domenica 14 aprile 2019

Lee Miller, Surrealist - #Mostra #Fotografia #Bologna #PalazzoPallavicini

Glauco Silvestri

In questi mesi, a Bologna, presso Palazzo Pallavicini, è presente una mostra fotografica piuttosto interessante. Lee Miller fu una donna davvero eccezionale, e questa mostra è una prima assoluta in Italia... Cosa che, devo dire, mi stupisce un pochino.
Comunque sono davvero felice che sia Bologna a ospitare questa primizia, perché già con le 101 immagini esposte, si può entrare profondamente nella vita di questa donna incredibile.

Autoritratto
Il passato della Miller è triste. Stuprata all'età di sette anni, i genitori faticano parecchio per far superare il trauma alla piccola. Crescerà un po' selvatica, abituata ad avere tutto ciò che desidera, ad essere accontentata, e per questo motivo, non riuscirà mai a inserirsi adeguatamente nel mondo scolastico americano. E' per questo che i genitori le concedono di andare a Parigi a studiare. Ma anche qui, qualcosa nella Miller la spinge a non riuscire nello studio, e il tutto nonostante tutti la reputino molto intelligente. A ogni modo è a Parigi che la sua vita ha una svolta. Viene salvata casualmente da Condé Nast, mentre attraversa la strada distrattamente, e quasi finisce sotto un'auto. L'incontro fortuito con Nast, la sua incredibile bellezza, fanno sì che Lee Miller trovi la sua strada. Diventa modella per Vogue - siamo nel 1927 - e in breve tempo diventa uno dei volti iconici dell'epoca.
Un esempio di solarizzazione
Autoritratto della Miller

Grazie alla moda, la Miller comincia a viaggiare, e mentre il suo volto viene fotografato per la moda, alla ragazza comincia a nascere la curiosità per la fotografia. Sarà l'incontro, e l'amicizia con Man Ray a spingere definitivamente Lee dall'altro lato della macchina fotografica. Diventa fotografa di moda. Impara a giocare con la pellicola e si innamora della tecnica chiamata solarizzazione, che userà piuttosto spesso nei suoi scatti ritrattistici.
Nel suo periodo parigino l'ex modella ha modo di conoscere e stringere una grande amicizia, oltre con il già citato Man Ray, anche con Mirò, con Picasso, con Ernst... l'elenco è lungo. Apre un suo studio a New York, assieme al fratello, che le farà da assistente, e la sua notorietà, specie per i fotoritratti, diventa internazionale. 

La Miller gioca con la prospettiva
Ritratto di Ernst
Ma l'animo della donna è inquieto, e con lo scoppio della guerra si offre immediatamente come fotoreporter. E' forse questo periodo che la rende, concedetemi il termine, immortale. Suo è lo scatto, mentre posa nuda, dentro la vasca da bagno del Führer, sue sono le terribili immagini catturate nei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald.
La fotografia della Miller cambia parecchio in questo periodo. Non gioca più con le immagini, ora è più diretta e graffiante. E bisogna dire che ogni foto fa annodare un po' di più lo stomaco.
Dopo la guerra, la Miller abbandona la fotografia per vivere una storia d'amore nel deserto. La sua vita sarà tormentata anche negli affetti, perché incapace a mantenere viva una storia, a rimanere con una sola persona, mentre la curiosità e le passioni la spingeranno a ferire chi la ama, e chi le sta vicino. Ma questo suo carattere impavido la farà comunque apprezzare da tutti coloro che le vogliono bene, e che continueranno ad amarla accettando queste sfaccettature immutabili.
Tornerà alla fotografia solo più tardi, da donna matura, quando scatterà una serie di immagini nella sua casa di campagna, con i suoi amici di sempre. Immagini di quotidianità, di serenità, di piacevolezza. Questo sarà il suo ultimo lavoro.

La famosa foto nella vasca da bagno del Führer
Certo... Di surrealista c'è poco in questa mostra. Forse qualche scatto solarizzato, forse qualche immagine giovanile in cui la Miller impara a sfruttare la fotocamera sotto la guida fantasiosa di Man Ray. I ritratti dominano nella prima parte della sua carriera. Ma ciò che più colpisce è la svolta rapida che la fotografa subisce quando si trova ad affrontare gli orrori della guerra. Questa è forse la sezione più viva e intrigante della Miller, quella dove l'occhio, l'emozione, e il cuore, si manifestano maggiormente nelle immagini. E poi il periodo bucolico della vecchiaia, nella villa in campagna, con gli amici di sempre, che magari fanno qualche lavoretto, o stanno seduti a tavola a mangiare e bere con la loro amica di sempre.

Una gran bella mostra. Ve la consiglio. Sarà aperta al pubblico fino al 9 giugno. Il percorso si può apprezzare senza bisogno di audioguida. I periodi storici sono ben descritti all'inizio di ogni sala, e le foto parlano da sole. Per chi volesse approfondire, è comunque possibile scaricare l'audioguida - è una app per smartphone - e attivarla con un codice fornito alla cassa.

Per maggiori informazioni: qui e qui.

Qui di seguito potete guardare un breve video introduttivo alla mostra.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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