domenica 23 giugno 2019

I Romanoff - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
Ho letto recensioni contrastanti su I Romanoff. Il Foglio, per esempio, ne parla davvero male, ritiene questa serie noiosa, specie se paragonata a Mad Men. Però c'era qualcosa che mi incuriosiva in questa serie prodotta da Amazon, forse l'aura di mistero che ha sempre orbitato attorno alla famiglia reale russa, forse invece la prospettiva di vedere qualcosa di davvero differente rispetto alle altre serie.

E' per questo motivo che io e la mia compagna abbiamo deciso di guardare la prima stagione de I Romanoff. Sono otto episodi, tutti lunghi quanto un film, un'ora e mezza abbondante, e ognuno a sé stante se non per quel debole filo conduttore che lega la serie, ovvero, i protagonisti sono tutti discendenti della famiglia reale russa, quella che fu trucidata quando ci fu il cambio di regime e il comunismo ebbe inizio.

Film a sé stanti che ci fanno viaggiare per il mondo. Il primo episodio è ambientato in Francia, dove una donna anziana viene assistita da una badante araba, e nonostante i pregiudizi, finisce per preferirla la nipote, sempre assente a causa di una fidanzata un po' opprimente. Poi voliamo in America, e poi ancora in Messico (n.d.r. bellissima storia, bellissimi luoghi), e poi in Austria per girare una serie sui Romanoff (n.d.r. Una storia dentro la storia, affascinante). E ancora ci spostiamo da un luogo all'altro, fino a finire su un treno ad alta velocità, in cui due personaggi apparentemente sconosciuti, condurranno l'epilogo della serie verso un qualcosa di inaspettato.
La narrazione è delicata, a volte con un pizzico di mistero, a volte con un pizzico di brio. C'è tantissima attenzione alla fotografia, alle ambientazioni, ai dialoghi. Sembrano film di Woody Allen, delicati ma con quel fine sottinteso noir che incolla. E forse è vero che gli episodi di questa serie non hanno il ritmo a cui solitamente siamo abituati, ma a me è piaciuto così, perché - lo ammetto - sono un po' stanco di guardare serie dove non c'è mai un attimo di tregua, dove i personaggi sembrano non avere neppure il tempo per andare in bagno, o di fare un riposino. Qui è rappresentata la vita reale, anche se i personaggi sono tutt'altro che banali, lo scorrere del tempo è più vicino ai bisogni umani, e meno ai bisogni dei produttori cinematografici.

Mi è piaciuta molto, ma mi rendo conto che non è adatta a tutti i palati.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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