mercoledì 19 febbraio 2020

Sottosopra - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Preso, portato a casa, e divorato! Sottosopra è un nuovo lavoro di Luca Enoch, con disegni di Riccardo Crosa, edito da Bonelli. Seguo Enoch dai tempi di Spraylitz, e seppur ammetto che la saga di Dragonero non fa parte della mia collezione, tutti gli altri suoi lavori sono conservati con attenzione nella mia libreria.

Attendevo Sottosopra dal primo annuncio letto sulle riviste specializzate. Di Enoch amo i lavori anticonvenzionali, e forse è per questo che non mi sono affezionato a Dragonero, chissà... Di fantasy ne ho letti troppi da giovane, e ora non riesco più ad avvicinarmici facilmente.

Ma Sottosopra è qualcosa di diverso. L'autore si immagina che, senza preavviso, in una giornata qualunque, il nostro pianeta si 'ribelli'. La gravità si inverte... I tessuti viventi vengono attratti verso l'alto, gli oggetti morti verso il basso. E così la maggior parte dell'umanità scompare - muore - nello spazio. I pochi sopravvissuti sono quelli che, al momento dell'inversione della gravità, si trovavano in spazi chiusi. Proprio come Alessandro, rimasto intrappolato nell'abitacolo dell'auto di suo padre, e come Giorgia, che si sposta per la città sfruttando le fognature.
I due ragazzi scoprono sin da subito che, oltre a qualche altro sopravvissuto sparso per la città, si è formata una setta religiosa che tenta di convincere tutti, con le buone o con le cattive, che il fenomeno inspiegabile sia voluto da Dio, una sorta di chiamata delle anime verso il paradiso, e che tutti debbano immolarsi, buttarsi verso il cielo, per ricongiungersi al creatore.
Ovvio che la setta religiosa non è l'unico problema... Visto che tutto ciò che 'vitale' viene attratto dal cielo, tutta l'acqua del pianeta è volata via, fuori dall'atmosfera, per cui... A parte qualche bottiglietta d'acqua rimasta nei supermercati, trovare qualcosa da bere è difficile... Per cui la sopravvivenza non è così scontata.

Bello! La storia è intrigante. I disegni sono potenti, così come i colori. Affascinante il fatto che lo si possa guardare sia dall'alto in basso, sia dal basso in alto, senza problemi. Peccato che i testi possano essere letti solo in un modo, ovvero con il cielo verso il basso. Sarebbe interessante una pubblicazione alternativa con i testi scritti al contrario... Bonelli potrebbe pensarci.
Bravi tutti, quindi, nella produzione di questa storia. So che non è un volume unico, ma anche da solo, è una bella lettura!




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martedì 18 febbraio 2020

Penso alla ciclicità delle mie molecole

Glauco Silvestri
Penso alla ciclicità delle mie molecole, pronte a sopravvivermi, a ritornare in circolo girovagando per l’atmosfera e non provo tristezza. Ci sono stata, qualcuno si ricorderà di me e se così non fosse, non importa.



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lunedì 17 febbraio 2020

Ecco uno dei miei #ebook su #Amazon #Kindle

Glauco Silvestri
Un racconto Fantasy che vi stupirà: La Metamorfosi di Lena
Disponibile in ebook.

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domenica 16 febbraio 2020

The Party - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Non sono nuovo a commedie macabre come The Party. Mi ci ha abituato il Woody Allen dei primi tempi, e di seguito anche la scuola italiana ha proposto diversi film di questo tipo. Su questo blog ne ho parlato più e più volte, e con The Party si rischia di cadere nel classico 'già visto, già sentito'.

Il concept è quello di una cena tra amici. Si festeggia Janet, che è appena stata nominata Ministro della salute nel Governo Ombra del Regno Unito. E' il coronamento della sua carriera politica, ma sembra che a questa cena - più che festeggiare - tutti abbiano voglia di confessare. Bill, il marito, appare piuttosto giù di tono, beve molto, parla poco, ascolta musica a ripetizione. April e Gottfried sono sull'orlo del divorzio, visto che lei è una scettica nata, e lui si è autoproclamato guru spirituale e aromaterapista. Jinny e Martha sono una coppia lesbica, e stanno per avere tre figli, ma la notizia non sembra aver acceso la felicità sperata, tutt'altro. Poi c'è Tom, che è arrivato senza la moglie Marianne, la quale arriverà solo a fine serata. E' scosso, evidentemente scosso, e indossa una pistola.
Ciò che solo il pubblico nota è che la stessa Janet ha dei segreti, riceve messaggi in continuazione da un amante. E lei finge di fronte al marito, finge perché - ovviamente - quest'ultimo ha rinunciato a tutto pur di appoggiare la moglie nella sua carriera politica.
La festa ha inizio sotto tono. Sembra quasi un dibattito più che una celebrazione. E poi ecco il fulmine a ciel sereno. Il marito di Janet è affetto da una malattia mortale. Bill sta morendo, e vuole lasciare Janet per andare a vivere ciò che gli resta con la donna che ama... Che poi è la moglie di Tom, Marianne, la donna con cui ha una relazione. Ciò scatena un putiferio. Tom voleva uccidere Bill perché aveva scoperto la relazione. Janet rivela una parte violenta del suo carattere che nessuno conosceva. E ancora la notizia scuote anche Jinny e Martha, che fanno outing e finiscono per andare in crisi pure loro. Tutto degenera, e la situazione si aggrava ancora di più quando, colpo di scena, arriva Marianne...

Il gran finale non ve lo rivelo, e rimarrete ovviamente di stucco quando vi verrà rivelato guardando il film. Bravi tutti, ma la durata della pellicola - piuttosto breve - e lo sviluppo degli eventi appare un po' troppo repentino e prevedibile. Tutti hanno avuto una relazione con tutti in quella stanza, e ognuno è all'oscuro delle gesta degli altri. E' un po' surreale, e soprattutto, difficile da credere. Ma i dialoghi affilati mantengono l'attenzione dello spettatore, e la regia, che sapientemente ha voluto giocare con il bianco e nero per rendere tutto più estremo, narrando la vicenda per chiaro-scuri netti, senza sfumature, funziona egregiamente. 
Però si tratta della solita descrizione cinica della borghesia britannica, quella che è candida e benpensante davanti allo sguardo di tutti, ma sotto il proprio tetto ne combina di cotte e di crude. Un sentore forte di 'già visto', che però non toglie i pregi alla pellicola, che è davvero ben recitata e ben costruita.

Dategli una occasione, sono settantuno minuti, vola via rapido. Vi butta dentro la storia senza troppe spiegazioni, e vi conduce al gran finale come un vortice difficile da controllare.



