mercoledì 18 aprile 2018

Pirati dei caraibi: la vendetta di Salazar - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi parliamo dell'ultimo - in ordine cronologico - episodio della saga Pirati dei Caraibi. E' evidente che Disney stia strizzando fino all'osso un brand che in passato ha funzionato parecchio, ed è altrettanto evidente che - alla storia - oggi si preferisce proporre grandi effetti speciali e una mimica da commedia leggera. 

Ne Pirati dei caraibi: la vendetta di Salazar ripartiamo da dove eravamo rimasti. Sparrow ha perso la Perla Nera ed è caduto in disgrazia al punto da barattare la propria bussola, una bussola magica che conduce sempre dove uno vuole andare, per una banale bottiglia di rum. Quest'ultima, sentendosi tradita dal suo padrone, libera il capitano Salazar - un vecchio nemico di Jack, dall'infernale Triangolo del Diavolo e, be' quest'ultimo torna a fare ciò che sapeva fare meglio prima che Sparrow interrompesse la sua 'carriera' intrappolandolo proprio nel Triangolo. Ovviamente Salazar è intenzionato a vendicarsi, per cui Jack è costretto ad allearsi con Henry Turner (n.d.r. Figlio di Elizabeth e Will), con Barbossa, e con l'astronoma Carina Smyth, per cercare il famigerato Tridente di Poseidone, manufatto che gli consentirebbe di avere il controllo dei mari, e di avere la meglio con Salazar, e riavere con sé la bussola. Certo... Le cose non andranno lisce nemmeno per un po', e la soluzione di un problema porterà allo scatenare altri problemi eccetera eccetera.

La trama sembra complessa, quasi sofisticata, ma come al solito la pellicola non canta quanto la carta. Difatti osservando lo schermo ci si ritrova di fronte a una concatenazione di eventi prevedibile che avvengono in sequenza e... annoiano. Eh sì! Gli effetti speciali roboanti - e davvero ben fatti - nulla tolgono al fatto che tutto andrà come deve andare, e che le pedine sulla scacchiera hanno un destino prestabilito che poco sorprende.
Bravo come sempre Deep nei panni di Sparrow, così come è una bella riscoperta la presenza di Geoffrey Rush nell'interpretare Barbossa. Ottima la regia eccetera eccetera. Ormai questo tipo di prodotti sono abbastanza standardizzati su livelli altissimi, visto anche il budget a disposizione. Però... Stanno allungando un po' troppo il brodo.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Una spanna sopra il penultimo capitolo ma comunque ormai la saga ha fatto il suo tempo e Johnny DEpp con lei. Peccato solo per Barbossa, era un personaggio che avrebbe avuto ancora da dire!

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    Risposte
    1. Già! Peccato davvero. Il problema è che Disney sembra più interessata ad allungare il brodo e strizzare ogni cent dalle idee che produce, e alla fine saltano fuori film di questo tipo (e il mio timore è rivolto più che altro a Pixar, che senza Jobs è caduta nel tunnel dei sequel, rovinando film di animazione praticamente perfetti, primo fra tutti Cars :-( )

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