venerdì 5 giugno 2020

Gli uomini d'oro - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto dai tragici fatti accaduti nel 1996 a Torino, e già affrontato dal cinema italiano nel poco apprezzato Qui non è il Paradiso, Gli uomini d'oro stupisce per una regia moderna, efficace, molto vicina alle ritmiche e alle dinamiche hollywoodiane, e comunque capace di raccontare fatti accaduti nella nostra bella Italia, che - lo sappiamo bene - ha anche un lato oscuro.

Luigi è un playboy dei poveri. Di origini napoletane, cerca di realizzare il proprio sogno, di farsi una bella pensione anticipata e di andare a vivere in Costa Rica. Solo che la riforma delle pensioni gli rovina i progetti, e da quel momento la sua vita crolla. Col suo collega, Alvise, si lamenta in continuazione, al punto da gridare ad alta voce di voler rapinare il portavalori delle Poste che lui stesso guida tutti i giorni, e di fuggire con i soldi. Da lamentele a cielo aperto a fatti veri e propri il passo è breve. Nel furgone c'è una cassaforte che non viene più utilizzata. All'interno ci sta una persona di bassa statura (Luciano, il migliore amico di Luigi), ma c'è bisogno della complicità di Alvise - che accetta suo malgrado - e de Il Lupo, ex pugile, gestore di un locale, amico di Alvise, e in contatto con le persone giuste per avere i documenti falsi con cui poi lasciare il paese.
Il colpo, seppur rocambolesco, riesce. Ma qualcosa va storto... Un litigio imprevisto, il passato tormentato di Alvise, l'esuberanza di Luigi e Luciano, i debiti de il Lupo con un personaggio poco raccomandabile... La tragedia è per forza imminente.

Regia spettacolare, ricca forse troppo di flashback, ma comunque con effetti da grande cinema. Ottima interpretazione di Giampaolo Morelli, e sorprendente un De Luigi nei panni di Alvise... Mai visto in un ruolo drammatico il simpatico Fabio De Luigi, e riesce alla grande. Una conferma anche per Edoardo Leo, davvero in gamba nell'interpretare il Lupo. La fotografia è notevole, e forse , l'unico personaggio un po' stereotipato, è Boutique, il Sarto, l'uomo a cui il Lupo deve dei soldi, ed interpretato da un solido Giammarco Tognazzi, ma che non ha abbastanza spazio per esprimersi al meglio.

Un film che consiglio caldamente. E' tosto. E' ben fatto. E' bello da seguire. E ha risvolti che non ci si immagina, visto poi che i fatti di cronaca, alla fine, mai si sono svelati completamente.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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