giovedì 5 luglio 2018

Creti, Canova, Hayez. La nascita del gusto moderno

Glauco Silvestri
I lavori di ristrutturazione del palazzo comunale di Bologna hanno portato alla nascita di una nuova esposizione della collezione artistica della città. Una collezione che da sempre è incentrata attorno alla storia di Bologna ma che, in questa occasione speciale, ci concede un percorso differente, che ci conduce tra il seicento e il settecento con occhi nuovi, quando l'arte ha un primo abbrivio vitale verso le nuove correnti, e ciò che poi ha alimentato la produzione artistica contemporanea, e moderna.

Francesco Hayez, (Ruth, 1853)
Occasione, questa, anche per poter ammirare opere che un tempo erano nascoste alla vista del pubblico, o organizzate in modo tale da non riuscirne a percepire il valore contestuale. I personaggi cardine di questo percorso sono ovviamente i tre citati nel titolo, Donato Creti, Antonio Canova, e Francesco Hayez, ma non bisogna dimenticare molti altri autori che sapranno affascinare con la medesima potenza.

Giovanni Antonio Burrini, Giuseppe Maria Crespi, soprattutto Pelagio Palagi, guideranno il percorso visivo di questa mostra assieme a Clemente Albéri, a Ferdinando Cavalieri, al Baruzzi, a Faccioli, Mancini e tanti tanti altri. Quadri, sculture, ma anche mobili, terracotte, orologi, specchi, vasi pregiati, e la meravigliosa ricostruzione del salottino barocco della famiglia Rusconi. 

Il salottino barocco della famiglia Rusconi
Sono 150 opere. Alcune di esse sono strettamente legate alla città, come le figure in legno che si animavano nella torre dell'orologio allo scoccare dell'ora, rimosse nei primi del novecento, o come anche una rappresentazione storica della città turrita realizzata interamente in legno da Angelo Finelli nel 1917. Ovviamente non mancano i pizzi e i merletti, e altrettanto ovviamente non mancano i modelli che servirono da studio preliminare per la costruzione del Nettuno.

Bologna
Ma è del percorso seicento-settecento su cui vorrei concentrarmi, un percorso affascinante sia dal punto di vista artistico e visivo, sia dal punto di vista storico.
Il percorso ci permette di comprendere come l'arte sia stata influenzata dalla scienza. I primi studi del corpo umano si proiettarono nelle pitture, le quali riportarono dettagli sempre più precisi dell'anatomia umana. Donato Creti fu maestro in questo studio del corpo umano. 
Argo e Giunone (Donato Creti, 1721)
Le rappresentazioni sono ancora legate - per lo meno alla fine del seicento e all'inizio del settecento, a quanto visto in precedenza. Le rappresentazioni religiose e i ritratti di famiglia la fanno ancora da padroni. 
Compaiono i primi paesaggi. 
Sono ancora considerati solamente come abbellimenti e opere di secondo piano, ma che cominciano ad avere un proprio spazio, e a evolvere autonomamente. Compaiono anche figure umane di minor pregio, artisti e ballerini, ritratti di sconosciuti, magari per ritrarre il viso, il corpo umano, nella sua vecchiaia, nella sua giovinezza, nella sua maturità. 
C'è uno studio dell'uomo che nasce e si evolve.
Apollino (Antonio Canova 1797)
Alle sue spalle uno scorcio della
Sala Boschereccia.
Si comincia anche a inventare, a creare ritratti di personaggi del tempo con abiti provenienti dal passato. Mescolare le epoche storiche, inventare nuovi contesti, creare ambienti bucolici tra le rovine delle civiltà passate.
Il tutto con una freddezza quasi scientifica. La bellezza è tangibile, così come la precisione nelle riproduzioni, nello studio dei dettagli, e delle ricostruzioni.
Manca l'emozione, che compare solo più tardi.
Portavoce dell'emotività è sicuramente Hayez, con opere davvero sublimi, trasudanti di vita, energia, e passione. Qui si chiude il percorso, che ci conduce mano nella mano verso il Verismo, ultimo baluardo non astratto prima dell'avvento dell'arte contemporanea.

Trinità. Pittore Italiano
(1540 - 1560)
Il cammino attraverso queste opere non è sempre coerente. 
Le sale che conducono all'esposizione e che ci guidano tra un'opera e l'altra, tradiscono e suscitano curiosità. Ci sono sale fuori percorso, dove sono collezionate opere provenienti da un passato più remoto, che non si possono ignorare. 
E' qui che ho rivisto volentieri la Trinità. 
Senza contare - ovviamente - le già citate sale dove si parla di Bologna, del suo passato, e dei suoi tesori.
Le sale stesse sono una distrazione, tutte meravigliose è ben conservate. Anche vuote, con i bei soffitti e gli affreschi, meriterebbero una visita e il costo del biglietto.

Il contesto espositivo si presta quindi a una visita che sia fatta con garbo, attenzione, e cuore aperto e rivolto pienamente all'arte. Una visita frettolosa e figlia di scatti rubati col cellulare - come ho visto accadere - sarebbe una grande perdita di tempo e di significato.

Auxilium ex Alto (Alfredo Savini, 1896)
Vi consiglio di fare un saltino a Bologna, di salire al secondo piano del palazzo comunale, e di godervi questo percorso magnifico. L'ingresso costa solamente 5 euro. e sarà aperta fino al 15 Luglio (n.d.r. E' stata prorogata fino al 9 Settembre).
E' davvero un'occasione da non perdere.


Maggiori informazioni: qui, qui e qui.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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