mercoledì 22 gennaio 2020

Il Cielo sopra Berlino - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Wim Wenders dovrebbe già dirvi tutto su questo film! Il Cielo sopra Berlino ha ritmi lenti, cadenzati, quasi quanto la recitazione di una poesia, o più poesie (n.d.r. Il film, in effetti, si ispira ai testi di Rainer Maria Rilke); ci racconta la Berlino degli anni 80, attraverso i pensieri di coloro che ci vivono, e attraverso - soprattutto - alla testimonianza di due angeli, Damiel e Cassiel, che assistono impotenti alle vicende umane, ma ne serbano il ricordo, come memoria storica dell'umanità tutta.
I due angeli vagano per la città, e avvicinano persone molto diverse tra loro: il vecchio Homer che ricorda una delle più belle piazze della città, e forse d'Europa, distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e ora devastata da un cantiere edile; una trapezista - Marion - che perde il lavoro quando il circo fallisce (n.d.r. Damiel si innamorerà di questa ragazza, e per lei rinuncerà al suo ruolo di angelo, divenendo umano, sperimentando il dolore e il piacere, e rivedendo il suo amore a un concerto di Nick Cave... Ma il seguito di questa vicenda sarà però raccontato in un altro film); un ragazzo che si suicida; e persino Peter Falk in carne ed ossa, che si trova a Berlino per girare un film.

La fotografia, i dialoghi - che sinceramente sarebbe meglio chiamare 'monologhi', il bianco e nero che commuta in colore in alcuni momenti salienti della vicenda, il ritmo riflessivo, sono sicuramente i pregi di questa pellicola, che vuole essere una testimonianza della Berlino moderna, di quanto essa sia mutata nel dopoguerra, e di quanto i suoi abitanti siano cambiati rispetto alla città dei primi del novecento. Il regista ci porta, mano nella mano, a osservare le mutazioni attraverso i ricordi, le speranze, i pensieri, futili o meno che essi siano, dei personaggi che incontriamo. Qui sono tutte comparse, e allo stesso tempo sono tutti protagonisti.


E' un film lento, davvero lento, e forse non è un film per tutti. Ci vuole tanta pazienza, desiderio di introspezione, e magari un fisico non stanco da una dura giornata di lavoro, per poter godere a pieno di questa pellicola.
Per chi preferisse una variante più diretta, esplicita, e facile da vedere, c'è il remake americano - City of Angels - più ritmato, in cui i dialoghi sono più diretti, in cui gli angeli, volendo, possono interagire con gli umani, in cui c'è Meg Ryan (n.d.r. A cui sono molto affezionato)... E c'è anche Nicolas Cage.







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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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