sabato 7 aprile 2018

Sing Street - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Adoro questo genere di film! Forse perché mi fanno tornare indietro nel tempo; forse perché è la musica della mia giovinezza; forse perché nonostante l'aria matura che si danno, sono pellicole acqua e sapone; forse - infine - perché parlano di emozioni, di sogni, di vita vera. E devo dire che l'Irlanda è un luogo ideale come ambientazione di questo genere di storie, perché - lo sappiamo tutti - è da lì che la musica di quegl'anni è nata.

Parlo di Sing Street, una storia musicale ambientata nella Dublino di metà anni '80. Conor ha 16 anni e scrive canzoni, strimpella la chitarra, il tutto per isolarsi dai continui litigi dei genitori, ormai in crisi da anni, e sul sentiero del divorzio. La sua famiglia è particolare: ha una sorella che diventerà architetto, e ha un fratello con un passato da rockettaro e un presente buttato via, nonostante la sua saggezza da ragazzo di strada.
Oltre a problemi di coppia, la famiglia di Conor ha anche problemi di soldi, ed è per questo che il ragazzo viene estirpato dal suo ambiente, per andare a studiare in un nuovo liceo, più popolare, e meno costoso. Qui - nonostante la scuola sia gestita da religiosi - trova la peggiore specie di gioventù della Dublino di quegl'anni. Viene subito preso di mira dai bulli della scuola, e viene subito preso di mira dalla dirigenza scolastica (n.d.r. E vatti a capire perché!). Unica valvola di sfogo è la bella Raphina, una ragazza che aspira a diventare modella, che incontra per caso fuori dalla scuola, e di cui si innamora perdutamente.
E' per riuscire ad avere un contatto con la ragazza che Conor fonda una band musicale. Raduna altri ragazzi come lui, mette in musica i suoi testi, e la convince a fare qualche video. 
Lei sogna di migrare in Inghilterra, lui sogna lei... Ecco che scoppia la solita storia d'amore che diventa un tira e molla, una serie alternata di momenti di gioia, di distacco, di frustrazione. L'unico appoggio per Conor è il fratello maggiore, che diventa suo mentore, e per certi versi suo istigatore a dare vita alle sue passioni senza preoccuparsi di ciò che può accadere.

Il film è delicato, divertente, con buona musica come colonna sonora. La regia è più che discreta, e i personaggi sanno cosa fare senza esitazioni. I dialoghi sono sintetici, efficaci, adolescenziali, perfetti per ciò che viene raccontato. C'è imbarazzo mischiato ad audacia, mentre le forme di comunicazione più complesse sono lasciate alla musica e alle immagini. Mi ha ricordato The Commitments, altra storia di musica, povertà, gioventù, irlandese.

Ve lo consiglio.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

4 commenti:

  1. Quanta bellezza, per gli occhi e le orecchie, in un film solo!
    Uno dei gioiellini musical-cinematografici più preziosi degli ultimi anni.

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  2. Uh, che film delizioso!! Perfetto per chi adora gli anni '80 e quelle storie che non si limitano a strizzare l'occhio all'epoca ma riescono anche ad entusiasmare!

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    1. Già! Ce ne fossero di più di film così :-)

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