giovedì 16 maggio 2019

I Vasi di Ariosto - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Entri in libreria, giusto per curiosare, e a volte capita di essere avvicinati da un autore esordiente che è lì presente per promuovere la sua pubblicazione. In passato è capitato anche a me di farlo... A Bologna, a Milano, a Roma... Si parla di una vita ormai passata, un ricordo che mischia sempre più spesso la nostalgia con il rammarico, ma mai col rimorso, perché certe scelte sono state indotte da determinate situazioni che...

Torniamo alla libreria. Entriamo e c'è lei, Lorena, che subito si avvicina a me e alla mia compagna per proporci il suo libro. Ha un approccio gentile, quasi timido, si vede che non vuole disturbare il nostro vagare tra i libri. Facciamo due chiacchiere, e alla fine - vi confesso - in questi casi do sempre una occasione agli autori che incontro. Ci propone la sua ultima fatica, I Vasi di Ariosto, un giallo, un thriller, un romanzo della detective Stella Spada. Non è il primo romanzo della saga, ma lei ci assicura che il libro si può leggere anche senza conoscere i precedenti capitoli della storia di questo detective. 
E così, alla fine, compriamo il romanzo, con dedica dell'autore, ovviamente!

La promessa di Lorena si avvera. Il romanzo si legge bene anche senza conoscere quanto avvenuto nei precedenti libri. Certo... Ci sono riferimenti al passato, e ammetto che questi riferimenti fanno nascere un po' di curiosità nei confronti dei libri precedenti, ma si può proseguire con la lettura senza avere la sensazione che ci manchi qualcosa di fondamentale.
Lei, Stella, sta uscendo da una brutta influenza. E' un po' che non lavora, sia a causa della malattia, sia a causa di certi eventi accaduti a Comacchio che - per certi versi - l'hanno scossa al punto di tentare un cambio di registro.
E' però ovvio che non si può vivere di sola aria, e le rate dell'affitto non pagate spingono il detective a esaminare alcune richieste di lavoro. Tra le tante c'è quella di un certo Andrea Ariosto, che vive poco fuori dalle mura cittadine (n.d.r. Bologna), e che ha un problema con la propria terrazza. Lui è un maniaco dell'ordine, e ogni notte i suoi vasi da fiore vengono leggermente spostati. Vuole scoprire chi è il colpevole, ed è disposto a pagare profumatamente un detective per scoprirlo.
Stella decide che questo è il caso che fa per lei. Semplice, poco impegnativo, ben remunerato... Una bella boccata d'aria fresca per il suo conto in banca. Solo che appena si reca nella villetta dove vive Ariosto, scopre che proprio lì, pochi giorni prima, è avvenuto un crimine efferato davvero difficile da digerire. Quattro morti, tre adulti, un bambino piccolo. Tutti uccisi in modo davvero crudele. La polizia indaga, ma brancola nel buio, e Stella è ovviamente più attratta da quanto accaduto al quarto piano della villetta piuttosto che dai vasi del Sig. Ariosto.
E alla fine i suoi desideri si 'realizzano' perché dopo il primo colloquio con il suo nuovo cliente, la detective si scontra e si incontra con le forze dell'ordine, e in un certo qual modo, le viene chiesto - diciamo pure imposto - di collaborare con le autorità per risolvere il caso di omicidio.
Le indagini di Stella, non quelle sui vasi bensì quelle sulla famiglia uccisa al piano di sopra, conducono al mondo della droga. E piano piano ecco che i primi sospettati si fanno avanti. Nel frattempo il caso sui vasi mossi non riesce a imboccare la strada maestra in quanto gli altri condomini sembrano non voler collaborare più di tanto.
Tutto - come è prevedibile - andrà a convergere verso a fatti sempre più macabri ma... Non sarò io a svelare i risvolti più torbidi dell'indagine della detective. Dovrete acquistare il libro.
La scrittura è davvero fresca, fluida, capace di trascinare il lettore di pagina in pagina senza che se ne accorga. 
Non è un thriller di quelli che ti mandano il cuore in palpitazione. No, tutt'altro. Il romanzo ha quasi un risvolto da commedia, forse a causa di alcuni personaggi secondari che appoggiano la detective, forse anche per il comportamento un po' particolare che questa ha con sé stessa, e col mondo che la circonda. Ho apprezzato il pizzico di misticità che circonda Stella Spada. Lei parla con un fantasma, una ragazza che appare e scompare non sempre nei momenti più appropriati. Anche il processo investigativo è molto all'acqua di rose, e la soluzione del mistero avviene quasi per caso, a sorpresa, ma di sicuro - mi ripeto - non vi svelerò chi muoveva i vasi di Ariosto.

Di questo romanzo mi piace anche la location, ovviamente la mia città, ma nel dettaglio è il luogo in cui si trova lo studio di Stella Spada, in Via dell'Inferno, probabilmente non molto distante dagli uffici del mio detective Mauro Bianchi... Anche lui un detective con uno strano passato, e con un rapporto piuttosto particolare sia con il paranormale, sia con le forze dell'ordine. Chissà se, nelle loro vicissitudini, Stella Spada e Mauro Bianchi si siano mai incontrati. Chissà...

Tornando a I Vasi di Ariosto: Ne vale la pena? Certo! Perché no! Magari non è uno di quei thriller che non riesci a leggere di notte per paura che accada qualcosa, ma è sicuramente un romanzo che sa intrattenere, che diverte e incuriosisce.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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