giovedì 27 giugno 2019

La trilogia di Nikopol - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Parecchio tempo fa, non ricordo se su questo blog o sul mio precedente (n.d.r. 31 Ottobre) scrissi una recensione su Immortal ad Vitam, una vicenda surreale che amai nonostante ebbi grosse difficoltà a coglierne ogni sfumatura. Parecchi anni più tardi, in un mercatino dell'usato, mi imbatto nella Trilogia di Nikopol, e sul momento non ho collegato le cose... Anzi, il collegamento è nato dopo aver finito la lettura di questo fumetto, leggendo le note sugli autori e... Ecco che si è accesa la lampadina!

Al centro della vicenda c'è un esame approfondito e critico sulla incredibile ossessione di potere che anima gli uomini, forse l'unica creatura che vuole dominare e desidera essere dominata allo stesso tempo, vista la sua capacità di creare delle divinità ad hoc per giustificare le sue pulsioni.
Bilal, l'autore, ci proietta in un futuro non molto lontano, è il 2023, ma molto differente da quello che conosciamo. Siamo a Parigi. La città è molto cambiata a causa delle due guerre mondiali che hanno devastato il pianeta. Ora il mondo è guidato per lo più da grossi conglomerati comunisti, e a Parigi sopravvive una nicchia di potere fascista consumista ove tutto è concesso entro i limiti di razza e capacità. Parigi è prossima alle elezioni, e il suo problema più grosso è quella enorme piramide comparsa in cielo. Nessuno sa cosa sia e cosa voglia, a parte ovviamente il governatore. Questi sta contrattando con le divinità egizie, in viaggio nello spazio siderale, per un rifornimento di carburante. Ovviamente il governatore vuole in cambio l'immortalità, così che possa governare a vita sul popolo grazie a elezioni sempre pilotate, e a un popolo non troppo attento a queste faccende.
Il problema sorge quando la difesa aerea di Parigi abbatte una piccola capsula proveniente dallo spazio. E' di fattura terrestre, e arriva dal lontano 1993. Se all'inizio tutti pensano sia una sorta di rottame vagante catturato dall'atmosfera terrestre, in breve tempo si scopre che la capsula contiene un uomo ibernato e un robot che deve badare alle sue esigenze.
Horus, in disaccordo con i suoi compagni di viaggio sulla piramide, decide di smuovere le acque per accelerare i tempi e ottenere il carburante di cui hanno bisogno. Entra nel corpo del povero Nikopol, ovvero l'uomo ibernato, e lo guida verso il potere, e il governo della città. Grazie ai poteri del dio, e a un popolo - come già detto - poco attento, vi riesce in brevissimo tempo. Nikopol va al governo, gli dèi ottengono il carburante, e improvvisamente la politica di Parigi vira verso una più aperta forma di libertà, dove addirittura le donne vengono liberate dal loro compito di incubatrici viventi, e possono finalmente vivere come gli uomini, libere e indipendenti.
Sfortunatamente il potere di Horus destabilizza la mente di Nikopol, il quale comincia a recitare poesie di Bodelaire e a non ragionare con coerenza. Tutto ha inizio quando l'uomo incontra il figlio che non sapeva di avere. I due si somigliano moltissimo, e destino vuole che abbiano la medesima età. Ovviamente, essendo due estranei, il rapporto tra i due è piuttosto strano, ma alla fine, vista l'instabilità del padre, sarà il figlio a tenere le redini del nuovo governo.
Nel frattempo l'attenzione si concentra su una particolare giornalista, bellissima, con i capelli blu naturali, la quale scrive articoli che vengono pubblicati nel passato, nel 1993 per la precisione, grazie a una macchina che è in grado di trasmettere le informazioni nel passato. E' lei che funge da legante tra presente, futuro, e passato, e che forse - pur essendo solo una testimone degli eventi - influenza scelte capaci di condizionare gli eventi di tutta la vicenda.

Bellissima narrazione, complessa, e affascinante, con disegni che conquistano vignetta dopo vignetta, e ambientazioni che si radicano nella fantasia del lettore lentamente, prima sconfortandolo, poi emozionandolo, e infine proiettandolo nella vicenda come se tutto quanto potesse essere reale. Nella storia si percepiscono le origini dell'autore, Slavo, nato nel 1951 a Belgrado, sotto il dominio di Tito. La dittatura comunista in cui visse si può toccare con mano in questa vicenda, dove spesso viene citato il Duce, e le pose dei personaggi ricordano le gesta narrateci dai cinegiornali dell'epoca. Ovviamente lui le visse realmente, e in un qualche modo, le sue esperienze sono trasmesse nella narrazione distopica di questa trilogia, che finisce come Tomasi di Lampedusa ci racconta, in un anello di cambiamenti che non portano mai al vero cambiamento.

Bellissimo!




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

1 commenti:

  1. Le robe di Bilal ho sempre fatto fatica a seguirle, ti confesso.
    Anche quel vecchio film di svariati anni fa mi sembrò riuscito solo a metà.
    Credo sia un mio limite... ma di fantasia ne ah da vendere.

    RispondiElimina

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