domenica 17 giugno 2018

Star Wars VIII, Gli ultimi Jedi - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ci son due cose che proprio non ho sopportato di Star Wars VIII: La scena iniziale, dove avviene il teatrino tra il pilota del X-wing e il generale del Nuovo Ordine, e un piccolo - ammetto buffo - intermezzo in un momento di tensione che rovina tutto, ovvero la scena della stireria imperiale.

Detto, ciò, immaginando che qualcuno ancora non abbia visto il film, ecco che ritorno nei ranghi e vi riassumo la trama del penultimo film ufficiale della saga (n.d.r. Almeno così dovrebbe essere, o sbaglio?).

Eravamo rimasti a Rey che raggiunge Luke Skywalker su un pianeta remotissimo della Galassia, dove si era auto-esiliato in seguito al suo fallimento nell'addestrare Ben Solo al cavalierato Jedi, e al suo conseguente passaggio al lato oscuro.
La narrazione si svolge su due piani paralleli: Rey che cerca di convincere Luke a ritornare in campo, e ad addestrarla per diventare un cavaliere Jedi; e la fuga senza speranza dell'ultimo pulviscolo di resistenza di fronte alle armate del Nuovo Ordine. Entrambe le situazioni paiono senza speranza, soprattutto la seconda, visto che un folle pilota di X-wing, con le sue strategie strampalate, finisce per far distruggere tutta la flotta della resistenza (n.d.r. Per abbattere un singolo incrociatore), e mette in serio pericolo l'intero piano di salvezza del piccolo pugno di uomini e donne rimasti a combattere.
E mentre Rey scopre i pregi e i difetti della forza, mentre flirta con Kylo Ren/Ben Solo a distanza grazie a una connessione 'mentale', mentre la flotta ribelle in fuga perde pezzi a ogni metro percorso nella sua inutile fuga, Finn e una addetta alla sicurezza dei gusci di salvataggio improvvisano un viaggetto - indisturbato e non notato - verso un pianeta bisca per trovare qualcuno che gli permetta di bucare i codici della nave imperiale e disattivare i loro sensori per il tempo necessario a un ultimo tentativo di fuga attraverso l'iperspazio.
E diciamocelo: per fortuna che c'è Luke Skywalker perché altrimenti la resistenza - o l'ombra di ciò che era stato quando fu sconfitto l'Impero - ovvero un manipolo di inetti capace solamente di mettere a repentaglio la propria vita, privo di organizzazione, di senso tattico, di possibilità di vittoria, e bravissimo a sprecare le proprie risorse in scontri armati senza speranza, sarebbe spacciata.

Rimane la speranza, e l'ultimo capitolo della saga, dove nuovamente - immagino - Rey e Kylo dovranno sfidarsi per chiudere il cerchio. E nessuno mi toglie dalla testa che i due ragazzi siano in realtà fratello e sorella, così come lo erano Luke e Leia... L'odore di saga famigliare è nell'aria sin dai primissimi episodi della saga, non lo credete anche voi?

Ma tornando al film, è divertente, ricco di effetti speciali, molto disney, con tanta azione, poco dramma, e dove non ci sono 'veri malvagi'... Kylo Ren non è sicuramente all'altezza del suo predecessore, né per carisma, né per interpretazione, così come Rey è tutt'altro che convincente come Jedi. Ma tornando su Kylo Ren, che poveretto ha un peso enorme da sostenere sulle spalle, credo che gli sceneggiatori abbiano fatto di tutto per fare in modo che non possa reggere il confronto. Difatti è un cattivo poco credibile, troppo fragile emotivamente, e con un aspetto che non 'mi' convince. Il suo casco è una pessima imitazione di quello di Vader, e il solo fatto che a volte venga chiamato Ben Solo, e altre Kylo Ren, be' fa più confusione che altro... Sembra che gli sceneggiatori non abbiano fiducia nel pubblico, e ogni tanto debbano ricordare che Kylo Ren è figlio di Ian Solo e della principessa Leia... Bah!

E' un bel blockbuster ma... No, non regge il confronto con gli episodi classici, e a mio parere neppure con i primi tre del nuovo corso.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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