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sabato 15 febbraio 2020

DRONE COMPARISON: PARROT ANAFI Vs DJI MAVIC MINI at Palazzaccio (Selva M...

Glauco Silvestri
Nuovo video dedicato ai miei due droni. Su internet c'è chi ama le sfide, e ogni tanto mi fa piacere soddisfare coloro che mi chiedono se sia meglio l'Anafi o il Mavic Mini. I due droni hanno entrambi pregi e difetti, e per me queste richieste sono come la fatidica - e un po' odiosa - domanda: Vuoi più bene a Mamma o a Papà?

Ebbene lascio a voi il verdetto finale. A me piace volare con entrambi i droni! Buona visione.













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L'agenzia dei Bugiardi - #Film #recensione

Glauco Silvestri
Remake della commedia francese Alibi.com, L'agenzia dei Bugiardi è un film capace di divertire e intrattenere senza troppi fronzoli né pretese di impegno. Tutto ruota attorno all'attività di Fred e Diego, i quali cercano di sbarcare il lunario offrendo un servizio di alibi a chi ha dei problemi di coppia. Vuoi andare a giocare a calcetto con gli amici invece di passare il pomeriggio con i genitori di tua moglie? L'agenzia di Fred ti costruisce un alibi ad hoc per l'occasione.
Il motto dell'agenzia è 'meglio una bella bugia che una brutta verità'.
L'agenzia funziona alla grande, solo che a un certo punto, Fred conosce Clio, e se ne innamora perdutamente. La ragazza è una paladina della sincerità, per cui Fred non può svelarle quale sia il proprio lavoro, e la faccenda si complica ancora di più quando viene a sapere che il padre di lei è Alberto, un cliente affezionato dell'agenzia, che usa di continuo per nascondere le scappatelle con Cinzia, la sua giovane amante. Il castello di carte potrebbe stare anche in piedi, se non fosse che Clio e sua Madre - per una distrazione del marito - finiscono in vacanza nello stesso resort dove lui sta trascorrendo qualche giorno con l'amante. Ovviamente Fred deve risolvere il problema, visto che Alberto dovrebbe essere all'estero per lavoro, ma non può far affidamento sulle proprie capacità perché Clio lo conosce, e...

Ed è la solita commedia all'italiana, con scappatelle e intrecci amorosi. La premessa è anche curiosa, ma alla fine tutto si riduce a un qualcosa di già visto, perché - almeno io - sono ormai decenni che vado al cinema, e ancora ricordo con affetto le commedie degli anni settanta, e quelle degli anni ottanta, e no - quelle dei novanta e dei primi duemila no, perché erano i cinepanettoni - per cui apprezzo questo ritorno alle origini e son sempre pronto ad appoggiarlo.
A ogni modo, la commedia funziona. Diverte, e le sue carenze in originalità vengono ben coperte dalla simpatia e dalle capacità degli interpreti, che non varranno un oscar, ma son bravi nel loro mestiere.

Se avete voglia di ridere... L'agenzia dei Bugiardi può essere la soluzione.





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venerdì 14 febbraio 2020

Luna Piena - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Lo so! Oggi è San Valentino. Auguri a tutti gli innamorati.
Lo so! E' appena trascorsa la Luna Piena. E in effetti vi parlo proprio di un romanzo che si intitola Luna Piena!

E' il secondo capitolo della affascinante saga di Ian McDonald. Avevamo lasciato la saga con la distruzione della famiglia Corta. Con i Mackenzie che si appropriano del settore 'Elio', oltre che a essere leader delle estrazioni minerarie del metallo, e con la Terra che si vede preoccupata per il cambio di equilibri politici del satellite, essendo dipendente da esso per l'energia pulita.
E la Terra fa bene a preoccuparsi, perché gli equilibri sono lungi dall'essere ristabiliti. Ora i Mackenzie sono impegnati in una lotta per la successione. I due rampolli si combattono ferocemente. Uno governa i metalli, l'altro l'elio! Nel frattempo i Corta sono in fuga e si nascondono, in attesa della riscossa, sotto la protezione degli Asamoah.
E la riscossa proviene da Lucas, erede legittimo della dinastia, scomparso dal satellite e... Riapparso sul pianeta Terra, per stringere nuove alleanze, creare un esercito, e tornare a casa per riprendere il proprio posto, e forse qualcosa di più.

Riuscirà, Lucas, a riportare la propria famiglia sul trono che gli spetta? Gli equilibri sono fragili. L'uso della forza può ottenere rapidi risultati, ma allo stesso tempo, può creare nuovi nemici... Non vi svelo nulla, ma questa vicenda è assolutamente intricata e affascinante. I personaggi hanno mille sfaccettature. I rapporti non sono mai così come appaiono, e la società lunare è talmente diversa, e complessa, che questa saga ricorda molto le saghe di appendice che leggevo da giovane. Non a caso, sul suolo lunare, il contendere è incentrato su cinque famiglie, cinque dinastie, cinque Draghi... Come dicono loro.

Un grande romanzo. Una grande Saga! 


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giovedì 13 febbraio 2020

De Nittis, la rivoluzione dello sguardo

Glauco Silvestri

Siamo alle soglie del 1900. La fotografia sta nascendo e i pittori la vedono come una sorta di minaccia. E' un grande momento della storia. Alcuni grandi artisti virano rapidamente verso forme espressive più surreali, astratte, espressive, e meno reali, vere, tangibili. Altri invece cercano nella perfezione dei propri lavori la carta vincente. E c'è chi con la fotografia vive felicemente, come De Nittis, che ebbe successo, fu compreso, e guadagnò anche parecchio dai suoi lavori, seguendo il corso della fotografia, scattando egli stesso moltissime foto da cui - in studio - trarre ispirazione. De Nittis aveva il suo studio itinerante, una sorta di carrozza, su cui lavorava durante i trasferimenti. Fu un viaggiatore. Da Barletta a Parigi, da Parigi a Londra, da Londra a Parigi nuovamente, e poi molte altre destinazioni...


Visse poco a lungo. Morì a soli 38 anni, ma lasciò al mondo una scatola piena di fotografie, tante opere meravigliose, e una nuova via tracciata, quella del verismo, che sarà seguita da molti altri artisti come lui.
Il verismo... De Nittis ci racconta il mondo come lui lo vede. Rappresenta le persone così come sono. 


Ci mostra le città per quello che fanno vedere di sé. E così nei suoi quadri vediamo cantieri aperti, impalcature, operai che nella pausa fumano una sigaretta, e gente normale impegnata nelle proprie faccende che cammina frettolosa sui marciapiedi.


