giovedì 17 ottobre 2019

Chioggia

Glauco Silvestri
In occasione del patrono della mia città, io e la mia compagna abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno, un weekend lungo, fuori porta. La nostra destinazione è stata la laguna veneziana, ma - per una volta - abbiamo tradito Venezia per dedicare un pochettino del nostro tempo alla piccola e accogliente Chioggia.

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Circa 50000 abitanti (n.d.r. Poco meno), ai confini della laguna, ma davvero affascinante da parecchi punti di vista, Chioggia è una città importante per il nostro paese. Possiede la flotta di pescherecci più grande d'Italia, e come quantità di pescato è seconda solamente alla flotta siciliana. Il suo mercato del pesce è noto in tutta Europa e serve tutta Europa. 

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Chioggia è anche una città turistica. Nella vicina Sottomarina è presente una spiaggia lunga ben sette chilometri, ed è forse, per una singola località, la spiaggia più lunga dell'Adriatico.

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E' qui che noi abbiamo deciso di alloggiare, a Sottomarina. Il primo giorno l'abbiamo voluto dedicare alla spiaggia, che nei primi giorni di ottobre si presenta con gli stabilimenti chiusi, i trattori che radunano la sabbia per evitare che il vento la spinga verso l'abitato, e il bagnasciuga è frequentato da chi ama lo sport, da chi fa lunghe passeggiate col cane, dai turisti come noi, e ovviamente, dai gabbiani.

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Una spiaggia pulita, con però tante alghe, e spugne, lì dove si forma il confine tra il regno del mare e quello della terra. Una spiaggia un po' diversa dalle 'nostre', che invece su quel medesimo confine mostra montagne e montagne di conchiglie.

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Poi c'è la diga, che consente il primo accesso alla laguna veneta, percorribile a piedi partendo proprio dalla spiaggia, per finire proprio in mezzo al mare. Dal quel piccolo faro è possibile vedere un muro parallelo a quello percorso da noi, è l'altro capo della diga Sull'isola, nonché riserva naturale, di Ca' Roman. E sott'acqua c'è il 'mini Mose', che protegge Chioggia e sottomarina dall'acqua alta. 

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Poco oltre, lo vedremo durante una escursione in barca, tra Ca' Roman e l'isola di Pellestrina (le due isole sono collegate da un altro muro della diga) sono ancora in corso i lavori per il 'vero' Mose.
Sempre nei pressi della diga è presente il Forte San Felice, raggiungibile a piedi, ma che noi abbiamo visto via acqua, sempre durante la medesima escursione in barca.

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Chioggia è connessa a Sottomarina dal Ponte dell'Unione, un lungo ponte con una isoletta al centro in cui sono concentrati campi sportivi e aree attrezzate per accogliere gli eventi agonistici della zona. Mentre eravamo in città ci è capitato di assistere a una corsa di beneficenza, il traffico era chiuso, i vigili regolavano persino il movimento dei pedoni, così abbiamo potuto godere di qualche breve istante di gara, anche se - lo ammetto - mi son lasciato sfuggire l'occasione di qualche buon scatto a causa della calca che si era formata accanto a me.

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La città è piccolina, il suo cuore è Corso del Popolo, una lunga via che funge da spina dorsale dell'intero centro storico, dal Porta Garibaldi, l'ingresso medievale che permetteva l'accesso in città via terra, proprio a pochi passi dal Duomo, fino alla Piazzetta Vigo, da cui accedevano in città i Dogi e i personaggi importanti, ovviamente via mare.

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E' in questa piazzetta che è possibile ammirare il 'Gatto di Chioggia', ovvero un piccolo leone che sovrasta la città da una splendida colonna di marmo... Peccato che rispetto alla colonna il leone sia davvero piccolo, e poco visibile, tanto che si è beccato questo 'poco lusinghiero' nomignolo.

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Qui è presente anche il Ponte di Vigo, bello ed elegante, in marmo, che scavalca il Canale Vena - il più bel canale di Chioggia, e che 'conduce' alla Chiesa di San Domenico, sull'omonima isola. In questa chiesa è conservato un crocifisso in legno alto quattro metri... Davvero imponente!

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Ai lati di Corso del Popolo si diramano a lisca di pesce, da un lato le trentasette calli che vanno a incontrare il Canale Lombardo, oltre al quale si nota ancora oggi il vecchio porto della città (n.d.r. Ora in disuso, e a breve riqualificato in una nuova zona residenziale), e dall'altro lato le quarantadue calli che, passato il Canale Vena, si dirigono verso il Canale San Domenico, ovvero il canale più largo, quello dove attraccano i pescherecci, e che collega la città all'Isola dei Cantieri, dove risiedono ancora alcuni cantieri adibiti alla riparazione, alla pulizia a secco delle navi, e al mercato ittico all'ingrosso della città.

