domenica 1 aprile 2018

American Dust - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Brautigan era considerato una sorta di astro nascente della narrativa americana. Veniva paragonato a Twain, sia per i temi trattati, sia per lo stile molto personale. Sfortunatamente era un uomo tormentato, con un passato difficile, e un futuro tutt'altro che luminoso. In costante lotta contro la depressione e l'alcolismo, Brautigan ha perso in fretta il suo titolo di astro nascente per cadere in un oblio sempre più profondo e... Questo American Dust è forse il suo ultimo tentativo di riprendere quota, prima della morte prematura.

Il romanzo è molto intimo, e per certi versi anche autobiografico. La voce narrante è quella di un uomo che racconta il sé stesso da ragazzino, a tredici anni, quando con la famiglia viveva di stenti e di sussidi statali. La vicenda centrale di questa storia è legata a una scelta epocale. La seconda guerra mondiale stava finendo, era un periodo in cui non c'era nulla di male nel vedere un ragazzino che passeggia con un fucile calibro 22. E un giorno qualunque questo ragazzino aveva qualche dollaro in tasca, e doveva scegliere se prendere un hamburger, o comprare una scatola di proiettili per andare a giocare al tiro a bersaglio in un meleto abbandonato. Sfortunatamente scelse la seconda ipotesi, e altrettanto sfortunatamente, invitò un suo amico ad andare con lui al meleto. Potete immaginare cosa succede... Ma ciò che più interessa di questo romanzo è l'immagine cruda che si nasconde dietro al 'sogno americano'. La povertà, i ragazzini che vivono di stenti e che raccolgono le bottiglie abbandonate dagli ubriaconi per recuperare qualche centesimo riportando i vetri al negozio. La violenza insita in una cultura che permette la vendita di proiettili a un ragazzino, e che gli permette di passeggiare liberamente con un fucile in spalla. La paura di tutto, quando nulla è certo, quando non si sa neppure se la sera si avrà un tetto sulla testa. La povertà, raccontando di eroi di guerra costretti a vivere in una baracca in riva a un lago perché il sussidio ai feriti di guerra non gli permette di avere nulla di più dignitoso. Un mondo molto diverso da quello che noi potremmo immaginare degli Stati Uniti di quegl'anni, e forse anche di 'questi' anni.

E se il tema è interessante, così come anche l'approccio scelto dall'autore, lo stile narrativo non mi ha convinto più di tanto. Devo ammettere che il continuo saltare da un argomento all'altro mi ha un po' irritato, perché è un continuo rimandare, è un continuo porsi delle domande senza mai giungere alle risposte. E la lettura rallenta perché in questa maniera, con tutta la simpatia che si può avere per il personaggio principale, dopo un po' si perde interesse. Pazienza. Il romanzo è breve, circa cento pagine, per cui non è impossibile arrivare in fondo, ma non è una esperienza del tutto appagante.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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