Ci racconta anche il mondo bucolico dei benestanti, le feste alle corse dei cavalli, gli amoreggiamenti nei giardini, i picnic sul prato.
Il dettaglio delle sue opere è ammirevole. Le inquadrature seguono la moda del periodo, per cui tutto ha una struttura ripetibile, con la teiera in bella vista, le porcellane, gli abiti eleganti, i primi piani, o le prospettive assonometriche che ricordano molto le fotografie.


E poi... Be', per quanto l'artista sfruttasse la fotografia per catturare i momenti da riprodurre sulla tela, allo stesso tempo ne vedeva la evidente concorrenza, per cui si specializzò anche in ritratti al chiuso, là dove la fotografia ancora non riusciva a dare risultati soddisfacenti. 

Meravigliose le sue opere sulla neve, così candide e avvolgenti. Potenti i sentimenti espressi dai ritratti a sua moglie, catturata in un momento di relax in casa, mentre fuori nevica, o mentre pattina sul ghiaccio, o ancora mentre si rilassa assieme al figlio durante un picnic al parco. 


Questa sarà anche la sua ultima opera... 
Sfortunatamente...
Perché la vita degli artisti è così, evanescente, immediata, a volte burrascosa, e a volte, troppo corta.

La mostra a Palazzo Diamanti ripercorre la vita dell'artista, e allo stesso tempo le tematiche da lui affrontate. Dai paesaggi naturali - meravigliose le riproduzioni del Vesuvio - ai ritratti, alle rappresentazioni della vita cittadina, fino ai momenti intimi della propria famiglia. E' un percorso lungo e mai stancante, ricco di ispirazione e belle opere, che va assaporato in ogni suo dettaglio.


Per maggiori informazioni: qui e qui.

Nel video che segue, invece, troverete una breve presentazione dell'esposizione.





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mercoledì 12 febbraio 2020

TUTORIAL DRONI: Droni vs Vento

Glauco Silvestri
Nuovo appuntamento con il mio 'corso' per aspiranti piloti di Droni. Oggi affrontiamo un problema annoso... Quello del vento forte. A volte è difficile valutare il vento in quota, per cui si può rischiare di incappare in correnti capaci di impedire al drone di tornare 'a casa'. 

Come comportarsi in questi frangenti? Nel video vi do qualche dritta utile. Buona visione.













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Il mio Piede Sinistro - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il mio piede sinistro è un film del 1989, tratto dall'omonimo libro, biografia di Christy Brown, un bambino nato con un handicap davvero terribile visto che l'unica parte del corpo che riesce a usare correttamente è il piede sinistro.

Christy Brown nasce a Dublino, negli anni trenta, in una famiglia povera, con la madre casalinga, e il padre muratore, e parecchi fratelli, e una sorella. Il padre è iroso, frequentatore di pub, ma anche molto orgoglioso, e nonostante la menomazione di Christy, si rifiuta di pensare a lui come un peso, tutt'altro. Il ragazzo cresce in una famiglia che lo circonda di affetto e di cure, specie dalla madre, ma - a modo suo - anche dal padre.
Il piccolo Christy non parla, si muove a fatica, e tutti pensano che sia anche cerebroleso, ma in realtà è molto intelligente, e il suo corpo è una specie di gabbia che gli impedisce di dimostrare il suo valore. A ogni modo non si arrende, e un giorno riesce a scrivere, col piede, sul pavimento, la parola mamma. Da quel momento la vita dei Brown cambia e si concentra su Christy. Grazie all'aiuto di assistenti esterni, il ragazzo comincia a parlare, a disegnare, a dipingere... La sua tenacia è unica e tutti, ormai, lo rispettano. Le sue opere sono apprezzate, viene persino esposto in una mostra d'arte. Ciò che gli manca, ovviamente, è l'amore. Innamorato perso della sua assistente, Christy soffre tantissimo il fatto di non poter vivere una vita piena come tutti gli altri. E' per questo che diventa iracondo, e dedito all'alcool, come il padre.
Ma poi il padre muore... E la vita di Christy cambia nuovamente. Decide di scrivere la sua storia, con l'aiuto dei fratelli, e il suo libro diventa un best seller.

Il film è incredibile, bellissimo, affascinante, e non cessa mai di attirare l'attenzione dello spettatore. La storia viene narrata in modo classico, con un flashback che riavvolge la vita del soggetto partendo dal suo momento di maggior successo, ricordando così le difficoltà del percorso seguito fino al suo raggiungimento. La regia è comunque ben realizzata, e bisogna davvero complimentarsi con  Daniel Day-Lewis (n.d.r. Nel nome del Padre, L'ultimo dei Moicani, Lincoln, etc etc), che ha meritato il suo primo Oscar per l'interpretazione di Christy Brown. Il film, del resto, ha ricevuto vagonate di premi e nomination... Per cui cosa aspettate? Recuperatelo, e guardatelo!





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martedì 11 febbraio 2020

Credo che...

Glauco Silvestri
Credo che il sesso si faccia meglio con una persona a cui non vuoi bene, perché puoi essere più istintivo. Con una persona che non ami puoi buttare fuori tutta la tua animalità.





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lunedì 10 febbraio 2020

Ecco uno dei miei #ebook su #Amazon #Kindle

Glauco Silvestri
I mari non saranno più gli stessi dopo aver letto Justice
Disponibile sia in eBook che in formato Paperback.

Maggiori info: qui.


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domenica 9 febbraio 2020

Made in Italy - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
No! Non voglio parlarvi del film di Ligabue. Di quello vi ho già parlato qualche mesetto fa. Oggi, l'argomento di cui tratto è una serie tv, che ho visto su di recente su Amazon Prime Video, dedicata alla storia della moda italiana.

Made in Italy è ambientato in una Milano dei primi anni settanta. Al centro dell'attenzione c'è una ragazza di origine del sud Italia, iscritta all'università a Storia dell'Arte, con una famiglia un po' all'antica, una mamma sarta con problemi di salute e un papà burbero operaio di vecchio stampo, un moroso che la vuole sposare e mantenere così che possa diventare una mamma casalinga, tanti sogni, e una vita che le va stretta.
Lei si chiama Irene, e varie vicissitudini la conducono nella redazione della rivista Appeal, per un lavoro che le permetta di mantenersi all'università, e di avere un briciolo di indipendenza in più. Destino vuole che qui, in questo mondo tanto diverso dal suo, trovi nuovi amici, qualche amore, tanta energia, e una incredibile forza interiore. In breve tempo Irene conquista tutti, fa passi da gigante, e addirittura riesce a guadagnarsi il tesserino da giornalista. Pubblica articoli, intervista gli astri nascenti della moda italiana, e si separa sempre di più dalla sua precedente esistenza.

