mercoledì 26 giugno 2019

Installiamo #Domoticz sul nostro #Raspberry Pi (Lesson 03) - #Domotica #Corso

Glauco Silvestri
Eccoci nuovamente al lavoro. Con l'altra lezione avevamo predisposto il Raspberry al 'grande passo'. Oggi installeremo Domoticz e lo vedremo funzionare sin dal primo minuto.

L'ultima informazione che avevamo recuperato nella scorsa lezione era l'indirizzo ip del nostro dispositivo. Ora proveremo a connetterci ad esso da remoto, in modo da poter lavorare più comodamente attraverso il nostro desktop pc, e non tramite un mondo testuale a cui, magari, non siamo poi così abituati a vedere.

Se abbiamo un Mac, o un computer con sistema operativo Linux, dovremo semplicemente aprire una finestra del Terminale e digitare la seguente stringa:
ssh pi@'indirizzo ip del Raspberry'
Se abbiamo fatto le cose per bene, il nostro computer si collegerà al Raspberry, e a terminale vedremo la richiesta di inserimento della password.

Se abbiamo un computer con Windows a bordo dovremo installare una applicazione che ci permetta di accedere in ssh al nostro Raspberry. Io consiglio Putty, sia perché è gratuita, sia perché è l'unica che conosco.

All'avvio, Putty avrà bisogno di alcune informazioni per potersi connettere al Raspberry.


E' sufficiente inserire l'indirizzo IP nell'apposita finestra, selezionare SSH, e cliccare su Open.
La prima volta in cui accederete al Raspberry, Putty vi segnalerà che vi state collegando a un Host sconosciuto, e vi chiederà conferma. Premete Yes per validare la connessione. Putty si ricorderà di questa scelta e non vi farà più domande... O meglio... Vi chiederà a quale utenza volete collegarvi. Scegliete pi e inserite la password che il Raspberry vi ha chiesto di creare al primo avvio.

A questo punto, sia col Mac, con Linux, e persino con Windows, dovremmo essere 'dentro'.

Ma... E se invece viene segnalato un errore? Probabilmente l'indirizzo IP che abbiamo rilevato la volta scorsa non è più valido. Capita quando le connessioni WIFI sono impostate con indirizzo IP dinamico. Nessun panico. In seguito vi spiegherò come far sì che il vostro Raspberry abbia un IP statico, così da non avere mai più problemi, nel frattempo è sufficiente tornare a quanto descritto alla lezione 2, ricolleghiamo monitor, tastiera, e mouse al Raspberry, troviamo il nuovo IP, quindi ripetiamo tutta la procedura sopra descritta.

A questo punto tutto funzionerà a dovere, e a schermo dovremmo vedere una schermata completamente testuale come quella qui sotto.


la scritta pi@raspberrypi ~ $ testimonia che siamo connessi al Raspberry. Sappiate che per uscire da questa finestra bisogna digitare
exit
Ma per il momento rimaniamo dentro... Che c'è parecchio da fare!

Partiamo con un veloce aggiornamento del sistema, giusto per essere sicuri che l'immagine disco installata non sia un po' datata.

Digitiamo le seguenti due stringe, prima una, poi l'altra, premiamo enter e attendiamo che il Raspberry faccia ciò che deve.
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
Nel caso il Raspberry ponga qualche domanda, rispondiamo Si, o Yes, a seconda del caso, e lasciamo che la procedura arrivi fino in fondo.

Fatto ciò, proseguiamo con l'installazione di Domoticz, usando la via facile, che non ha molto senso arrovellarsi nel scaricare i sorgenti, compilarli, eccetera eccetera.
Digitiamo:
curl -L https://install.domoticz.com | bash
Il Raspberry installerà tutto quanto, e giunto alla fine, avremo Domoticz funzionante. Non ci credete? 

Aprite una finestra del vostro browser e digitate il seguente indirizzo:
http://indirizzo ip del Raspberry:8080
(ad esempio: http://192.168.0.10:8080)
Domoticz vi apparirà subito dopo il caricamento della sua interfaccia.


Ovviamente lo vedrete vuoto. Dobbiamo ancora impostarlo in modo tale che riesca a vedere i nostri dispositivi... Ma vederlo in funzione è una gran bella cosa, vero?

Prima di lasciarvi, visto che la lezione di oggi è conclusa, vi segnalo che Domoticz è accessibile anche attraverso il protocollo sicuro attraverso la porta 443. Sul browser è sufficiente digitare ciò che segue:
https://indirizzo ip del Raspberry:443(ad esempio: https://192.168.0.10:443)
Per arrivare a Domoticz in https.

Hey! Aspettate un'attimo prima di andarvene. Avete voglia di un piccolo extra? Visto che a inizio lezione avevamo parlato di impostare un ip statico sul vostro Raspberry, perché non farlo subito? E' semplice, ci vuole un attimo...

Torniamo al nostro terminale. Digitiamo quanto segue:
sudo nano /etc/dhcpcd.conf
Si apre una sorta di editor di testo, e il file che andiamo ad aprire è quello di configurazione della connessione di rete del Raspberry. Scorriamo fino in fondo al file e digitiamo le seguenti stringhe:
 interface eth0 
static ip_address=192.168.1.4/24 
static routers=192.168.1.1
static domain_name_servers=192.168.1.1
Quanto indicato sopra è la configurazione nel caso il Rasberry venga collegato alla rete di casa attraverso il cavo Ethernet (n.d.r. eth0). Alla voce static ip_address va messo l'indirizzo ip che desideriamo (n.d.r. Mettiamo quello che stiamo usando ora, così è più facile). Il /24 va messo! Alla voce static routers va messo l'indirizzo ip del router. E il medesimo indirizzo va messo anche su static domain_name_servers

Aggiungiamo uno spazio e ripetiamo tutto quanto
interface wlan0 
static ip_address=192.168.1.4/24 
static routers=192.168.1.1
static domain_name_servers=192.168.1.1
Queste stringhe serviranno per la connessione wifi (n.d.r. wlan0).

Salviamo tutto premendo contemporaneamente CTRL e O e confermando con Enter. E usciamo con CTRL e X, sempre premuti contemporaneamente.

Riavviamo tutto quanto:
sudo reboot
E al riavvio il nostro Raspberry avrà per sempre l'indirizzo ip che abbiamo deciso di affidargli.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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