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Il vero difetto di questa città è il traffico, che sfortunatamente arriva fino a Corso del Popolo, e che per metà della sua lunghezza lo domina. In effetti le auto possono giungere fino alla chiesa di San Giacomo, dove abbiamo potuto assistere a due matrimoni in due giorni di visita, e da lì svoltare verso la porta medievale, dove si trovano i parcheggi. Rimane pedonale solo il piccolo tratto tra la chiesa sopra citata e la Piazzetta Vigo, e ovviamente le calli, dove le auto faticano a passare...

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I luoghi di interesse sono innumerevoli. A partire dall'affascinante Mercato del Pesce, quello popolare, destinato alla cittadinanza, e non alla vendita all'ingrosso, che si trova sull'Isola dei Cantieri. Il mercato si trova proprio alle spalle del Palazzo Granaio, che durante la nostra visita era in restauro, e non abbiamo potuto né visitare, né ammirare. L'accesso al Mercato del Pesce avviene attraverso una porta in pietra con intarsi in marmo. Alle sue spalle i tendaggi rossi fanno risaltare gli innumerevoli gabbiani in attesa di un boccone prelibato, che di tanto in tanto i venditori offrono loro lanciando qualche scarto di lavorazione in acqua.

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Anche il Palazzo del Municipio merita attenzione, altisonante, bianco, con una iscrizione che ricorda uno dei momenti importanti della storia del nostro paese, quando Garibaldi si affacciò a una finestra di questo palazzo per parlare ai cittadini e risvegliare gli animi durante il risorgimento.
E poco distante - a Chioggia tutto è molto vicino - c'è la Torre di Sant'Andrea, che ospita l'orologio più antico al mondo. Questa torre, un tempo, faceva parte di una rocca militare, oggi scomparsa, e sostituita dalla omonima chiesa, di cui la torre è il campanile.

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E ci sarebbe ancora tanto da raccontare, e tanto da visitare, ma questo spazio ha dei limiti, e non posso dilungarmi troppo a descrivere i bei palazzi in stile veneziano, gli scorci affascinanti tra le calli (n.d.r. Quelle non invase da auto parcheggiate, scooter, e Apecar), e dei bei localini accoglienti che si incontrano lungo il percorso.

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Vorrei infatti dedicare un po' di spazio all'escursione fatta con un battello, che ci ha portati a sfiorare l'Isola del Buon Castello, ove sorgeva un castello in legno, oggi scomparso e sostituito da dei cantieri per la riparazione delle imbarcazioni. Escursione che ci ha permesso di osservare il relitto di fronte all'Isola di Ca' Roman, che ci ha fatto ammirare le mura del Castello San Felice, che ci ha permesso di visitare le coltivazioni di Cozze, che ci ha fatto assaggiare un briciolo di vita di mare, andando per madonnine, gli ottagoni, strutture difensive poste in mezzo alla laguna dalla Repubblica Veneziana, quando doveva difendersi dalle invasioni dei pirati turchi, eccetera eccetera eccetera.

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Si giunge così alla fine del nostro soggiorno, e di questo breve percorso sul mio modesto blog. Nel caso voleste provare una esperienza di questo tipo, vi consiglio di cliccare qui per la prenotazione con Booking, così avrete un piccolo sconto sul prezzo della stanza che avrete scelto.

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Ovviamente vi consiglio anche di cliccare qui per vedere il mio album fotografico dedicato a Sottomarina di Chioggia, e qui per l'album fotografico di Chioggia.

Per chi, infine, ha voglia di una immersione ancora più completa in ciò che vi ho descritto fotograficamente, non può mancare un bel video girato col mio caro e affidabile Parrot Anafi. In questa occasione ho persino temuto per la sua salute, visto che al rientro da uno dei miei voli, è stato circondato da un paio di gabbiani abbastanza nervosi... Dato che online ho visto video di droni aggrediti e abbattuti da uccelli, be', son stati momenti in cui ho sudato freddo.
Ma è andato tutto bene, per cui, sedetevi comodi, mettete il video a tutto schermo (n.d.r. è a 4K, per chi ha la fortuna di avere un televisore, o un monitor, con queste capacità visive), e cliccate su play.


Se il video vi è piaciuto, come sempre, vi consiglio di iscrivervi al mio canale e a cliccare sulla campanella per rimanere aggiornati.





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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