Made in Italy è la storia della moda italiana, della sua emancipazione nel mondo, e tutto ci viene narrato con un ritmo dinamico, ricco di humor (n.d.r. Splendida l'interpretazione di Maurizio Lastrico), con momenti di dramma, un po' d'intrigo... Emancipazione che viene anche raccontata attraverso l'emancipazione femminile, sia attraverso la disinibita Monica (n.d.r. Bravissima Fiammetta Cicogna in questo ruolo), sia attraverso l'evoluzione della più pacata Irene. A dirigere il traffico c'è una autoritaria Rita, interpretata da una Margherita Buy davvero convincente e capace di fare da madrina alle due rampanti giovani ragazze esordienti.
L'assieme è una festa per gli occhi, perché... Nonostante la moda appaia un argomento frivolo, nella realtà dei fatti è lo specchio di una società, ed è capace di mostrarne i pregi, i difetti, le metamorfosi, e di esserne memoria storica efficace e duratura.

Davvero una bella serie, una sorpresa inaspettata.







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sabato 8 febbraio 2020

PARROT ANAFI FLIGHT: Selva Malvezzi

Glauco Silvestri
Stesso luogo, drone differente. Per chi ama fare i confronti... Mezz'ora di differenza tra il volo realizzato dal Mavic Mini (n.d.r. Pubblicato qualche giorno fa) e il Parrot Anafi.

Buona Visione!












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I am Mother - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
E' uscito su Netflix a giugno di quest'anno, ma solo ora riesco a parlarvi di I am Mother. Una pellicola distotica, basata su idee che - diciamocelo - ormai le abbiamo viste rimescolate in ogni modo possibile. L'idea delle macchine che allevano embrioni umani per salvare la specie dall'estinzione l'abbiamo già sentita. L'idea che in realtà siano state le macchine stesse a... Oddio, ma sto spoilerando? Vediamo di andare per gradi. Eccovi la trama:

Siamo in un futuro prossimo, all'interno di un bunker controllato da un robot chiamato Mother. Il bunker protegge ben 16000 embrioni umani (n.d.r. Non sono un po' pochi per ripopolare il pianeta?), Mother li deve allevare, far crescere, e proteggere dall'ambiente esterno, che è poi il nostro pianeta, avvelenato, distrutto, intossicato dalle nostre guerre, dal nostro modo insensato di vivere. In effetti, la nostra specie è estinta. C'è solo Mother, e ci sono solo 16000 embrioni.
Ed ecco che un embrione viene scongelato, viene fatto nascere, ed è una bambina. Una bambina davvero in gamba, che cresce bene, ed è coccolata e istruita da Mother proprio come fosse una vera madre.
Ma... L'adolescenza è una brutta bestia. Ciò che Mother racconta alla figlia (n.d.r. Interpretata dalla giovane Clara Rugaard) non basta. Lei vuole vedere il mondo esterno, e quando un semplice topolino riesce a entrare nel bunker, a rosicchiare qualche filo elettrico, e a farsi catturare... Be', questa curiosità diventa irrefrenabile.
Ed è in questo momento, mentre la figlia sta per uscire dal bunker per esplorare i dintorni, che alla 'porta' bussa una donna. E' ferita. Racconta di essere stata ferita da un robot assassino, e non appena la figlia apre la porta, questa si butta all'interno cercando riparo.
Ma non sa che c'è un robot all'interno del bunker.
Forse!
A ogni modo, dopo l'incontro fortuito con la donna (n.d.r. Bravissima Hilary Swank), molti misteri vengono chiariti, e vengono chiariti in maniera non lineare, giusto perché altrimenti il film sarebbe finito subito. Vale la regola del sospetto, di tutti contro tutti, e così c'è la fuga, c'è il pentimento, c'è il ritorno a casa, e c'è un fratellino che aspetta.

Ben realizzato, ben interpretato, e con una idea di base che è sempre legato alle A.I., a quelle intelligenze artificiali che si ribellano all'uomo per il suo bene. Ho visto parecchi film di questo tipo, anche se su due piedi non saprei citarne neppure uno (n.d.r. Molti li ho recensiti sul mio vecchio blog,  ormai scomparso, altri potrebbero essere nell'archivio di questo), e l'idea che le macchine resettino tutto quanto per poi far ricominciare tutto dall'inizio non è per nulla nuova. E qui c'è persino la sensazione che quanto ci viene raccontato è solo uno dei tanti tentativi di Mother, che i precedenti sono falliti, e che la Swank sia frutto di uno di questi fallimenti. Del resto... Non avete notato anche voi una certa somiglianza tra la ragazzina e la Swank, che siano cloni? 
Ed eccoci quindi alla folle idea di Adamo ed Eva. Visto che Mother non ha risvegliato tutti i bimbi per ripopolare il pianeta, ma solo un maschio e una femmina. O forse il robot li alleva un po' alla volta per evitare di non dare abbastanza attenzioni ai nuovi nati, visto che spera di allevarli e di educarli in modo che siano migliori dei loro predecessori. O forse ancora... Ma il film, per quanto offra mille interpretazioni, non convince al cento per cento, è pieno di buchi, di argomentazioni che non stanno né in cielo né in terra.
Bello è bello! Ma non ha la profondità di un Moon, non ha l'epicità di un Matrix (n.d.r. Il primo), non possiede la tenerezza di A.I., è freddo, come fredde sono le macchine, e non offre neppure il tempo di affezionarsi né alla ragazzina, né alla donna adulta. E questa freddezza è il prodotto di una mente artificiale, che neppure offre un nome alla propria figlia, e... Immagino abbiate capito ciò che intendo.

Da guardare? Si. Però è sempre più spesso un trauma, vedere che buone idee sci-fi vengono tradotte in pellicole che non riescono a interpretarle a pieno. E' come se non ci si sforzi più a ragionare sull'insieme. Si ha l'idea, si butta giù una bozza, e si gira il film il più in fretta possibile senza costruire contesti profondi, interessanti, perché l'importante è stupire, è fare buoni effetti speciali, e chissenefrega di quanto rimane fuori. Se penso che i film di fantascienza degli anni cinquanta, degli anni sessanta, e degli anni settanta, che ancora non potevano avere gli effetti speciali da offrire al pubblico, possedevano storie incredibilmente complesse e affascinanti, tanto da diventare film cult, ed essere visti e rivisti ancora oggi, mi domando: film come I am Mother potrebbe essere, in futuro, un film cult? Non credo!



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venerdì 7 febbraio 2020

Etruschi, viaggio nelle terre di Rasna - #Mostre #Recensione

Glauco Silvestri

Bologna è una città di origini Etrusche. L'estate scorsa siamo stati in Umbria e nel Lazio, altre terre in cui gli Etruschi prosperarono. Non potevo farmi mancare una mostra su questo popolo affascinante, non trovate anche voi?

