domenica 20 ottobre 2019

L'Ultima Notte di Aurora - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Terzo capitolo della saga di Aurora Scalviati, L'ultima Notte di Aurora è un romanzo che sembra voler chiudere un ciclo narrativo importante, magari per aprire le porte a una nuova vita, sia per il personaggio che determina, e ci guida passo passo, nelle vicende narrate nel libro, sia per la saga, che potrebbe proseguire sotto una nuova luce, e di certo non vedere la propria conclusione con il romanzo di cui stiamo per parlare.

Lei è Aurora. Vi ricordate? All'inizio mi stava persino antipatica. Era arrogante, pretestuosa, non rispettava i superiori, e faceva fatica a legare con chi le stava attorno, con i propri colleghi, con i propri superiori, e soprattutto con i propri fantasmi interiori. A sua difesa, il primo romanzo, ci offre la possibilità di conoscerne il passato, i traumi, gli errori, e le cicatrici mai risaldate completamente. Ed è così che - piano piano - Aurora ha conquistato la mia stima, e quella dei suoi colleghi. Ed è così che - piano piano - Aurora ha conquistato la mia simpatia, e quella dei suoi colleghi. Ma il suo carattere non è certo facile da gestire, e così eccoci in questo terzo capitolo della sua storia, e sin da subito ci troviamo in mezzo a un suicidio, un omicidio brutale, e a una brutta gatta da pelare (n.d.r. T-Rex mi perdoni per questa espressione) per la nostra profiler.
Aurora si butta a capofitto nell'indagine, e subito pretende di riunire i Reietti, la sua 'vecchia squadra'. Solo che la vecchia squadra non esiste più. Bruno, segnato dagli eventi accaduti nel precedente romanzo, ha preso un periodo di aspettativa. Silvia si è allontanata dal distretto di Sparvara per trovare finalmente la sua 'vera' strada, nella forestale. Tom è probabilmente l'unico che non vede l'ora di tornare all'azione, visto che il suo nuovo incarico alla Polizia Postale è frustrante e non conduce ai risultati che vorrebbe. Ma Tom non è un operativo, e alla prima occasione di pericolo, anche il ragazzo si mette di traverso nei confronti delle intenzioni della vecchia amica.
Aurora si trova costretta a lavorare da sola, non avendo accettato il consiglio dei superiori di cercare collaborazione nel personale operativo della centrale di Sparvara, e l'unico appoggio che gli rimane è quello dell'enigmatico Curzi, ancora rinchiuso nell'istituto psichiatrico ove si era consegnato spontaneamente, e ovviamente l'amico, nonché mentore, Isaak Stoner, profiler americano ora residente in Italia. 
La caccia al criminale sembra una missione impossibile. E' abile nel nascondere le tracce, e il legame tra i due fatti che hanno sconvolto Aurora, l'omicidio e il suicidio, è tanto sottile che solo l'intuito della ragazza riesce a evidenziarlo. Sarà poi Stoner a far riavvicinare il gruppo di Amici, a far sì che la squadra torni veramente a lavorare come un sol uomo, e sarà questa nuova indagine a saldare - finalmente - dei legami che fino a un attimo prima sembravano solidi, ma che in realtà avevano tante fragilità a minacciarlo.

