mercoledì 6 novembre 2019

Botero - #Mostre #Recensione

Glauco Silvestri
Botero arriva finalmente a Bologna. Palazzo Pallavicini ospita 50 opere, un mix interessante di disegni realizzati a tecnica mista e di alcuni acquerelli a colori su tela. I lavori dell'artista sono divisi per tematica, seguendo anche la vita dell'uomo, la sua formazione (n.d.r. Quanto è evidente l'influenza di Piero della Francesca nelle sue opere, e soprattutto, nelle opere esposte), ma soprattutto le argomentazioni a lui più care.


Botero nasce a Medellìn nel lontano 1932. La sua formazione è quella del torero. Inizia a 12 anni, e per due anni studia per dedicarsi a questa attività, finché la vocazione artistica non prevale, e abbandona la scuola per dedicarsi completamente alla pittura.
E' ancora adolescente, ma già dipinge ispirandosi all'arte precolombiana. Dopo il trasferimento a Bogotà l'artista apre gli occhi su un mondo ancora più vasto. Migliora e diventa davvero bravo. Un premio in danaro ricevuto per una sua opera gli permette di venire in Europa, di studiare i più grandi artisti europei, e italiani. E' in questa occasione che scopre Piero della Francesca, ed è in Italia che impara a dipingere con la tecnica della pittura 'a fresco'. Siamo negli anni cinquanta, e Botero comincia finalmente a sperimentare la dilatazione dei corpi, e ad acquisire quello stile che lo renderà noto in tutto il mondo.
Nel 1960 torna in America, a New York. La sua arte comincia ad affermarsi. Viaggerà spesso, tra la Colombia, l'Europa, e la sua New York. Ma andrà anche oltre, persino in Giappone e in Russia, tanto che già dagli anni ottanta il suo stile diventa un simbolo, e l'autore diventa uno dei principali rappresentanti artistici della contemporaneità.

La mostra conduce in un percorso che segue idealmente lo sviluppo dell'artista, ci propone quindi, per primi, i suoi primi disegni. Un mendicante che chiede denaro per strada, due cantautori con la chitarra, una ragazzina su un cavallo a dondolo. Prosegue con il suo desiderio di rappresentare la sacralità, e di conseguenza troviamo immagini di suore, preti, e vescovi.


Poi si salta al nudo, un salto violento, forse, ma necessario, perché i nudi di Botero non sconvolgono, bensì avvolgono, con le loro forme, la loro grazia sgraziata. E poi l'ambientazione circense, le nature morte, e persino i toreri.


Quando però si giunge al bookshop si rimane delusi, perché cinquanta opere paiono poche, e soprattutto, le stanze appaiono particolarmente spoglie. Non c'è un accenno artistico alla scultura, quando invece, questa è un elemento importante della sua vita, e della sua evoluzione, artistica. Scoperta negli anni ottanta, o forse già novanta, la scultura è diventata un elemento preponderante dell'attività dell'artista. Ma qui, nell'esposizione, manca completamente. E forse appaiono troppi disegni, e poche opere di grandi dimensioni, per cui il senso di delusione viene sottolineato dalla velocità con cui si passa tra una sala e l'altra.


L'artista non viene raccontato in toto, e per quanto la visita all'esposizione sia un evento da non perdere, è comunque un evento che non soddisfa la sete di chi paga 13 euro (n.d.r. più il costo dell'app da scaricare sullo smartphone e che funge da audioguida) per poter assistere all'allestimento. Un vero peccato, perché l'esposizione è interessante, ma lascia una sensazione di vuoto.  





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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