Ebbene, devo ammettere che abbiamo sottovalutato l'esposizione. Pensavamo che un paio d'ore ci sarebbero state sufficienti per visitare l'esposizione e, invece, l'ultima parte, proprio quella dedicata a Marzabotto, a Bologna, alle terre circostanti a dove vivo, abbiamo dovuto farla un po' di corsa, perché il museo stava per chiudere.
E' un viaggio incredibile, quello che viene proposto in questa esposizione. Una esposizione moderna, ricca di pezzi interessanti, divisa per aree geografiche e per periodo storico.
Percorrendo le tante sale, si è potuto ammirare la capacità di questo popolo di padroneggiare la lavorazione dei metalli. Si è potuta ammirare la loro arte, il dettaglio, la cura con cui erano realizzati gli oggetti d'uso di tutti giorni, ma anche gli ornamenti, o addirittura le loro armi.
Passando da un periodo storico all'altro, abbiamo colto le influenze dei popoli greci, con i quali gli etruschi avevano un attivo commercio: abbiamo studiato la mutazione culturale, la complessità della loro vita sociale. Ci sono tornati vivi i ricordi della vacanza trascorsa in estate, delle opere viste in quelle occasioni, dei territori che abbiamo percorso, e che forse avevamo compreso solo in parte, perché ci mancava la visione d'insieme.
Qui si va da sud a nord, si lotta con i popoli invasori, i Campani, ma anche i Celti, e si viene assorbiti, non senza lottare, ovviamente, da Roma, che lentamente diventa la forza preponderante del territorio.
E col passare del tempo anche l'arte muta, e le rappresentazioni, i templi, il modo di seppellire i defunti, l'utilizzo dei materiali... E' davvero affascinante percorrere la storia di un popolo, dalle sue origini, alla sua scomparsa.


I pezzi esposti sono di notevole pregio, sono affascinanti, belli, di grande valore storico e artistico. Non ci si annoia perché il percorso scava nella cultura di un popolo, e ce la mostra, ce la racconta in modo moderno, quasi dinamico.
E' davvero un bel percorso da compiere, da ammirare, a cui va dedicato tempo, tanto tempo, perché c'è davvero tanto da assorbire.

Maggiori informazioni sull'esposizione sono disponibili qui, qui e ovviamente anche qui.

Se capitate a Bologna entro il 24 maggio, ve la consiglio vivamente. L'ingresso è un po' caro, ma merita tantissimo!

Qui di seguito trovate una breve introduzione a questa splendida esposizione. Buona visione...




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giovedì 6 febbraio 2020

Il vento fa il suo giro - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il vento fa il suo giro è un film triste. Triste perché racconta l'uomo così come lui è, nelle sue bassezze, nelle sue eccellenze, e soprattutto, nella sua mediocrità.

Siamo in Piemonte, in un piccolo paesino morente nelle valli occitane. Un ex professore francese decide di trasferirsi in questo piccolo paese per via dell'imminente costruzione di una centrale nucleare in prossimità della sua vecchia abitazione. E' da molto che non fa più il professore. Ora allega capre, e produce formaggio di alta qualità. I pochi abitanti del paese, dopo una diffidenza iniziale, decidono di accogliere il professore e la sua famiglia. Volti nuovi, giovani, in un paese che muore, possono essere l'ultima speranza prima che anche le ultime case vengano abbandonate del tutto.
All'inizio tutto sembra andare nel migliore dei modi. Philippe e sue moglie vengono bene accolti, aiutati a sistemare la casa, a iniziare la propria attività, e gli viene persino offerto l'uso gratuito di alcuni terreni per far pascolare i suoi animali.
Poi - lentamente - iniziano i primi dissapori. Philippe è abituato a vivere liberamente, e non riesce ad amalgamarsi con le abitudini di chi lo ha accolto. Lasciando sempre liberi gli animali, questi finiscono per andare a mangiare i fiori nei giardini dei vicini, a lasciare i loro escrementi ovunque, a dare fastidio. Anche gli atteggiamenti libertini della moglie, che spesso si lava mezza nuda nella fontana del paese, attira indignazione negli anziani del paese.
Gli avvertimenti bonari ci sono, e sono soprattutto il sindaco del paese, e un cantante che cerca un po' di relax in quelle valli, a mediare tra la popolazione locale e i nuovi venuti. Ma i francesi continuano a fare come pare loro, e i vecchi del villaggio cominciano a infastidirsi veramente. Cominciano i primi dispetti, poi vere e proprie ritorsioni, fino all'uccisione delle capre che hanno sconfinato, a liti furibonde.
Potete immaginare come va a finire... No, non è un film horror, è una storia verosimile. Sia il sindaco, sia il cantante (n.d.r. Che decide di tornare in città perché la vita di paese comincia a stressarlo più di quella della metropoli), smettono di fare da mediatori, soprattutto perché da entrambe le parti non c'è più voglia di confronto pacifico. 
Alla fine vincono gli abitanti del paese. Philippe lascia il paese. E a farne le spese è solamente il figlio down di una coppia che vive tra quelle valli. Questo si era ben inserito nella famiglia francese, ed era felice di giocare con i loro bambini... Dopo la partenza di questi, il ragazzo down si suicida, quasi fosse un monito al destino segnato del paese occitano, le cui case, di stagione in stagione, sono sempre più vuote.

Film tosto, dal ritmo lento, senza mai alti o bassi. Riflessivo, ma anche estremamente emotivo. Sembra più un documentario, tanto che molte parti dei dialoghi sono in dialetto stretto, se ne capisce il senso, ma si fa fatica a comprenderne le sfumature.
Molto bello!


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mercoledì 5 febbraio 2020

DJI MAVIC MINI FLIGHT: Selva Malvezzi

Glauco Silvestri
Oggi vi propongo un video appena pubblicato su Youtube. E' il sorvolo di Selva Malvezzi, e del vicino 'Palazzaccio'. Questo luogo è particolare, lo scoprirete anche dalla breve descrizione che faccio prima delle vere riprese, perché un tempo era ai confini di una vera e propria selva... Mentre oggi è tutta area rurale. Si salvano alcuni alberi nella piazza del paese, e nel giardino del Palazzo Malvezzi... Per il resto... Tutto è piatto!
E' un luogo particolare, sia per le sue costruzioni rinascimentali, sia perché nella piazza del paese, si ritrovano numerosissimi gufi. Al termine del video potrete vederne qualcuno fotografato.

Il video è stato girato con il Mavic Mini. Buona visione!








