sabato 22 giugno 2019

Sette Sconosciuti a el Royale - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Quando è uscito nei cinema me lo sono perso... Ma la curiosità era tanta, per cui, non appena possibile, ho trovato il modo di potermelo vedere comodamente sul divano di casa e... Ed eccoci qui a parlare di Sette Sconosciuti a El Royale.

Devo ammettere che i trailer mi avevano ingannato. Immaginavo un film molto differente da quanto poi ho visto. Anche il titolo mi ha tradito... Molto meglio quello originale Bad Times a El Royale, spiega meglio la vicenda e proietta in modo più coerente lo spettatore verso ciò che vedrà. Ma che ci possiamo fare? In Italia sono famosi per storpiare i titoli dei film. Fortuna che siamo bravi nel doppiaggio (n.d.r. Ehm, ma che voce ha Hellboy nel nuovo reboot? Orribile!).

Tornando a El Royale, siamo ai giorni nostri. El Royale è una sorta di motel costruito proprio sulla linea di confine tra Nevada e California. Alcune sue stanze sono in Nevada, altre in California, e la Reception sta nel mezzo, con tanto di linea rossa a delimitare il confine tra i due stati. In passato El Royale era un luogo dove si radunavano divi di ogni tipo, era un luogo alla moda... Ma poi il tempo passa e ora è quasi un motel come tutti gli altri. E in un giorno qualunque, eccovi arrivare un commesso viaggiatore, una donna di colore, un prete, e una ragazza maleducata.
Il motel appare vuoto, ma insistendo, ecco che arriva il ragazzo della reception. Vengono assegnate le stanze, pagati i pernottamenti, e ognuno va per i fatti suoi... Se non fosse che questi quattro personaggi sono tutt'altro che banali.
Il commesso viaggiatore è in realtà un agente segreto mandato nel motel per rimuovere le microspie dell'agenzia. Solo che nel farlo scopre altre microspie, e persino una sorta di tunnel che si affaccia su tutte le stanze, e attraverso uno specchio permette di vedere, e registrare, tutto ciò che avviene al loro interno.
E' facendo il suo lavoro che l'agente scopre quanto avviene nelle altre stanze.
Il prete non è un prete, bensì un delinquente appena uscito di prigione che cerca di recuperare il malloppo nascosto nel motel ben 15 anni prima. La donna di colore... be', lei è davvero una cliente di passaggio. E' una cantante. Deve esibirsi a Reno, ma non ha abbastanza soldi per soggiornare in città, per cui eccola nella sua stanza a El Royale, a provare i brani che dovrà cantare la sera successiva.
Nella stanza successiva c'è la ragazza maleducata. Solo che non è sola, ha con sè un'altra ragazza, legata e imbavagliata, seduta proprio davanti a uno specchio. 
L'uomo fa rapporto alla propria agenzia, la quale gli consiglia di attenersi al piano e non interferire, né col rapimento, né con il delinquente che cerca il malloppo. Lui però non riesce a non fare la cosa giusta. Interviene nella stanza della ragazza e... Da qui si scatena il putiferio.

Non vado oltre col raccontare la trama, visto che il film è recente e magari non l'avete ancora visto. Di sicuro, ciò che avviene dopo l'istante in cui l'agente interviene nel rapimento, è pieno di colpi di scena, di spari, di botte da orbi, e anche qualche flashback per fare un briciolo di chiarezza su quanto ci viene mostrato dal grande schermo.
Di azione ce n'è a go-go. Jeff Bridge è sicuramente la star della pellicola, e gestisce bene il suo personaggio, mentre gli altri interpreti sono forse meno 'di spessore' ma comunque efficaci. Bravo anche Tobey Macguir... No, non è lui il ragazzo alla reception, ma gli somiglia davvero tanto!
Il film, all'inizio intriga parecchio, poi degenera, e sul finale annoia un pochino. Il finale non è scontato ma poco ci manca. Forse è una occasione mancata, poteva mantenere il mistero, e non scadere in un roboante putiferio tra i personaggi più improbabili. Per certi versi somiglia a Dal Tramonto all'Alba, ma Tarantino sa quello che fa, mentre qui pare che si perdano un po' le redini della narrazione.

Peccato!

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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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