giovedì 18 gennaio 2018

Revolutija - #Mostra #Recensione

Glauco Silvestri

Era già qualche settimana che avevo in casa i biglietti per andare a vedere Revolutija. Si tratta di una mostra molto interessante e un po' diversa da quanto si è soliti incontrare nei musei italiani. Per una volta niente artisti italiani, niente artisti europei, e neppure niente artisti statunitensi, e niente artisti che siano stati influenzati potentemente dai flussi e dai canoni artistici che chi ama l'arte conosce bene.

Promenade (Chagall 1917)
In Revolutija si parla di artisti russi, si parla di artisti che sono stati per lo più tacitati dai regimi sovietici perché non conformi con l'immagine che il regime stesso voleva dare del proprio paese. Opere meravigliose che fino a metà degli anni novanta (n.d.r. Credo) sono rimaste chiuse nei magazzini, e mai esposte al pubblico.
Certo! Sono presenti anche alcuni nomi noti, come Chagall e Kandisky, ma a farla da padroni sono ovviamente gli autori meno noti, ma non certo per questo meno bravi.

Tutti autori che hanno dato il meglio di sé a cavallo delle due guerre mondiali; nel periodo di regime intercorso tra Stalin e Lenin, in pratica. Autori che hanno sì respirato le correnti artistiche che giungevano dall'Europa (n.d.r. Come il Futurismo, e l'Astrattismo) ma che hanno reinterpretato a loro modo e liberamente, andando in direzioni davvero uniche e interessanti.

Opere potenti, come 'Che Libertà!' di Repin, che nel 1903 ritrasse due giovani su una spiaggia in balia del vento.


O effimere come il ritratto delicatissimo della magrissima Ida Rubinstein (ballerina) realizzato nel 1910 da Valentin Serov.


Ovviamente sorprende incontrare l'astrattismo simbolico di Malevich in contrapposizione con opere quasi iperrealiste di Kustodiev e dello stesso Repin. E non si può che rimanere incantati di fronte alla bellezza complessa dei lavori di Filonov.

Stacanovisti (Filonov 1934-35)
Sono settanta opere, una più interessante dell'altra, e tutte davvero molto molto convincenti. L'esposizione è davvero ben realizzata, con un percorso che avanza nel tempo, raccontando sia la politica di un paese davvero complesso come la Russia di quegl'anni, sia una evoluzione di pensiero, e artistica, davvero significativa.
Nelle opere si intravede la voglia di comunicare, di andare oltre ai messaggi di regime, di rappresentare il popolo, le idee, e le persone, sia con la serietà di una cronaca dettagliata, sia con spirito irriverente, sia con una creatività davvero priva di confini.

La mostra sarà accessibile al pubblico fino al 13 maggio prossimo, al Mambo di Bologna, ed è davvero un qualcosa che merita di essere visitato, sia per gli appassionati d'arte, sia per gli appassionati di storia, sia per coloro che sono curiosi di scoprire qualcosa di più di un paese tanto lontano da noi, ma poi non troppo diverso, né lontano, dalla nostra cultura.

Maggiori informazioni: qui.
Il catalogo della mostra: qui.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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