sabato 4 luglio 2020

PARROT ANAFI FLIGHT: Castel de Britti (Villa Malvezzi-Rangoni-Machiavelli)

Glauco Silvestri
Oggi vi porto fuori Bologna, ma non tanto fuori. La località è Castel de' Britti, e il castello che inquadro, da tutti è noto proprio con questo nome, anche se - ho scoperto di recente - non ha nulla a che fare con la località, il piccolo paese, che sorge lì vicino, e che in un passato remoto era protetto da un castello.
No! Questa è una villa fine-ottocentesca, costruita com'era di moda in quegl'anni, a immagine e somiglianza di un castello medievale. Apparteneva alla famiglia Malvezzi, di cui - in altri video - abbiamo visto altre proprietà.

Maggiori informazioni relative a questo luogo le trovare in descrizione al video. Anche questa volta girato dal mio Parrot Anafi. Buona visione.









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venerdì 3 luglio 2020

Inverso - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Ma perché insisto a leggere libri di William Gibson? E' vero! Le sue storie mi piacciono, ma il suo stile narrativo contorto, con capitoli brevi, balzi enormi tra una vicenda e l'altra, e personaggi poco caratterizzati, o mal caratterizzati, mi frenano da matti... E alla fine ci metto dei secoli per portare a termine la lettura di un suo romanzo, e alla fine rimango pure deluso dal finale, ma le idee sono geniali, e tutte le volte spero, e ci cado!

In Inverso abbiamo un bel mix tra presente e passato. Un futuro apocalittico dove l'umanità è decimata, causa una serie progressiva di piccole pandemie capaci di mietere velocemente centinaia di migliaia di anime, dove a governare sono le oligarchie criminali, dove la tecnologia è avanzatissima, è l'inizio di tutto quanto. In questo futuro si manipola il passato, per lo più per speculazione economica, creando flussi temporali paralleli che poi collassano a causa della spregiudicatezza di chi li manipola.
Però c'è chi ha potere di manipolare questi passati alternativi anche per i propri scopi, come... far colpo su di una ragazza! Solo che accade qualcosa di inaspettato. La ragazza muore, e da qui comincia un mix complesso, ove persone del passato vengono incaricate, a loro insaputa, credendo di collaudare un videogame, di investigare... E più l'intreccio si fa complesso, più i noti vengono a galla, e si scopre che ci sono poteri forti attorno all'omicidio, e si scopre che... Non dico più nulla altrimenti non leggerete il libro.

Geniale, come al solito! Ma come ho già detto, difficile da leggere...



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giovedì 2 luglio 2020

The Orville - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
E' un po' che non guardo fantascienza di qualità. I vecchi film li conosco troppo, per cui li lascio ancora sedimentare, e di nuovo non c'è veramente molto di valido.

The Orville è però una sorpresa. Niente di eclatante, per la verità, ma è una serie ben fatta, che si ispira platealmente a Star Trek, ma lo fa con tanta ironia, tante citazioni ad altre serie televisive, specie quelle divertenti, con ottimi effetti speciali, e con storie piacevoli da guardare. Per certi versi mi ha ricordato Galaxy Quest... Ma è tutt'altra storia.

La Orville è una nave da esplorazione. Il nuovo capitano è fresco fresco di accademia... Era il migliore, ma una crisi matrimoniale inaspettata l'aveva condotto quasi sul baratro, senza speranze di ottenere un comando quando invece, le sue capacità prima dello choc, lo spingevano sul ponte di una ammiraglia. Insomma, la Orville è l'ultima occasione per il capitano Ed Mercer, ma non sono tutte rose e fiori, perché deve accettare come primo ufficiale la sua ex moglie... Per di più, viene a sapere che il comando gli è stato affidato solo su insistenza della donna, che si sente in colpa per quanto fatto (l'ha tradito con un alieno), e vuole riportare l'ex marito alla carriera che la depressione - e l'alcool - gli avevano tolto.

Divertente, surreale, ma mai banale... O per lo meno, non troppo banale. Regia ed effetti speciali sono di buon livello, e ci sono anche delle Guest-Star mica male.



Corri subito QUI, e potrai vedere questo e altro su Amazon Prime Video. Funziona su ogni dispositivo, e ovviamente anche sulla Amazon Fire Tv Stick, ora disponibile anche in 4K.

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mercoledì 1 luglio 2020

MAVIC MINI FLIGHT: Test Paraeliche

Glauco Silvestri
Oggi faccio riferimento alle attuali normative ENAC, e in particolare, all'articolo 12 comma 5, quello dei trecentini.
La norma, detta in soldoni, permette il volo in ambito urbano nel caso il drone pesi meno di 300 grammi, non vada più veloce di 60 km/h, sia dotato di paraeliche, il pilota abbia un attestato di abilitazione al volo, e abbia una assicurazione adatta allo scopo.

