mercoledì 19 settembre 2018

Night of the living Dead - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Quale può essere il primo film che uno guarda in lingua originale? Ok, con un pizzico di intuito avrete già capito che sto parlando del film indicato nel titolo di questo post, ovvero Night of the living Dead. Film che vidi in - udite udite - VideoCD
Vi ricordate i VideoCD? Davvero ve li ricordate? Allora, come me, non siete proprio proprio giovanissimi, eh? Eppure è così, per chi non lo sapesse, nel passaggio tra il VHS e il formato DVD, ci fu un periodo di interregno in cui esistevano anche i VideoCD, molto più semplici, con menù spartani (n.d.r. Se c'erano), qualità paragonabile al VHS, e senza contenuti extra. Spesso viaggiavano in coppia, uno per il primo tempo, uno per il secondo tempo del film, come accadde per il film di cui dovrei parlare oggi, ma che continuo a rimandare... 

Quando lo vidi fu in bianco e nero, la sua versione originale, e a mio parere molto più intensa di quella restaurata e proposta a colori (n.d.r. Che vi ho linkato a inizio post). La storia è piuttosto semplice, e per questo geniale. Oggi - ovviamente - non sorprende più ma... Immaginate di assistere a questo film in pieno 1968... Fu una vera rivoluzione, proprio come il primo Alien nel 1979!

Siamo in un cimitero della Pennsylvania. Barbara e Johnny sono in visita alla tomba del padre. Non possono sapere che le radiazioni provenienti da un satellite caduto lì vicino sta provocando qualcosa di davvero strano. I morti cominciano a risvegliarsi, a scavarsi un passaggio verso la superficie, e... Sono in cerca di carne fresca di cui cibarsi. Quando i due ragazzi vengono aggrediti, Barbara riesce a fuggire, ma Johnny non è altrettanto fortunato. La ragazza corre fino a una piccola costruzione, la casa del custode, forse. Entra. All'interno trova il cadavere in putrefazione della vecchia proprietaria. Il telefono è scollegato. E' disperata e non sa cosa fare. 
All'improvviso arriva Ben, anche lui in fuga dai morti viventi. Si barricano all'interno. Scoprono che i morti viventi temono il fuoco, e che l'unico modo di fermarli è quello di fargli saltare la testa. Ma i colpi di scena non finiscono... Dallo scantinato salgono Harry e Tom, anche loro si sono rifugiati in casa, ma sono subito corsi di sotto per proteggere Molly, la fidanzata di Tom, ed Elen e Karen, moglie e figlia di Harry.
Unica nota dolente: Elen è stata ferita da un morto vivente...
La TV funziona ancora e annuncia che quanto sta accadendo ai poveri fuggiaschi non è un caso isolato. Il fenomeno si sta spandendo a macchia d'olio su tutto il paese, e...

Romero scrisse la sceneggiatura di questa pellicola ispirandosi a Io sono Leggenda, ma c'è da dire che Matheson non apprezzò molto l'interpretazione dello sceneggiatore. Fu speso poco per realizzarlo, 114000 dollari in totale, partendo da un budget iniziale di soli 6000 dollari. Il cast fu scelto sempre in base al budget risicato, ma nella pellicola funziona egregiamente, così come la regia, sempre di Romero (n.d.r. Alla sua prima esperienza con un lungometraggio), funziona egregiamente.
Per molti aspetti questo film, pur sentendo dei suoi anni, pur essendo il capostipite di una saga che ha spopolato e oggi è diventata una tematica piuttosto abusata, rimane forse il migliore film tra tutti quelli che parlano di Zombie. 
Sarà perché è semplice, sarà perché contiene tutte le tematiche forti di quei terribili anni sessanta (n.d.r. La discriminazione tra bianchi e neri, una velata critica sulla Guerra Fredda, e qualcuno ci vide persino una critica nei confronti della guerra del Vietnam).
C'è tutto quello che serve, e tutto è presente in modo immediato e semplice, senza troppa complessità di fondo. 
Il film ti prende, ti aggredisce, ti fa raggelare, ti spaventa. Punto!
E' un film crudo, e probabilmente completamente nuovo per gli anni in cui fu presentato al pubblico. Forse è per questo motivo che suscitò forti emozioni, che si radicò negli animi delle persone, che animò l'opinione pubblica e la critica come mai era accaduto prima.

Un film davvero epocale che... Vi consiglio vivamente.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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