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Fair Game - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Questo film me l'ero perso completamente per strada. E dire che quel periodo storico mi è sempre interessato, ho letto molto al riguardo, e... Si vede che sto perdendo colpi su colpi. A ogni modo, Fair Game è tratto da una storia vera, ed è ispirato al libro scritto da Valerie Plame, ex agente CIA bruciata volutamente dal governo USA per evitare che...

11 Settembre 2001. Tutti sappiamo cosa accadde quel giorno. Tutti sappiamo che in seguito a quell'evento, gli Stati Uniti scatenarono una sorta di guerra preventiva contro l'Iraq di Saddam Hussein, accusato di aver ripreso lo sviluppo di armi nucleari, e di essere in combutta con i Talebani nella loro guerra del terrore nei confronti dell'occidente, e in particolar modo, nei confronti degli Stati Uniti d'America. La CIA, grazie al lavoro sotto copertura di Valerie Plame, e con la collaborazione del marito (n.d.r. Ex Ambasciatore degli Stati Uniti), smonta ogni tipo di accusa nei confronti dell'Iraq, e addirittura intraprende alcune operazioni volte a estrarre gli unici scienziati iracheni capaci di progettare una bomba atomica con la promessa di una vita più serena negli USA. Nonostante ciò, l'amministrazione Bush si trova sotto scacco dell'opinione pubblica, che pretende azioni di 'vendetta' rispetto a quanto accaduto alle torri gemelle, e di conseguenza, preme affinché si vada in guerra verso una qualunque possibile minaccia islamica, e dare al popolo la sua rivalsa. Lo scontro tra politica e intelligence arriva alle strette quando, con un colpo da maestro, uno stretto collaboratore dell'amministrazione Bush rende pubblico il nome dell'agente CIA responsabile delle investigazioni. La vita di Valerie Plame viene messa a rischio pubblicamente. La sua quotidianità improvvisamente muta. Tutti le danno contro. Riceve continue minacce di morte. Viene chiamata 'Comunista', 'Traditrice della Patria', e anche i suoi figli, e il marito, finiscono sepolti dall'opinione pubblica e da una montagna di fango sparsa ad arte dai media compiacenti al governo.
Valerie perde ovviamente il lavoro. Le sue operazioni sotto copertura vengono interrotte. Gli scienziati vengono lasciati al loro destino, e visto che le operazioni segrete sono finite sui giornali, vengono perseguitati e uccisi, uno per uno, senza risparmiare le loro famiglie.
Il marito di Valerie non si arrende. Va in televisione, sui giornali, rilascia interviste, proclami, e si rivolge persino al Congresso degli Stati Uniti. Le sue azioni si ripercuotono ovviamente sulla famiglia, e Valerie decide di lasciarlo per il bene dei suoi bambini, sperando che - con un profilo basso - lei possa per lo meno continuare a vivere e concedere ai figli una speranza per il futuro.
Ma per quanto lei si nasconda, per quanto il marito lotti con gli squali, ci vuole un vero e proprio miracolo affinché tutto si risolva per il meglio. E il miracolo - ovviamente - avviene quando, dopo mesi e mesi di guerra, qualcuno si accorge che le armate USA non hanno mai trovato tracce di armi di distruzione di massa...

La storia la conosciamo tutti, vero? Alla fine l'amministrazione Bush dovette ammettere l'errore. Alcune teste caddero, e nonostante le condanne severe a chi agì in malafede, tutti se la cavarono semplicemente 'andando in pensione anticipata'. Valerie non riebbe il posto di lavoro, ovviamente, visto che ormai era bruciata pubblicamente, ma ebbe la sua rivincita. Riuscì a tenere in piedi il suo matrimonio, e a riacquistare il rispetto da parte dei media e dell'opinione pubblica. La sua storia, ovviamente, divenne un diario, un libro, e questo film. Bravissimo Sean Penn. Bravissima Naomi Watts. La regia fa ciò che deve onestamente. Il ritmo non è quello di un action movie, ma è ovvio... Questo è un film che racconta vicende realmente accadute. Ci si aspetta altro da film di questo tipo, vero? La sua missione è quella di mantenere viva la memoria di fatti orribili. E a mio parere, Fair Game è uno dei tasselli che va legato ad altre pellicole da ricordare, come - giusto per citarne uno - United 93.




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martedì 4 febbraio 2020

In pratica passerò il resto del mio futuro davanti al computer

Glauco Silvestri
In pratica passerò il resto del mio futuro davanti al computer, sperando che funzioni senza problemi e che non mi si inceppi come stamattina.



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lunedì 3 febbraio 2020

Ecco uno dei miei #ebook su #Amazon #Kindle

Glauco Silvestri
Una storia che piacerà ai più piccoli: Le Mirabolanti avventure di Icaro e Cecilia
Disponibile in ebook e formato Paperback.

Maggiori Info: qui.


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domenica 2 febbraio 2020

I Fratelli Sisters - #Film #recensione

Glauco Silvestri
West! Anno 1851. I Fratelli Sisters sono degli assassini prezzolati al soldo del Commodoro. Il loro incarico è quello di trovare Herman Warm, un cercatore d'oro che ha truffato il loro padrone.
Un viaggio lungo, quello di Eli e Charlie Sisters, che li porta sull'altra costa del paese, fino a San Francisco, e oltre, fino a che - finalmente - raggiungono Warm. Sulle tracce dell'uomo, però, non ci sono solo loro due. Altri killer, al soldo di MayField, altro riccone truffato dal cercatore d'oro, cercano vendetta per il loro capo. E alla fine i due fratelli si trovano costretti a fare una scelta, una scelta difficile... Difendono Warm dagli altri aggressori, e si alleano al cercatore nel tentare di costruire la sua utopia, una società dove il denaro non esiste, dove ognuno è al servizio del prossimo, dove l'avidità è sconfitta per sempre. Il problema è che il legame tra i due fratelli è già spezzato da tempo. Eli vorrebbe solamente tornare a casa, mettere su famiglia, aprire un emporio con i soldi guadagnati negl'anni al servizio del Commodoro. Charlie, vorrebbe invece proseguire nella scia di morte che il suo mestiere gli regala. Dedito più all'alcool che ad altro, lui vuole solo l'eccitazione degli scontri a fuoco, soldi da spendere nei bordelli e nei saloon, e la fama di killer imbattibile.
Ma ormai il dado è tratto. E se un tentativo di uccidere Warm durante la ricerca dell'oro è fallito miseramente, altri uomini arrivano al loro accampamento, mandati dal Commodoro, ormai stanco di attendere notizie dai Sisters. Come andrà a finire la storia?