Il DJI Mavic Mini si offre pienamente allo scopo. La sua velocità massima è di 56 Km/h e il peso con paraeliche ufficiale è di 298 grammi... E con i paraeliche da me acquistati, è di 294 grammi.
Perché quindi non fare il salto e predisporlo a volare?
Qui di seguito troverete un paio di video che lo testano, sia in casa, sia all'aperto.




Fantastico, eh? Sembra voli che è una meraviglia. Ma la 'maledetta' DJI ci ha messo lo zampino. Cosa che avrei dovuto immaginare sin dall'inizio, ma su cui avevo sorvolato, ovvero... Con carichi aggiuntivi (n.d.r. Ovvero i Paraeliche), il drone limita automaticamente sé stesso a volare non più alto di 30 metri, e non più lontano di 50 metri.
Sono praticamente le prestazioni del piccolo Tello senza wifi extender.

Pazienza!



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martedì 30 giugno 2020

Gli avvocati

Glauco Silvestri
Gli avvocati, si sa, sono merce esposta sui banconi al mercato, in vendita.


Il patto del giudice


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lunedì 29 giugno 2020

PARROT ANAFI FLIGHT: Castello Pallotti

Glauco Silvestri
Immaginate un condominio in città. Immaginate che questo condominio non sia il solito palazzo... Immaginate che questo sia un castello. Ecco, ora chiudete gli occhi, e apriteli, et voilà! Siamo a Bologna, quartiere Corticella.
Il Castello Pallotti fu voluto e costruito dalla famiglia omonima, tra il 1874 e il 1882. All'epoca andavano di moda le ville in stile medievale... Decaduta la famiglia, la costruzione andò in declino finché il comune non decise di sistemarlo.
Oggi è un condominio... Un signor condominio!

Le riprese sono state fatte col mio fido Parrot Anafi. Buona visione!









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L'Alba della Cometa (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
«Prendimi se ci riesci», gridava la voce di una bambina Maroi.
Il suo nome era Tyra, figlia di Juno, l’eletto della tredicesima generazione. La sua pelle di candida neve correva veloce tra i meandri dei tunnel scavati sotto l’altopiano di Saha, a decine di metri sotto il suolo rovente di Krios. Stava giocando con un cucciolo Gorm, anch’esso nato da una generazione della grande dinastia di Gorm. Lo aveva conosciuto in una delle grandi sale ricreative che univano i tunnel principali. Miria, sua madre, era impallidita non appena aveva visto il piccolo Gorm. Il suo volto, benché ancora piccolo e dai lineamenti tondeggianti, somigliava notevolmente al ritratto che suo marito Juno aveva tratto sulla pelle del proprio scudo.
Haro, lo chiamava lui. Raccontava spesso del suo scontro con il figlio del Gorm che aveva sconfitto suo padre. Ammirava il coraggio del giovane combattente dal sangue caldo, e più volte, nelle fredde serate di quel mondo sotterraneo, aveva raccontato la legenda delle sue imprese sulla cima del monte Humo.
Ancora adesso che Juno era morto, per le fatiche sopportate durante il suo ritorno all’altopiano dopo che Krios era entrato nell’abbraccio letale di Humo, la donna continuava a ricordare le parole del povero marito, e quando aveva visto per la prima volta il giovane volto del Gorm, aveva creduto di tornare indietro nel tempo, di impersonare la figura del giovane Maroi che aveva affrontato il proprio destino di predestinato.
«Raggiungimi, se ci riesci, Haro!», gridava la vocina squillante di Tyra.
«Non chiamarmi Haro», gracchiava la voce roca del Gorm «Io mi chiamo Mhio», sbuffò mentre correva con la sua andatura dinoccolata «...e fermati!», gridava.
«Sei lento», diceva lei senza rallentare «Cerca di essere degno di tuo padre!».
«Fermati!», gridava lui «fermati».
«Na... na... nana... na...», lo canzonava la bimba di neve «sei una lumaca, sei una lumaca».
«Se ti prendo...».
Tyra sbucò in una delle grandi sale che collegavano i vari tunnel scavati nel sottosuolo. Nella foga della corsa non si accorse del Gorm che le stava davanti e gli andò a sbattere contro a tutta velocità. Gli occhi sorpresi del Gorm videro la bambina fumare di vapore e volare a terra con un grido atterrito. Sorrise.
«Devi stare più attenta, piccola», disse la voce roca del Gorm «Potresti farti male».
La ragazzina guardò dal basso in alto il corpo tozzo e ingombrante del Gorm. Era indecisa tra il piangere per il male dell’ustione e la curiosità verso quella strana persona. Non aveva mai visto un Gorm come quello. Era scuro, come tutti quanti gli altri, alto e forte, ma non era caldo come poteva immaginare. Il suo corpo aveva fumato per la differenza di temperatura ma non aveva sentito un dolore vero. E poi, lo sguardo del Gorm sembrava stanco, quasi avesse sopportato da solo tutte le fatiche di quattordici generazioni. Come poteva essere così diverso, quel Gorm?
Tyra decise di alzarsi da terra e sorridere «Ciao», disse guardandolo con gli occhi spalancati «Come ti chiami?».
«Il mio nome non è importante, figliola».
«Tyra, Tyra...», la piccola voce di Mhio echeggiava dal tunnel che dava le spalle ai due.
La piccola Maroi era decisa a scoprire di più sul Gorm che aveva davanti, e volutamente, ignorava la voce del suo compagno di giochi. I suoi occhi studiavano ogni minimo particolare del volto raggrinzito che aveva di fronte. Guardava la piccola peluria bianca che cresceva tra le crepe della pelle scura e il petto bruno che si alzava e abbassava a ritmo col lento respiro del Gorm.
Non poteva però ignorare a lungo il richiamo dei giochi. L’uomo che aveva di fronte non sembrava molto loquace, e piano piano, Tyra cominciava a capire che non avrebbe saputo molto di più di quello che aveva già scoperto.
Quando Mhio sbucò dal tunnel si fermò bruscamente, per la sorpresa.
«Haro...», disse la bambina «finalmente ce l’hai fatta».
A sentire quel nome il vecchio Gorm sobbalzò all’indietro.
«Nonno», disse il piccolo Gorm ignorando l’amica, fissando negli occhi bui il Gorm adulto.
Tyra si guardò attorno istupidita. Troppe cose erano capitate tutte in una volta. Aveva capito bene?





