mercoledì 10 gennaio 2018

Valerian e la città dei mille pianeti - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Un altro film che non sono riuscito a vedere al cinema, Valerian e la città dei mille pianeti, un po' perché la critica non ne parlava granché bene, un po' perché la sua presenza nei cinema è stata piuttosto breve, forse a causa di altre pellicole più interessanti in uscita, o per il fatto che non sia andato subito sold-out al botteghino.

Besson con la fantascienza è un po' così. I suoi prodotti cominciano a piacere solo dopo diversi anni dalla loro uscita cinematografica - diciamo - quando finalmente vengono capiti. E forse anche Valerian ha bisogno di tempo per essere capito... Ma se Il Quinto Elemento poteva contare su un cast di primo livello, e Lucy su una storia di spessore, qui penso che il problema più grosso della pellicola sia proprio nei due ragazzi che impersonano Valerian e Laureline, e forse i dialoghi che li caratterizzano.

Ma la storia com'è? Siamo in un futuro molto lontano. Con la conquista dello spazio l'uomo è riuscito a intrecciare una serie incredibile di amicizie con altre specie intelligenti. Alpha è una sorta di stazione spaziale ove ognuna di queste specie ha aggiunto un pezzo, così che tutte le culture siano sempre in contatto, mantengano rapporti commerciali e diplomatici, e tengano salda l'amicizia tra i popoli cercando sempre di risolvere pacificamente ogni contenzioso. Ma ora Alpha è minacciata al suo interno. Un'area vicina al nucleo centrale è diventata invivibile a causa di strane radiazioni che si stanno costantemente espandendo. La minaccia non viene sola, visto che il governo stesso di Alpha è minacciato da una specie aliena creduta estinta, la quale cerca di recuperare un 'trasmutatore', ovvero un esserino capace di replicare e moltiplicare tutto ciò che mangia, che attualmente è proprietà del governo. Il trasmutatore è fondamentale per poter ridare vita al pianeta di questa specie aliena, ma il cercare di ottenerlo con la forza mette in allarme la sicurezza di Alpha, che incarica due agenti speciali di investigare sulla questione, e risolvere il problema.

La storia è tratta da una serie a fumetti francese del 1967. Serie molto cara al regista francese, che ovviamente ha voluto rivitalizzare con una pellicola dalle capacità visive davvero spettacolari. E il tocco di Besson in questo film si nota, perché durante la visione ci viene offerto il divertimento, l'azione, una ambientazione che lascia a bocca aperta, e una colonna sonora davvero efficace.
Peccato che una singola pellicola non riesca a condensare la complessità di una intera serie a fumetti, e alla fine chi ne soffre di più sono proprio i due personaggi principali, che - diciamocelo - per quanto si stuzzichino continuamente parlando della propria relazione intima, e di matrimonio, appaiono freddi manichini che si muovono seguendo una struttura lineare che mai stupisce, sorprende, o sia capace di creare un legame spettatore-personaggio tale da provocare un briciolo di affezione.
No, Cara Delevingne e Dane Dehaan non mi hanno convinto per nulla... Saranno dei bei volti, saranno capaci di fare bene il compito in classe, ma li ho trovati troppo distaccati, freddi, male amalgamati nella vicenda... E magari è anche un po' colpa dei dialoghi, forse troppo maturi e maliziosi, e che mal di adattano ai volti tanto, troppo, giovani dei due attori.

Quindi? Valerian è comunque un film godibile, forse non indimeticabile, ma di sicuro capace di intrattenere per una serata in casa, al calduccio, sul divano, mentre fuori piove.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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