì a una normalissima famiglia di campagna. Lui, Adam Young, cresce assieme alla compagnia di tre amici, e di un cane - che dovrebbe essere una guardia del corpo demoniaca, ma che per caso, e su volere involontario di Adam, si tramuta in un dolce cucciolo da compagnia - e quando i suoi poteri si manifestano...

Oltre a ciò non vado per non rovinarvi la sorpresa. La storia è intrigante, buffa, con personaggi surreali, e dialoghi tutt'altro che normali. Del resto qui parliamo di Angeli, Diavoli, Streghe, Cacciatori di Streghe, Anticristo... Lo humor inglese è percepibile in ogni scena, e la voce narrante fa sì che tutto quanto diventi una sorta di fiaba della buona notte. Regia ed effetti speciali sono perfetti. Così come le interpretazioni di Azraphel e Crowley. Meno convincenti sono i tre amichetti di Adam, che paiono un po' troppo 'maturi' per la loro età. Il ritmo narrativo non è proprio tra i più spediti, ma sei episodi sono più che sufficienti per raccontare l'intera vicenda senza annoiare, tutt'altro, facendo divertire.

Surreale, davvero surreale. mi è piaciuta molto.






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