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giovedì 25 giugno 2020

Reggia di Colorno

Glauco Silvestri
Ritorno a parlare della Reggia di Colorno per recuperare foto e dettagli di un viaggio che vorrei inserire in questa mappa.



Ci sono stato nel lontano 2015, e non era neppure una bella giornata. Nuvole, pioggia a tratti, e un bel raduno di moto d'epoca finito a grappini nel bar di fronte alla Reggia.



Colorno è una piccola cittadina, circa 9000 abitanti, ma ha una Reggia imponente, e che ospita anche una prestigiosa scuola di cucina.




Non tutto il palazzo è quindi accessibile ai turisti, ma c'è tanto da vedere. Stanze enormi, molte vuote, alcune adornate da statue. Una bella chiesa. Un giardino degno delle migliori Regge che ho avuto la fortuna di visitare.








E' un luogo davvero interessante, con una bella passeggiata lungo un torrente, bei ponti, stradine strette per il piccolo borgo che circonda la Reggia.



Meno interessante è la parte più moderna, che somiglia - ahimè anonimatamente - a tanti altri paesini dell'Emilia. Belli, ma che ai miei occhi ricordano troppo i luoghi vicino a casa.


Maggiori informazioni: qui e qui.





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mercoledì 24 giugno 2020

Grazzano Visconti

Glauco Silvestri
Continuiamo a recuperare i vecchi viaggi per aggiornare la mappa. Oggi vi parlo di Grazzano Visconti, un borgo medievale, con tanto di castello, davvero affascinante... 






E non è un caso che in questo luogo, ogni anno, si celebri un importante Festival dei Gufi, una festa dedicata alla magia di Harry Potter, e ovviamente un corteo storico dal sapore medievale capace, tra le altre cose, di rivaleggiare con la famosa festa medievale di Brisighella.








La località è già citata in alcuni testi risalenti all'anno mille, ma il castello vero e proprio fu eretto alla fine del 1300, voluto da Giovanni Anguissola per risiedervi con la moglie Beatrice Visconti, sorella del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti.






Nel seicento il castello perse il ponte levatoio, sostituito con un più elegante ponte in muratura, e nell'ottocento subì ingenti modifiche per diventare una vera e propria residenza di campagna.





Non solo il castello è pieno di fascino, ma anche lo splendido parco che lo circonda, e ovviamente, il borgo di Grazzano Visconti, il quale ospita - tra le altre cose - anche un piccolo museo dedicato alla civiltà contadina, con una splendida collezione di vecchi trattori.





Ovviamente, essendo andato a visitare il luogo per la Festa dei Gufi, non potevo evitare di immortalare questi splendidi rapaci.







Se volete maggiori informazioni su Grazzano Visconti, potete cliccare qui, qui e qui.




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