[Spoiler] Muoiono pressoché tutti! Anche Warm, suo malgrado. E persino il Commodoro. [Spoiler] Il film è ben costruito, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione, ma manca qualcosa... Non c'è mordente! Forse il ritmo è troppo altalenante. Forse la narrazione è troppo incentrata sui contrasti tra i due fratelli, forse tutti gli scontri si risolvono un po' troppo in fretta... 'Troppo' è una parola che alla fine si rivela troppo spesso. Alla fine mi sono persino annoiato... Chissà com'è il libro a cui è ispirato.






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sabato 1 febbraio 2020

TUTORIAL DRONI: Droni vs Uccelli

Glauco Silvestri
Oggi vi propongo un breve video tutorial sul volo con i droni. Capiterà sovente che appariranno video di questo tipo sul mio blog, visto che - oltre a mostrare le mie zingarate in giro per la mia regione a caccia di borghi antichi, di castelli, ruderi, e quant'altro - sul mio canale Youtube propongo anche brevi lezioni di volo... Anche se forse la parola 'lezione' è una parola grossa.

A ogni modo, eccovi la 'pillola' di oggi.  Buona visione e, se siete curiosi, iscrivetevi al mio canale.












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Benvenuti a Marwen - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Dalla mente creativa di Zemeckis, e tratto da una storia vera, Benvenuti a Marwen è un film capace di toccare le corde di ogni spettatore, di commuoverlo, di divertirlo, e di farlo riflettere... e magari, di farlo avvicinare di più a chi sembra diverso.

Lui è Mark Hogancamp. E' reduce da un pestaggio omofobo  e soffre di una particolare sindrome post traumatica che lo proietta in un mondo fantastico, ambientato nella seconda guerra mondiale. Il suo alter ego è Hogie, vive nel fittizio villaggio belga di Marwen, è un pilota americano abbattuto durante il conflitto,  'accudito' da un gruppo di donne molto attive nella lotta partigiana contro i nazisti. 
Mark fotografa queste sue visioni ricreandole con pupazzi e ricostruzioni in scala del villaggio in cui sono ambientate le avventure di Hogie. E' davvero bravo nella fotografia, e gli abitanti del paese in cui vive lo aiutano come possono, organizzando addirittura una mostra fotografica dei suoi lavori.
La vita di Mark ha un suo equilibrio... Che però si destabilizza quando, nella villetta davanti alla sua, viene a vivere Nicol. Ragazza molto gentile, di cui Mark si innamora, e per la quale comincia una sorta di riabilitazione della propria vita cercando di liberarsi dalla dipendenza dagli antidolorifici... Ovviamente non è un percorso facile, e tra gli ostacoli, oltre al processo a cui deve essere presente per far condannare i suoi aggressori, oltre allo stress della mostra fotografica imminente, si va a inserire anche l'ex compagno di Nicol, che non comprendendo la situazione, ed essendo ancora furioso per essere stato lasciato, finirà per tormentare Mark credendolo un ostacolo alla riappacificazione della propria vita sentimentale.

A metà tra il film drammatico e il film di animazione, Benvenuti a Marwen è una pellicola davvero sapiente, fatta con gusto, tatto, e tanta CGI di altissimo livello, al punto da cominciare a credere che sia tutto vero. Gli interpreti sono uno meglio dell'altro, e non c'è minuto della pellicola che non incolli lo spettatore allo schermo, non lo incuriosisca, non lo appassioni, non stimoli le sue emozioni.
E' un vero gioiello. Da guardare e riguardare. 


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venerdì 31 gennaio 2020

Il Re Leone

Glauco Silvestri
Ma quanto è bello Il Re Leone? Ma quanto è fatto bene? Disney ha davvero fatto qualcosa di speciale con questa pellicola. Già era bello il cartoon, ma qui andiamo davvero oltre... Gli animali sembrano... No, no, lo sono, veri!

La storia è sempre quella! Due leoni, fratelli, che lottano per il dominio sul territorio. Mufasa è il re incontrastato. Il fratello Scar è stato battuto in duello dal fratello, e ora fa parte della 'corte' del re... Anche se lui è sempre scostante e rancoroso. Mufasa e Sarabi hanno avuto un piccolo, Simba, che pare essere il degno erede di suo padre per quanto è intraprendente, coraggioso, energico.
Ovvio che tutto ciò da fastidio a Scar, che ancora spera di mettere il fratello da parte. E' per questo che quest'ultimo si mette d'accordo con le Iene per fare un agguato al Re, e sarà proprio Simba a subirne le conseguenze, a sentirsi colpevole, a fuggire da casa perché convinto di aver ucciso suo padre.

Meraviglioso! Non ci sono parole per descriverlo se non una sequela di iperboli positive. Anche se poi, il film, di critiche ne ha avute tante, a partire da chi si è lamentato delle espressioni facciali degli animali, della perdita di poesia e fantasia del film d'animazione, visto che la vicenda attuale la ricalca, ma con troppo realismo, fino a giungere alle critiche di Elton John, forse le più corrette, il quale afferma che in questo film la musica scende in secondo piano, mentre nel lungometraggio animato ne era la forza trainante. 
E' probabile che queste critiche abbiano segnato il destino del film, che di premi ha raccolto solo quello per la miglior locandina di film estivo (n.d.r. Esiste davvero questo premio?) e qualche altra candidatura di poco conto. Però di incassi ne ha fatti tanti, al punto di essere giunto al settimo posto in assoluto nella storia del cinema.



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giovedì 30 gennaio 2020

True - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
True mi ha lavorato ai fianchi. Ho retto fino alla fine dell'incontro solo per pura determinazione, ma sono soddisfatto, e felice di aver retto fino alla fine di questo incontro/scontro, con Mike Tyson.

La biografia del noto campione di pesi massimi è arrivata nella mia libreria personale per puro caso. Un giro tra i mercatini, il libro nella cesta degli sconti, lo sguardo risoluto del campione che mi fissa... E poi lo sapete, ormai, che da un po' di tempo a questa parte sono più attratto dalle biografie che dai romanzi.

La cesta dei libri
Ho preso il libro, l'ho messo nella cesta dei libri da leggere, e ho ripreso a leggere i romanzi che già avevo per le mani. Mike Tyson ha conquistato il suo posto sul comodino, pronto per la lettura, durante le vacanze di Natale. 
Di solito divoro i libri, anche quando sono piuttosto voluminosi, specie se mi appassionano, ma di recente ho ritmi più blandi. Forse perché torno a casa sempre più svuotato di energie, forse perché ho altre cose per la testa, forse perché, ho letto tanto in passato, e le proposte narrative di oggi non sanno più conquistarmi come un tempo, e di conseguenza vago in cerca di nuovi stimoli che riescano a riavvicinarmi alla lettura come un tempo. Già! I tempi in cui leggevo due libri a settimana sono passati. Continuo a leggere due libri alla volta, uno sul kindle, in mobilità, e uno sul comodino - a casa - in relax, ma ci metto di più... E chissené, giusto? Mica è una corsa, non si vince nulla. L'importante è godere del momento.

