sabato 2 novembre 2019

Gli Spietati - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Undici nomination agli Oscar. Quattro Oscar conseguiti. Cast stellare (n.d.r. Clint Eastwood, Morgan Freeman, Gene Hackman e Richard Harris). Di quale film sto parlando?
Gli spietati è un western del 1992. La vicenda non è originalissima, tutt'altro, ha un certo nonsoché di Déjà vu. A ogni modo... E' un gran bel film, e merita di essere stato incluso nella National Film Registry della Biblioteca del Congresso Americano.

Ed eccoci proiettati nuovamente nel lontano 1880. Siamo a big Wiskey, nel Wyoming. Due cowboy, in una notte di baldoria, sfregiano la prostituta Delilah Fitzgerald. Lo sceriffo della città, Little Bill Daggett, anziché arrestarli come viene chiesto dalle prostitute, decide in una semplice ammenda. Cinque cavalli da consegnare al proprietario del bordello in qualità di risarcimento. E' evidente che le prostitute non accettano la sentenza, per cui decidono, spinte dalla grinta di Alice Strawberry, di mettere una taglia di 1000 dollari sulla testa dei due cowboy. 
La taglia attira l'attenzione di quattro amici, ognuno con un passato differente e un presente assai difficile da sopportare. Schofield Kid è un giovane pistolero. Munny è il suo mentore, che però ha abbandonato la professione per allevare bestiame, e vivere nel ricordo della donna che lo ha redento, e lo ha lasciato solo a causa del Vaiolo, con due figli e qualche maiale malato da allevare. Ned Logan, altro ex pistolero ormai redento, anch'esso con un presente da dimenticare, decide di aggregarsi all'amico ed ex collega. Bob l'inglese chiude il gruppo. Anziano Bounty Killer, arriva in paese assieme a un biografo francese, il quale sta scrivendo la vita e le avventure del suo compagno di viaggio.
Questa accozzaglia di disperati riuscirà abbastanza facilmente a compiere metà dell'impresa, ma poi la situazione precipita, tra ripensamenti, crisi di coscienza, frustate, rapimenti, e solo alla fine si potrà ottenere un lieto fine... Che tanto lieto, però, non sarà.

Sembra il solito western, ma in realtà è una storia di uomini. Del resto il West d'autore ha sempre sfruttato la solitudine e la selvaticità dell'ambiente per raccontare le vicende di persone con grandi fardelli da trasportare. Cavalli stanchi, sole assassino, mancanza d'acqua, tanti rimorsi, clima ostile e psiche ostile hanno sempre cavalcato di pari passo in questo genere di pellicole. E qui, Eastwood, non è da meno. Abbiamo quattro amici, quattro disperati, che accettano una causa persa nella speranza nella illusione di redimere i propri incubi, i propri peccati, i propri tormenti, e poter riprendere a vivere serenamente. Tutto ciò, portando giustizia attraverso i loro metodi... Che fino a quel giorno, con la giustizia, poco avevano a che fare.
Il film riesce bene a raccontare la psiche dei personaggi, e la regia è maestra a mostrare introspezione ed estroversione attraverso le immagini, i dialoghi a volte stringati, gli sguardi intensi, e anche la violenza. In tutto ciò si percepisce il profumo dei grandi maestri del western. Non a caso, nei titoli di coda si trova una piccola dedica: a Sergio e Don. Piccola dedica ai due registi (n.d.r. Sergio Leone e Don Siegel) che lanciarono la carriera di Eastwood, e che tutti noi dovremmo ringraziare per il lavoro svolto, e per il discepolo tanto talentuoso che ci hanno donato.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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