domenica 15 luglio 2018

Pacific Rim, la rivolta - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
La Rivolta? La rivolta di cosa? C'è qualcosa nel titolo del secondo capitolo di Pacific Rim che proprio non mi convince. La trama non parla di rivolte, bensì di 'rivalse', se proprio vogliamo andare a trovare il pelo nell'uovo. A ogni modo, da parte di chi si è chiesto per molto tempo se davvero ci fosse spazio per un secondo capitolo di questa pellicola, be'... Forse è meglio andare per gradi.

Trama: Sono passati dieci anni dalla chiusura della breccia. Il mondo sta ricostruendo sé stesso, e nonostante traumi, ferite, e città distrutte, la gente comincia nuovamente a credere in un futuro prospero. E mentre la ricostruzione procede con un certo ritmo, anche gli apparati di difesa vengono rinforzati. Vengono costruiti nuovi Jaeger, vengono addestrati nuovi piloti, e si pensa addirittura a nuovi sistemi robotici pilotati da remoto, così da ridurre i tempi di risposta in caso di nuovi attacchi, anche se quest'ultima idea è contestata da molti elementi di spicco per i problemi che potrebbero esserci in caso di interferenze elettroniche ed attacchi informatici.
Dei personaggi del passato rimangono pochi volti. I due scienziati 'pazzi', che ora lavorano su fronti separati: uno dedicato ai nuovi droni, l'altro concentrato sulla possibilità di dotare gli Jaeger di propulsori capaci di farli volare. C'è Mori, la figlia adottiva di Pentecost, ora a capo della difesa Jaeger, e contraria all'uso dei droni. E compare Jake, figlio naturale di Pentecost, bravo sugli Jaeger ma incapace di sopportare il peso del nome che porta, e che di conseguenza preferisce vivere di sotterfugi e stare lontano dal centro addestramento dei nuovi piloti.
Sfortuna che il destino vuole che Jake incontri Amara Nanami, una ragazzina 'genio', che con i rottami di vecchi Jaeger è riuscita a costruirsene uno da sola - piccolino, agile e aggressivo - ma che può essere pilotato in autonomia.
Insomma, andando al nocciolo della faccenda e riassumendo grossolanamente gli eventi, i due si incontrano, lo Jaeger piccolino viene scoperto, ed entrambi vengono arrestati per aver usato tecnologie Jaeger senza autorizzazione. Risultato? Devono scegliere tra arruolamento nello squadrone Jaeger e l'andare in prigione. Immagino siate in grado di indovinare cosa decidono di fare, vero?
Ma se Jake torna nei ranghi con il suo vecchio grado e qualifica, Amara diventa un cadetto che deve essere addestrato a usare gli Jaeger più grossi.
Nel frattempo sta per essere presentato al mondo il progetto dei droni, e ne succedono di tutti i colori. Uno Jaeger misterioso e molto potente attacca la manifestazione. Nello scontro viene uccisa Mori, oltre ovviamente a tantissimi civili e qualche militare. E... Insomma, chi diavolo è che pilotava quel Jaeger?
E se vi dicessi che al posto della cabina di pilotaggio di questo Jaeger c'è un cervello di Kaiju? 
E' un bel problema, non credete pure voi? Ma non c'è proprio tempo per riflettere e investigare. I droni, durante la consegna alle basi militari dove sono normalmente custoditi gli Jaeger tradizionali, diventano incontrollabili. Cominciano a distruggere tutto quanto, e soprattutto, a mettere fuori uso gli Jaeger. Altri droni invece vanno a scavare sul fondo del mare per riaprire la breccia... E... 

Be', non posso svelare proprio tutto quanto. Se dovessi partire da ciò che sapevo prima di vedere il film, devo dire che sono stato portato fuori strada. La storia è più consistente di quanto credessi, e forse l'unico vero difetto è la mancanza di tempo per raccontare bene la vicenda. I personaggi non vengono ben presentati, ben costruiti, e alla fine non si riesce davvero ad affezionarcisi. E' un peccato, perché Amara potrebbe davvero essere una figura interessante, e anche Jake Pentecost poteva avere una presentazione più accurata. Diciamo che mancano dei flashback significativi, che la regia, la sceneggiatura, si è dedicata troppo alla narrazione della 'rivolta' (n.d.r. Rivolta di chi? Questo ancora devo capirlo...), e poco alla descrizione dei suoi protagonisti. E anche i personaggi storici, a partire da Mako, che compare in pochi fotogrammi e poi muore, ma soprattutto Gottlieb e Geiszler son diventati l'ombra di ciò che erano... I due personaggi funzionavano nella conflittualità che li caratterizzava, ma separandoli come avviene nel film, diventano praticamente due sagome di cartone funzionali alla trama.

Come ho detto, è un peccato. Perché il film, pur non reggendo il livello del primo capitolo, avrebbe potuto avere una sua dignità, un suo proseguo della vicenda, e un legame appassionato con le storie che vuole omaggiare e che la 'nostra' generazione conosce molto bene (n.d.r. L'idea di concentrare il finale sul monte Fuji è geniale).
Pessima l'idea di [Spoiler]chiudere il film con Jake che si confronta col 'nemico' (n.d.r. Non vi dico chi è altrimenti rovino la sorpresa) catturato durante il conflitto finale e rivela che la prossima mossa sarà un attacco al mondo alieno[Spoiler] Qui si esce dai binari dettati dalla tradizione a cui è ispirata la saga e ci si avvicina a un blockbuster di fattura più classica dove ci si aspetta più azione, più robot, e più combattimenti ed effetti speciali. Non so se mi piace l'idea...

Si guarda? Non è perfetto ma, sì, il film si fa guardare. Basta avere un bel po' di popcorn e, un po' di amore per robot e fantascienza.


Con un abbonamento Amazon Prime, potete guardarlo via web con un click qui, oppure direttamente su una Fire Tv Stick.

Scopri i miei ebook cliccando QUI



About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

0 commenti:

Posta un commento

Post Recenti



Powered by Blogger.

Popular Posts

Cerca sul Blog

')