Ma la biografia di Tyson è stata un vero incontro su più riprese. Il campione mi ha sempre affascinato, ma mai l'ho conosciuto così bene prima di questa lettura. 
Nato in un quartiere povero, con un padre assente e una madre instabile, il piccolo Tyson è cresciuto per strada, facendo furti in appartamento, immerso nella violenza dalla mattina alla sera, girando armato... E' il carcere minorile ad avvicinarlo alla Boxe, e a salvarlo da una vita di strada che l'avrebbe condotto a chissà quale destino.
In carcere, difatti, fa amicizia con un preparatore atletico, il quale lo propone a Cus d'Amato. Quest'ultimo è una figura ambigua della Boxe mondiale, ma di sicuro un ottimo maestro di vita. Prende Tyson sotto la sua ala protettrice, lo alleva come fosse un figlio, gli offre un traguardo, lo fa lavorare sodo, lo istruisce, e gli spiega che la Boxe non è solo sport, ma anche spettacolo, e che 'bisogna impersonare un carattere' per avere successo e diventare memorabili.
Nasce quindi Iron Mike. Imbattibile, cattivo, violento, una sorta di cattivo dei fumetti, che lotta sul ring, e vince, vince sempre, e vince con brutalità assoluta.
Iron Mike diventa una stella. Riporta la Boxe all'attenzione di tutti, diventa una vera stella, anche se la sua immagine è pura violenza, è negativa, quasi quanto Joker, la cui personalità è capace persino di offuscare quella di Batman
Solo che sotto la scorza di assassino, c'è ancora un 'bambino' in cerca di attenzioni, e la morte improvvisa di Cus - per polmonite - poco prima che Tyson riesca a guadagnare la sua prima cintura, è traumatica.
Da quel momento Mike Tyson finisce sotto l'egida di Don King. Questo lo rende una star di altissimo livello. I soldi piovono a palate, gli incontri sono sempre vittorie, ma allo stesso tempo, senza un vero mentore, il campione comincia a perdere l'orizzonte. La ricchezza gli da alla testa. Feste, donne, auto, ville, droga, alcool... A rovinarlo sarà tutto questo, ma a destabilizzarlo completamente sarà la completa assenza di amore. Assurdo parlare di amore in questo contesto, vero? Eppure tutte le donne lo cercano per i soldi. In molte vanno a letto con lui per poi pretendere qualcosa indietro. E poi l'accusa di stupro, la prigione vera, il vortice di odio e di autocommiserazione. L'entrata in clinica per disintossicarsi, gli 'amici' che lo ri-conducono verso la perdizione, le donne che gli stanno vicino, le donne che lo sfruttano, i promoter che lo sfruttano, il denaro che gli viene sottratto indebitamente, l'agenzia delle entrate che gli è alle costole, la bancarotta, la perdita di tutto ciò che aveva conquistato a suon di pugni, la morte di una figlia, fino all'arrivo di una donna, una tipa tosta, l'unica capace di tenere testa al campione, a riportarlo in carreggiata nonostante le continue sbandate...

Il libro è tosto da leggere, perché per gran parte del tempo non si parla d'altro di donne, party, sesso, droga, violenza gratuita. E' un continuo tra la riflessione, il desiderio di redimersi, di mettere la testa a posto, e il successivo, quasi immediato, ricadere in tentazione. Diverse volte entra in clinica per disintossicarsi. Altrettante le volte che ricade nel baratro. E con le donne è la stessa cosa. Cresciuto in una casa dove gli uomini sono sottomessi a sua madre, che è violenta e li aggredisce, fino a ustionarli con l'acqua bollente, Tyson non riesce ad avere un rapporto equilibrato con l'altro sesso. E la disponibilità delle 'fan' è tale che la sua immagine di un rapporto uomo-donna ne risulta distorto. E' difficile, per lui, essere fedele alla donna che ama, pur amandola. E' difficile per lui riuscire a costruire un futuro, una famiglia, pur avendo figli con le donne che frequenta.
Le pagine sono tante, più di seicento, e questo continuo ciclo di tentativi falliti finisce per stancare. La parte centrale del libro, quando il campione è ormai ritirato dalla Boxe, diventa complicato da leggere, e per quanto sia interessante la sua vicenda, la lettura del libro ha bisogno di veloci stacchi, di pause, perché ciò che racconta sembra più una puntata di Californication che la vita reale. Ma è vita reale...

E' un libro che merita di essere letto, per superare lo stereotipo che i più hanno su Mike Tyson, ma è un libro che impegna il lettore, ci vuole determinazione per arrivare fino in fondo.






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mercoledì 29 gennaio 2020

Stanlio & Ollio - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ma quanto mi è piaciuto Stanlio & Ollio? A tutti quelli della mia generazione sarà capitato di vedere qualche film di questi due comici straordinari. Io ero piccolo, ma ricordo alcune scene ancora limpidamente, tanto che quando le ho riviste in questo film... Be', è stato quasi commuovente. Chissà se in televisione danno ancora i loro film? Io - di questi tempi - la guardo poco la televisione, ma non mi pare di aver mai visto in programmazione i loro film, e forse neppure quelli di Chaplin.

Il film parte nel lontano 1953. Stan Laurel e Oliver Babe Hardy sono a fine carriera, mezzi squattrinati, e tentano di risvegliare il loro mito con una tournée teatrale in Inghilterra. Sono passati 16 anni dal loro momento d'oro, e anche se milioni di persone li ricordano ancora con affetto, la televisione ha praticamente troncato loro le gambe. Pochi vanno a teatro, ancora meno vanno al cinema, e poi ci sono i nuovi comici che incalzano... E i due attori non possono neppure permettersi di godersi la vita, visto che non sono stati lungimiranti come Chaplin, e non si sono fatti dare delle royalty sui guadagni dei loro film.
I due amici sono quasi 16 anni che non si vedono, quando un diverbio economico li separò, e causò l'inizio del loro declino. La tournée, pur non avendo grande successo, è l'occasione per fare pace, per riavvicinare due grandi amici, e per condurli mano nella mano verso il tramonto.

Il film parla di amicizia, di sentimenti repressi, di orgoglio, e nel frattempo tiene alto il morale con battute, scenette comiche, e momenti leggeri. Le interpretazioni sono eccezionali, e la ricostruzione storica è davvero magistrale. Il film convince su tutta la linea. La regia funziona bene, e quando si esce dalla sala, scappa persino una lacrimuccia. Ah, i bei tempi andati...

Guardatelo! E' un gran del film!





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