sabato 16 febbraio 2019

Resident Evil Retribution - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Visto che abbiamo fatto 30, facciamo 31, e proseguiamo con la saga di Resident Evil, nonostante vi abbia già accennato che dopo il terzo film si capita in una caduta libera di effetti speciali e plot da videogame, dimenticando che invece stiamo guardando un film.

Va bene, eccoci a Resident Evil Retribution, il quale inizia proprio dove era finito il precedente - ricordate - eravamo a bordo della Arcadia e un orda di elicotteri da combattimento della Umbrella stava arrivando all'attacco. Ebbene, nello scontro Alice viene sbalzata in acqua, perde conoscenza, e quando si risveglia si ritrova a Racoon City, solo che vive felice con suo marito e sua figlia. Ovviamente è una sorta di sogno indotto, e difatti, ecco che all'improvviso compaiono i zombie eccetera eccetera. Il risveglio del sogno è più amaro. Alice è prigioniera in una base della Umbrella ed è - ovviamente - torturata e seviziata. Ma tutto ciò non dura molto. Un attacco hacker prodotto da Wesker fa sì che Alice possa fuggire. Una volta giunta in superficie - siamo a Tokyo - incontra Wesker e Ada Wong, i quali hanno abbandonato la Umbrella perché - tah dah - la Regina Rossa si è impadronita della società ed è determinata a sterminare la razza umana (n.d.r. Non che gli ex dirigenti della Umbrella paressero tanto interessati a salvarla, eh?), e visto che il pragmatismo di Alice insegna che 'il nemico del mio nemico è mio amico', i tre si alleano per dare la caccia al temibile computer che abbiamo conosciuto nel primo capitolo della saga.
Mescoliamo ancora di più le carte. Tokyo non è Tokyo, bensì una sua rappresentazione che la Umbrella aveva costruito per mostrare l'effetto del virus a potenziali acquirenti. Già! La vera base è nella penisola della Kamčatka e... Combatti, uccidi, vieni ucciso, colpi di scena, zombie con motosega, eccetera eccetera, eccoci sotto il cupolone della Casa Bianca, ovviamente sotto assedio dei mostri. 
Qui, un magnanimo Wesker inietta ad Alice il siero che la rese 'super' all'inizio della saga, e... Ci vediamo al capitolo finale!

Che dire? Questo è stato il primo film della saga ad essere proiettato in 3D. Si nota in ogni ripresa che le immagini sono studiate appositamente per stupire. La trama è piatta, da videogame, e i voltagabbana sono poco credibili, senza considerare che ormai i personaggi son tutti diventati marionette guidate da un filo conduttore che ha poca cura nell'intrattenere il pubblico, se non con effetti speciali roboanti.

Non so voi... Ma io ho una grande nostalgia del primo film. Davvero perfetto! Ma con questo episodio ho davvero fatto fatica a stare davanti allo schermo fino alla fine.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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