venerdì 17 maggio 2019

Karate Kid - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Dopo aver visto Cobra Kai, serie di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, non potevo che aver nostalgia di Karate Kid. E' per questo motivo che sono andato a rispolverare il vecchio film dalla mia collezione, e visto che fino a oggi non ne avevo mai parlato su questo blog, eccomi qui a dire due parole sulla pellicola.
Karate Kid è un film degli anni ottanta, e si vede. 
E' un film dedicato ai teenager, e si vede. 
E' però un film interessante perché è una di quelle pellicole che - come si dice - hanno l'intenzione di offrire un percorso di formazione.
Danny e sua madre si trasferiscono in una piccola cittadina dal New Jersey. Per Danny è un bel trauma. Ha abbandonato tutti i suoi amici, e nella nuova città sembra che la separazione poveri/ricchi sia molto sentita. A ogni modo, sin dal primo giorno, fa amicizia con alcuni ragazzi che, già da subito, lo invitano a una festa sulla spiaggia. Ottimo, no? Se poi pensiamo che sulla spiaggia Danny fa amicizia con una bella ragazza, Ali, cosa si potrebbe desiderare di più? Peccato che Ali abbia appena troncato una relazione con un altro ragazzo, Johnny Lawrence, cintura nera di Karate, con il carattere piuttosto vendicativo. E ovviamente, vedendo Danny e Ali che flirtano, Danny viene subito preso in strino dal campione di Karate.
Scoppia la prima rissa, e Danny le busca, ma riesce anche a difendersi, perché un briciolo di karate l'aveva imparato nel New Jersey.
La storia però non finisce qui. Il gruppo di di Lawrence, tutto appartenente alla scuola Cobra Kai, comincia a perseguitare Danny, il quale è disperato perché non riesce a terminare una giornata senza procurarsi qualche livido. E' il tutto fare del comprensorio dove vive che gli viene in soccorso, Kesuke Miyagi, il quale lo aiuta ad affinare le sue tecniche di karate, e lo porta a sfidare il Cobra Kai intero sul loro stesso terreno, ovvero il torneo di All Valley.

Dài la Cera, togli la Cera. Un tormentone con cui tutti quanti siamo cresciuti. Eppure le parole del maestro Miyagi ci sono venute incontro a tutti quanti noi che, negl'anni ottanta, eravamo adolescenti. Con gli ormoni a mille, ancora incapaci di comprendere il mondo per quello che è, le parole del maestro, su come conquistare l'equilibrio, ci hanno sicuramente fatto riflettere. Il film regge bene lo scorrere del tempo, e per quanto si noti che ha origini remote, si guarda volentieri ancora oggi, e non annoia mai... Ma forse il mio giudizio è annebbiato dalla nostalgia, voi cosa dite?

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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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