mercoledì 20 dicembre 2017

Star Trek Discovery (Aggiornamento) - #Telefilm #Recensione

Glauco Silvestri
Forse fuori tempo massimo rispetto agli appassionati, ma grazie ad amici, anche io sono riuscito a vedere la prima serie di Star Trek Discovery e... Eccomi qui a parlare di questa serie televisiva, una vera novità da un certo punto di vista, che si posiziona in un'epoca antecedente di dieci anni alla missione quinquennale di Kirk, e di conseguenza alla serie classica con cui tutti quanti siamo cresciuti.

Sono quindici episodi, il che da un certo punto di vista è un bene, mentre da altri è invece un problema. Problema perché c'è poco approfondimento sulla storia dei personaggi, che siamo costretti a conoscere con l'imbuto... Personaggi complessi che paiono però - spesso e volentieri - piuttosto schematizzati proprio perché devono raccontare il loro background in poco tempo. E così Michael Burnham appare spesso robotica nei movimenti, rigida come una canna di bambù per la maggior parte del tempo, per poi sciogliersi in improvvisi sentimentalismi che nei primi episodi sembrano quasi fuori luogo. Allo stesso modo Gabriel Lorca è un capitano alla - perdonatemi il paragone ma... - Steve Jobs, capace di estrema empatia col proprio equipaggio, di spingerlo oltre il limite, di motivarlo e di farlo sentire come una grande famiglia, e allo stesso tempo di spietatezza inverosimile, spesso e volentieri sempre nei confronti dell'equipaggio. La storia di Lorca salta fuori attraverso un infodump forzato che viene sottolineato in un paio di episodi, e forse una nota stonata che ho digerito a fatica. Affascinante invece il personaggio di Paul Stamets, forse quello meglio costruito, e meglio sviluppato.
Il lavoro più grosso sui personaggi viene fatto in un unico episodio, quello dei loop temporali (n.d.r. Cerco di fare il minimo dello spoiler). Si tratta di un episodio un po' fuori dalle righe e sicuramente fuori contesto rispetto alla trama principale della saga, ma serve a conoscere meglio Stamets, Lorca, Burnham e Ash Tyler, che compare un po' tardi per raccontare qualcosa di sé, ma ne avrebbe da dire sulla propria vicenda personale.

Buono il mecha design, che ricalca quanto già noto, lo lucida ben bene così da renderlo accattivante agli occhi scafati degli spettatori odierni, ma che non mostra modernità eccessive rispetto a quanto dovrebbe apparire in futuro e che si è già visto nelle produzioni passate.

Molti dubbi sulla propulsione micellare, che per quanto prototipale, non è mai stata citata prima in nessun'altra serie (n.d.r. Quelle ovviamente ambientate anni avanti rispetto a Discovery). E' come la valigetta teletrasporto che compare in Star Trek Into Darkness... Una tecnologia che potrebbe rivoluzionare l'intero universo di Star Trek ma che è relegata in un cassetto, tirata fuori per una singola vicenda, e poi scompare di nuovo come se tutti si fossero dimenticati della sua esistenza. Perdonatemi ma... Non potevano inventarsi qualcosa di diverso e che avesse un senso con tutto ciò che già è noto di quell'universo narrativo? Pare di no!

La trama è incentrata sulla breve guerra tra Federazione e Klingon, di cui Burnham è accusata - ingiustamente - in qualità di elemento scatenante del conflitto. I Klingon possiedono da poco la tecnologia di dissimulazione, la federazione ha il propulsore della Discovery come arma segreta. Il resto è racchiuso in (n.d.r. Poche) battaglie, complotti, molto infodump sull'andamento del conflitto, e i problemi personali di Lorca, Burnham, Stamets, e Ash.

Sembra divisa in due parti distinte!

I primi episodi son tutti incentrati sulle ricerche della Discovery, la seconda parte richiama i due episodi di Star Trek Enterprise dal titolo Oltre lo Specchio, con ambientazione in un universo parallelo dove la Terra è un pianeta tirannico e le altre specie della galassia sono sottomesse al suo potere militare.
Qui le carte vengono mescolate in un modo poco attraente, tutto torna a essere messo in discussione, non c'è personaggio che non appaia diverso da quanto ci si fosse aspettati, e alla fine molti elementi che caratterizzavano il plot delle prime puntate vanno a scomparire.
Una scelta che ho apprezzato poco, e che a mio parere fa credere che gli sceneggiatori temessero - al momento della stesura - che non ci sarebbe stato un seguito dopo questa prima stagione.
Il gran finale, l'episodio 15, apre invece le porte a una futura seconda serie ma... sinceramente... temo un crossover con la Serie Classica. [Spoiler]L'incontro con il capitano Pike e la Enterprise l'avrei evitato...[Spoiler]

Nel complesso la serie funziona, intrattiene, ma tutto scorre troppo in fretta. I primi nove episodi sono davvero pochi per spiegare il mondo in cui siamo stati proiettati, e le tecnologie della Discovery. Ciò che accade in seguito concede ancora meno tempo allo spettatore di ambientarsi e apprezzare le vicende. Ci si allontana molto dalla fantascienza che ho conosciuto crescendo. Qui manca la riflessione, la proiezione, il desiderio di pensare a come potrà essere il futuro. Qui c'è solo volontà di riempire le lacune tra una serie e l'altra, di intrattenere con colpi di scena, effetti speciali, azione, ma sempre con il cronometro tra le mani.

C'è del potenziale ma c'è anche troppa fretta nella narrazione. Vedremo in futuro, ma per ora è promossa a metà.



Volendo, se avete un abbonamento Amazon Prime, potreste anche guardarvelo in streaming - su Netflix - partendo con un click qui, oppure direttamente su una Fire Tv Stick.

Scopri i miei ebook cliccando QUI



About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

0 commenti:

Posta un commento

Post Recenti



Powered by Blogger.

Popular Posts

Cerca sul Blog

')