domenica 17 febbraio 2019

Sette anni in Tibet - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto da una storia vera, Sette Anni in Tibet è sicuramente un film di non facile digestione. E' lungo, lento, riflessivo... Ma ha una fotografia magistrale, e racconta una vicenda tosta, interessante, mica da tutti i giorni.

Siamo nel 1939, e l'alpinista austriaco Heinrich Harrer parte per una spedizione in Tibet, con la volontà di scalare il Nanga Parbat, lasciando a casa la moglie incinta con la certezza che ne avesse cura il suo migliore amico. E' un periodo strano il 1939, lo sappiamo tutti, la guerra mondiale è alle porte, viene designato Dalai Lama un bambino di 4 anni... Quando Harrer arriva al campo base - a parte la tempesta di neve - si ritrovano di fronte ai soldati inglesi, che li fanno subito prigionieri. La guerra è scoppiata, e Austria e Inghilterra sono ormai nemici. Così lo scalatore finisce in un campo di prigionia, qui studia, legge libri che parlano della misticità del Tibet, e quasi non pensa più alla moglie, che nel frattempo decide di sposare il suo migliore amico - Horst - e gli manda una lettera in cui chiede il divorzio. Bello shock, vero? E' forse la lettera a spingere Harrer a fuggire dal campo di prigionia, ma invece che tornare in Austria assieme ai suoi compagni, torna in Tibet, a Lhasa, dove incontra il Dalai Lama, ora adolescente, e ne diventa amico.

Che storia, eh? Sappiate che Harrer ritorna in Austria quando la Cina invade il Tibet. Cerca persino di convincere l'amico Dalai Lama a venire con lui, ma non c'è verso... E così i due amici si separano, senza che però la loro amicizia si spezzi. La storia ce lo racconta. Il destino del Dalai Lama è in India, dove fugge quando la situazione tra Cina e Tibet diventa ingestibile, e i rapporti con lo scalatore non si interrompono mai. Bravo Bred Pitt, che oltre a una buona interpretazione, nel film pare avere il volto scolpito di austriaco. Bravi anche gli altri, ma ciò che più conquista è la fotografia, che accompagnata a una regia attenta, non può che incantare gli occhi.

Come anticipato il film è lunghino, ci vogliono più di due ore per poter vedere i titoli di coda, ma merita.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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