sabato 12 maggio 2018

Annientamento - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
C'è stato parecchio battage pubblicitario su Annientamento, film prodotto da Netflix e ispirato dalla trilogia dedicata all'Area X di Jeff VanderMeer. Bisogna dire che diversi siti che seguo ne hanno parlato bene, e di principio, anche gli argomenti trattati dalla trilogia mi incuriosiscono (n.d.r. Tanto che il libro è finito nella mia wish list di lettura). Però, quando l'altra sera ho avuto modo di vederlo...

Trama: Qualcosa di sconosciuto cade sul nostro pianeta e colpisce un faro sulla costa del Pacifico, in un punto imprecisato degli Stati Uniti. Dal faro scaturisce uno strano fenomeno, che molto lentamente comincia ad avvolgere il territorio circostante. All'interno accadono cose strane, è come se il dna delle cellule venisse rimodulato, animali diventano piante e viceversa, e ancora piante si mescolano tra loro, e animali si mescolano tra loro... Tutto muta, in modo inaspettato, e per certi versi spaventoso, visto che questa area si allarga lentamente ma inesorabilmente.
Ovviamente il governo USA non rimane con le mani in mano, e invia sul luogo un gruppo di ricercatori, e altrettanto ovviamente, l'esercito.
Le prime missioni di esplorazione sono militari. I soldati entrano, e spariscono, non tornano più... La cosa va avanti da anni, in silenzio stampa, eppure non si riesce a venire a capo di nulla. Poi uno dei soldati ricompare misteriosamente a casa di sua moglie. Si sente male, e mentre è su una ambulanza diretto verso l'ospedale più vicino, viene intercettato dal governo e portato nell'area in cui viene studiato il fenomeno misterioso.
Ovviamente, con lui, anche la moglie viene prelevata.

Fin qui tutto bene, no? La trama vi intriga? E' solo il prologo, e apre a un mondo di aspettative, ma poi tutto crolla miseramente, perché non ha proprio senso... Ma andiamo per gradi: Moglie e marito vengono condotti nel centro dove si studia lo strano fenomeno, e mentre il marito sta sempre peggio, la moglie comincia a chiedere in giro cosa sta succedendo. A capo dell'intero reparto è... una psicologa? Già! Una psicologa! E' lei a raccontare tutto alla donna, Lena, che guarda caso è una biologa, ed ha persino avuto un addestramento militare.
Lena capita a proposito, visto che nessuno - fino a quel momento - ha mai pensato di analizzare il fenomeno dal punto di vista scientifico. Già! Però il fatto che ci sia Lena mette in moto una serie di meccanismi per cui la 'nuova squadra' non sarà composta da militari, bensì da scienziati... Giusto, no? Solo che non ha senso... Perché sin dal primo momento - magari - si sarebbero dovute fare delle spedizioni con militari e scienziati assieme, non vi pare? E invece qui si fa tutto in modo strano. Prima solo militari, poi solo scienziati... E tra questi solo uno di loro sa maneggiare un'arma automatica (n.d.r. Oddio, le altre ci provano, ma con risultati piuttosto discutibili e un po' fuori dalle righe). Scienziati... Abbiamo una psicologa, un fisico, un paramedico (n.d.r. Un paramedico!?), una geomorfologa, e ovviamente Lena. Lo scopo della missione è ovviamente raggiungere il faro per capire cosa è successo. 
Durante l'intera esplorazione i cinque scienziati non fanno altro che guardarsi attorno ammirati, senza la minima precauzione, e molto di rado, facendo qualche osservazione, o tentando di studiare ciò che accade. Per lo più si concentrano sui propri problemi personali. Lena ovviamente è lì per 'vendicare' il marito (n.d.r. Il resto del gruppo non lo sa, ovviamente... Ognuno tiene per sé i propri problemi mettendo a rischio l'integrità del gruppo); la psicologa ha un tumore inguaribile e quindi non ha paura di morire, e allo stesso tempo non gli importa proprio nulla del gruppo di esplorazione che comanda (n.d.r. Tanto che lo abbandona per proseguire in solitaria...); il fisico e/o la geomorfologa (n.d.r. I personaggi sono così ben costruiti che dopo qualche minuto non ci si ricorda più di chi è chi) è autolesionista; e via dicendo... Non voglio rovinarvi la sorpresa raccontandovi proprio tutto. Basti pensare che dalla prima all'ultima esplorazione, chi ha selezionato gli equipaggi pare gli abbia scelti in modo da avere la certezza di fallire...

Il film, come avrete capito, non mi è piaciuto. Gli effetti speciali sono davvero ben realizzati. Il cast raccoglie un faro per le allodole, la brava Natalie Portman, che deve sostenere sulle sue spalle l'intera baracca. I personaggi sono però tratteggiati a matita, e hanno davvero poca profondità. I momenti che più catturano sono gli istanti di terrore, che però si contano sulle dita. Molte sono le scene discutibili, come il punto di guardia completamente illuminato nel bel mezzo dell'oscurità... E poi le guardie si sorprendono di venire aggredite da animali feroci! Strano, vero? Eppure lo sapevano di addentrarsi in un luogo da cui nessuno era mai uscito!
E' tutto molto superficiale, anche se la fotografia è notevole, così come la coreografi... Ehm, be' sul finale la Portman ha una sorta di ballo con una creatura che la vuole emulare in tutto e per tutto. Scena stupenda anche se un po' fuori contesto se si considera quanto mostrato poco prima.

Per cui, sì, il film non mi è piaciuto, ho visto di meglio su tematiche simili (n.d.r. The Astronaut's Wife, e L'invasione degli Ultracorpi, per citarne due). Però ci voleva, ha attirato la mia attenzione verso il romanzo...



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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