domenica 21 aprile 2019

Escape Plan 2 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Mi era piaciucchiato il primo capitolo di questa 'saga'. Però Escape Plan 2 è qualcosa di differente... Assurdo, fuori da ogni logica, e con un finale che proietta verso un terzo film. Bah! Andiamo per gradi e...

Vi ricordate di Ray Breslin? Era noto per essere uno dei migliori tester dei sistemi di sicurezza. Nel primo film venne incastrato da gente a cui il suo lavoro dava fastidio, con una scusa fu rinchiuso in un carcere di massima sicurezza  - noto come la Tomba - sperando di non sentire mai più parlare di lui, e invece, ecco che riesce a fuggire, a smantellare l'organizzazione che lo voleva fuori gioco e... Arriviamo ai giorni nostri, dove Breslin ha riavviato la sua vecchia attività, con un nuovo team, e ovviamente il film inizia con una fuga, il salvataggio di alcuni reporter in mano a dei terroristi, e qualche danno collaterale.
Da questo episodio Breslin capisce di dover allontanare un membro del suo team, un ragazzo in gamba ma che pensa troppo in solitaria, e di conseguenza mette tutto il gruppo in pericolo.
Passano i mesi, e un altro membro del suo team scompare. E' stato rapito, assieme al fratello - CEO di una nota ditta di telecomunicazioni - da non si sa bene chi. L'intenzione di questi misteriosi criminali è quella di sottrarre al fratello delle informazioni legate a un nuovo sistema satellitare capace di decrittare qualunque protocollo noto, e di rivoluzionare l'intero settore. Ovviamente - visto il tema di questa storia - i due vengono imprigionati in un nuovo super penitenziario chiamato Ade. Bel posticino Ade. Ogni giorno i detenuti devono sfidarsi a duello. E chi vince ha come premio un paio d'ore in una sala relax dotata di ogni comfort! Boh!
Vabbé! I due chi trovano all'interno del carcere? L'altro membro allontanato da Breslin (n.d.r. Sospetto, vero? Io ho capito subito dove voleva andare a parare tutto questo intricato plot da film di spionaggio di serie B).
E non c'è bisogno di meravigliarsi se, dopo una buona mezz'ora pressoché superflua, Breslin finisce dentro Ade.

Non vi dirò come va a finire, ma avendo già anticipato che c'è un finale aperto, rimane davvero poco per alimentare la curiosità. Il film è assurdo. Ade è tutto automatizzato, con robot che paiono essere riciclati/copiati da altri film di fantascienza (n.d.r. Quelli degli anni sessanta...). Però ci sono le guardie umane! Persino il super computer che gestisce il carcere ha una forma umanoide con dei tubi attaccati a caso, ma poi va riavviato con dei comandi da tastiera... Boh! Ribadisco, assurdo. Senza contare che guardando la pellicola, più e più volte mi è tornato in mente l'Alveare di Resident Evil, e quando i misteriosi 'cattivi' appaiono sullo schermo per pretendere risultati, ecco ancora Resident Evil che mi ronza nella mente. E niente funziona come dovrebbe, senza filo logico, contorcendosi su sé stesso nel pretendere che ci siano più filoni da seguire: la rivalsa del tizio allontanato dal team di Breslin, i brevetti del nuovo sistema satellitare (n.d.r. Come se una cosa così complessa potesse essere tenuta a memoria da una sola persona!), così come l'idea di far combattere i carcerati per avere due ore libere in una saletta dove poter leggere un libro, fare un disegno con le matite colorate, o ascoltare un po' di musica! E che dire dei personaggi? Sono talmente piatti da far concorrenza a qualche fumetto mal fatto. Non c'è pathos, non c'è coinvolgimento, non ci si affeziona ai personaggi, e il finale non aiuta proprio a tenere in piedi questa pellicola.

Peccato!



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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