mercoledì 5 settembre 2018

Witness, il Testimone - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Scava e scava negli archivi e guarda cosa ti salta fuori: Witness, il Testimone. Vi ricordate questo film? Devo ricorrere a wikipedia per recuperare l'anno di uscita della pellicola, ovvero il lontanissimo 1985.

La storia è tenerissima, e allo stesso tempo ha tutti gli elementi per essere un ottimo thriller. Tutto gira attorno al piccola Samuel, figlio di Rachel, vedova, e facente parte di una comunità rurale Amish della Pennsylvania. Sono alla stazione ferroviaria di Philadelphia, e in un bagno pubblico il ragazzino assiste a un terribile omicidio. Il detective incaricato di risolvere il crimine invita madre e figlio in centrale, dove il piccolo riconosce l'assassino... che sfortunatamente (per lui) è un poliziotto della narcotici.
Quest'ultimo, ovviamente, scopre di essere stato riconosciuto, e dopo un tentativo fallito di eliminare il testimone finché è a portata di mano, si ritrova costretto a braccare madre e figlia nel loro territorio, dove si sono rifugiati assieme al detective in attesa del processo.

Si tratta di un film alla vecchia maniera, realizzato da una mano capace, un regista che ci ha regalato gioielli come L'attimo Fuggente, The Truman Show, e anche Master & Commander. Film molto diversi tra loro, ma sempre connessi con l'idea di raccontare la gioventù, la crescita emotiva e psicologica dei bambini, dei giovani, sottoponendo questi caratteri a situazioni estreme, come in questo caso, dove un bambino Amish, assiste a un barbaro omicidio (n.d.r. E questo già basterebbe a traumatizzarlo) mentre si trova al di fuori dell'ambiente in cui è abituato a vivere (n.d.r. Ecco il colpo di grazia). Il lavoro psicologico per conquistare la stima e la fiducia del bambino, il rapporto tra due società molto differenti, tra la crudezza del nostro mondo, e la bucolicità - di facciata - del mondo rurale è evidente, per lo meno fino a quando non c'è da chiudere il cerchio, e il coraggio di affrontare i pericoli, di mettersi in gioco,  supera ogni ostacolo. Abile la regia, quindi, ma senza un Harrison Ford pressoché perfetto, e una Kelly McGillis all'apice della sua carriera, l'intero progetto non avrebbe retto la pressione di otto candidature agli Oscar, e mai ne avrebbe vinti due (n.d.r. Ahimè non i più importanti, ma solo la migliore sceneggiatura originale e il miglior montaggio).

Ciò non toglie che questo film sia un film evergreen, bello da vedere oggi, come lo era allora. Ed è per questo motivo che ve lo consiglio.





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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