giovedì 9 agosto 2018

Severance, tagli al personale - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Probabilmente Severance non è un capolavoro del cinema, però è un film che sa farsi amare, perché ricco di ingredienti, ed è Pulp quel tanto che basta da far divertire, impressionare... insomma, far trascorrere una bella serata a chi lo guarda.

Siamo in Ungheria. La Palisade, una società che vende armi, sta compiendo un'opera di promozione nei paesi dell'est, e visti gli enormi successi commerciali ottenuti, ha deciso di premiare il suo gruppo di lavoro con un weekend in mezzo alla natura, in un bellissimo cottage dotato di ogni comfort.
Il pullman si sta giusto dirigendo verso il cottage quando un albero caduto gli blocca la strada. A fianco all'albero c'è una deviazione, ma l'autista si rifiuta categoricamente di prenderla, al punto da venire alle strette con il responsabile di questa vacanza, e di abbandonare tutti quanti sulla strada.
I dipendenti Palisade non si danno per vinti. Guardando le cartine il cottage non sembra molto lontano, forse un paio di chilometri, non molto di più, per cui si avviano a piedi... E in effetti la loro costanza viene premiata. Arrivano al cottage... Ma è il cottage giusto?
La palazzina pare abbandonata da anni, è fatiscente, cadente, davvero in pessime condizioni. Il responsabile del gruppo dice che probabilmente l'idea della Palisade è quella di far 'fare gruppo' al suo team migliore, così che possano dare ancora di più all'azienda, e che la vacanza è in realtà una prova da superare.
Poco convinti, gli altri decidono comunque di concedere un ragionevole dubbio alle risposte del loro superiore, e si preparano a trascorrere il weekend in quel luogo... Ma è evidente che c'è qualcosa che non va.
Alcuni membri del gruppo si sento osservati, e per cena trovano un pasticcio di carne bello pronto, solo che all'interno di esso - mentre lo mangiano - trovano dei molari umani. Sorge il panico. Negli scantinati trovano dei dossier su ex dipendenti Palisade, e tra di loro cominciano a sorgere ricordi su storie macabre della storia della multinazionale. Storia che narra di un manicomio criminale, dove a un certo punto i medici furono ingannati e imprigionati dai matti. Matti pericolosi, perché colti dalla pazzia durante la guerra mondiale, e divenuti incapaci dallo smettere di uccidere. E si dice che per mettere fine a tutto ciò la Palisade si offrì di attaccare il manicomio con gas nervino...
Insomma, che siano giunti in quel manicomio? Che siano osservati dai superstiti di quei matti criminali?
I dubbi diventano certezze molto rapidamente...

Severance si inquadra tra il Pulp e la Commedia. Ricorda molto il sarcasmo alla Tarantino, e forse anche le scene più splatter ci portano verso il regista già citato (n.d.r. Come non citare l'uomo che perde una gamba in una tagliola per orsi?). La violenza è notevole, ma contornata da battute al limite della sagacia, tipiche dello humor inglese. Del resto anche il titolo gioca molto su questo tema. Se Severance significa Separazione, in inglese è anche usato per indicare i tagli, che siano al personale (licenziamento), che siano al corpo umano (amputazione). Anche il nome del paese dove è ambientata la vicenda - puramente inventato - arriva da una storpiatura di questa parola.

Bravo il cast, in cui sicuramente riconoscerete immediatamente Laura Harris, visto che il suo volto ha fatto parte di Stargate Atlantis e di CSI, e anche Toby Stephens, che in questi giorni compare su Lost in Space, prodotto da Netflix. La regia convince. La storia ti acchiappa perché esagera in continuazione, ma ha una struttura abbastanza solida da convincere a non mollare il colpo. Insomma... E' davvero un bel prodotto.

Una curiosità? Leggo su wikipedia che un gruppo di ragazzi, nel 2009, decise di replicare nella realtà quanto avevano visto nel film. Fu ucciso un diciassettenne di Norfolk seguendo passo dopo passo una scena del film. Gli assassini confermarono la tesi di essersi ispirati alla pellicola per il loro crimine. 





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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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