sabato 18 agosto 2018

La mafia uccide solo d'estate - #SerieTV #Recensione

Glauco Silvestri
E' parecchio tempo che non guardo più la televisone vera e propria. Troppi spot, contenuti interessanti da cercare col lanternino, troppi spot, e orari di programmazione insopportabili per dare spazio a robe di intrattenimento che faticano a separarsi dai format anni settanta/ottanta, e che sinceramente, stimolano i miei sbadigli in modo esagerato.

Va be', forse sono una mosca bianca tra quelli della mia età, forse... A ogni modo non è che sia un talebano della televisione. Lo avrete capito, no? Amo il cinema, i film, e anche le 'buone serie televisive'. E ormai sono legato a doppio filo con l'abbonamento Prime di Amazon, sottoscritto in origine per non pagare le spedizioni, ma che oggi mi da tante soddisfazioni in più, al punto che a volte mi dimentico persino della mia collezione di film, quella che sto cercando di recensire qui, su questo blog, mano a mano che mi riguardo tutti i titoli che ho collezionato negl'anni.

Tornando a bomba, in passato vi ho parlato del film La mafia uccide solo d'estate; immagino che lo conosciate tutti. E immagino anche che conosciate la serie televisiva omonima, che fu data in televisione qualche tempo fa, ma che non avevo mai visto se non fino a oggi.

Già! Finalmente sono riuscito a vedere la prima stagione di questa bellissima serie. La voce narrante di Pif è sicuramente un must che rende tutto molto piacevole. La storia è quella di una Palermo immersa nel 1979, quando l'esistenza della Mafia era negata da molti, sofferta da tanti, affrontata da pochi.
Una storia cupa del nostro paese, una battaglia ancora in corso, e devo dire che non so proprio se si stia andando verso la vittoria, verso la sconfitta, o se sia uno stallo eterno tra due forze che a volte sono contrapposte, a volte colluse, a volte semplici conoscenti.
Pif ci racconta tutto ciò con gli occhi dei Giammarresi, una famiglia palermitana qualunque. Il padre - Lorenzo - è impiegato all'anagrafe. La moglie Pia è una insegnante precaria. I due figli, la poco sveglia Angela, e il troppo sveglio Salvatore, vanno a scuola. Per caso, ma neppure troppo visto dove vivono, i membri di questa famiglia si trovano coinvolti loro malgrado in ciò che accade in città. E' per questo che Pia non riesce a trovare una cattedra nonostante abbia i requisiti, è per questo che Lorenzo non riesce ad avere un mutuo per comprare una casa nuova nonostante possa permetterselo, è per questo che Angela è travolta da amori che naufragano tristemente, ed è per questo che il piccolo Salvatore si fa tante domande, e muore d'amore per una bambina appena arrivata nella sua classe.

Come già lo era stato il film, questo telefilm permette di scavare ancora più in profondità nella realtà palermitana. Lo fa con ironia, senza però dimenticare i fatti tragici, i momenti cruenti, le sparatorie, i bambini uccisi da medici collusi, e chi è rimasto intrappolato nelle maglie della malavita perché ha accettato qualche favore di troppo. Si ride, si sorride, ma allo stesso tempo ci si incupisce. E' una di quelle serie televisive che fanno pensare... E non sembra una serie televisiva italiana. Di rado si scoprono prodotti così ben fatti, davvero di rado si hanno una buona fotografia, il giusto ritmo, delle interpretazioni perfette, nessuna macchietta, una regia rigorosa e, il tutto confezionato in un pacchetto che può solamente avere successo.
E' davvero raro... Ma ancora accade. E' per questo che vi suggerisco - se non l'avete ancora fatto - di guardare questa serie dal primo all'ultimo episodio.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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