mercoledì 16 ottobre 2019

Una luna chiamata Europa - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
E' difficile inquadrare Una luna Chiamata Europa. E' fantascienza? E' fantasy? Che cosa è veramente? Sicuramente è una occasione per parlare di immigrazione clandestina, di rifugiati di guerra, di muri, e di confini.

Qui siamo in Ungheria, i confini di questo paese, lo sappiamo, sono ben presidiati e i rifugiati provenienti dalla Siria vengono rimbalzati non sempre con le buone maniere. Tra essi c'è un ragazzo, Aryan, e suo padre, che tentano di abbandonare un paese in guerra per poter continuare a vivere la loro vita. Sfortuna vuole che il loro gruppo viene scoperto dalla polizia. E' un fuggi fuggi generale, in molti muoiono affogati nel fiume che in quel punto del territorio, delimita il confine tra guerra e pace, altri invece ce la fanno. Ma per Aryan è molto diverso. Mentre tenta la fuga incrocia un poliziotto. Non c'è colluttazione. Solo confusione. E il poliziotto spara, tre volte, al petto del ragazzo.
Il ragazzo cade a terra esanime, sta spirando. Poi... Poi accade qualcosa di strano. Si solleva da terra, levita e attorno a lui la gravità comincia a comportarsi in modo strano. Poi cade nuovamente a terra. Le ferite sono rimarginate. E' svenuto, ma è vivo.
In un centro di accoglienza, un medico - il dottor Stern - che cerca di redimere i suoi peccati facendo entrare clandestinamente chi può pagarlo (n.d.r. Strano modo per redimere i peccati, vero? Eppure lui cerca il perdono per aver ucciso, durante una operazione chirurgica in cui ha operato nonostante fosse ubriaco, il figlio di una famiglia importante ungherese. E spera con i soldi accumulati di comprare il loro perdono...), scopre il ragazzo. Lo sottrae ai controlli, se lo porta a casa con la promessa di trovare suo padre e di introdurre entrambi in Europa. Il ragazzo, è dotato di poteri speciali. Stern crede sia un angelo. Quando levita è in grado di guarire le persone, di assorbire i loro mali, e di espellerli. Stern spera di usare le facoltà del ragazzo per riuscire a raggiungere la folle cifra che - non viene spiegato bene - dovrebbe comprare il perdono della famiglia a cui ha ucciso il figlio.
Ovviamente, le mosse di Stern non passano inosservate, e la polizia si mette sulle sue tracce...

Più di avanti di così non vado. Il film, nonostante la sua aura fantastica, parla di problemi che nel quotidiano influenzano le politiche di tutta Europa. I confini sono pressati da gente disperata. E sono pressati anche da gente che si approfitta della disperazione. Le forze dell'ordine sono nel caos, spesso non hanno neppure le risorse per fare ciò che gli viene chiesto, e altrettanto spesso la coscienza si intromette di fronte a tanta disperazione, paura, e speranze disattese.
Il film è ben realizzato, ma non spiega dettagliatamente le problematiche dei vari personaggi. Credo lo faccia volontariamente. L'idea è quella di spingere lo spettatore nel bel mezzo di una vicenda confusa, e di vedere l'effetto che fa.
A mio parere il film riesce perfettamente a trasmettere l'idea di caos e disperazione. Dipinge una realtà che ai nostri occhi, che la leggiamo con i filtri dei media, e spesso con i filtri delle idee politiche che ci vengono inculcate nostro malgrado, appare per la prima volta molto diversa da quanto i nostri occhi vorrebbero vederla e immaginarla.
Siamo costretti a pensare con l'inganno. Ci viene promesso un film di fantasia, di fantascienza, o forse fantasy, ma in realtà veniamo proiettati in un mondo che rispecchia una realtà che conosciamo a parole, ma che non abbiamo mai vissuto veramente.

Ve lo consiglio vivamente.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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