venerdì 29 marzo 2019

Letters from Iwo Jima - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Dopo Flags of Our Fathers non potevo che citare il suo compagno putativo Letters from Iwo Jima; sempre regia di Eastwood, sempre dedicato alla battaglia di Iwo Jima, ma questa volta raccontato con gli occhi dei Giapponesi a difesa dell'isola.

In questo caso a parlare del conflitto sono le centinaia di lettere rinvenute solo di recente dopo la battaglia avvenuta sessant'anni fa. Quaranta giorni di scontri, tantissime testimonianze di uomini che hanno vissuto, combattuto, e resistito fino alla morte, su uno dei fronti più atroci della seconda guerra mondiale.
Iwo Jima è l'ultimo baluardo prima dell'invasione del Giappone. I soldati inviati su quell'isola sono consapevoli che probabilmente non faranno ritorno a casa, eppure fanno il loro dovere al comando del generale Tadami Kuribayashi, il quale riesce, pur con pochi mezzi, a opporre una estenuante, sanguinosa, inutile, resistenza alle truppe alleate. 
E' uno scontro eroico quanto folle. Eppure il senso del dovere, l'amore per la patria, e una forte determinazione spinge i giapponesi a non arrendersi mai. Sopravviveranno in pochi, lo stesso generale morirà sul campo durante l'ultimo furibondo scontro. Tra i pochi sopravvissuti ci sarà un giovane soldato, un panettiere, a cui il generale - nel tentativo di salvargli la vita - da l'incarico di distruggere tutti i documenti prima che sopraggiungano gli americani. Saigo non obbedirà pienamente all'ordine, e seppellirà migliaia di lettere destinate alle famiglie dei suoi commilitoni... Quelle rinvenute di recente, e che - ovviamente - hanno ispirato questa pellicola.

Film toccante, estremo, affascinante, e anche contemplativo. E' strano usare quest'ultimo aggettivo per un film di guerra, ma quando si parla di persone, oltre che di soldati, allora lo spirito umano va al centro dell'attenzione e lo spettatore non può che riflettere sulle persone che erano presenti allo scontro, sulle loro vite, i loro affetti, i loro timori, e le loro convinzioni.
La regia di Eastwood è magistrale, e la scelta di produrre la pellicola con il solo parlato giapponese, è una scelta perfetta per questo tipo di narrazione. Ovviamente è sottotitolato, e qui in Italia (n.d.r. Noi siam sempre speciali) è presente anche il doppiaggio nella nostra lingua.

Più bello di Flags of Our Fathers. Meraviglioso.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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