domenica 5 gennaio 2020

Il Fantasma dell'Opera - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Il fantasma dell'Opera è la trasposizione cinematografica dell'omonimo musical teatrale composto da Andrew Lloyd Webber, tratto a sua volta dal romanzo di Gaston Leroux, voluta proprio dal celebre compositore inglese. Si tratta di una pellicola molto vecchia, rimasta ferma per parecchio tempo, e poi ripescata nel 2004. Ciò, ovviamente, si nota... Ma se ci si lascia trascinare dalla vicenda, tutto il resto passa in secondo piano.

Torniamo quindi ai primi anni del novecento. Il vecchio teatro dell'opera di Parigi ha organizzato un'asta per racimolare fondi. In vendita sono vecchi oggetti di scena, tra cui un enorme lampadario, il lotto numero 666, adattato a funzionare con l'elettricità, ma molto più vecchio. E' questo cimelio che ci riconduce a una cinquantina di anni indietro, al 1870, quando il teatro viene acquistato da Richard Firmin e Gilles André, due commercianti di metalli privi di esperienza nel mondo teatrale. Durante le prove del primo spettacolo con la nuova proprietà, accade un incidente di scena, e la cantante solista decide di abbandonare il teatro ormai stizzita e insoddisfatta dalla nuova gestione. E' il primo segnale aperto del Fantasma, che si rivela a una giovane ballerina, nonché talentuosa cantante, con una lettera. In essa c'è scritto che il Fantasma era stato assunto dal precedente proprietario per assistere alle prove e agli spettacoli di nascosto, per giudicarne la qualità in modo anonimo.  Ovviamente pretende lo stesso pagamento dai nuovi proprietari.
Quella sera, sul palco, si esibisce Christine, la giovane cantante, e la sua voce sublime risveglia gli antichi amori di Raul, un giovane visconte in visita a Parigi. Questi tenta di sedurre la ragazza, la quale oppone resistenza per obbedire allo spirito che gli ha donato la capacità di cantare in modo angelico. Raul ovviamente non sente ragioni, e pretende di vedere la ragazza a cena.
E' il fantasma a venire in soccorso alla ragazza, la quale, incantata dalle sue capacità musicali e canore, lo segue nel suo nascondiglio. E' qui che accade l'incidente. La maschera del fantasma cade, e la ragazza nota che l'uomo è deforme... Ma non si spaventa. Tutt'altro, prova pietà per lui.
Nel frattempo, lo spettacolo deve continuare, e visto che Christine è scomparsa, e che la cantante solista è tornata, quest'ultima riprende il suo ruolo nell'opera in preparazione.
Ovviamente i due proprietari sanno delle richieste del Fantasma, che pretende il pagamento e fa apparire le sue lettere un po' ovunque. Richieste che non vengono accettate. Per cui, durante lo spettacolo, il Fantasma crea il caos uccidendo uno degli attori. E' in questa occasione che i due proprietari cedono al ricatto, e offrono nuovamente a Christine il ruolo di cantante. E tutto sembra tornare a posto... Finché l'amore tra Raul e Christine sboccia nuovamente. E il Fantasma cade in una gelosia cieca...

Il resto, ovviamente, non ve lo rivelo. L'opera teatrale è famosa, il romanzo un po' meno. Ma siamo di fronte alla 'solita' vicenda struggente e drammatica con una ambientazione da fiaba macabra con finale struggente. Tutto è ovviamente legato al lampadario, alla storia d'amore di due giovani ragazzi, e a un amore impossibile perché non corrisposto. La musica di contorno è ovviamente ciò che lega l'intera vicenda, e tornando al 1917, di fronte alla tomba di Christine, a un vecchio Raul che saluta la sua amata moglie, appare il fiore, la rosa con cui il fantasma si firmava durante le sue apparizioni in teatro. Una buona regia accompagna tutta la narrazione, ma l'aria da favola fa sì che il fantasma non sia poi così raccapricciante come lo si vorrebbe intendere, e le maschere sono troppo modaiole per essere teatrali... Così come i costumi, specie quello da sposa, che ricorda molto gli abiti da cerimonia della Principessa Sissi.

Nel complesso, comunque, il film si guarda volentieri. E' un bel musical, e ve lo consiglio.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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