venerdì 20 dicembre 2019

Il Natale arriva a grandi passi? Rispolveriamo Harry Callaghan! - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ero indeciso se recensire un film alla volta, o parlare dell'intera saga in un unico post. Ci ho messo un po' per decidere, lo ammetto, ma eccomi qui a parlare di cinque film in un solo articolo. Film che sono iconici per il solo fatto che il protagonista, Dirty Harry Callaghan, non ha rivali nella storia del cinema, tanto che una sua iconica frase (n.d.r. Indovinate quale...) si trova al 6 posto nella Classifica AFI... Mica male, no?

Lui è un classe 1930. Nato a San Francisco, con un passato da Marine - forse ha persino combattuto nella guerra di Corea - e la nomea tra i suoi colleghi di essere una carogna allo stato puro. Sposato, vedovo (n.d.r. La moglie è morta in un incidente stradale causato da un rapinatore in fuga), l'iconico ispettore ha la fama di solitario senza pietà... E nei film lo dimostra senza remore, ve l'assicuro, tanto che forse l'unico personaggio che potrebbe fargli ombra è Il giustiziere della notte, interpretato ovviamente da Charles Bronson. Il volto di Harry Callaghan è quello di Clint Eastwood, ma questo lo sappiamo tutti quanti, per cui direi di farla breve e andare direttamente a parlare delle pellicole, che ne dite?

Tutto ha inizio con Ispettore Callaghan, il caso scorpio è tuo. Siamo a San Francisco. Un killer si apposta sui tetti della città e si diverte a sparare ai passanti e ricatta la città di continuare nel suo gioco macabro se non riceverà un bel mazzo di bigliettoni in cambio. Incaricato del caso è l'ispettore Callaghan. Il killer viene battezzato Scorpio, e l'ispettore riesce a catturarlo senza neppure troppi sforzi. Ma il paradosso arriva qui: Davanti al giudice, l'assassino viene scarcerato per mancanza di prove. Fantastico, no? Solo che Scorpio non sa di che pasta è fatto il poliziotto che ha alle calcagna... Callaghan decide infatti di fare giustizia da sé, e sono guai seri per il killer. Quanti anni ha questa pellicola? Se vi dico che è del 1971 ci credete? Certo, lo si vede nella regia, nelle inquadrature, e forse anche nel ritmo... Ma la trama c'è, i personaggi ci sono, e anche la tensione non molla mai. Ancora oggi è un gran bel film e forse il più bello della saga.

Il secondo film va a scavare nel torbido. Harry Callaghan è odiato per i suoi metodi, ma alla fine porta sempre a casa il risultato. Ne Una 44 Magnum per l'Ispettore Callaghan, il detective indaga sulla morte di un sindacalista e scopre che non è il solo ad agire al di fuori dalla legge. Solo che in questo caso i colpevoli, invece che tentare di aggirare i difetti del sistema per portare a casa il risultato, questi uccidono pari pari i colpevoli sfuggiti alle maglie del sistema, uno a uno, e senza pietà, e senza neppure verificare che le vittime siano realmente i colpevoli dei reati di cui le si accusa. E così abbiamo una guerra tra giustizieri...  E' il 1973, e diciamo che l'unico difetto di questa pellicola è che da poliziesco si tramuta in film d'azione. E forse i film d'azione di allora faticano a reggere il confronto con quelli attuali. Ma comunque ci troviamo di fronte a un seguito di tutto rispetto!

Cielo di piombo Ispettore Callaghan è il terzo capitolo di questa saga. E' probabilmente il film più 'divertente' della collezione. L'Ispettore è relegato dietro a una scrivania perché troppo violento, e troppo propenso all'uso delle armi da fuoco. Ma non ci resta a lungo. Quando la città viene sconvolta da una banda di ex reduci della guerra in Vietnam, la polizia si trova costretta a rimetterlo sul campo. Solo che al suo fianco - per una nuova politica sulle pari opportunità - viene messa la giovane poliziotta Kate Moore, fresca di accademia, e - come dice l'ispettore - una vera palla al piede. E' il rapporto tra Callaghan e la Moore a regalare verve al film, i botta e risposta tra uomo e donna - se consideriamo che il film ha visto la luce nel 1978 - sono davvero delle perle da non trascurare. Tornando al film, Nonostante un primo impatto non proprio amichevole, il rapporto tra i due diventa sempre più affiatato, e non vi dirò come va a finire, perché non c'è nulla di scontato, ve l'assicuro. 

Coraggio... Fatti ammazzare! Basta questa battuta per rendere iconico l'intero film. E se pensiamo che è il quarto episodio di una serie che appare intramontabile, forse iconico - questo film - lo è veramente. Callaghan viene spostato a San Paolo per investigare su diversi omicidi, a un caso di mafia, e... be' è complicato. Sappiate che in questa occasione il carnefice è a sua volta vittima, e Callaghan si trova costretto ad affrontare due facce della stessa medaglia allo stesso tempo, ovvero la vittima di uno stupro che uccide i suoi stupratori, e i colpevoli della morte della sorella. Una storiaccia, in pratica, e il finale è pressoché perfetto. Il film è diretto e prodotto dallo stesso Eastwood. Memorabile!

Ultimo capitolo della saga, arrivato con qualche anno di ritardo dagli altri (n.d.r. 1988), è Scommessa con la morte. La trama è più vicina al Thriller che al poliziesco. La regia è più moderna rispetto ai suoi predecessori, ma manca qualcosa, la trama è un po' forzata, e si vede. Tutto nasce da un 'gioco' ideato da un regista di film horror. Si tratta di un Bingo Mortale, una lista di nomi da uccidere, un gruppo di persone (n.d.r. Il regista e la sua troupe) che scommettono su questi nomi. Più nomi azzecchi, meglio è. Ovviamente Harry Callaghan è nella lista, per cui deve difendersi dal killer, allo stesso tempo scoprire chi ha organizzato questo gioco macabro, e chi esegue materialmente gli omicidi. Bah! L'intrattenimento è assicurato, e Eastwood veste bene i panni del suo personaggio più iconico, ma sembra più un tentativo maldestro di rivitalizzare una saga ormai passata - il quarto film è del 1983 - che un vero film dedicato alla 'carogna'.

Eccoci quindi alla fine di questa lunga rassegna. Buona visione e... a domani.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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