venerdì 8 febbraio 2019

Thor Ragnarok - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
E di nuovo con Thor mi tocca parlar male di un film Marvel. Siamo al terzo film della trilogia, Thor Ragnarok, e no... Proprio non ci siamo! E' tutta colpa della colonna sonora, lo ammetto, che nei momenti epici, quelli in cui Thor scatena i suoi poteri, viene proposta Immigrant (n.d.r. Led Zeppelin), che distrae dai combattimenti, dai dialoghi che avvengono durante gli scontri, dalle battutine... E alla fine è meglio ascoltare il brano (n.d.r. Meraviglioso) che guardare gli scontri!

La vicenda si connette direttamente a quanto visto nei precedenti film. Solo che la storia d'amore tra Thor e Jane è finita, è trascorso un anno se non sbaglio, e il nostro eroe è in giro per l'universo a caccia delle gemme dell'infinito, e a scongiurare il Ragnarok, ovvero una antica profezia secondo la quale il demone Surtur avrebbe distrutto Asgard. Thor sconfigge il mostro - ovviamente - e quando torna a casa scopre che il regno è sotto l'egemonia di Loki, che è riuscito a sostituirsi al padre dopo che questi, indebolito e abbacchiato dalla morte della moglie, ha abbandonato tutti i suoi compiti di reggente. Anche in questo caso Loki viene smascherato subito non appena Thor fa capolino a palazzo, e viene costretto ad andare sulla Terra, con Thor, per recuperare il padre e rimettere ordine nei nove regni.
Solo che trovano un Odino ormai più di là che di qua. E' sereno, presto si ricongiungerà alla sua amata, ma non è felice perché lascia i due figli di fronte a una sfida terribile, di cui loro neppure conoscono l'esistenza... Ovvero il fatto che hanno una sorella, Hela, che è primogenita e che avrebbe diritto al trono, ma che fu bandita da Asgard perché preda della cupidigia, e troppo potente da essere affrontata sul terreno casalingo.
Odino non fa in tempo a volare tra le stelle che Hela compare agli occhi dei due fratelli litigiosi... E sin da subito pretende che il suo diritto di nascita sia riconosciuto. Thor e Loki scoprono, in questo primo incontro, molte cose che il loro padre aveva taciuto. E ovviamente, si mettono ortogonali al cammino della sorella appena ritornata.
E' scontro... E nello scontro Loki e Thor hanno la peggio, e finiscono per essere scagliati su un pianeta in cui vengo raccolti tutti i rifiuti dell'universo, e dove i combattenti vengono costretti a lottare fino alla morte in un teatro, per il piacere del signore locale, e - ovviamente - per il piacere del popolo...

Non vado oltre altrimenti scoprireste tutto quanto, anche se probabilmente il film l'avete già visto, e visto molto prima di me. Nulla da eccepire, come al solito, con gli effetti speciali. E niente da dire sulla regia, che è onesta e fa ciò che ci si aspetta. Come sempre i film di Thor fluttuano tra dramma e commedia. I momenti di humor sorprendono sempre, e avvengono - a volte - anche fuori luogo. Il peggio è ovviamente la colonna sonora, e il mio parere personale su questo ve l'ho già detto all'inizio. Subito dopo, per aggiungere il peggio al peggio, vengono i dialoghi surreali tra Thor e Hulk (n.d.r. Che ricompare nell'arena ad affrontare Thor sul pianeta spazzatura, dove è caduto in seguito ai fatti accaduti in Age of Ultron).

Chiudo l'articolo dicendo che comunque il film si lascia guardare, non annoia, e intrattiene volentieri. Il suo problema principale, come del resto è il problema di tutta la trilogia dedicata al Dio del Tuono, è che non si riesce a inquadrare. Ha humor da vendere ma non lo propone con intelligenza (n.d.r. Antman è spanne sopra da questo punto di vista), ha un dramma epico da raccontare, ma non riesce a raccontarlo con il giusto pathos. Spiazza lo spettatore. Sembra fatto per dei teenager, ma dei teenager con poco sale in zucca, perché se solo si comincia ad avere pensieri complessi, allora è un problema.

Da vedere con tanti popcorn, e - consentitemi l'espressione - a cervello spento.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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