giovedì 23 agosto 2018

Blade Runner - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi ho voglia di parlare di un grande classico, un intramontabile della fantascienza, un vero e proprio simbolo per tutti coloro che amano immaginare come potrebbe essere il futuro, ovvero... Blade Runner.

Classe 1982, idea basata liberamente su un racconto di Philip K. Dick, regia di Ridley Scott, con un immenso Harrison Ford nei panni di Rick Deckard, il cacciatore di androidi, e un altrettanto immenso Rutger Hauer nei panni di Roy Batty, il replicante a capo dei Nexus 6 fuggitivi.

Los Angeles. Siamo in un ventunesimo secolo molto differente da quello in cui viviamo. Del resto nel 1982 si immaginava ancora che l'uomo avrebbe conquistato lo spazio, e avrebbe anche combattuto nello spazio, magari per mano di androidi, macchine metà uomo e metà robot capaci di resistere meglio alle condizioni estreme che lo spazio offre. Androidi che avrebbero potuto servire anche sulla Terra, androidi autocoscienti, e con i propri ricordi, con una propria 'simulazione' di infanzia, di gioia infantile, iniettata nella sua memoria in fase di realizzazione. Già! Macchine che somigliano agli uomini, e che differiscono da essi solo perché non possono riprodursi, hanno una vita limitata - imposta artificialmente - e... Sono molto più forti.
Sulla Terra gli androidi sono usati quasi come schiavi, ma i Nexus 6 sono una serie avanzata, capace di ragionamenti complessi, di provare sentimenti, e - soprattutto - che non si fa mettere i piedi in testa. I Nexus vogliono vivere liberi, ma gli umani non vogliono concedere loro questo privilegio. E' per questo che il modello è stato ritirato dal mercato, e che i pochi superstiti, sono in fuga, perseguitati da un dipartimento di polizia. E' questo ciò che fa Rick Deckard, ed è anche molto bravo nel suo lavoro. Rick scopre che un piccolo gruppo di Nexus ha in mente qualcosa di fuori dal comune. Non sono in fuga come tutti gli altri, nascosti nei peggiori angoli del pianeta sperando di non essere scovati, no... Stanno cercando di entrare nei laboratori della Tyrell Corporation per contattare il proprio creatore, e far togliere il limite di vita dei loro corpi (n.d.r. 4 Anni).

Storia appassionante, ben interpretata, con una fotografia meravigliosa, musiche perfette, regia eccezionale, pluripremiata, superapprezzata, e se pensate che tutto ciò è stato realizzato senza CGI... be' wow!

Io sono affezionato alla versione che uscì al cinema dalle nostre parti, che è la 4 versione del film - nota come International Cut - ma esistono ben 7 versioni differenti di questa pellicola per via... Per via di controversie tra produttore, regia, le esigenze televisive (n.d.r. Fu fatta una versione più breve e tagliata ad hoc per il piccolo schermo), e ovviamente le differenti legislazioni cinematografiche (n.d.r. la versione International Cut contiene delle scene molto violente non presenti nelle precedenti versioni proiettate negli Stati Uniti). Ovviamente la Director's Cut, e la Final Cut, sono le due varianti fedeli a quanto aveva immaginato Ridley Scott sin dall'inizio. Tra le differenze più sostanziali ci sono la mancanza della voce fuoricampo, e la mancanza del lieto fine con la fuga di Rick e Rachel, nonché gli elementi per alimentare il sospetto che anche Rick sia un replicante.

Che altro dire? Un must have in ogni collezione sci-fi degna di questo nome.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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