mercoledì 3 ottobre 2018

Tutta colpa di Freud - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Devo dire che Paolo Genovese riesce sempre a costruire delle commedie interessanti. Chi dice che il cinema italiano non sia più in grado di offrire qualcosa di buono, credo sbagli, anche se probabilmente è solo negli ultimi tempi che ha trovato modo di ingranare la marcia e offrire qualcosa di più del solito cinepanettone.

Tutta colpa di Freud è una pellicola non perfetta, ma capace di divertire e di tenere incollato allo schermo gli occhi degli spettatori. Tutto ruota attorno a Francesco - psicologo ormai cinquantenne lasciato solo dalla moglie ad allevare tre figlie. E' davvero un buon padre, forse anche a causa della sua professione, che gli permette di comprendere meglio il mondo delle tre figlie, ma è ovvio che comunque abbia qualche gatta da pelare. In primis la sua vita sentimentale. S'è preso una cotta per la 'signora col cane', che ha incontrato per caso una mattina e che ora 'segue' con attenzione nella speranza di trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Poi ci sono le figlie... La più grande gestisce la libreria di mamma, è single, con una cotta per uno scrittore che fa spesso presentazioni nella sua libreria, amore platonico perché lui è fedelissimo e innamoratissimo di sua moglie e dei suoi tre figli. La figlia media è gay, ed è appena tornata da New York dopo che la sua compagna ha rifiutato di sposarla nel modo peggiore... Abbandonandola nel pieno della notte. La più piccola ha diciotto anni, studia ancora, e ha una relazione con un architetto di cinquant'anni, per di più sposato, senza figli per lo meno.
Francesco si concentra ovviamente sulla più piccola, pretende di conoscere l'architetto, e di seguito, pretende che quest'ultimo vada in analisi da lui per riuscire a superare lo scoglio e lasciare la moglie per dedicarsi completamente alla figlia. Ovviamente il suo intento è quello di ravvivare l'amore dell'uomo per la moglie, così che lasci la figlia e permetta a quest'ultima avere una vita da adolescente e non una vita da amante. Però... Quando scopre che la moglie dell'architetto è la 'signora col cane', il problema diventa ancora più complesso.
Nel frattempo Sara, la figlia gay, decide di provare ad avere una relazione con un uomo, visto che con le donne le va sempre male. E la più grande, Marta, si invaghisce di un ragazzo che frequenta il suo negozio, e che le ruba ogni volta un libro.

Come ho anticipato, questo non è il miglior film di Genovese. Ha i migliori pregi dei suoi film, ma anche i suoi peggiori difetti. Tra i pregi c'è la leggerezza mai volgare, le battute azzeccate, una narrazione fresca e coinvolgente, e dei bravi attori. D'altro canto il film si perde su troppe linee narrative che il regista fa convergere forzosamente. La voce narrante peggiora la situazione perché muta la pellicola in una sorta di sit-com americana, e visto che ogni scena ha una chiusura ad effetto, quasi ci si aspettano le risate finte tipiche delle produzioni di questo tipo. Forse esagero, ma il registra sembra quasi esserne consapevole perché nel film - in alcuni momenti - sembra voler sottolineare questa struttura narrativa.
Alla fine, il film resta in piedi grazie all'ottimo cast, e il film rimane una pellicola godibile e divertente. Forse il brodo è un po' allungato, la durata del film è un po' eccessiva, e certe conclusioni sono un po' forzate (n.d.r. Soprattutto scontate) ma nel complesso è un film che vi consiglio comunque. In estate, poi, è la pellicola spensierata che uno cerca per difendersi dall'afa.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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