giovedì 30 agosto 2018

Che vuoi che sia - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
C'è una scena, in  Che Vuoi che Sia, che anche a distanza di tempo continua a farmi sorridere, e no... Non fa contesto con la trama del film (n.d.r. Di cui vi parlerò tra poco). La scena mostra Claudio e Anna al ristorante. Mangiano, la sala è completamente vuota, e i camerieri, tutto il personale di sala, è attento alle loro esigenze. I due ragazzi sembrano molto concentrati a studiare il menù, e a fine serata, quando escono senza pagare, stringendo mani eccetera eccetera, ecco che viene svelato l'arcano. I due ragazzi, per scroccare una cena fuori, si fingono promessi sposi in cerca di un locale dove fare il pranzo celebrativo delle nozze. Ovviamente i proprietari dei vari locali visitati offrono loro una serie di assaggi di come potrebbe essere il menù nuziale e... Tutto gratis. 
Altra scena divertente, sempre fuori contesto, se non sempre atta a indicare la povertà dei ragazzi, si svolge in una palestra. In pratica - per farla breve - Claudio e alcuni suoi amici, invece che iscriversi a una palestra, passano da una all'altra facendo la settimana di prova gratuita in ognuna di esse... Mica male, no?

Ma tornando a bomba, Claudio e Anna hanno un progetto di vita assieme. Matrimonio, figli, una bella casa... Tutti quanti sognano un futuro di questo tipo, giusto? Solo che le loro finanze sono ridotte al minimo e, senza di esse, i progetti di vita finiscono per schiantarsi nel vuoto. L'unica speranza è una piattaforma web ideata da Claudio, proposta in rete in crowdfunding, ma che non riesce a ottenere il capitale iniziale per poter partire veramente.
La disperazione è tanta, e una sera, durante una festa, Claudio finisce per ubriacarsi e lanciare un folle messaggio al 'popolo del web'. Si propone di produrre un video hard con Anna, e di metterlo online, se solo riesce a ottenere una cifra spropositata, sempre in crowdfunding. La cosa folle è che l'appello di Claudio viene accolto. La cifra viene raggiunta, e superata, fino a toccare i 250000 euro. 
Con quel denaro Anna e Claudio potrebbero sistemarsi e realizzare i propri sogni, ma è evidente che - da sobri - l'idea non è più così esaltante come lo era da ubriachi. E' un problema di dignità, di pudore, di morale... Ma 250000 euro... E mentre lo zio Franco si propone di fare il regista del film, ovviamente i genitori - e la zia - contrastano l'idea. 

I ragionamenti si sviluppano in una animata analisi del mondo d'oggi, dove tutto è in vendita, comprese le persone, e l'unico impedimento è legato semplicemente al prezzo che uno è disposto a pagare per ottenere qualcosa, e a quanto uno è disposto a prendere per fare quel qualcosa. Un'esame leggero e allo stesso intenso e profondo. Si ride del dramma, e si affronta questa commedia agrodolce, ove morale, disperazione, pudore, e la dignità (n.d.r. Queste parole vengono ripetute spesso nel film, e io stesso le ripeto più volte in questo post).
Bravi gli interpreti, specie Edoardo Leo nei panni di Claudio, che viene candidato al Globo d'Oro per la migliore commedia nel 2017. Ma tutti gli interpreti, dal sempre perfetto Papaleo (n.d.r. Nei panni dello zio), Marina Massironi, e Anna Foglietta (n.d.r. Nei panni di Anna), che già l'abbiamo vista in Noi e la Giulia e in Perfetti Sconosciuti.

Una commedia interessante, ed è bello scoprire sempre più commedie di questo livello, perché dimostrano che il cinema italiano è ancora in grado di produrre ottimi film, di non vivere e di stare in piedi sulle proprie gambe nonostante quello che si dica, e i troppi cinepanettoni.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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