Lo stile di Barbara, in questo romanzo, si affina e si avvicina ancora di più ai ritmi dei thriller di fattura statunitense, tanto che anche la sua forma espressiva, il comportamento dei personaggi nei momenti d'azione, alcuni dialoghi, ricordano molto i romanzi dei grandi novelists americani. Narrazione e musica sono un connubio immancabile nei romanzi di Barbara. In questa occasione - lo ammetto - mi è stata indotta dalle vicende narrate. Il suicidio della ragazza dalla torre dell'orologio, non so per quale motivo, mi ha ricordato Amy Lee (n.d.r. Evanescence) che cade nel vuoto nel video di Bring Me To Life. Non so... Il ritmo di quel brano mi ha seguito per tutta la lettura del romanzo, forse a causa del testo di questa canzone, nel cui ritornello si prega, si supplica, di essere risvegliati dall'oscurità e di essere condotti a nuova vita, a uscire dai propri incubi interiori... E di incubi interiori si parla in questo romanzo. Non solo quelli che tormentano da sempre la detective, ormai incapace di relazionarsi col prossimo in modo normale; non solo i tormenti delle vittime con cui Aurora si relaziona e di cui vuole assolutamente salvare lo spirito; non solo le profondità in cui annaspano i criminali, che mai sono persone lineari, malvagie in assoluto, ma che solamente scelgono la strada sbagliata nel tentativo di risolvere le proprie sofferenze. 
Leggendo il romanzo non ho potuto fare a meno di pensare ad Al di là dei Sogni, film interpretato da Robin Williams e ispirato all'omonimo romanzo di Richard Matheson. Un plof cinematografico, visto che incassò meno di quanto fu speso per realizzarlo, ma che affronta un tema profondo e discusso lungamente sia dalle religioni, sia dalla psicologia, sia dalla sociologia. Il luogo dove si va dopo la morte, la sopravvivenza dell'anima dopo la dipartita, la reincarnazione... Nel film troviamo riferimenti alla Divina Commedia, al mito di Orfeo ed Euridice, e ovviamente ci si avvicina al famoso monologo dell'Amleto di Shakespeare (n.d.r. Prima scena, Atto Terzo). 
Nel romanzo viene chiamato spesso l'Uroboro, un simbolo di origini molto remote che raffigura un serpente, o un drago, o un coccodrillo - a seconda della cultura che lo osserva e lo raffigura - che si morde la coda. Un simbolo di immobilità ed eterno movimento al tempo stesso, idea di potere che divora e da origine a sé stesso, di energia che si consuma e si rinnova senza mai fine. E' un simbolo che nel romanzo viene richiamato per indurre all'idea che lo spirito possa sopravvivere alla carne, che non vi sia fine, bensì un nuovo inizio, in un circuito che si autoalimenta in un eterno ritorno... Una forma molto sofisticata e tutt'altro che banale di immortalità.
Se l'Uroboro è forse la chiave di violino di una sinfonia incompiuta da parte delle entità malvagie del libro, osservando invece il romanzo nel suo insieme, il simbolo ci conduce a un ciclo che si chiude e si rinnova, e che funziona egregiamente se si prende in esame non il singolo romanzo, bensì l'intera trilogia. Aurora è al centro di questo cerchio, è la protagonista, la vittima, l'anima che viene trascinata nel baratro, e poi risollevata verso la luce. Lei compie il cerchio completo, e si rinnova in un processo di sofferenza, disperazione, speranza, e gioia. E' come il ciclo quotidiano del nostro Sole, che ci scalda quando compare al mattino, ci offre speranza e vita, ma poi se ne va al calare della notte, lasciandoci al buio, al freddo, ai nostri incubi, e con l'unica speranza che - dopo la notte, prima o poi, torna la luce e il giorno.
Ed eccoci quindi all'ultima notte di Aurora... Che nel buio ha vissuto parecchio, ha sofferto parecchio, ha perso parecchio, e finalmente ora, con l'epilogo di questo terzo thriller ricco di emozioni, può godere dei primi raggi di luce che brillano, e scaldano, il suo volto.

In conclusione, la trilogia di Aurora non è una semplice trilogia di romanzi thriller, benché - volendo - potrebbe essere letta e goduta a pieno anche e solamente su questo livello, bensì propone un percorso molto profondo e ricco di spunti, con innumerevoli riferimenti a culture, a miti, a forme di pensiero, e a spirali psicologiche davvero interessanti. E' un romanzo, una serie di romanzi, che propone più livelli di approfondimento, più strati interiori, più messaggi interconnessi tra loro. E' un po' come - giusto per banalizzare un esame che è tutt'altro che banale - in Inception, o nel già citato Al di là dei Sogni. Fermarsi al primo strato può già essere sufficiente per apprezzare il romanzo, ma scavare negli strati sottostanti può regalare emozioni molto più importanti, e un grado di consapevolezza ancora più significativo.

Buona lettura e... State attenti a tutto ciò che si nasconde nel buio!





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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