venerdì 14 giugno 2019

La Profezia dell'Armadillo - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Adoro le graphic novel di Zerocalcare. E devo dire che attendevo con ansia l'arrivo del film ispirato al suo primo lavoro, ovvero La Profezia dell'Armadillo. Ansia... Perché più passava il tempo, e più leggevo notizie su cambi di casacca, attori che si defilavano, registi alla prima esperienza... Temevo accadesse quel che poi è accaduto, ahimè!

Un film piatto, piatto nei dialoghi, piatto nella preparazione dei personaggi, piatto nelle interpretazioni, piatto nella regia. Se la graphic novel sa far ridere, commuovere, riflettere, e raccontare, nel film tutto ciò non accade.

Ma cosa racconta questa pellicola? Zero riceve una brutta notizia. Una sua amica d'infanzia, Camille, quella per cui aveva una cotta, è morta. Non si vedevano da tanto tempo, lei era andata a vivere in Svizzera, lui non aveva mai lasciato Rebibbia. La notizia scuote il ragazzo dal suo torpore, dalla sua friend-zone dove nulla cambia mai veramente, e decide di andare al funerale della ragazza. Ma non ci vuole andare solo. Da piccoli, lui, Secco, e Marta (n.d.r. Oddio ho un vuoto... Si chiama Marta, vero?) erano un gruppo unitissimo, per cui Zero si sente in dovere di convincere gli altri due amici ad andare con lui. Ovviamente Secco accetta subito. Ma quando rintracciano Marta, be', lei non è più la ragazza che conoscevano. Ha sposato un avvocato, fa la bella vita, non ricorda neppure più gli ideali che avevano cresciuto loro quattro, e a cui Secco e Zero sono ancora fedelissimi.
E alla fine partono solo lui e Secco...
La narrazione è un mix tra flashback ben riusciti, situazioni di quotidianità mal narrate, personaggi solamente citati (n.d.r. Cinghiale), e figure chiave - vedi la mamma chioccia e l'Armadillo - che non riescono mai a entrare nel personaggio disegnato da Calcare nel suo fumetto. 
L'Armadillo... Oddio, non voglio discutere sul fatto che proporlo come una sorta di pupazzone desti parecchie perplessità, forse è l'unico gesto di coraggio di una regia che di rado riesce a cogliere nel segno, ma sul fatto che parli rapido, sempre sommesso, e che non sia in grado di rappresentare neppure per un breve istante il vero Armadillo che ho conosciuto nei fumetti di Zerocalcare.

Diciamocelo: l'ho guardato dall'inizio alla fine, zitto, senza un sorriso, e senza neppure un briciolo di coinvolgimento per il dramma vissuto da Zero. Tutte le emozioni che avevo provato leggendo la graphic novel, qui, non ci sono proprio.

Peccato! 


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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