venerdì 10 agosto 2018

Il Ragazzo Invisibile, Seconda Generazione - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Buona l'idea. Pessima realizzazione. Il secondo capitolo de Il Ragazzo Invisibile soffre ancora più del primo capitolo della saga. Se mi ostino a guardarlo, a cercarci qualcosa di buono, è perché mi stuzzica l'idea che in Italia si produca qualcosa legata ai supereroi, e che lo si faccia con una storia consistente e originale. Per una volta i legami con gli States sono tagliati. Qui le origini di tutto sono in Unione Sovietica, e la vicenda è legata soprattutto a una famiglia, una famiglia dotata di poteri speciali, fuggita disperatamente da una sorta di laboratorio militare dove si compivano studi segreti per cercare di creare il solito super soldato.
Del passato di questa famiglia scopriamo qualcosa di più. Sappiamo che nella fuga Padre e Madre sono costretti a separarsi. Lei - più potente - fa da esca così che il padre porti in salvo i due bimbi appena nati, ma ne paga le conseguenze in modo davvero terribile. Lui si da alla macchia. Il figlio maschio viene dato in adozione a un comandante della polizia di Trieste. La figlia femmina viene data in adozione a una famiglia mediorientale. I poteri dei due ragazzi si rivelano solamente in piena adolescenza, e se per Michele la scoperta è 'poco' traumatica (n.d.r. Vi ricordate il primo film), per la sorella Natasha non va altrettanto bene.

Michele cresce bene, con amici e quant'altro. Ovvio che le vicende del primo film lo segnano, perché non può rivelare i suoi poteri, e perché suo padre ha cancellato la memoria a tutte le persone coinvolte, compreso il suo grande amore, la ragazza che ha salvato dal sommergibile russo. Però non è comunque una vita facile, visto che la madre adottiva muore in un incidente stradale, e lui rimane solo, ancora più solo di quanto lo fosse mai stato prima. Senza contare che anche il padre è scomparso... Fortuna che nella sua classe arriva una nuova ragazza, Natasha, che pare essere dotata di super poteri proprio come lui.
Il legame tra Michele e Natasha è evidente, e presto lui scopre che lei è sua sorella, e che si trova a Trieste con Yelena, la sua vera madre. Quest'ultima è malata, debole, a causa delle torture subite in passato. Il suo unico desiderio è vendicarsi di colui che l'ha torturata, che ha ucciso molti suoi simili, e vorrebbe che Michele si unisse al suo gruppo di 'super' per ottenere la giusta vendetta. L'idea è quella di rapire il magnate del Gas russo che presto arriverà in città per inaugurare un nuovo gasdotto. Lui, con la caduta del muro, aveva acquistato il centro di ricerche dei 'super', e ne aveva fatto un vero e proprio lager dove poter fare esperimenti impunemente, senza scrupoli e molto peggiori di quanto fosse mai avvenuto prima, sotto il regime comunista. Lui è l'obiettivo di Yelena, e saputo delle varie torture subite dai suoi simili, Michele decide di accettare.
Solo che a Michele non viene detta tutta la verità, e...

Be', non posso svelare tutto quanto della trama del film. Come ho detto, la trama mi piace, ha il giusto spessore, e non è la solita guerra tra super che ci viene proposta in tutte le salse dai prodotti americani. Ecco, se proprio bisogna trovare una analogia, le vicende di Michele potrebbero richiamare per certi versi quelle di Wolverine, e per certi versi la saga de Il Ragazzo Invisibile strizza evidentemente l'occhio agli X-Men.
Ma... Non ci siamo proprio! Se il primo film barcollava sul filo della sufficienza grazie alla presenza di qualche attore con un po' di spessore, qui perdiamo anche quest'ancora di salvezza. E a poco serve la competenza di Salvatores. Guardare questa pellicola fa tornare alla mente Il Ragazzo dal Kimono d'Oro (n.d.r. Kim Rossi Stuart, con gli anni, è diventato un buon attore ma...), e anche Alex l'Ariete.
La recitazione altalena tra il teatrale e l'improvvisato. Manca la naturalezza, la fluidità, la scioltezza nei movimenti, nell'espressione, nell'impersonare i caratteri. E' vero che sono tutti interpreti giovani, ma queste mancanze si notano. Il film non riesce a mantenere il ritmo narrativo a causa di una interpretazione ingessata, a dialoghi prolissi, impostati, poco naturali... E l'effetto finale non è certo un gran bel vedere. Si salva forse Ludovico Girardello, nell'interpretare Michele, che riesce un po' più degl'altri a entrare nel personaggio e a interpretarlo con maggiore sicurezza. 

E' un vero peccato...

Magari i fumetti girano meglio. Io non ho ancora avuto modo di leggerli, ma li potete trovare qui e qui.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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