mercoledì 27 febbraio 2019

Date a #Siri ciò che non è di Siri (Lesson 2) - #Corso #Homebridge

Glauco Silvestri
Ed eccoci giunti alla seconda lezione dedicata all'hub che promette meraviglie. Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con una lista della spesa, di cui, fondamentale, al primo punto era indicato il Raspberry.
Il Raspberry

Dando per scontato che abbiate acquistato un kit simile a quello da me segnalato, una volta assemblato il tutto, non rimane che collegare una tastiera, un mouse, e un monitor, e accendere il tutto.
Nella microSD fornita assieme al kit è preinstallato un sistema operativo chiamato NOOBS (n.d.r. Che è l'acronimo di New Out Of the Box Software). Si tratta di un sistema operativo che consente, all'avvio del Raspberry, di fare alcuni settaggi fondamentali al funzionamento dell'apparecchio, quali la localizzazione (n.d.r. Per impostare la tastiera corretta, orario, data, e fuso orario), i parametri di rete (n.d.r. Per connettersi al vostro wifi) e poco altro. Fatto ciò, NOOBS vi propone alcune distribuzioni di sistema operativo che 'vanno per la maggiore'. Si tratta per lo più di varie distribuzioni di Linux, ma c'è anche la possibilità di installare un Windows 10 fatto a posta per questo piccolo computer.

Sebbene Homebridge possa funzionare con un sistema operativo minimalista a riga di comando, io ho preferito installare il Raspbian Stretch completo (n.d.r. Il Raspbian è un fork di Debian preparato appositamente per girare su Raspberry), così da avere sempre a disposizione anche una interfaccia grafica a cui sono più congeniale, e qualche software già pronto così da poter giocare col Raspberry al di fuori da quanto ci siamo prefissati in questo corso.

Una volta selezionato il sistema operativo, si deve attendere che tutto sia installato sulla microSD. Ci può volere qualche minuto, o qualche ora, a seconda della velocità della vostra connessione internet.

Come appare Raspbian al primo avvio
Una volta che Raspbian è installato e funzionante, rimane poco da fare prima di dedicare tutta la nostra attenzione a Homebridge.

Sono cose semplici, non vi preoccupate... 

Prima di tutto dobbiamo scoprire l'indirizzo IP del nostro Raspberry, ovvero l'indirizzo con cui il nostro dispositivo si connette alla nostra rete.

Per fare ciò è sufficiente avviare una finestra terminale (n.d.r. La trovate in alto a sinistra, è un rettangolino nero con qualcosa scritto dentro... Oppure la trovate da menù, cliccando sul lampone in alto a sinistra) e digitare:
sudo ifconfig
a schermo dovrebbe comparire una serie di informazioni di cui a noi interessa solamente l'indirizzo che è indicato alla voce inet addr (n.d.r. Dovrebbe corrispondere a un qualcosa di simile a 192.168.1.xx dove xx è un numero da 1 a 24).

Ora dobbiamo abilitare l'accesso al sistema attraverso SSH e VNC, così che noi si possa accedere al Raspberry da remoto, dal nostro computer, staccando per sempre mouse, monitor e tastiera dal dispositivo.

Chiudiamo la finestra terminale aperta poco fa, e col mouse andiamo sul lampone. Clicchiamo su di esso, ed ecco comparire un menù a tendina. Andiamo a selezionare la voce Preferences, e di seguito Raspeberry Pi Configuration. Nella finestra che compare, attiviamo le voci SSH e VNC, poi premiamo OK.

Il dado è tratto. A questo punto possiamo staccare mouse, tastiera, e monitor dal Raspberry, e riconnetterle al computer.

Accederemo al Raspberry da remoto, attraverso i protocolli che abbiamo appena attivato. Ma di tutto ciò parleremo alla prossima lezione. Per oggi abbiamo già fatto tanto. 




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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