venerdì 22 febbraio 2019

La mia vita a Garden State - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ho dei ricordi davvero piacevoli su La mia Vita a Garden State. Ricordo che andai a vederlo al cinema solo per la presenza di Zach Braff - visto che all'epoca ero in fissa con Scrubs - e fu davvero una sorpresa.

Mi conquistò per il suo ritmo tutto particolare, per i personaggi fuori dal comune, per quella sua capacità di non prendersi troppo sul serio, anche se il tema affrontato dal film è tutt'altro che allegro. La storia è quella di Andrew, un ragazzo della generazione Y, cresciuta a psicofarmaci dal padre psichiatra per tenerlo tranquillo. E' un aspirante attore, vive a Los Angeles, e tra una particina e l'altra come comparsa in qualche pellicola, si guadagna da vivere lavorando in un ristorante vietnamita. Torna nel New Jersey (Il 'Garden State') in occasione della morte della madre. Sono passati nove anni, eppure, non appena arrivato a casa, si accorge che il tempo passato non ha guarito le ferite, e soprattutto, che la sua città natale rischia di risucchiarlo in vecchie abitudini a causa - loro malgrado - dei vecchi amici, e alla vecchia vita a causa del padre.
Unica ancora di salvezza è Sam, una ragazza allegra e solare che incontra per caso, e di cui si innamora perdutamente... 

Questo film è una piccola perla. E' il primo lavoro per Zach come regista, e fu interamente prodotto in forma privata. Ma alla prima proiezione al Sundance Festival, la Miramax decise di acquistarlo per il doppio del capitale che fu speso per realizzarlo, e di distribuirlo globalmente nelle sale cinematografiche facendo sì che non rimanesse una pellicola di nicchia. Ebbene, si tratta davvero di un gioiellino, una commedia agrodolce, per certi versi caustica, con una visione del mondo differente da quella che ci si potrebbe aspettare. Qui appare anche Natalie Portman, nei panni della giovane Sam. I due personaggi, quello di Sam e quello di Andrew (impersonato dallo stesso Zach), sono davvero ben costruiti e affascinanti. Il contrasto tra i due caratteri è ciò che più attrae, e il loro legame è quanto ci si potrebbe aspettare da una coppia così singolare.
La regia è curata, originale, e alcune scene sono davvero spiazzanti. La freschezza di questo film ricorda Juno, e anche il primo Clerks. Tre piccole perle che consiglio di guardare a ogni occasione.





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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