venerdì 22 giugno 2018

Pittsburg, ritratto di una città industriale - W. Eugene Smith

Glauco Silvestri

A volte la fotografia sa sorprendere anche l'osservatore più scafato. Credo fermamente che la bellezza di uno scatto non sempre dipenda - solo - dalla sua qualità tecnica; ma che esso acquisti maggior valore grazie alla storia che gli orbita attorno, la storia del servizio fotografico, la storia della località o di chi è stato immortalato, e infine, anche grazie alla storia del fotografo, e di come egli abbia vissuto il suo lavoro.

Pittsburg è una città fortemente industrializzata. Era la capitale dell'acciaio negli Stati Uniti degli anni 50, e forse lo è ancora. W. Eugene Smith era un astro nascente della fotografia. Aveva collaborato a lungo con Life, ma aveva un carattere tutto suo, e alla fine il rapporto tra la famosa rivista e il fotografo non poté che rompersi. Ci pensò Magnum a mettere in contatto Pittsburg e Smith. Fu un contatto, come dire, dirompente.


Se Smith liquidò velocemente il suo primo incarico da freelance commissionatogli dalla nota agenzia per il bicentenario della città, ciò non separò il fotografo dal luogo che aveva visitato.
Nella mente di Eugene Smith nacque il desiderio di rappresentare veramente la città, di entrare nel suo corpo, di scovare la sua anima, e di raccontare tutto ciò in un volume che fu definito come Pittsburg Project.
E così Smith rimase tre anni a Pittsburg. Scattò più di ventimila foto. Ne stampò circa 2000, e proseguì ancora nella sua ricerca senza mai riuscire ad accorpare tutto il suo lavoro in un progetto finito.
Andò in rovina in tutti i sensi, sia economico, sia psicologico, sia... Perse proprio tutto. Pittsburg divenne la sua ossessione, e alla fine morì giovane (n.d.r. 60 anni) senza riuscire a tagliare il traguardo che si era prefissato.

E' con tutto ciò in mente che, mentre osservo i suoi scatti al MAST, ri-scopro che la fotografia è più che altro anima e passione, più che tecnica e perfezione.

Sono solo 170 scatti, una piccola parte di quei 600 conservati al Carnegie Museum di Pittsburgh. Giusto un piccolo assaggio di ciò che Smith voleva realizzare e... Diciamocelo tra noi che siamo appassionati di fotografia: Questo è un vero reportage capolavoro, un prodotto eccezionale, ed è un vero peccato che non abbia mai visto la luce nella sua pienezza, ma è altrettanto vero che quello che è stato il suo destino, diventa parte del capolavoro, e ne amplifica il valore.

170 scatti uno più affascinante del precedente. Non c'è un tema portante, perché il tema è Pittsburg. I toni cupi del fotografo, i bianchi e neri che di rado vedono il bianco, e che spesso mostrano la città in ombra sotto i fumi delle acciaierie, hanno un potere visivo che ipnotizza. Vedere il volto di un operaio sui cui occhiali di protezione è proiettata la fiamma di un altoforno, o sostare davanti all'immagine di un gruppo di bambini che gioca in strada, o semplicemente gustando un panorama notturno del centro cittadino, è una emozione davvero intensa.

Trovare ulteriori parole per descrivere questa esposizione non è facile. In effetti ci si potrebbe dilungare a lungo, sia sulla vita di W. Eugene Smith, sia su Pittsburg, sia su questo reportage che mai ha avuto una degna conclusione. Eppure l'istinto mi spinge a intrattenermi su questo argomento, a sottolineare il bianco e nero che ben si sposa con il mondo metallurgico, con il sudore, il calore, il fumo, il carbone, l'acciaio, le miniere, e l'industria propriamente detta.
L'insieme di tutto ciò è contornato giustamente dalla popolazione che vive di quanto già descritto: gli operai, le loro famiglie, i lavoratori dell'indotto, i bambini di queste famiglie... Pittsburg è un microcosmo nel mondo, ma è a sua volta un macrocosmo contenente vari mondi più piccoli ma comunque significativi.

Tutto ciò è visitabile al MAST di Bologna, gratuitamente. L'esposizione sarà disponibile fino al 16 settembre e... Ve la consiglio vivamente.

Maggiori info: qui e qui.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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